Che cos’è la coscienzaMolti credono di conoscersi ma in realtà, quando dicono “io so chi sono”, “io mi conosco”, non dovrebbero esserne invece così sicuri. Che la mente può conoscere meglio se stessa delle altre cose, è un giro di pa
role, che non porta da nessuna parte. Spesso invece conoscere il resto del mondo è più semplice che conoscere noi stessi. Del resto non siamo tanto certi nemmeno di possedere un "mentale". Nessuno lo ha dimostrato. Tuttavia gli altri, in effetti, potrebbero essere tutti degli automi ma, noi sentiamo di non esserlo per niente, di agire perché lo vogliamo, di fare cose senza impedimento alcuno. Se voglio muovere il braccio, lo faccio. Attivo ‘il pensare’ (una cosa eterea e astratta) e posso muovere qualcosa di materiale (un chilo di carne e di ossa); ci sembra normale; " diamo per scontato che la materia possa essere mossa con la sola forza del pensiero, se quella materia siamo noi” . Ma niente si può dare per scontato. Da dove nasce e com’è possibile tutto ciò? Noi siamo animali culturali e non possiamo che cercare di ricostruire la nostra storia per venirne a capo. Siamo stati, come tutti, costruiti dall’ambiente che dopo milioni d’anni di adattamenti ci hanno perfezionato perché potessimo sopravvivere e lasciare in giro i nostri figli, altrimenti il processo si fermerebbe. Noi abbiamo costruito i computer e la natura ha costruito noi. Nei computer le istruzioni le abbiamo immesse nei file, mentre è stata la natura ha immettere le sue istruzioni nei nostri geni. Semplice a dirsi, ma interiorizzare il mondo esterno non è cosa facile, il cervello per fare questo usa: neuroni, correnti elettriche, sostanze chimiche, ioni, neuromodulatori, sinapsi, recettori, membrane, ormoni, ecc. Vediamo il mondo esterno tramite le idee (rappresentazioni mentali), che sono diverse da quelle del pipistrello, della talpa, del polpo, della rondine o della vipera, per non dire del lombrico o del moscerino della frutta. Ognuno ha precisamente quelle che servono per il tipo di ambiente che frequentano. Se i contenuti delle rappresentazioni mentali starebbero “ nella testa della gente nello stesso senso in cui le scene di un film sono in un DVD”
ciò consentirebbe, come si dice di ‘naturalizzare’ la mente. La caratteristica cioè degli stati mentali di riferirsi, di collegarsi (intenzionalità) e di avere come contenuto (idee), i fatti e gli oggetti esterni. Molti ritengono ancora che il mentale non sia dipendente dal substrato ove esso si realizza. Una stessa operazione o calcolo può essere realizzata, dicono, in cervelli diversi, in calcolatrici, computer o altri marchingegni.