Come sei bello. Gli occhi ammirati di Concettina scrutano ansiosi il giubbetto verde fosforescente di Gennarino, alla ricerca di un infame granello di polvere.
Gennarino è distratto, egli scorre la sua immagine nello specchio. Il suo berretto a scacchi della Lega per la Libera Scozia è quanto di meglio, ma le scarpe da ginnastica sono tutto un dispiacere, ma si tratta di aspettare solo il mese prossimo, quando si sarebbe comprato gli stivali. Concettina lo abbraccia e lo stringe a sé. Ma questo lavoro è sicuro, non è che lo perdi?
Non ne posso più di lavori precari. E arriva la pioggia di pianto dirotto. Gennarino studia come nascondere le scarpe da ginnastica mettendo un piede dietro l’altra gamba. Concettina, noi siamo le Ronde Padane del Vesuvio, impiegati comunali. Piuttosto gli altri sono arrivati?Concettina si asciuga le lacrime col grembiule da cucina.
Di sotto, al portone del palazzo, aspettano da mezz’ora, sono tre Barbagianni e due Merlotti.