vecchie glorie

ENRICO CARUSO: il cappotto!!


Nel 1896, Enrico Caruso che era appena all’inizio della sua prestigiosa carriera artistica venne invitato a Maiori per cantare nella Chiesa collegiata  di santa Maria a Mare in occasione di una festività solenne. Eseguì il Gloria e il Tantum ergo. Al termine della funzione religiosa, Caruso fu avvicinato da un amico del posto. Gli riferì che sarebbe stata gradita una sua esibizione, quella sera stessa, nella fastosa residenza del marchese Mezzacapo. Aggiunse che l’invito glielo rivolgeva a nome del marchese Zizzi, altro personaggio importante della zona, un vero signore, appassionato di caccia, oltre che di musica. “Oh – esclamò, scherzando, il tenore – che m’avesse pigliato per’ ‘n’auciello e me volesse sparare?”. Enrico Caruso era ormai diventato celebre in tutto il mondo quando si vide recapitare questa lettera: “Illustre Signore, siete voi quell’Enrico Caruso che più di vent’anni or sono venne a cantare a Maiori e a cui prestai un soprabito che non mi fu più restituito? Se siete voi lo stesso Caruso d’allora, abbiate la cortesia di rimandarmi il soprabito e, in caso contrario, compiacervi rimettermi il costo di esso. Con tante scuse pel disturbo e con i più distinti saluti, credetemi vostro devotissimo marchese Zizzi”. Il tenore si arrabbiò moltissimo.. Rispose che, se mai, s’era trattato di un dono e non di un prestito. Risentito, reclamò la corresponsione dell’onorario per quella sua esibizione. Poco dopo, gli arrivò un’altra missiva: “Illustre artista, ho raggiunto il mio scopo. Sapevo benissimo che voi eravate quel desso. Se ho scritto quel che ho scritto, è stato per avere un vostro autografo…”. Seguiva la richiesta di una fotografia. Caruso gliene mandò una bellissima, “artisticamente incorniciata, e assai pregevole”, accompagnata da una borraccia di puro argento cesellato, “degna di tutto e per tutto del famoso cacciatore”.