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Dai giornali di questi giorni apprendiamo che il sindaco Antonella Faggi e la giunta di centro destra hanno licenziato il parere sul progetto del porto alle Caviate. Dalle notizie da voi riportate pare siano previste le riduzioni dei volumi dell’albergo e delle palazzine da otto a sei piani, e correzioni che vanno dal verde pubblico, alla viabilità ed ai parcheggi. Pare di assistere ad un cinema già visto altre volte dove dal progetto iniziale, di fronte alle perplessità dei cittadini, si pongono delle mitigazioni che dovrebbero attutire l’impatto ambientale. Forse, di fronte a questa mossa del sindaco, qualche cittadino potrebbe accontentarsi e considerare a questo punto il progetto positivamente, e magari anche apprezzare la Giunta per essersi fatta promotrice della salvaguardia dell’impatto ambientale. Mi permetto di ricordare ai lecchesi, quanto accaduto tre anni fa in occasione dell’approvazione del progetto dell’ex area Oasa a Rancio dove di fronte all’ipotesi di edificare un palazzo di tredici piani l’allora assessore ed oggi sindaco, dopo le proteste dei cittadini e gli interventi della Regione, in itinere mutò il progetto abbassando gli edifici di tre piani, per mitigarne appunto l’impatto ambientale. Non vorrei ora sprecare tante parole ma semplicemente invitare i cittadini a venire a Rancio a vedere, ora che è in avanzata costruzione, la realizzazione di quel progetto per capire che cosa vuol dire la parola “rimodulazione” per il nostro sindaco. Invito i cittadini a salire sul piazzale della chiesa di Rancio per guardare quel meraviglioso cubo di cemento che ogni giorno noi siamo costretti a subire, e sapendo che il lupo cambia il pelo ma non il vizio, credo che in tanti capiranno che cosa vuol dire quando la sig.ra Faggi afferma che di fronte a questi nuovi insediamenti "bisogna allargare gli orizzonti".
Mauro Pirovano
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Anche il Ciab S.p.a., il consorzio che preleva l’acqua dal lago per dar da bere ai cittadini di 64 comuni delle province di Lecco e Como, esprime le sue preoccupazioni in relazione all’insediamento di 330 posti barca nel progetto del portaccio delle Caviate. Il consorzio preleva infatti l’acqua ad uso potabile in località Parè di Valmadrera di fronte al portaccio ed a poche centinaia di metri di distanza e chiede che vengano fornite a loro delle garanzie “supportate da documentazione e verifiche tecniche specifiche”. La preoccupazione del Ciab è relativa al probabile inquinamento che seguirebbe all’insediamento del porto che potrebbe causare poi costosi ulteriori lavori per la depurazione. Un’altra voce si leva contro il progetto dell’amministrazione che, anche se vuole dimostrarsi attenta a ridimensionare il progetto, non riesce comunque a tranquillizzare le preoccupazioni sorte da enti e cittadini verso il nuovo porto. Inutile ricordare che i maggiori costi per la depurazione da parte del consorzio Ciab ricadrebbero ancora sui cittadini delle province e non solo sui lecchesi. Un motivo in più per allargare la protesta anche fuori dalla città.
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Dai giornali di oggi apprendiamo che il sindaco Antonella Faggi e la giunta di centro destra nei prossimi giorni licenzierà il parere sul progetto del porto alle Caviate. Dalle anticipazioni dell’assessore Pesenti pare siano previste le riduzioni dei volumi dell’albergo e delle palazzine da otto a sei piani, e correzioni che vanno dal verde pubblico, alla viabilità ed ai parcheggi, e “sul fronte lago aspettiamo invece la Regione”. Pare di assistere ad un cinema già visto altre volte dove dal progetto iniziale, visibilmente pompato, si pongono in corso d’opera delle mitigazioni che dovrebbero attutire l’impatto ambientale. Ma i problemi di quella progettazione sono anche altri e riguardano le osservazioni portate in regione dei consiglieri di minoranza che sul fronte lago riguardano l’uso della superficie demaniale, le distanze dalla ferrovia i rischi idrogeologici. Verso quel progetto allora non basterà qualche piccola revisione ma sarà necessaria una completa riprogettazione.
MAURO PIROVANO
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Dal “Comitato aiuto allo sviluppo” dell’Ocse emerge che nel
2006 da parte dei 22 paesi membri gli aiuti allo sviluppo sono calati del 5,1%, passando da 106,8 miliardi di euro versati nel 2005 a 103,9 miliardi versati nel 2006. Sono solo Svezia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda e Danimarca i Pase che rispettano l’impegno preso di destinare lo 0,7% del Pil agli aiuti ai paesi in via di sviluppo. La lista dei più avari è guidata dall’iperpotenza Usa ma anche l’Italia è tra gli ultimi posti con uno 0,2% del Pil. I dati sono ovviamente riferite alle disposizioni della finanziaria 2005, e sappiamo che anche recentemente l’Italia ha preso impegni per raggiungere lo 0,33% nel 2006 e lo 0,51% entro il 2010. L’ultima finanziaria ha in effetti aumentato gli aiuti alla Cooperazione ma essi non bastano ancora per onorare gli impegni assunti. Sarebbe bello che alla fine del mandato di questo Governo l’azione “riformista” si possa leggere anche da questo punto di vista.
Mauro Pirovano
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Apprendiamo dalla stampa locale che il comune di Lecco nella
persona del sindaco Antonella Faggi e dell’assessore ai trasporti Stefano Chirico in accordo con il direttore generale dell’Ospedale Pietro Caltagirone e del presidente di Linee Lecco Fabio Dadati, intendono far pagare i parcheggi dell’ospedale. I Democratici di sinistra esprimono la loro totale contrarietà a questa decisione non capendone l’utilità per i cittadini. Oltre al danno anche la beffa, chi si reca in ospedale per trovare un proprio caro ricoverato, con l’approvazione di questa assurda decisione dovrà pagare anche il pedaggio, una tassa sopra il proprio dolore.Dalla stampa apprendiamo che l’ospedale metterà a disposizione dei dipendenti la sua quota di parcheggi a titolo gratuito, il comune dal canto suo invece intende scaricare sui cittadini una tassa assurda su una struttura di vitale interesse per tutta la cittadinanza e dalla cittadinanza già pagata con le proprie tasse.
Crediamo che imponendo il parcheggio a pagamento per l’ospedale, molti cercheranno un posto auto all’esterno per evitare l’inutile balzello, andando a congestionare il rione già deficitario di posti auto.
Già oggi molti visitatori dell’ospedale parcheggiano all’esterno sulle vie limitrofe creando ormai da tempo una situazione di continua ricerca del posto generando inutili frizioni con i cittadini di via Eremo e del villaggio che contrariamente a quanto riportato sulla stampa, si vedono scippati dei posti auto limitrofi alle loro abitazioni.
Noi crediamo che il rione di Germanedo continua a subire una assurda e continua cementificazione, di pari passo non sono migliorati i servizi le strade i posti auto e il verde pubblico. Con la politica delle monetizzazioni il comune continua a scippare ai cittadini le risorse per poter migliorare la vita nella nostra città . Noi chiediamo che i soldi ottenuti dall’amministrazione per edificazioni nel rione vengano li reinvestiti per rendere più vivibile non solo il centro.
FAUSTO CRIMELLA
consigliere comunale DS
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Terminati gli impegni dei congressi di sezione e del Congresso Provinciale i Democratici di Sinistra hanno iniziato il percorso di rinnovo degli organismi dirigenti, primo fra tutti la nomina della nuova Coordinatrice Provinciale delle donne.
Lunedì 16 aprile alle ore 18.30 , presso la federazione si è infatti tenuta l’assemblea delle iscritte della Federazione che si sono confrontate con i tanti problemi che colpiscono la loro condizione di donna : dalle politiche della rappresentanza a quelle di conciliazione fra tempi di vita e di lavoro, dalla questione della maternità e della famiglia, a quelle della violenza sulle donne.
Da tutte le presenti e dopo un’ampia consultazione, la scelta unanime è stata quella di indicare Dina Vergottini (nuova componente della Direzione Provinciale ) per la disponibilità, il suo sapersi mettere a disposizione e le sue capacità, certe che saprà coordinare nel miglior modo possibile le donne D.S. in questa grossa sfida aperta verso il Partito Democratico, dove le donne vogliono entrare da protagoniste.
Il primo impegno è quello di ritrovarsi al termine del Congresso Nazionale che si terrà a Firenze dal 19 a l 21 aprile , per condividere un programma di lavoro nel quale le donne D.S. mettano a frutto le proprie capacità, le proprie idee e la propria determinazione.
Un grazie da tutte e dalla Federazione va a Maricka Ara per il lavoro svolto in questi due anni come Coordinatrice Provinciale.
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Segnalo un fatto che deve farci riflettere. Sabato mattina, davanti alla hall dell’ospedale Manzoni di Lecco dove si teneva
un incontro pubblico sulla Sanità lombarda, alcuni ragazzi del gruppo “ Amici di Beppe Grillo” che volantinavano esprimendo il loro parere riguardo al passato giudiziario di Pietro Caltagirone direttore generale dell’ospedale. I ragazzi dopo poco tempo sono stati avvicinati ed invitati dalla “Digos” ad abbandonare la hall dell’ospedale perché, è questa la motivazione principale “il Direttore Generale non vuole ed inoltre l’ospedale è della dirigenza e non si può volantinare senza l’autorizzazione dall’alto” cioè di Caltagirone stesso. I ragazzi vengono allontanati dalla Digos ed invitati in Questura per una “chiaccherata”. Ritengo grave quello che sia successo e credo che non possiamo continuare a tacere di fronte a questi atteggiamenti lesivi della libertà di espressione e minacciosi verso la libertà democratica. Che qualcuno abbia deciso che Caltagirone debba fare il direttore “Generale” dell’ospedale Manzoni chiudendo un occhio sul fatto che una così importante carica pubblica venga affidata ad un uomo condannato in via definitiva, ovvero in Cassazione, a 2 anni per FALSO IDEOLOGICO e ABUSO D'UFFICIO, già mi indigna, ma che il direttore assuma atteggiamenti da “generale” e consideri l’ospedale come suo luogo privato entro cui fare quello che vuole, anche cancellare le minime regole della democrazia del nostro Paese è inammissibile ed inaccettabile.
Mauro Pirovano
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Convocazione del Consiglio Comunale presso la sala del Palazzo civico - lunedì 16 aprile 2007 alle ore 19
1. Approvazione Regolamento comunale per la concessione del patrocinio e per l'adesione ai Comitati d'onore.
2. Lettura ed approvazione verbali delle sedute del 19 febbraio e 8 marzo 2007.
3. Mozione sui servizi di emergenza ed urgenza 118 presentata dai gruppi consiliari La Margherita, Forza Civica, Forza Italia, Lega Nord e Udc.
4. Interrogazione sul progetto della mostra dei gioielli Melesi presentata dal Consigliere Bodega.|
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Il mio PD si chiama Ulivo
Caro direttore,
alla vigilia di due Congressi importanti come quelli dei Democratici di Sinistra e di Dl Margherita, ai quali va il ringraziamento di tutti per il generoso sforzo che stanno compiendo, ritengo doveroso unire la mia voce e il mio passo al cammino che ci accomuna verso la meta del Partito Democratico. Fin dal 1995, all´inizio del percorso dell´Ulivo, abbiamo pensato e inseguito un soggetto politico in grado di unire le diverse culture riformatrici del Paese per un progetto di governo dell´Italia. Abbiamo sempre e tenacemente lavorato perché a ogni momento di frenata si rispondesse con un nuovo slancio in avanti. Oggi possiamo dire che il saldo è positivo: i passi in avanti sono maggiori di quelli indietro. Ma la strada non è conclusa. E il rischio di passi indietro è ancora presente. Inoltre oggi siamo chiamati alla responsabilità del Governo. Governare un Paese significa adottare decisioni forti, spesso non facili. È quello che stiamo facendo con uno spirito rinnovato. Con la consapevolezza di ridare fiducia, crescita ed equità all'Italia, di rilanciarla sullo scenario europeo e mondiale, di farla sentire vicina ai cittadini. In questi mesi abbiamo rimesso in piedi un Paese in difficoltà, abbiamo risanato i conti, abbiamo favorito la ripresa economica, stiamo lavorando per una crescita certa e duratura. A un simile impegno va associato un progetto politico concreto. A un´Unione che governa con determinazione il Paese sulla base di un Programma coerente, si può oggi dare una maggiore solidità di valori, quelli del Partito Democratico. Lo abbiamo deciso insieme con le Primarie, con l'incontro di Orvieto, con la stesura del Manifesto che ne sancisce i princìpi. Lo dissi ad Orvieto e lo ripeto qui: il Partito Democratico può colmare il deficit di quantità e qualità della politica italiana. Abbiamo nelle nostre mani il progetto, il soggetto e il processo. Se pensiamo a 12 anni fa, quando l'Ulivo espresse un modo nuovo di intendere la politica ma anche di interpretare le esigenze della collettività, possiamo affermare con tranquillità che il cammino è stato portato avanti in modo coerente sia nelle vittorie come nelle sconfitte elettorali. L´esigenza di dare finalmente all´Italia la stabilità politica e istituzionale ci ha portati oggi, tra le traversie di una legislatura difficile e di una legge elettorale nefasta, ad essere sempre più convinti che sarebbe fatale limitare la forza aggregante di un´unità di popolo di cui si sente sempre maggiormente la necessità. Abbiamo dunque bisogno di un soggetto forte e unito, ma ancor più di un soggetto unificante. E per fare questo abbiamo bisogno di non perdere nessuno di coloro che in questi anni hanno condiviso il nostro cammino. Ma abbiamo anche bisogno di costruire un metodo nuovo per superare il passato. Abbiamo cioè bisogno di un soggetto denso di valori e adeguato al nuovo pensiero della società, in grado di unire culture e radici e di superare gli steccati delle ideologie del secolo scorso. Il Partito Democratico è la meta di tutto questo processo. In un´Italia sempre più europea e nuovamente leader in questo contesto, siamo consapevoli che solo una scelta tempestiva e forte può generare effetti positivi di lungo periodo. È doveroso, per noi, presentarci anche in Europa come anticipatori di una realtà che si sta trasformando. Il Partito Democratico si collocherà perciò al centro del campo riformista e democratico per allargarne i confini e contribuire a indicare nuove strade, non per fare scelte di campo laceranti o per accontentarsi della sua fisionomia tradizionale. Siamo al centro di un passaggio storico. E lo siamo non per caso, ma perché lo abbiamo deciso. Per costruire questa Italia grande abbiamo bisogno di un soggetto grande. Attenzione, ho detto grande, non grosso e la differenza certo non può sfuggire. La grandezza è data proprio dalla sua missione, che sta tutta inscritta nella sua forma e nel suo nome: un partito democratico che continuiamo a chiamare Ulivo. Stiamo per dar vita ad un nuovo partito che avrà il suo simbolo nell´Ulivo e che vuole essere un partito nuovo, effettivamente democratico anche nella sua vita quotidiana. Vogliamo un partito, dunque, per continuare a dire che la migliore organizzazione di rappresentanza democratica è proprio il partito, con le regole contenute nell'articolo 49 della Costituzione. Due grandi partiti del centrosinistra si apprestano a definire il loro contributo a questo progetto. Tempi e modi sono a portata di mano, ma non si deve procedere escludendo. Gli altri soggetti, interni ed esterni ai partiti, devono essere coinvolti pienamente nel processo costitutivo e decisionale. Il Partito Democratico si prefigge di essere un partito che intende il progetto-Paese in modo aperto e dinamico. In vista di questo appuntamento ci dobbiamo mescolare e confondere con tutti i cittadini, perché i protagonisti di questa nuova costituente devono essere proprio i cittadini. Dobbiamo andare perciò verso un «partito dei cittadini» dove il principio «una testa, un voto» è l´elemento qualificante dell'aggettivo democratico. È la conferma di quella linea ulivista che ha cambiato la politica degli ultimi dodici anni e sta cambiando il Paese con il nostro Governo. Ma non dimentichiamo che solo un Governo vincente e coeso farà più forte il Partito Democratico. E viceversa. Ci aspettano altre scelte importanti in questi mesi. Dobbiamo fare una legge elettorale che corregga gli errori del passato e consenta di salvaguardare il bipolarismo e la governabilità. La politica italiana si appresta a vivere giornate storiche. Due congressi per un partito. Più culture per un progetto. Un nuovo popolo da mettere insieme. E l´Italia come bene comune.
Romano Prodi
Articolo tratto da www.incontriamoci.fabbricadelprogramma.it
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