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CHIMICA sperimentale

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Spunti da una via di Milano

Post n°419 pubblicato il 05 Febbraio 2019 da paoloalbert

C'è nella profonda Milano nord, alla Comasina, una anonima (nel senso di poco conosciuta) via intitolata a Gerolamo Forni, farmacista milanese del XIX-esimo secolo.
Chi era questo ignoto farmacista per avere l'onore di una via dedicata?
Avete presente il bicarbonato di sodio (NaHCO3) e la soda Solvay (Na2CO3)? Sono cose da molti milioni di tonnellate prodotte nel mondo per infiniti impieghi.
Ebbene, nella prima metà dell'ottocento il milanese Gerolamo Forni fu lo sfortunato precursore di Ernst Solvay, colui che è passato poi alla storia e alle fortune industriali per essere riuscito a mettere in pratica un economico processo per la produzione della soda usando sale e ammoniaca come materie prime.
La soda era prodotta fin dagli albori della vera chimica, suppergiù gli anni della Rivoluzione francese, con un procedimento dispendioso ed estremamente inquinante, il processo Leblanc.
(Sarebbe interessante vedere anche questo procedimento, ma lo rimando ad altre occasioni).

Ecco che nel 1836 il nostro Gerolamo ebbe l'idea di far reagire ammoniaca, anidride carbonica e cloruro di sodio per ottenere bicarbonato, secondo la reazione complessiva seguente:
 
NaCl + NH3 + CO2 + H2O → NaHCO3 + NH4Cl

A parte l'ovvia disponibilità ed economicità del sale, anche l'ammoniaca era un sottoprodotto delle fabbriche del gas illuminante e pure l'anidride carbonica derivava a basso prezzo dalla calcinazione del calcare (CaCO3 → CaO + CO2).
Le sue prove furono perseguite dal 1838 al 1840 nella raffineria dei nitri di Milano, col beneplacito del Governo austriaco; l'idea era giusta, ma i risultati furono purtroppo poco incoraggianti e non vantaggiosi, evidentemente per carenze nella messa a punto del procedimento industriale.
E la storia di Gerolamo Forni imprenditore finisce qui... sicuramente avrà continuato con più successo a fare il farmacista.

Il procedimento del Forni riuscì invece bene (e passò alla storia alla grande!) a Ernst Solvay, un intraprendente giovanotto belga figlio di un salinaio brabantino.
Dopo studi in chimica assai limitati, il giovane Ernst si trovò ad aiutare uno zio che dirigeva un'officina del gas a Schaerbeerk, vicino a Bruxelles; qui pensò di utilizzare l'ingente produzione di acqua ammoniacale derivante dal lavaggio dei gas e ignaro degli sfortunati tentativi precedenti (fra i quali appunto quello del farmacista milanese) nel 1861 a soli 23 anni fece brevettare il procedimento base dell'industria della soda, ovvero la precipitazione del bicarbonato sodico poco solubile per azione del bicarbonato ammonico sul cloruro di sodio.
Oltre alla reazione sopra citata, il procedimento recuperava sia l'ossido di calcio (sottoprodotto per la CO2) che il cloruro ammonico NH4Cl secondo le reazioni:

CaO + H2O → Ca(OH)2     idrossido di calcio, calce spenta
Ca(OH)2 + 2 NH4Cl → 2 NH3 + CaCl2 + 2 H2O    e l'ammoniaca viene rimessa in ciclo

L'unico residuo è il cloruro di calcio (che oggi viene usato come anticongelante e disidratante nei deumidificatori).

Dopo alterne fortune (Solvay arrivò sull'orlo della bancarotta) il processo riuscì finalmente ad affermarsi anche economicamente ed Ernst ebbe la soddisfazione di veder riconosciuta la sua determinazione all'Esposizione di Vienna del 1873 quando, soprattutto per merito di Stanislao Cannizzaro e dell'industriale lombardo Candiani, fu messa in evidenza la genialità e praticità del suo processo.
Tant'è che il nostro celebre scienziato (padre della famosa reazione per le aldeidi che porta il suo nome), si adoperò per fargli assegnare il primo premio.
Da quel momento la Solvay & C. si affermò in tutti i paesi europei e in America e le tonnellate di soda prodotte si moltiplicarono esponenzialmente, mentre il vecchio processo Leblanc cadde per sempre nel dimenticatoio.

Ernst Solvay fu un industriale tenace e fortunato ma anche ammirevole amico della scienza ed impiegò generosamente parte delle ricchezze che l'industria gli arrecava per sovvenzionare molteplici Università ed istituzioni scientifiche e migliorare l'istruzione e l'educazione della classe operaia del suo tempo.
E fu così che una frazione di Rosignano Marittimo in provincia di Livorno divenne nel 1923 Rosignano Solvay, dal momento che una decina di anni prima il nostro intraprendente Ernst vi aveva aperto uno stabilimento per la produzione di bicarbonato (NaHCO3) e carbonato di sodio (Na2CO3) e avviato altre benemerite iniziative sociali.

Ed il povero farmacista milanese, da cui è partita questa storia?
Si deve accontentare di una anonima via alla Comasina... ma onore anche a lui, avere una via intitolata non è poco!

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