Il percorso dei sequestratori ricostruito grazie al nucleo cinofile di Fidenza I rapitori di Tommaso arrivati a piedi dall'A1 «Che», un Australian Kelpie di 6 anni, ha individuato le tracce del malvivente che ha avuto una colluttazione con Paolo Onofri STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLOFIDENZA - I rapitori di Tommaso Onofri sono arrivati a piedi dall'autostrada A1. Una ricostruzione che si deve a «Che», un cane del nucleo cinofilo di soccorso di Fidenza. A raccontare un dettaglio che potrebbe aiutare gli inquirenti è il responsabile tecnico del nucleo specializzato in ricerca di persone scomparse, Paolo Villani. Il cane ha fiutato le tracce dell'uomo che ha avuto una colluttazione con Paolo Onofri e le ha seguite fino alla rete metallica che separa la campagna dal percorso dell'autostrada A/1, che corre a circa 150 metri dalla casa degli Onofri a Casalbaroncolo. Uno dei cani dell'unità cinofila vicino alla casa degli Onofri (Bolzoni)PROVA - La tecnica che ha permesso l'individuazione della traccia si chiama «scriminazione olfattiva». Al cane, un maschio di sei anni, i cinofili hanno fatto annusare il maglione che Paolo Onofri indossava al momento dell'aggressione, su cui c'erano anche le tracce di uno dei malviventi. Il cane poi è stato spinto, attraverso dei "rinforzi" (incitamenti e piccoli premi alimentari) a individuare e seguire solo le tracce del rapitore abbandonando quelle dei percorsi seguiti da Paolo Onofri. E le tracce portano all'autostrada, dove - si può ipotizzare - i rapitori avevano lasciato una macchina. La prova è stata poi ripetuta con un altro cane e ha dato il medesimo esito. TRACCE - I cani hanno fiutato anche tracce dell'uomo che ha portato via Tommaso vicino alla casa degli Onofri: si può ipotizzare che avessero fatto dei sopralluoghi attorno alla casa della famiglia. Le ricerche con i cani nelle campagne si sono interrotte a 24 ore dal rapimento. «Ora restiamo a disposizione nel caso arrivino segnalazioni perché il cane è sempre in grado di individuare le tracce del bimbo e del suo rapitore», ha spiegato Villani
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Il percorso dei sequestratori ricostruito grazie al nucleo cinofile di Fidenza I rapitori di Tommaso arrivati a piedi dall'A1 «Che», un Australian Kelpie di 6 anni, ha individuato le tracce del malvivente che ha avuto una colluttazione con Paolo Onofri STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLOFIDENZA - I rapitori di Tommaso Onofri sono arrivati a piedi dall'autostrada A1. Una ricostruzione che si deve a «Che», un cane del nucleo cinofilo di soccorso di Fidenza. A raccontare un dettaglio che potrebbe aiutare gli inquirenti è il responsabile tecnico del nucleo specializzato in ricerca di persone scomparse, Paolo Villani. Il cane ha fiutato le tracce dell'uomo che ha avuto una colluttazione con Paolo Onofri e le ha seguite fino alla rete metallica che separa la campagna dal percorso dell'autostrada A/1, che corre a circa 150 metri dalla casa degli Onofri a Casalbaroncolo. Uno dei cani dell'unità cinofila vicino alla casa degli Onofri (Bolzoni)PROVA - La tecnica che ha permesso l'individuazione della traccia si chiama «scriminazione olfattiva». Al cane, un maschio di sei anni, i cinofili hanno fatto annusare il maglione che Paolo Onofri indossava al momento dell'aggressione, su cui c'erano anche le tracce di uno dei malviventi. Il cane poi è stato spinto, attraverso dei "rinforzi" (incitamenti e piccoli premi alimentari) a individuare e seguire solo le tracce del rapitore abbandonando quelle dei percorsi seguiti da Paolo Onofri. E le tracce portano all'autostrada, dove - si può ipotizzare - i rapitori avevano lasciato una macchina. La prova è stata poi ripetuta con un altro cane e ha dato il medesimo esito. TRACCE - I cani hanno fiutato anche tracce dell'uomo che ha portato via Tommaso vicino alla casa degli Onofri: si può ipotizzare che avessero fatto dei sopralluoghi attorno alla casa della famiglia. Le ricerche con i cani nelle campagne si sono interrotte a 24 ore dal rapimento. «Ora restiamo a disposizione nel caso arrivino segnalazioni perché il cane è sempre in grado di individuare le tracce del bimbo e del suo rapitore», ha spiegato Villani