Reciproca Meraviglia

la comprensione delle mancanze


Quante volte paghiamo per dolori di cui non siamo noi responsabili di cui non abbiamo la paternita'. In un crescendo di disagi esistenziali qualcosa fa traboccare il vaso ..... e invece di affrontare una piccola perdita ci troviamo a dover fronteggiare il piu' violento nubifragio, la piu' violenta esondazione. L'irrisolto cova nel nostro interiore, le mancanze, gli affetti non avuti e all'improvviso possono scatenarsi con una violenza inaudita. Tentare di bloccare questa rivolta interiore oltre ad essere tempo perso, è soprattutto voler perpetuare il nostro dolore. Non dare sfogo e voce e lacrime a tanto dolore è pericoloso e assolutamente autodistruttivo. Spesso la tendenza che si ha, e parlo anche per me stessa, è quella di rinchiudersi, di ritrovare la tana dove recuperare e potersi riprendere. In quella situazione non solo ci si ritrova in un loop inesorabile senza alcuna fine e soluzione ma il piu' delle volte ancor piu' svuotati e moralmente abbattuti. Non sempre la solitudine è salvifica. Guardare fuori oltre incrociando lo sguardo di un amico, di una persona cara, oppure riconsiderare dolori e mancanze piu' grandi e devastanti possono diventare un piccolo passo per la propria salvezza. Ma ammettere il proprio bisogno, la propria triste realtà non è cosa che venga con naturalezza. Fintanto che la debolezza, lo sentirsi inerme viene considerato come uno stato di fragilità e quindi  stato che va combattuto, non si potra' uscire da quella immobilità di desolata autocommiserazione. Amami quando non lo merito che é quando più ne ho bisogno.