Un'altra volta

Dati criptati


Ieri per la prima volta qualcuno mi ha chiamato "capo".Capo? Io??? Come?Gli avevo chiesto di fare delle cose che una volta il capo (quello vero) faceva fare a me, mentre ora io le ho date da fare a lui; però da qui a chiamarmi "capo" un po' ce ne passa.Dovete sapere che uno dei principali obiettivi (direi il primo) dell'azienda per cui lavoro, è proprio "far crescere le persone"; è per questo che durante l'anno ci sono continue valutazioni, confronti con i superiori per discutere il proprio percorso, training e via dicendo.E uno dei passi fondamentali per "far crescere una persona", come dicono loro, è "assegnargli delle risorse", come dicono loro.E da un po' di tempo a questa parte, il grande capo ha deciso che "per completare il mio attuale percorso di crescita", devo "prendermi in gestione" delle "risorse".Eh??? Cosa???Io???Partiamo da due presupposti, in contrapposizione ma entrambi veri:1. Nel lungo periodo, non ho aspirazioni di carriera tali da scalare la piramide aziendale in cerca della somma gloria (e la somma busta paga, n.d.s.); arriverà il momento in cui tirerò le somme e prenderò altre strade, più tranquille e normali.[se potessi, lo farei già ora, ma non posso...quindi vedi punto 2]2. Per ora mi va abbastanza bene quello che faccio e come lo faccio e con chi lo faccio, quindi al momento non ho reali motivi concreti per desiderare di cercare qualcos'altro.Dal punto 1 risulta quindi che non me ne importa nulla di sentirmi chiamare "capo", ma dal punto 2 risulta anche che finchè sto qua, devo fare quello che mi è richiesto di fare qua, e quindi anche crescere professionalmente facendomi carico di altre persone.Questo potrebbe essere potenzialmente un problema, perchè guardandomi intorno e conoscendo persone che effettivamente sono capi e fanno i capi, mi sono resa concretamente conto che io non lo so fare, per diversi motivi. Credo che i più importanti siano:1. Chiedere a qualcuno di fare qualcosa per me mi fa quasi sentire in colpa; riempio le mail di "potresti", "per favore", "quando hai tempo"...il che è assolutamente giusto perchè l'educazione e il rispetto sono cose che vanno al di là dei ruoli, però credo che un capo, piccolo o grosso che sia, debba anche avere il polso e forza di "imporsi" quando serve, se serve.2. I ragazzi che il capo vero mi ha chiesto di seguire, hanno una formazione molto tecnica, che io non ho. Quindi ci sono cose sulle quali obiettivamente non posso stargli dietro, perchè fanno attività che sono fuori dalla mia formazione. Come faccio a dirgli di decriptare dei dati se io per prima non so farlo e non so capire e/o correggere i loro eventuali errori? Se ne deduce che dovrei fare delle sessioni intensive io, prima di poter essere un qualche punto di riferimento per loro, no?  3. Da che mondo è mondo, il capo deve motivare. Come posso motivare io, se io per prima non sono troppo motivata?4. A ME NON PIACE LITIGARE, questionare, discutere. Quindi, se mai dovessi "rimproverare" qualcuno o dirgli che secondo me ha sbagliato, o fargli notare delle cose che non vanno, mi troverei in enorme difficoltà. Citando di nuovo la frase che ho tenuto per qualche tempo nel box qui a sinistra, "preferisco litigare con i bit che con le persone". Fede, quanto hai ragione.Boh, non so. Sono in difficoltà, non penso di avere lo spirito giusto per prendermi queste responsabilità, non adesso. A dire il vero non so se ce l'avrò mai.Vi auguro buona giornata, a chi lo fa buon ponte, e a chi parte buon viaggio.Io, siccome è un periodo fortunato per tutto [...], starò a casa.Cià.