Creato da paolafarah il 19/07/2012
SCRIVERE ZEN

 

Archivio messaggi

 
 
 << Aprile 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30    
 
 

 

Area personale

 
 

Tag

 
 

Cerca in questo Blog

 
  Trova
 

FACEBOOK

 
 
 

Ultime visite al Blog

 
les_mots_de_sableossimoraprefazione09tempestadamore_1967letizia_arcuricassetta2cicobysimona_77rmkelita.chelazioneYuliviimemoire_d_hommedomenicosavavita.perezanima_on_linelubopo
 

Chi può scrivere sul blog

 
Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

 

 
« AMORE IMPALPABILE - Desi...IL VIOLINO DI ROTSCHILD ... »

LA RAGAZZA DI TRIESTE - romanzo di Pasquale Festa Campanile

Post n°35 pubblicato il 18 Agosto 2013 da paolafarah

La follia è un elemento accattivante sia per gli scrittori che per i lettori e in generale per tutte le anime inquiete quindi, come scrittrice, lettrice e anima inquieta, ieri pomeriggio ho preso fra i libri mai letti “La ragazza di Trieste” di Pasquale Festa Campanile.

Una storia d’amore senza futuro e, soprattutto, un atto di coraggio senza speranza.

Lui è Dino, quarantaduenne disegnatore di fumetti, lei è Nicole, una ragazza terribilmente bella e misteriosa. Il mistero, le bugie e la bizzarria di Nicole fanno perdere la testa a Dino ma l’euforica passione erotica e sensuale dura soltanto poche pagine. Tutto viene a galla velocemente: la malattia mentale di lei e i ricoveri sempre più frequenti in ospedale.

Il romanzo si spezza, la tonalità si smorza.

Si apre un tunnel ineluttabile e prevedibile, purtroppo, perché, si sa, le malattie mentali hanno un loro corso definito e neppure l’amore, che tutto può, riesce a guarirle.

Dino ci prova a vivere con Nicole, vuole amarla per davvero.

Inizialmente fugge per paura e poi ritorna perché si sente un vigliacco. E’ la crisi profonda di un uomo che Pasquale Festa Campanile riesce a elaborare con una eccellente capacità d’introspezione dell’animo umano.

L’ultima riga del romanzo, splendida a mio avviso, riassume in modo terribilmente efficace tutto il dramma che Dino ha vissuto e vive, ma non intendo svelarvela. Leggete il romanzo, che merita assolutamente di essere letto.

Un breve estratto:

- Perché mi guardi così?

- Così come?

- Ogni mattina quando mi alzo mi dai un’occhiata come a un barometro. Di che hai paura? Che mi metta al brutto e che non parli più?

Si erano incontrati in bagno: Nicole dentro che si pettinava e si era dimenticata di chiudere la porta, lui che veniva a farsi la barba.

- Non so come ti guardo Nicole: ti guardo e basta.

- Adesso si - disse lei - ma io dico prima, appena alzata. Sai l’occhiata del pescatore prima di mettere in acqua la barca? Che in un momento legge nel cielo come sarà la giornata? Come ti sembra l’orizzonte stamattina?

- Brezza leggera ma sta rinforzando - disse Dino entrando nel gioco.

Lei rise e scosse i capelli, tenendo il pettine alzato: uno di quei gesti che appartengono a tutte ma che agli occhi di lui la rendevano unica.

 
Commenta il Post:
* Tuo nome
Utente Libero? Effettua il Login
* Tua e-mail
La tua mail non verrà pubblicata
Tuo sito
Es. http://www.tuosito.it
 
* Testo
 
Sono consentiti i tag html: <a href="">, <b>, <i>, <p>, <br>
Il testo del messaggio non può superare i 30000 caratteri.
Ricorda che puoi inviare i commenti ai messaggi anche via SMS.
Invia al numero 3202023203 scrivendo prima del messaggio:
#numero_messaggio#nome_moblog

*campo obbligatorio

Copia qui: