IL PROBLEMA DROGA PREVENZIONE: CHE FARE Uno dei bisogni primari dell'uomo è quello della comunità, del vivere nella comunità. Spesso nei rapporti interpersonali nascono tensioni e problemi. All'interno delle varie cellule e dei vari organismi che raggruppano gli uomini e i giovani all'interno della società esistono varie dinamiche che interagiscono: FAMIGLIA SCUOLA COMPAGNIA Sono i gruppi che determinano fin dalla più tenera età l'andamento degli 'affari' affettivi del ragazzo. E' sufficiente che una di queste tre componenti entri in crisi perché anche le altre ne vengano colpite per effetto catena. FAMIGLIA L'essere incompreso o escluso, rifiutato o troppo desiderato nell'ambito familiare crea nel ragazzo un senso di vuoto, di angoscia esistenziale, di inutilità che lo porta ad un odio verso i familiari e verso la vita stessa. Una componente di questo sentimento è però diretta contro di sé. AUTODISTRUZIONE La famiglia è, senza dubbio, la cellula più importante delle tre indicate. Il ragazzo costituisce l'anello più debole della catena famiglia: su di lui si scaricano tensioni e problemi da cui spesso non riesce e non può difendersi. Il più delle volte la violenza introiettata, non trovando valvole di sfogo all'interno di rapporti complessi di amore-odio di tipo familiare si trasforma in autodistruzione. SCUOLA Anche la scuola spesso emargina e contribuisce a rendere insicuro il ragazzo. Tanto più il ragazzo sembra disinteressarsi del suo andamento scolastico, tanto più cova dentro di sé l'odio per l'istituzione, per i compagni meglio inseriti e di conseguenza verso se stesso artefice-vittima della situazione malata. COMPAGNIA Importante è anche l'effetto della compagnia (amici, compagni d'oratorio o di sport o di piazza): spesso nella compagnia si ricreano tensioni che di nuovo si scaricano sull'anello debole della catena: un difetto fisico o di carattere è sufficiente a sancire l'emarginazione di un ragazzo. Nasce di nuovo il sentimento odio-autodistruzione e il riconoscersi nel gruppo degli emerginati ne è la conseguenza necessaria. Dalla situazione malata nasce il bisogno dell'evasione. TERRORISMO (la violenza introiettata viene scaricata contro la società) L'ideologia del terrorista vede nel sistema la causa del male che lo assilla. Il terrorista colpisce un anello dela catena dirigente del sistema (transfert), credendo di colpire il "cuore" di quella che è invece la sua angoscia esistenziale e la sua solitudine armata. Cosa fare dunque per prevenire queste forme di devianza quando la realtà a volte insostenibile porta il giovane ad un bisogno di evasione? PREVENZIONE: CHE FARE RISPETTO AL PROBLEMA DROGA Sono innanzitutto importanti una propaganda ed una informazione capillari che permettano una conoscenza approfondita dei rischi e dei pericoli connessi all'uso della droga. E' anche vero però che questo non basta e che a volte con effetto boomerang si può trasformare in un incentivo proprio per quelle persone che desiderano provare esperienze che annullino la loro personalità riconoscendosi nel mondo degli emarginati e dei perdenti. E' allora fondamentale l'iniziativa di prevenzione che, oltre ad informare, intervenga in modo attivo creando ambienti e gruppi solidali nei quali il ragazzo trovi una risposta al bisogno di amore ed amicizia che l'ambiente in cui vive non riesce a soddisfare. Bisogna saper portare amore e speranza, essere modelli credibili, alternativi, ricuperando l'individuo alla voglia di vivere e dirottandolo dalla strada dell'autodistruzione. Un intervento positivo, uno sfogo per le sue tensioni. CENTRI CREATIVI Così definirei gli spazi all'interno dei quali guidati da animatori o autogestendosi i ragazzi possano esprimersi, sfogare nella musica, nel teatro, nell'arte insomma quelle tensioni di cui parlavamo prima. Questi spazi possono essere creati all'interno delle scuole o dei centri sociali e potrebbero avere una funzione molto importante nella terapia delle nevrosi di tipo familiare. 1) Studio di strumenti musicali 2) Guida all'apprendimento di tecniche espressive 3) Teatro 4) Cinema 5) Fotografia 6) Poesia 7) Narrativa 8) Video 9) Pittura 10) Scultura Prevenire vuol dire quindi creare un ambiente di lavoro: un ambiente sano, sereno, non competitivo, creativo. Il ragazzo può, all'interno di questo ambiente, acquisire una tecnica espressiva che, assimilata, lo accompagnerà nelle ore libere nel gruppo e da solo. Prevenire significa quindi creare un ambiente dove chi ha più bisogno trovi una risposta ai suoi bisogni affettivi, una risposta positiva e soddisfacente che anticipi altri tipi di risposte ben peggiori. Non si è accennato qui allo sport: questo è un fenomeno già sviluppato e positivo,anche se spesso si tratta di un ambiente dove la competizione è smisurata e l'emarginazione si ricrea qualora i risultati non siano soddisfacenti. Spero che queste poche righe possano costituire un contributo seppur minimo alla soluzione di questo grave problema ; soprattutto spero che coloro che hanno il compito di compiere le scelte decisive rispetto alla prevenzione e all'educazione in questo campo, ottengano l'attenzione e i mezzi dovuti per poter intervenire in modo adeguato all'importanza del fenomeno qui preso in esame.
DROGA
IL PROBLEMA DROGA PREVENZIONE: CHE FARE Uno dei bisogni primari dell'uomo è quello della comunità, del vivere nella comunità. Spesso nei rapporti interpersonali nascono tensioni e problemi. All'interno delle varie cellule e dei vari organismi che raggruppano gli uomini e i giovani all'interno della società esistono varie dinamiche che interagiscono: FAMIGLIA SCUOLA COMPAGNIA Sono i gruppi che determinano fin dalla più tenera età l'andamento degli 'affari' affettivi del ragazzo. E' sufficiente che una di queste tre componenti entri in crisi perché anche le altre ne vengano colpite per effetto catena. FAMIGLIA L'essere incompreso o escluso, rifiutato o troppo desiderato nell'ambito familiare crea nel ragazzo un senso di vuoto, di angoscia esistenziale, di inutilità che lo porta ad un odio verso i familiari e verso la vita stessa. Una componente di questo sentimento è però diretta contro di sé. AUTODISTRUZIONE La famiglia è, senza dubbio, la cellula più importante delle tre indicate. Il ragazzo costituisce l'anello più debole della catena famiglia: su di lui si scaricano tensioni e problemi da cui spesso non riesce e non può difendersi. Il più delle volte la violenza introiettata, non trovando valvole di sfogo all'interno di rapporti complessi di amore-odio di tipo familiare si trasforma in autodistruzione. SCUOLA Anche la scuola spesso emargina e contribuisce a rendere insicuro il ragazzo. Tanto più il ragazzo sembra disinteressarsi del suo andamento scolastico, tanto più cova dentro di sé l'odio per l'istituzione, per i compagni meglio inseriti e di conseguenza verso se stesso artefice-vittima della situazione malata. COMPAGNIA Importante è anche l'effetto della compagnia (amici, compagni d'oratorio o di sport o di piazza): spesso nella compagnia si ricreano tensioni che di nuovo si scaricano sull'anello debole della catena: un difetto fisico o di carattere è sufficiente a sancire l'emarginazione di un ragazzo. Nasce di nuovo il sentimento odio-autodistruzione e il riconoscersi nel gruppo degli emerginati ne è la conseguenza necessaria. Dalla situazione malata nasce il bisogno dell'evasione. TERRORISMO (la violenza introiettata viene scaricata contro la società) L'ideologia del terrorista vede nel sistema la causa del male che lo assilla. Il terrorista colpisce un anello dela catena dirigente del sistema (transfert), credendo di colpire il "cuore" di quella che è invece la sua angoscia esistenziale e la sua solitudine armata. Cosa fare dunque per prevenire queste forme di devianza quando la realtà a volte insostenibile porta il giovane ad un bisogno di evasione? PREVENZIONE: CHE FARE RISPETTO AL PROBLEMA DROGA Sono innanzitutto importanti una propaganda ed una informazione capillari che permettano una conoscenza approfondita dei rischi e dei pericoli connessi all'uso della droga. E' anche vero però che questo non basta e che a volte con effetto boomerang si può trasformare in un incentivo proprio per quelle persone che desiderano provare esperienze che annullino la loro personalità riconoscendosi nel mondo degli emarginati e dei perdenti. E' allora fondamentale l'iniziativa di prevenzione che, oltre ad informare, intervenga in modo attivo creando ambienti e gruppi solidali nei quali il ragazzo trovi una risposta al bisogno di amore ed amicizia che l'ambiente in cui vive non riesce a soddisfare. Bisogna saper portare amore e speranza, essere modelli credibili, alternativi, ricuperando l'individuo alla voglia di vivere e dirottandolo dalla strada dell'autodistruzione. Un intervento positivo, uno sfogo per le sue tensioni. CENTRI CREATIVI Così definirei gli spazi all'interno dei quali guidati da animatori o autogestendosi i ragazzi possano esprimersi, sfogare nella musica, nel teatro, nell'arte insomma quelle tensioni di cui parlavamo prima. Questi spazi possono essere creati all'interno delle scuole o dei centri sociali e potrebbero avere una funzione molto importante nella terapia delle nevrosi di tipo familiare. 1) Studio di strumenti musicali 2) Guida all'apprendimento di tecniche espressive 3) Teatro 4) Cinema 5) Fotografia 6) Poesia 7) Narrativa 8) Video 9) Pittura 10) Scultura Prevenire vuol dire quindi creare un ambiente di lavoro: un ambiente sano, sereno, non competitivo, creativo. Il ragazzo può, all'interno di questo ambiente, acquisire una tecnica espressiva che, assimilata, lo accompagnerà nelle ore libere nel gruppo e da solo. Prevenire significa quindi creare un ambiente dove chi ha più bisogno trovi una risposta ai suoi bisogni affettivi, una risposta positiva e soddisfacente che anticipi altri tipi di risposte ben peggiori. Non si è accennato qui allo sport: questo è un fenomeno già sviluppato e positivo,anche se spesso si tratta di un ambiente dove la competizione è smisurata e l'emarginazione si ricrea qualora i risultati non siano soddisfacenti. Spero che queste poche righe possano costituire un contributo seppur minimo alla soluzione di questo grave problema ; soprattutto spero che coloro che hanno il compito di compiere le scelte decisive rispetto alla prevenzione e all'educazione in questo campo, ottengano l'attenzione e i mezzi dovuti per poter intervenire in modo adeguato all'importanza del fenomeno qui preso in esame.