RUNA DELLE STREGHE

Post N° 2479


LE LUCI DI MIN MINStrane apparizioni nei cieli dell’Australia        La regione australiana del Queensland è testimone, da parecchi anni, di uno dei più controversi ed inspiegabili fenomeni naturali del pianeta: l’apparizione nei cieli di enigmatici globi luminosi chiamati Luci di Min Min, dal nome del vecchio paese abbandonato che sorge nella zona in cui essi appaiono con maggiore frequenza, posta a sud della città di Boulia. Nel corso degli anni, diversi sono stati gli studiosi che hanno dedicato ricerche a questo fenomeno, e varie sono state le testimonianze di avvistamenti. Nel suo “The Mystery of the Min Min Light”, Maureen Kozicka riporta numerose testimonianze oculari di queste strane entità. Una di queste parla di un Min Min che soleva apparire sopra uno stagno chiamato Duck Hole: la luminescenza appariva ben diversa dai comuni incendi, in quanto incostante in intensità. Altre testimonianze parlano di luci viste in lontananza simili a quelle di fari di auto, pur nell’assoluta assenza i veicoli. Addirittura si sostiene esse viaggino a velocità molto alte: testimoni oculari affermano che le luci da loro avvistate erano simili ai fari di un autoveicolo in movimento a 200 miglia orarie. Le loro dimensioni sono spesso variabili: vanno da quelle di una semplice torcia portatile a quelle di fari di auto o,ancora più grandi, di angurie. Una delle prime descrizioni documentate del femomeno risale al 1941, anno in cui un agente di borsa, in viaggio tra le città di Boulia e Warenda, osservò sopra quello che fu il cimitero di Min Min una sorta di luminescenza che si sprigionava da una tomba: essa crebbe di dimensioni fino a quelle di un cocomero, quindi si librò nel cielo per sparire in direzione di Boulia, accompagnando il testimone nel suo viaggio per molto tempo. Fattori delle aziende locali parlano di strane ed inquietanti luci che terrorizzerebbero gli animali, provocando improvvise reazioni di panico ed effetti fisiologici, come l’interruzione della produzione di latte nelle mucche. Persino lo scrittore Henry Lamond, nel suo Walkabout, narra di un’esperienza avvenuta durante la sua giovinezza, quando nel 1912 avvistò una palla di luce fluttuante, di colore e consistenza irreale, quasi spettrale. Essa seguì l’autore, che si trovava a cavallo, e lo raggiunse fino ad esaurirsi come il filamento di una lampadina bruciata, svanendo così nel nulla. Nel corso degli anni la scienza ha tentato di dare una spiegazione a queste insolite manifestazioni: lo scienziato Paul Deveraux suggerisce la loro origine come piccole quantità di energia interna alla crosta terrestre “innescate” da eventi anche impercettibili come per esempio terremoti a bassa frequenza sismica. Derr Persinger, nel 1986, suggerì l’ipotesi elettromagnetica, amplificata dalle proprietà semiconduttorie di alcuni minerali presenti nella zona. Altre soluzioni proposte apparvero più bizzarre o improbabili: colonie di insetti luminosi provenienti dall’Asia, uccelli dal Vietnam, sacche di gas, luce riflessa dall’orizzonte, fulmini globulari, fuochi fatui o esalazioni di metano da spazzatura o letame. Ciò che rimane comunque inspiegato è come possano queste luci muoversi apparentemente seguendo movimenti ben precisi, o di che tipo sia l’energia che li alimenta. Ciò che rimane certo è lo sgomento e l’inquietudine che l’apparizione di queste luci continua a generare negli anni negli abitanti del Queensland.RICCARDO PELUCCHILE ALTRE LUCI        Il fenomeno delle Luci di Min Min è molto interessante e potrebbe ricollegarsi direttamente ad altri fenomeni analoghi propri di altre zone del mondo. Mi riferisco in special modo al fenomeno delle Luci di Hessdalen, in Norvegia e delle sfere di luce spesso visibili nelle coltivazioni inglesi, in rapporto alla comparsa di cerchi nel grano. Ma di luci simili se ne vedrebbero in diversi altri posti, in tutto il mondo. Le Luci di Hessdalen interessano gli scienziati da diversi anni. Si tratta di luci di forma sferica e di colore variabile. Non sembrano potersi considerare naturali, per via del loro movimento, a scatti, anche se gli scienziati pensano possano ricollegarsi a fenomeni di tipo elettromagnetico. Spiegano tale fenomeno riducendolo ad un naturale scambio energetico spontaneo nell'atmosfera, capace di generare forme sferiche perfette. Inoltre, è possibile vederne diverse contemporaneamente volare in formazione omogenea, infatti, il fenomeno è stato spesso considerato anche dall'ufologia. Sono anche state viste spesso scomparire in un punto e ricomparire in un altro. Nei campi di grano del sud dell'Inghilterra, numerosi turisti hanno visto sfere simili volare a bassa quota, scomparire in certi punti per ricomparire in altri. Anche in questo caso, due o più sfere sarebbero state viste volare in formazione, proprio come a Hessdalen. Il mistero s'infittisce e rimane per ora senza una soluzione soddisfacente.Giorgio Pastore                    (http://www.croponline.org/minmin.htm)MISTERI DELLA THAILANDIA
La misteriosa cultura di Ban Chiang Spesso l’archeologia incappa in oggetti e manufatti enigmatici associati a culture altrettanto anonime e misteriose da non trovare la benché minima traccia neanche nei più importanti libri di storia. Di culture perdute, avvolte nella nebbia della leggenda, se ne contano a migliaia, diffuse, come sappiamo, in tutto il mondo.Una di queste culture è quella di Ban Chiang, fiorita in Thailandia, in tempi antichi. Uno dei quesiti alla base di questa ricerca è: lo stagno giunse in Italia dalla Mesopotamia, ma da quale popolo lo ereditarono questi ultimi? Forse dallìest, da Oriente. Da questo punto inizia la storia di Ban Chiang. Durante dei lavori nella Thailandia nord-occidentale presso il villaggio di Ban Chiang, lavori che avevano come scopo la costruzione di una strada, vennero ritrovati vasi di una bellezza unica, appartenenti appunto a una cultura ignota e dimenticata. Nel corso dei lavori di scavo vennero alla luce lance di bronzo lavorate con stagno. A questo punto non vi erano più dubbi: gli antichi Thailandesi fornirono lo stagno ai Mesopotamici! Risolto l’enigma. Si continuarono gli scavi in quest’area e vennero trovati manufatti ancor più sorprendenti.Il centro di quella civiltà si estendeva per 300 km di diametro. Si scoprì inoltre che quella cultura lavorava già il ferro, 5000 anni prima degli europei!Creava ceramiche e vasi in terracotta, ma eccelleva soprattutto nella lavorazioni di metalli. La cultura di Ban Chiang venne fatta risalire al 7000 a.C. e, come ci dice l’archeologo Americano Chet Gorman, scomparve improvvisamente, senza lasciare alcuna traccia, come del resto molte altre culture enigmatiche del pianeta! Si trattava di una cultura evoluta, precedente addirittura agli Egizi, che secondo gli studiosi sorsero solo 4000 anni più tardi, ovvero, nel 3000 a.C.Se si tratta di una civiltà così importante, perché se ne parla così poco? Come acquisirono le loro abilità tecniche gli antichi Thailandesi? Furono forse esseri di altri mondi a fornire agli abitanti di Ban Chiang le conoscenze adeguate, utili alla lavorazione dei metalli?Oppure, si tratta solo di una fantasia? Se erano realmente così avanzati, potrebbero essere stati successori di una cultura ancora più antica? Eredi della cultura di Mu forse, vista la vicinanza con l’Oceano Pacifico. A tal proposito, ricordiamo le numerose leggende asiatiche che vogliono gli abitanti di Mu rifugiarsi sull continente per dare vita alle civiltà storiche, quella tibetana, khmer, che potremmo considerare in qualche modo collegate alle leggende su Agharti/Shamballa; oppure, Khara Khota, la civiltà di Mohenjo-Daro. Le colonie della scomparsa isola-continente di Mu sopravvissero, in parte proprio grazie alla scienza dei loro padri, ma molte cognizioni dovettero andar perdute. Si dovette entrare in una sorta di antico medioevo, un’età di mezzo, che però servì come base per la nascita dei grandi imperi storici: quello degli Egizi, dei Sumeri, dei Babilonesi etc. Fantasticare fa parte della natura umana, specialmente quando antichi reperti, inspiegabili, ce lo permettono. Ma siamo ancora molto lontani dall’avere un quadro chiaro di questa misteriosa antichità dimenticata. Le civiltà senza storia, che continuamente andiamo a scoprire, custodiscono con gelosia i loro segreti, e non ci permettono di svelarli. Ci troviamo di fronte a pezzi sbiaditi di un grande e immenso mosaico.Solo con l’impegno e i sacrifici, magari un giorno potremmo finalmente trovare tutti i pezzi del quadro e giungere finalmente all’immagine completa, alla verità sul nostro intrigante passato!PASQUALE ARCIUOLO
(http://www.croponline.org/banchiang.htm)