BAALBEK
A 70 Km da Beirut sorge una piattaforma in pietra antichissima,realizzata ponendo uno sopra l'altro massi pesanti molte tonnellate.I Romani, successivamente, vi costruirono sopra dei templi.Chi costruì quella piattaforma? quando? Perché? Baalbek, 70 Km ad est di Beirut, in Libano, cela tra le sue pietre uno dei più grandi segreti dell'archeologia e della storia. Si tratta di uno dei luoghi più suggestivi del mondo, citato anche nel biblico Libro dei Re. Realizzato per un'ignota ragione millenni or sono. I Romani trovarono quell'enorme piattaforma già sul posto e decisero di costruirvi sopra un grande tempio dedicato a Giove, ed altri ambienti minori. Nel 1759 però un terremoto distrusse parte dell'acropoli romana. Il nome Baalbek deriva etimologicamente dalla radice "Baal-", che ci riporta all'omonima divinità di origine semitica, legata ad El, che le era superiore. Se El simboleggiava l'eterno divenire, Baal era invece simbolo della materia e della caducità. Il luogo era consacrato anche all'altra dea Astarte, la dea madre, il cui culto comportava prostituzione e orge sacre. Il vero enigma di Baalbek è di natura architettonico e risiede nel cosiddetto "trilite", ovvero una parte della piattaforma, composta da tre grandi massi, ognuno dal peso di 750 tonnellate circa. Sicuramente i più grandi mai utilizzati per una costruzione sulla Terra. Questi dovettero essere issati da chissà quale forza o energia ad un'altezza di almeno 6 metri per poi essere posti su altre pietre, andando a formare questa enorme piattaforma. Negli anni '70, lo studioso di clipeologia Erich Von Däniken e il dott. Agrest, scienziato sovietico, supposero potesse essersi trattato di un luogo di atterraggio per veicoli extraterrestri, ma ciò sembra inverosimile. Esistono opere simili anche in altri luoghi del mondo, ricordiamo la grande piattaforma sommersa di Yonaguni, in Giappone, l'Osirion di Abido o alcune delle pietre costituenti il tempio della Sfinge, in Egitto. Quali forze possedevano questi antichi costruttori? Le cave dalla quale questi enigmatici artefici poterono estrarre le pietre utili alla costruzione della piattaforma di Baalbek dista una circa 1 Km, l'altra circa 2 Km. In una di queste è possibile vedere ancora giacente al suolo uno degli enormi massi che sarebbe dovuto essere trasportato nel luogo di posa. Per ragioni che ci sono ignote, non venne mai trasportato fin lì. Si tratta di un grande parallelepipedo di lato 4 metri e lungo circa 21 metri, simile ad altri già sul posto. Il suo peso? Circa 1200 tonnellate. Ingegneri ed architetti moderni sono concordi nel ritenere impossibile sollevare simili pesi. Esistono mezzi odierni capaci di sollevare grandi pesi, ma si parla di centinaia di tonnellate al massimo. Nessuna gru, oggigiorno, potrebbe sollevare 1200 tonnellate. Figuriamoci gli uomini di allora, che conoscevano a mala pena la ruota! Un vero enigma. Una ulteriore curiosità è rappresentata dagli immensi sotterranei ritrovati sotto l'acropoli. Una rete di gallerie che si inoltrano nel terreno verso l'oscurità, utilizzate nei secoli per ripararsi dagli attacchi dei nemici o semplicemente per accogliere i numerosi pellegrini che si recavano sul divino luogo per pregare. Ancora una volta siamo di fronte ad un mistero. Chi costruì queste gallerie? E per quale ragione? Potrebbe trattarsi di uno degli ingressi della mitica Agharti? Secondo antiche fonti di lingua araba, i primi santuari dedicati a Baal-Astarte vennero edificati poco dopo il Diluvio, per ordine del grande re Nimrod, da una tribù di giganti. In effetti, solo dei giganti avrebbero potuto sollevare con facilità quelle pietre ciclopiche. Questi esseri, ritenuti così idolatri, vennero poi inceneriti da Abramo, poco prima della sua ascesa in cielo su un carro di fuoco. Le parole del Libro Sacro e degli scrittori arabi ci portano a fantasticare riguardo anacronistici carri di fuoco extraterrestri ed esseri ormai leggendari. Cosa vollero descrivere veramente questi antichi narratori? Si tratta di fantasie o fatti realmente accaduti? Sono molti i siti archeologici costruiti sui resti di opere dimenticate, ancora più antiche. Oltre a Baalbek, ricordiamo Cuzco, in Perù, l'Acropoli di Atene, Lixus in Marocco, Cadice in Spagna. Anche le fondamenta del Muro del Pianto, a Gerusalemme, sarebbero costituite da enormi massi pesanti centinaia di tonnellate. Siamo di fronte alle vestigia di un mondo ormai "sommerso", di cui rimangono solo poche e confuse tracce.Giorgio PastoreBibliografia utile:"Le scoperte scientifiche delle antiche civiltà", di David Hatcher Childress,Newton & Compton Editori."Gli Ultimi Misteri della Terra",Selezione dal Reader's Digest
http://www.croponline.org/baalbek.htm