RUNA DELLE STREGHE

Post N° 2385


FANTASMI DELL'EMILIA ROMAGNA        Anche l'Emilia Romagna ha le sue storie di fantasmi. Iniziamo da Piacenza. I castelli di Gropparello (fondato nell'VIII secolo) e Rivalta (XI secolo) sono infestati da fantasmi, che già da molti anni compaiono improvvisamente nelle notti più tenebrose. LA CASTELLANA FANTASMAPIACENZA. Lo spettro della sfortunata Aloisa aleggia nel borgo medievale di Grazzano Visconti e si comporta come il più classico dei fantasmi. Pochi di voi se la sentiranno di affrontarlo, soprattutto dopo aver letto quanto abbiamo scoperto sul suo conto. Grazzano Visconti, è un grazioso villaggio rinascimentale situato a pochi chilometri da Piacenza. Caratteristica principale del borgo è quella di essere stato interamente ricostruito attorno al castello trecentesco, agli inizi del ‘900. Operazione che, comunque, è stata condotta con notevole rispetto storico-architettonico e,per fortuna, con grande attenzione ai particolari dell’ambientazione rinascimentale.A confermarcelo è la presenza costante di uno spettro femminile che ben si è adattato a quello che, potremmo definire, un “nuovo habitat” e che nella piccola comunità di Grazzano viene considerato una sorta di nume tutelare. Classico il comportamento di questo fantasma che, oltre a spaventare con la sua eterea presenza abitanti e visitatori, quando viene stuzzicato all’interno del castello sa diventare assai manesco e dispettoso, spingendosi, oltre a far volare coperte e sprimacciare cuscini, anche a schiaffeggiare e a pizzicare quegli ospiti che non abbiano soddisfatto la sua vanità femminile, meglio se con piccoli doni od omaggi floreali appropriati.La natura muliebre di quest’ombra ultraterrena è ulteriormente sottolineata dalla preferenza che dà a collane, monili e piccoli gioielli che (solo se effettivamente graditi…) finiranno per adornare il simulacro che si trova vicino alla piazza principale.Qualcuno addirittura afferma che, in questo caso, la Castellana fantasma si trasformerebbe, per via del gesto propiziatorio, da presenza inquietante a spirito benevolo e protettivo, favorendo in particolare la buona sorte di dame e fanciulle innamorate: "Io sono Aloisa e porto Amore e profumo alle Belle che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti"; una specie di San Valentino in gonnella insomma, cui vengono recapitati messaggi e omaggi floreali da tutta Italia. Suggestiva e, come sempre assai drammatica, la vicenda dalla quale prende spunto la storia di quest’anima inquieta.Andata in sposa ad un Capitano di Milizia, Madonna Aloisa, non appena scoperto il tradimento del marito, si tolse la vita per gelosia e da allora il suo fantasma aleggia tra gli spalti del castello e, non di rado, si manifesta anche nel parco antistante, dove però sembra comportarsi in maniera decisamente meno offensiva.Di questo fantasma birichino, negli anni Cinquanta la stampa si occupò spesso, sia in Italia che all’estero, e ci furono articoli sui quotidiani La Stampa e Il Corriere della Sera, poi ripresi dai giornali inglesi. Per citarne uno, il Sunday Express in particolare, dopo un servizio sull’argomento, incaricò il suo corrispondente italiano perché svolgesse una ricerca più approfondita.Questo reporter, coadiuvato da parapsicologi e da esperti del settore (tra i quali un sensitivo piuttosto famoso), sottopose la statua, raffigurante la sfortunata Aloisa, ad una serie di esperimenti, prevalentemente basati sulla radioestesia e riuscì a dimostrare non solo l’esistenza di una misteriosa energia radiante ma mise anche in evidenza come le oscillazioni del pendolino indicassero che doveva trattarsi dell’effige di qualcuno “che aveva davvero molto amato, ma anche molto sofferto”.Caratteristiche che certo non traspaiono dalla semplice osservazione della statua di Aloisa, le cui fattezze (che si dice siano state fedelmente riprodotte su indicazione del medium che la contattò per via spiritica…), ce la presentano come una dama paffutella e piccoletta, poco espressiva, ma nell’insieme con quel che d’inquietante e malevolo che ce la rende subito poco simpatica.Nonostante non sia facile trovare in Grazzano qualcuno disposto a testimoniare di aver avuto a che fare con questo bizzarro fantasma femminile, ad interessarsi del caso di Aloisa sono stati anche, in tempi più recenti, un operatore televisivo di un’emittente privata ed un giornalista di un quotidiano locale che, con calcolato scetticismo, hanno tentato di ridicolizzarne la leggenda.Il risultato del loro reportage è per certi versi davvero singolare. Mentre al primo riuscì assai difficoltoso riprendere, con una fotocamera, l’effige marmorea (si inceppò ripetutamente la macchina fotografica e più di una volta non funzionò il lampeggiatore…); all’altro capitò una cosa ancora più curiosa: dopo aver registrato su un nastro magnetico una serie di interviste a proposito del fantasma, ci si rese conto riascoltandole, che, si coglievano distintamente solo le affermazioni e le dichiarazioni che ne parlavano in modo positivo, proprio come se qualcosa avesse cancellato o disturbato tutto il resto.Sul fantasma di Aloisa, donzella sfortunata, non resta molto altro da scrivere: nonostante ciò, un senso d’inquietudine, aleggia ancora tra quelle mura secolari e conferisce al simulacro della sfortunata Eloisa un’aria un po’ sinistra, da gnomo malevolo: monito silenzioso per chi osa sfidare il segreto di Grazzano, una semplice storia d’amore finita in tragedia… Giampaolo SaccomanoLA PORTA DI RE ARTU'        Su una delle  porte del Duomo di Modena (inizio XI secolo) vi è una curiosa decorazione in cui sono raffigurate alcune imprese della saga dei cavalieri di re Artù. Inoltre è riportato il suo nome, quello di Ginevra e di Carados, un cavaliere suo nemico. Il fatto strano è che tali rilievi risalgono al 1120/1130, cioè ad almeno cent'anni prima la diffusione del romanzo in Europa. Sono rilievi anacronistici. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che già nell'alto medioevo abbiamo tracce di re Artù. Se le sue vicende furono date alle scritture solo nel XIII secolo, questo non significa che già da secoli non venissero tramandate oralmente, ma noi non potremo mai saperlo. Il mistero rimane.FANTASMI DEL CASTELLO DI GROPPARELLO- Luogo: CASTELLO- Località: GROPPARELLO (Piacenza)Breve Storia:Nel 1200, fu teatro di un tragico evento. Pietrone da Cagnano fece murare viva in una cella sotterranea la moglie Rossania Fulgosio, perché riteneva avesse un amante (Lancillotto Anguissola).- Fenomeno di interesse:Testimoni come turisti e gente del luogo affermano che nelle notti di vento si possono ascoltare delle grida femminili provenire dalla torredel castello. Queste urla a detta di chi le ha "vissute" sono strazianti e infondono un senso di paura-angoscia ma anche pena. Altri affermano di aver avuto un contatto "diretto" con una figura femminile che si aggira per il maniero, triste e sconsolata che si sofferma specialmente nella sala d'armi. In ogni caso c'è chi è pronto a giurare che in generale tutto il castello sia interessato da fenomeni "strani".- Esperienza Personale:Purtroppo ho avuto modo soltanto di vedere il castello dall'esterno essendo di passaggio e di parlare con il titolare di un tabaccaio del luogo che mi ha confermato le "voci" riguardo il maniero.- Per chi volesse avere maggiori info riguardo la storia di questo castello:Castello di Gropparello:Informazioni: Ass. Castelli del Ducato di Parma e PiacenzaTel. 0521 829055sito web: http://www.castellodigropparello.it/come raggiungerlo:http://www.castellodigropparello.it/info/come_raggiungerci.htm                                                                                                                                                                                Angelo "Wes" M.http://www.croponline.org/emiliaromagna.htm#LA%20PORTA%20DI%20RE%20ARTÙ