Dai,disse Giovanni rivolgendosi alla moglie.Prepariamoci, siamo quasi arrivati.
Ma no,replicò Antonietta,mancano ancora tre fermate.Erano in treno,stavano andando a trovarela figlia che abitava a Milano.Giovanni,un pensionato cardiopatico,con una vitalità in corpo da far invidia ad un atleta.Antonietta,una Signora,sempre elegante e ben curata,senza darsi arie,passava inosservata, se non nei modi di proporsi,sempre col sorriso sulle labbra,e una gentilezza come poche.Era una copia affiatata,si conoscevano dalle elementari.
Da allora, dove andava l’uno, arrivava l’altra e viceversa.Ad un tratto Giovanni si soffermò meravigliato.Osservava un signore seduto quattrofile più avanti.Esattamente il suo cappotto.Più lo guardava e più ne era meravigliato.Antonietta,disse,ma quello non è il mio cappotto?Si caro,è il tuo,l’ho dato al signore.Era in camicia.Giovanni diede uno sguardo, senza meraviglia, alla moglie.
Rivolse gli occhi al cappotto.Infine puntò lo sguardo fuori dal finestrino.Gli si congelarono i pensieri.(by Alby)