il rombo dello spider motorello squarciava di nuovo la città eterna, l’altro giorno.il terribile autista del 90, ragionier paura, aveva catturato il dottor divago. quello vero. il mondo intero viveva ore di angoscia e costipazione, rassegnato ormai all’impossibilità di venire fuori da discorsi paludosi e vergognosi. spider pork partì senza pensarci su due volte. e senza fare benzina.così, raggiunse via nomentana nel breve volgere di qualche ora e si lanciò all’inseguimento del 90 senza indossare il vestitino attillato perché era ingrassato per via degli arancini e dei cannoli e quella tutina aderente evidenziava troppo particolari scabrosi che un super eroe ne fa volentieri a meno.ma il primo ostacolo erano le signore romane alla guida, quelle che ti suonano e ti urlano te movi o no, a strooonzooo? pure se rallenti per evitare di calpestare il loro pargolo sdraiato agonizzante sull’asfalto. ma spider pork sfoggiò un sorriso larghissimo - guance semoventi per via dell’alta velocità raggiunta - e oltrepassò il livello 1.al secondo quadro spider pork doveva affiancare il 90 mentre il dottor divago, prigioniero di un completo elegantissimo e di una cravatta scalata, veniva interrogato dai seguaci del ragionier paura, gec nontelochiamonemmenosesorridi, ciarli mancomeggiropevedette e tom checazzoteindichi. ma l’eroe sfoggiò un sorriso larghissimo - guance semoventi per via dell’alta velocità raggiunta - e oltrepassò anche il livello 2.l’ultimo quadro prevedeva di liberare il dottor divago. Allora spider pork si avvicinò al finestrino e bussò, spiegando col labiale il piano per la liberazione al dottor divago che iniziò a sfoggiare anche lui il sorriso de quo. entrambi sorridevano manco c’avessero ‘na paresi, ma spider pork pure con le guance semoventi per via dell’alta velocità raggiunta.infatti, lo fermò una pattuglia di poliziotti. ma lui sorrideva ancora.
di spider motorelli
il rombo dello spider motorello squarciava di nuovo la città eterna, l’altro giorno.il terribile autista del 90, ragionier paura, aveva catturato il dottor divago. quello vero. il mondo intero viveva ore di angoscia e costipazione, rassegnato ormai all’impossibilità di venire fuori da discorsi paludosi e vergognosi. spider pork partì senza pensarci su due volte. e senza fare benzina.così, raggiunse via nomentana nel breve volgere di qualche ora e si lanciò all’inseguimento del 90 senza indossare il vestitino attillato perché era ingrassato per via degli arancini e dei cannoli e quella tutina aderente evidenziava troppo particolari scabrosi che un super eroe ne fa volentieri a meno.ma il primo ostacolo erano le signore romane alla guida, quelle che ti suonano e ti urlano te movi o no, a strooonzooo? pure se rallenti per evitare di calpestare il loro pargolo sdraiato agonizzante sull’asfalto. ma spider pork sfoggiò un sorriso larghissimo - guance semoventi per via dell’alta velocità raggiunta - e oltrepassò il livello 1.al secondo quadro spider pork doveva affiancare il 90 mentre il dottor divago, prigioniero di un completo elegantissimo e di una cravatta scalata, veniva interrogato dai seguaci del ragionier paura, gec nontelochiamonemmenosesorridi, ciarli mancomeggiropevedette e tom checazzoteindichi. ma l’eroe sfoggiò un sorriso larghissimo - guance semoventi per via dell’alta velocità raggiunta - e oltrepassò anche il livello 2.l’ultimo quadro prevedeva di liberare il dottor divago. Allora spider pork si avvicinò al finestrino e bussò, spiegando col labiale il piano per la liberazione al dottor divago che iniziò a sfoggiare anche lui il sorriso de quo. entrambi sorridevano manco c’avessero ‘na paresi, ma spider pork pure con le guance semoventi per via dell’alta velocità raggiunta.infatti, lo fermò una pattuglia di poliziotti. ma lui sorrideva ancora.