dino secondo barili

LA PROF. DONATA E ... racconto (560) di Dino Secondo Barili


Intrigo … …a Pavia (Queste storie, anche se raccontate come vere, sono  frutto di fantasia. Pertanto non hanno nulla a che vedere con persone o fatti realmente avvenuti) racconto del giorno 560 La Prof. Donata …e il teatro di Primavera La Primavera è un invito a rinnovarsi… a rinnovare sé stessi… dentro. Non è sempre possibile. Un anno fa, anche la Prof. Donata, quarantacinque anni, Docente di Lettere in un Liceo del milanese, ma abitante a Pavia, aveva un simile desiderio. Ma era solo un desiderio. A volte, non è la volontà che manca… sono le condizioni. La Prof. Donata non era nelle condizioni ottimali. Da un anno era sola e sentiva la mancanza di una persona al suo fianco. Non una persona qualunque… una figura interessante, eccitante, se possibile, eccezionale. Una di quelle… che, da sola, da la carica. La Collega Lisa lo aveva notato dal modo in cui Donata si vestiva. Poco appariscente… quasi anonima, come se volesse essere ignorata. “Donata non ti riconosco più. Dov’è finito il tuo spirito eccentrico e ribelle? Mi piacevi di più quando ti infervoravi per un nonnulla. Ora, invece, accetti tutto senza batter ciglio. Vuoi un consiglio? Ascolta il messaggio della Primavera.” Donata accennò ad un sorriso, ma era la scintilla di cui aveva bisogno. Tornata a casa, la quarantacinquenne si guardò allo specchio e capì che “così com’era… non si piaceva”. Non era più la donna dagli orizzonti infiniti, dalle idee travolgenti. Si sdraiò sul letto e fece un lungo sonno ristoratore … come se avesse avuto bisogno di scaricare una stanchezza infinita. Al risveglio, Donata, si sentì un’altra. Insegnava in una classe di Terza Liceo dove i ragazzi sono a metà del guado. Non sono più ragazzi e non sono ancora “uomini e donne”. Comprese che la materia che stava insegnando aveva bisogno di “una marcia in più”. Alla prima ora di lezione disponibile, la Prof. Donata, si presentò con un vestito eccentrico … di quelli che fanno dire ai ragazzi “Che bomba! Che stile… non sembra neanche una Professoressa. Sembra una vamp..”. L’occhio vuole sempre la sua parte… ma sono le parole che danno la consistenza. La Professoressa parlò. “Cari ragazzi e ragazze, oggi facciamo un intervallo al programma studiato fino a ieri. E’ Primavera… e la primavera è rinnovamento. E’ il momento delle idee nuove… Le idee nuove, però, hanno sempre una loro base di partenza. Ebbene, oggi, ho una proposta da farvi. Ognuno di voi individuerà il personaggio che vorrebbe essere. Sia esso un personaggio storico, mitologico o di fantasia… Una scelta assolutamente libera. Quando una persona sceglie il personaggio al quale vorrebbe assomigliare è necessario conoscerlo… possibilmente bene. Poi, questa classe, diventerà un palcoscenico. Ognuno di voi presenterà il personaggio al quale vuole assomigliare come fosse un attore professionista. Il successo del personaggio dipenderà da come ognuno di voi saprà renderlo vivo, vero, affascinante.” I ragazzi e le ragazze della Terza Liceo compresero che si trattava di una sfida…e non potevano mancare all’appello. La notizia fece il giro della Scuola. Alla data fissata, la classe era troppo piccola per contenere tutti coloro avevano espresso il desiderio di assistervi. Anche i genitori degli studenti aveva espresso tale desiderio La Prof: Donata cercò di accontentarli. E’ stato un successo. Tra i genitori dei ragazzi c’era anche il papà di Massimo, Dott. Domenico, l’alunno più irrequieto della sua classe. Il Dott. Domenico era Regista Teatrale a Milano e l’idea “dei Personaggi” era piaciuta. Perché non portare l’idea in un Teatro vero? In ultima analisi, ognuno di noi è un personaggio… che diventa tale solo se si mettono ben in luce le caratteristiche. Domenico e Donata trovarono subito un terreno di intesa… E’ stato come “l’interruttore che accende la luce”. C’è sempre una motivazione iniziale per dare inizio ad una storia d’amore. Donata e Domenico cominciarono a sognare … e ad accendere la luce dell’amore. . -(560)