come non mai

...apro il finestrino e...


Un tragitto verso casa di fine autunno ha sempre un sapore diverso. Mentre alberi e case sfilano veloci accanto, le mezze luci e il raggio lungo dell’autunno accompagnano i pensieri e colori rosso bruni catturano gli occhi tra il verde, quassi marrone stancòccio delle foglie.L’aria gelata del mattino,  i cieli tersi, puliti dall’umido della calura estiva protrattasi fin quasi a poche settimane fa mi rassicurano coi ricordi lontani delle vacanze di Natale, in grembiulino nero e fiocco blu, che strappavo non appena rientrato in casa buttando all’aria la cartella.La cartella…Si userà ancora?Ne ho visti di zaini con le rotelle come trolley carichi all’inverosimile di cose inutili, che spengono la fantasia e nemmeno insegnano un bel nulla.Adoro questa stagione. Adoro le mie montagne.
E le castagne.E la mia mamma che non c’è più e non è la stessa cosa ritornare a casa senza di lei, aprire la porta, sentire quell’odore, che poi è il suo e solo il suo, illudersi che sbuchi dalla prima porta a destra mentre la chiave gira nella toppa, quelle volte che ricordo di portarmela. Ma è tutta un’illusione. La porta era già aperta ancor prima che mettessi il piede sul pianerottolo, quando c’era lei.L’ultimo giorno d’autunno sarà il più triste.Apro il finestrino e lascio che l’aria fresca spazzi via la tristezza e quell’odore di chiuso dell’auto. Il paesaggio mi è familiare eppure, in questa stagione, svela sempre segreti inaspettati....colgo le cose belle oggi... ...il resto lo lascio agli altri...