quia.non

di (em)pietàracconto breve in due parti


Il teatro dell’orrore l’aveva ucciso dentro, al signor D. Aveva iniziato a coprirsi di rughe, una ogni visita. Le ginocchia avevano cominciato a piegarsi sotto il peso di quel sanguinolento fardello coatto. E poi i capelli. I capelli avevano preso a cadere, dapprima lentamente, poi a ciocche intere. La radice di ognuno di essi si trascinava via un pezzo di materia cerebrale, derubando le cellule della memoria. Così non riusciva a ricordare se avesse sbagliato qualcosa, qualche volta; se uno - o tutti, chissà? - dei suoi datori di lavoro – così li chiamava lui – lo avesse tradito, se gli avesse passato informazioni sbagliate. O anche solo l’indirizzo sbagliato, alle volte un numero fa la differenza.Niente. Buio completo.E in quel buio, i visitatori recitavano una beffarda commedia di morte, in cui ogni attore è protagonista e voce narrante, scenografo e regista. Sempre per un solo spettatore, sempre lo stesso, sempre il tutto esaurito. Sì, esaurito era la parola giusta, quando se la ricordava il signor D. E pietà, chiedeva soltanto pietà. La stessa pietà che aveva dovuto – o forse saputo, chissà? - ignorare tante volte, tutte a dir il vero. Quella stessa strana figura – la pietà – che sapeva rimbombare per giorni nelle sue orecchie e arredare le stanze – vuote, chissà? – del suo cuore.Fu il suo amico a rispondere a quell’appello. Sì, proprio il diavolo, che tante anime aveva ricevuto in dono dal signor D., il diavolo in persona ebbe pietà. Lo prese per mano e lo condusse davanti a una seggiola. Sopra la seggiola. In alto era appesa una corda, il satanasso la fissò e disse:- Ricordi?- No, non ricordo nulla. Ho perso tutti i capelli!- Il tuo lavoro.- E i visitatori? chiese D.- Il tuo miglior prodotto.- Dai un calcio alla seggiola, ti prego.- Non posso. Questo posto mi fa paura. E, così dicendo, il Diavolo sparì.(liberamente tratto all'albo di Dylan Dog "Ghost hotel"; sensibilmente ispirato dal sorcio verba collant; volutamente contro ogni violenza; consapevolmente terminati tutti gli avverbi...)