(soprano ungherese, 1891 Budapest – 1987 Beatemberg, Svizzera)Maria Ivogün nome d’arte di Maria Ilse Kempner. Era figlia di una cantante d’operetta, Ida von Günther, che fu anche la prima interprete de La Vedova allegra di Lehar, e che le diede le prime lezioni di canto. Dopo aver studiato all’Accademia di Vienna, fu ascoltata in un’audizione all’Opera di Stato e respinta. Fu solo grazie all’influenza di Bruno Walter che ebbe l’opportunità di cantare a Monaco nella nuova compagnia del direttore in opere di Puccini, Mozart e Donizetti. Inizialmente ebbe repertorio di soprano lirico, ma poi virò verso i ruoli di coloritura, fra i quali il più famoso fu Zerbinetta. Nel 1921 fu scritturata a Chicago per il Barbiere di Siviglia, ma le sue performances furono pesantemente osteggiate – sembra – da Amelita Galli-Curci che non gradiva la concorrenza della più giovane collega. Mel 1923 si esibì a New York, nel 1924 a Londra e nel 1926 a Berlino, ancora con Bruno Walter, riprendendo anche ruoli lirici come Mimì, Manon di Massenet e Mignon. In quegli anni fu scritturata anche in Olanda, Spagna, Austria e Sandinavia ein italia alla scala. Si ritirò nel 1933 a causa di una malattia che la rese quasi cieca, dedicandosi all’insegnamento sino al 1959. Fra i suoi allievi, ci furono anche Elisabeth Schwarzkopf e Rita Streich. I dischi di Maria Ivogün sono tutti godibilissimi, grazie anche ad una tecnica di incisione che riesce a renderne bene gli armonici, tipici di una voce estremamente fonogenica e molto ben proiettata.Segnaliamo, a titolo di curiosità, che i duetti del Ratto dal Serraglio, Carmen, Cornelius e Bohème sono stati registrati con Karl Erb, marito della Ivogün per circa un decennio: i due cantanti respirano insieme in un’intesa ben percepibile, anche se purtroppo destinata a sfiorire.