Creato da Problog il 28/02/2008
L' ITALIA guarda con disgusto la prostituta di strada, OGGETTO volgare e vuoto. IO NO

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La giornata di Bekie.

Bekei si alza la mattina alle 6, si fa bella per lavorare, prende le sue cose ed entra in auto. Il tragitto è lungo, c'è tempo per specchiarsi e darsi altro trucco. Non è sola, con lei ci sono due ragazze un pò più grandi e esperte di lei. E' ormai da dieci giorni che fa la prostituta. I raggi tiepidi del mattino sono carichi di speranza. Si trova bene in Italia, si è ambientata in fretta, di tornare a casa sua non se ne parla, ha una marea di progetti per la testa, una stupida e ambiziosa donna in carriera.
Bekei guarda fuori dal finestrino, questo è l'unico paesaggio italiano che conosce, non è mai stata nemmeno in città.
L'angolo di strada è sempre quello, ci sono i fazzoletti che aveva dimenticato e i resti del fuoco di ieri. La sua posizione è statuaria, le curve armoniose, è una vera artista che espone le sue opere d'arte. Gli estimatori rallentano, si fermano.
Bekei non è sicura della sua bellezza, dopo ogni cliente si ritocca il trucco, le amiche le danno consigli su come schiarirsi il viso, su come evidenziare la bocca e gli occhi, coprirsi qualche graffio. Con loro ha instaurato un legame affettivo profondo, sono come sorelle maggiori, si confida con loro, sono diventate una famiglia.
Uno dopo l'altro, i fortunati si avvicinano a Bekie estasiati e nervosi, lei sa come prenderli, è una ragazza assennata e ha già imparato come fare.
Il sole le fa socchiudere per un attimo le palpebre e un pensiero folle le passa per la testa: "Tornare a casa". Sente già le voci di Benin city, sua mamma, suo padre, i tre fratelli e le due sorelle, gli zii e i vicini. Li vede che corrono ad abbracciarla. Un brivido le corre giù per la schiena: "Non posso deluderli, devo fare fortuna, renderli felici". Ritorna ad essere fiera più di una leonessa dopo una battuta di caccia ben riuscita, alza il braccio e il prossimo fortunato si accosta.
Bekie non va a fare shopping con le amiche, non va a mangiare la pizza fuori, non fa passeggiate per il centro, nè va a trovare qualcuno di caro. Sa che la police potrebbe rispedirla in Nigeria e non può permettersi di contrarre un secondo debito per tornare a lavorare in Italia, non vuole rallentare i suoi progetti.
Ha fame, mangiano insieme, lentamente, è bello prendersi la pausa perchè Bekie chiama la sorella, il suo vero amore, quello eterno. Il pomeriggio è uguale agli altri: attirare l'attenzione degli uomini, correre per i campi lontano dalla police, scacciare i brutti pensieri e scherzare con le sue nuove sorelle. Il caldo, il freddo, la stanchezza non la spaventano, lei è una che si impegna in quello che fa e prende tutto molto seriamente.
Il sole si spegne, un momento di malinconia svanisce nelle fiamme del fuoco appena acceso. L'odore dolce della sua giovane pelle deve combattere contro l'acredine dei fumi del pneumatico. E' bella. Il lavoro si smorza e alle 7 pm le ragazze si vestono e spengono il fuoco. A Bekie piace tanto quel momento, quando nessuno può vederla, si nasconde immersa nelle tenebre e riesce a trovare la serenità, è da un pò che si sente turbata. Le ragazze si siedono, riposano e aspettano immobili, silenziose.
La station wagon arriva, le ragazze salgono velocemente, quasi l'auto non potesse fermarsi del tutto. Le palpebre si chiudono e quando si riaprono Bekie è giunta sul posto di lavoro, già pronta per affrontare la notte, cocciuta donna che non è altro, si è messa in testa che vuole saldare subito il debito e cominciare a guadagnare i veri soldi. L'unico suo cruccio è che non riesce a farsi bella con tutto questo buio, si fa aiutare dalle altre. Ha paura di non riuscire a piacere a nessuno, brutta com'è.
Bekie lavora, ce la sta mettendo tutta, ha forse ancora energie ma la strada è desolata, è tardi e sono rimaste solo le prostitute. Si torna a casa. Sul letto vorrebbe dedicare il suo ultimo pensiero alla famiglia ma è troppo stanca e si addormenta. Sogna forse una casa, una grande televisione, un fornello lucente, dei bambini che le giocano attorno, sogna di poter dare a qualcuno quello che lei non ha ancora avuto.
Chissà se la sua famiglia è orgogliosa di lei, se comprende quanto lei si stia sacrificando, se quando la rivedrà le darà l'affetto che si merita.
Bekie è una ragazza reale, non è una fantasia. Non leggerà mai questa lettera perchè lei un computer non ce l'ha e così anche le sue amiche.

Dolce Bekie,
vorrei tanto essere là a darti un bacio della buonanotte come forse da tanto non lo ricevi, sii forte e fiera, tieni duro e preserva i tuoi sogni, so che ce la farai. Non lasciarti maltrattare dagli stupidi e non indurire troppo il cuore.
Ti prego non morire, stai attenta a tutte queste malattie.
Ti voglio bene, mia piccola Beckie.

 
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Senso del blog "PERSTRADA"

Post n°1 pubblicato il 28 Febbraio 2008 da Problog
 

Questo blog vuole essere una fastidiosa etichetta sul pullover della benpensante Italia, quella che non sa che le prostitute ridono piangono e perchè no, pensano.
Vuole essere una calda coperta per le migliaia di prostitute africane che si sentono emarginate.
Vuole essere il suono della voce di chi si prostituisce (spero che qualcuno abbia modo di farlo).
Vuole essere un modo per dare spessore alle emozioni e alle sensazioni dei clienti.

Nessuna condanna nè per chi vende, nè per chi compra.

 
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