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DEMOCRAZIA , PRINCIPIO DELLA LIBERTà POPOLARE

Post n°291 pubblicato il 03 Febbraio 2010 da donulissefrascali

DEMOCRAZIA, PRINCIPIO DELLA LIBERTà POPOLARE.

Risultò evidente che il concetto puramente formale della democrazia, era veramente troppo ristretto per rispondere ad una esigenza, il cui contenuto si ampliava al ritmo dell'evoluzione sociale. Ne consegue che l'analisi della democrazia, porta a considerarla più una tendenza che una forma operativa di governo.  D'altronde, considerando le istituzioni politiche in cui gli operatori dicono di volerla realizzare, risulta evidente come nella prassi questi abbiano cancellato l'ideologia e i concetti che avevano contrassegnato la democrazia presso i primi propositori.  Il governo del popolo da parte del popolo: ma quale popolo? con quali fini? era un interrogativo che gli stessi propositori della democrazia si ponevano. La discordanza delle risposte che ad esso sono state date, rende inevitabile la deduzione che democrazia è un termine che, se si vuol render ragione della realtà, va scritto senza una precisa definizione, quindi non come un termine assoluto.  Tutte le differenti democrazie, realizzate, manifestano una caratteristica comune: si professano al servizio dell'uomo. Il dramma è che non tutti ne hanno la stessa concezione. Prendendo in esame una formula di governo, detto democratico, ogni riflessione sulla democrazia porta ad un inquietante interrogativo: che cosè l'uomo? e quali sono le sue naturali esigenze?.

 

 

 
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Commenti al Post:
primo2dgl
primo2dgl il 16/02/10 alle 22:59 via WEB
E' chiaro che la così detta democrazia attuale non va bene a nessuno e spesso sento discorsi negativi reali. Io penso che se c'è qualcuno in grado di proporre la via maestra, dovrebbe farsi avanti. Io mi ci sono provato, ma le mie teorie, a lungo andare, avrebbero portato danni diversi, ma sempre danni. Lei ha qualche teoria da proporre? Secondo
(Rispondi)
 
 
donulissefrascali
donulissefrascali il 17/02/10 alle 10:32 via WEB
Gent.mo Secondo,la tua risposta alle dichiarazioni sulla democrazia è molto giusta,non si può pensare che la democrazia possa essere imposta da certi discorsi di potere: per attuare la democrazia occorre il dialogo, il confronto.Non è possibile che la giustizia venga imposta da dittatori di potere,ma sia il risultato del confronto che ci porta a superare l'individualismo.Cordialità,don Ulisse
(Rispondi)
 
chiesetta66
chiesetta66 il 02/07/10 alle 11:27 via WEB
Fax:0817451324 Cell.3342214452 Sac.Don Enrico Bianco Parroco campagnolo Mugnano 01-07-2010 DIO,QUESTO “GRANDE STOMACO” P.c. Ai cristiani delle varie chiese,al fine di un fraterno Dialogo ecumenico Gentile Signora e cara sorella nel Signore Gesù A.Brignone, Vi chiedo scusa del fastidio. Vi ringrazio di cuore della Vostra Mail del 30-06-2010. Edificante,accattivante,stimolante.In una parola,bellissima. A lettura ultimata,sono sorte nel mio animo le seguenti riflessioni. Le sottopongo alla Vostra benevola meditazione sotto forma di tesi. Disordinate,ripetitive,lacunose. 1. Metto subito le mani avanti.Sono un parroco campagnolo. ”Homo sanza lettere”(Leonardo da Vinci).Appartengo alla categoria di coloro che “erano popolani e senza istruzione”(At 4,13a). Ahimé! Dal Vostro scritto,invece,si evince subito che siete una persona santa e dotta. E anche se non avete, per modestia, citato neppure una volta la Sacra Bibbia,si nota che La meditate assiduamente. Perché “non avete dimenticato di aver dimenticato” il severo monito di san Girolamo: ”Chi ignora la Sacra Scrittura,ignora Gesù Cristo stesso”. Ed io, rispettosamente, oso aggiungere pure:”Ignora anche la Madonna,Madre dei poveri(“anawim”),i Santi,i sette Sacramenti e la Chiesa povera, una,santa,cattolica,apostolica,romana”.Insomma,è uno pseudo cattolico. Comunque,a pensarci bene, non ho capito niente,ma proprio niente,del messaggio che mi avete gentilmente veicolato. Colpa sempre della mia piramidale ignoranza,s’intende. 2.“Nessuno,infatti,tra loro era povero”(At 4,34). L’albero della “buona Novella” fa maturare il primo frutto.Quello dello stomaco pieno.Per tutti.Nessuno escluso.”Presso Dio non c’è parzialità”(Rm 2,11). I cristiani del primo secolo sapevano bene che Dio ha creato tutti gli uomini. Ma li ha creati tutti con uno stomaco.Uno stomaco,i cui succhi gastrici,lavorano giorno e notte incessantemente,anche senza cibo. E proprio per questo ricevevano l’elogio: “Vedete come si amano l’un l’altro questi cristiani”(Tertulliano). Infatti:”La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo,un’anima sola e ‘uno stomaco solo’(n.d.r.)”(At 4,32). 3. Così i cristiani del primo secolo.E i cristiani del ventesimo secolo? “Che cosa bella sarebbe il cristianesimo…se non ci fossero i cristiani”(M.Gandhi). E’ inutile precisare che il Promotore della non-violenza indiana si riferiva proprio a questi ultimi.E ciò nonostante che le”mucche ‘sacre’ passeggiassero per le strade e i bambini morissero sui marciapiedi di fame”(così scrivete). Siete davvero originale e geniale,cara Signora Brignone.Vi appellate alle vacche e scaricate su di esse la morte per fame di milioni di bambini. Io che non sono geniale né originale,mi batto il petto e dico: “Pietà del mio egoismo sfrontato,Signore.Sono colpevole della morte di tanti bambini”.E le vacche muggiscono:”Amen.Siamo innocenti”. 4. La verità,invece,dei “morti-di-fame” sta tutta qui: “L’importo veniva deposto ai piedi degli apostoli;e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno”(At 4,34-35). E’ inutile racimolare comodi alibi,nasconderci dietro le mucche,meglio dietro il dito. La verità è questa:si tratta di “piedi degli apostoli”,non di zampe delle mucche. Voi,forse,soffrite – passi il brutto neologismo – di “vaccafobia”. La soluzione del problema scandaloso della fame nel “Villaggio affamato” sta tutta qui:”Veniva distribuito a ciascuno…”. Non veniva monopolizzato nella banca del Vaticano.Nello “I.O.R.”,appunto. 5. La “barca di san Pietro”non era diventata ancora la “banca di san Pietro”. Il “Dio Trino”,il “Dio Quattrino”. Il “giardino del Getsemani”,il “giardino del Vaticano”. La “porta stretta”del Vangelo,il “portone largo”del Cardinalato. Il “monte Calvario”,il “monte Salario”. La “pesante croce di legno”sulle spalle,la”pesante croce vescovile d’oro” sul petto. In una parola,l’”Eu-anghelion”del Signore Gesù dei poveri,il “Dys-anghelion del Signore cardinale dei ricchi. 6. Noi,folla sterminata di poveri,stigmatizziamo il peccato delle centinaia di migliaia di terreni dei vescovati,non i peccatori che sono i nostri fratelli vescovi. E i primi peccatori siamo noi(cfr 1 Tm 1,15b). Noi deploriamo l’errore delle centinaia di migliaia di abitazioni degli arcivescovati,non gli erranti che sono i nostri fratelli arcivescovi. E primi erranti siamo noi. Noi lottiamo contro la falsa dottrina delle centinaia di migliaia di miliardi di euro dei cardinalati,non i predicatori della falsa dottrina che sono i nostri fratelli cardinali. E primi primi predicatori della falsa dottrina siamo noi. 6. E’ stato giustamente osservato: “Dio non guarda a ricchi ornamenti e a belle chiese. I sacramenti non amano né esigono denaro. I nostri padri avevano calici di legno,ma allora i vescovi erano d’oro. Al presente ci sono sì,i calici d’oro,ma i vescovi di legno”(San Girolamo Savonarola). E San Bernardo con sottile ironia: “Cosa strana davvero! I vescovi hanno a disposizione persone a sufficienza,anzi in abbondanza,alle quali poter affidare le anime;mentre non trovano qualcuno cui commettere i loro scarsi mezzi di sostentamento;dato che hanno grande cura per ciò che ha scarso valore, e si preoccupano poco o non si danno affatto pensiero di ciò che è della massima importanza”. E, infine,con graffiante sarcasmo, san Martin Lutero scrive: “Se puniamo i ladri con la forca,i briganti con la spada,gli eretici con il fuoco,perché non ci opponiamo con tutte le armi,a questi manovratori della corruzione,a questi cardinali,a questi arcivescovi,a tutto quel mucchio di letame della Sodoma romana che distrugge la Chiesa di Dio e non ci laviamo le mani nel loro sangue?” 7. E’ indubbio.La chiesa di Roma è ricchissima. “Nell’anno 2000 il bilancio della Santa Sede è in attivo di 17 miliardi,quello della Città del Vaticano è in attivo di 46 miliardi e 681 milioni,l’Obolo di San Pietro è in attivo di 63,6 milioni di dollari Usa,cioè più di 125 miliardi di lire”(M.Muolo,”Avvenire”,sabato 07 luglio 2001). 8. A proposito del patrimonio immobiliare e delle ricchezze ingenti del Vaticano si possono leggere i seguenti libri: 1. C. Maltese,La questua.Quanto costa la Chiesa agli italiani,Feltrinelli,Milano 2008,pp.172. 2. G.-L.Nuzzi,Vaticano S.p.A.,Chiarelettere,Milano 2009,pp.280. 3. R.Beretta,Chiesa padrona,Piemme,Casale Monferrato 2006,pp.184. 4. C.Castellacci – T.Pievani,Sante Ragioni,chiarelettere,Milano 2007,pp.274. 5. G.-C.Galli,Finanza bianca.La chiesa,i soldi,il potere,Mondadori,Milano 2004,pp.229. 6. R.Carcano – A.Orioli,Uscire dal gregge,Sossella Editore,Roma 2008,pp.296. 7. Discepoli di verità,Povero Cristo,Kaos ed.,Milano 2009,pp.193. 9. Massime e pensieri. “Chiesa ricca,Chiesa padrona.Chiesa povera,Chiesa serva”(A.de Tocqueville). Chiesa di tutti,quindi soldi di tutti. Chiesa,Madre di tutti,quindi pane e companatico per tutti. La Chiesa non può,non deve essere Madre generosa e insieme Matrigna avara. Madre generosa verso i nostri fratellini cardinali(“cardinalopoli”) e i loro insaziabili parenti(“parentopoli”). E Matrigna avara verso la folla sterminata di poveri. Si pensi per un istante alle “non-persone”(G.Gutièrrez),ammassate come sardine in scatole,nelle favelas,negli slums,nelle bidonvilles,nelle callampas,nelle baraccopoli. La Chiesa deve essere ricchissima e insieme poverissima. Ricchissima,perché riceve tutto da tutti. Poverissima,perché dona tutto a tutti. 10. Elogio dei presuli e condanna delle loro ricchezze sacrileghe. Viva i nostri fratelli vescovi.Abbasso i loro grossi conti bancari. Amore eterno verso i nostri fratelli arcivescovi,odio eterno verso i loro pesanti portafogli. Lunga vita ai nostri fratelli cardinali,morte immediata alle loro tasche senza fondo. Non:noi e la Chiesa.Ma:noi,questa Chiesa. Noi poveri e i nostri figli,i cardinali e i loro parenti,siamo Chiesa. E, quindi, anche le ricchezze della Chiesa sono di tutti i cristiani. 11. Noi non demonizziamo il denaro.Ma non lo assolutizziamo.Lo relativizziamo.E quindi lo doniamo.Ai legittimi proprietari.Ai poveri,appunto. In nessuno dei 73 Libri della Sacra Bibbia sta scritto: ”I beni,mobili e immobili,della Chiesa debbano essere amministrati dai Ministri della Chiesa”. Ai Ministri di Dio,il “carisma della predicazione”(cfr At 6,4). Ai figli di Dio,il “carisma dell’amministrazione”(At 6,3). Ogni commistione di carismi è eresia,apostasia,scomunica,peccato mortale. In una parola,la bestemmia delle bestemmie. 12. Poveri di tutta la chiesa,uniamoci! Cristiani delle varie Chiese evangeliche,uniamoci! Uniti si vince.Prendiamoci i soldi della Chiesa del Dio dei poveri. Sono nostri!Dio dei poveri lo vuole.La Madonna dei poveri ci protegge.Le Anime “pezzentelle” del Purgatorio ci accompagnano.Vinceremo.Dio dei poveri è con noi. ”Se Dio è per noi,chi sarà contro di noi?”(Rm 8,31). Il nostro è il Dio della vita,non della morte(cfr Mt 22,32). Non vuole che i nostri figli muoiano di fame. 13. In una chilometrica processione,dirigiamoci verso la Santa Sede. Con la croce di nostro Signore Gesù Cristo sulle spalle,la Sacra Bibbia in una mano e la corona del Santo Rosario nell’altra, riposiamoci nei viali dei bellissimi giardini vaticani. Dormiamo,preghiamo,cantiamo nelle sontuose stanze dei Sacri Palazzi. La Chiesa siamo noi.Non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno.Tutto è nostro. Non c’è da una parte la “casta ecclesiastica”che ha il diritto di abitare nei Sacri Palazzi vaticani e dall’altra la folla dei “pezzenti” condannata a sopravvivere nelle baracche. 14. Coltiviamo i giardini delle confortevoli ville pontificie di Castelgandolfo. Seminiamo patate,agli e cipolle.Facciamo razzolare galline,muggire mucche,pascolare agnelli,grugnire porcellini. Così non ci mancherà un bicchiere di latte caldo e una saporita salsiccia(quanto mi piace,la salsiccia!).E da buoni cattolici non li facciamo mancare neppure ai nostri fratellini cardinali e ai loro famelici parenti. 15. Se lo spazio è angusto per accoglierci tutti,ci stringiamo. Siamo abituati a stringerci nei nostri tuguri. Due,tre famiglie coabitano in una stessa stamberga. E se lo spazio è ancora limitato, ci alterniamo. Abitiamo noi nelle bellissime stanze vaticane.E i nostri fratellini porporati abitano nelle capanne. 16. Il “Sommo dei sommi pontefici” ha affermato: ” I poveri li avete sempre con voi”(Mt 26,11). Ossia,nelle vostre stesse stanze vaticane,fratelli cardinali. Vostro “prossimo” permanente,fratelli arcivescovi. Gomito a gomito con voi,fratelli vescovi. Che onore per i nostri poveri,santi e dotti cardinali,arcivescovi e vescovi. I poveri “sono” Gesù(cfr Mt 25,36 ss.). In Vaticano e in Paradiso,i poveri staranno sempre con Voi. 17. La Chiesa è la “Grande Casa” che accoglie tutti i suoi figli senza-tetto del “Villaggio affamato”. La Chiesa è la “Grande Mensa” alla quale possono mangiare tutti gli affamati del l’“Ecumene sofferente”(J.Moltmann). La Chiesa è il “Grande Pozzo” al quale possono attingere acqua tutti gli assetati del “Villaggio assetato”. Paradossalmente,la Chiesa non esiste. Esiste soltanto la “Grande Famiglia” di fratelli che soffrono,lavorano,mangiano,sperano,pregano.E insieme muoiono in pace nel “Grande Stomaco” della storia, aggrovigliata e tragica, della Chiesa dei poveri. 18. Ieri,i pagani gridavano: “Alle fiere,i cristiani!”. E “il sangue dei martiri diventava seme di nuovi cristiani”(Tertulliano). Oggi,gli affamati di questa”palla di stracci e di peccati che rotola intorno al sole”(L.Santucci), urlano: “Alle baracche,i cardinali!”. E la povertà dei cardinali sfama una folla sterminata di figli della Chiesa dei poveri. Sta qui la vera,povera,una,santa,apostolica,cattolica,romana Chiesa fondata dal “Grande Povero” che è il Signore dei poveri e dalla “Grande Povera” che è la Madonna dei poveri. Amen,Alleluia,Maranatha. 18. Sintesi dell’intero messaggio veicolato in queste pagine. “Se dividiamo tra noi il pane celeste,come non divideremo tra noi il pane terrestre?”(Didaché). 19.Una fraterna domanda. Gentile Signora e cara sorella A.Brignone, Voi credete nell’Inferno eterno,coi diavoli che Vi torturano coi tridenti infuocati e coi tizzoni ardenti in bocca? Lì,nell’Inferno eterno andrete e resterete eternamente,se non “ri-tornate”,urgentemente,nella vera,povera,una,santa,apostolica, romana Chiesa cattolica. Anzi,il Vostro scritto dimostra che Voi già state nell’Inferno.Purtroppo. E a me – credetemi - spiace.Tantissimo.Perché restate nell’Inferno. E.t.e.r.n.a.m.e.n.t.e. E’ gradita una risposta all’insegna del Dialogo Ecumenico. Cordiali saluti. Chiesetta cattolica indipendente della Madonna dei poveri Centro di Dialogo Ecumenico Sito:www.chiesettadellamadonnadeipoveri.com Email:chiesettadei
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Pogoda il 28/06/18 alle 09:58 via WEB (Rispondi)
 
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