SexualmenteScorretta

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Vi ho accennato al fatto che avrei dovuto sposarmi.Svisceriamo meglio la situazione.E' successo tutto a dicembre 2004...ossia gli ultimi giorni di convivenza col mio ragazzo.Stavamo insieme dal 2001. Stavamo davevro bene insieme. Finalmente con lui avevo trovato la serenità che da molti anni mi mancava...vivevo come un animale in cattività...disorientata nel mondo, frastornata dal mondo, sciupata dal mondo.Avevo vissuto delle vicende tragicomiche...sì,perchè nonostante tutto ho sempre cercato di non perdere lo humour....vicende che ti segnano....il divorzio dei miei, preoccuparmi dei miei 2 fratellini - essendo io la più grande -, mamma e papà che hanno nuovi compagni, nuovi fratellastri da conoscere, mamma e papà che litigano tra di loro per noi 3, mamma e papà che si sfidano in tribunale, le scuole,le scelte,i ragazzi,le sigarette,una violenza, un incidente in auto,una convivenza insostenibile col compagno di mia madre....insomma dopo tutto ciò incontro lui. Lui che mi piace subito,lui che si innamora di me. Un idillio.I problemi in casa e miei personali si appianano con lui al mio fianco.Eredito anche casa di nonna e riesco ad andarmene fuori,via,libera,indipendente.Lui che prima sta da me nei weekend. Un po' alla volta si trasferisce anche per il resto della settimana. A febbraio 2004 conviviamo. Passiamo quasi un anno fianco a fianco. Nel frattempo nasce in entrambi il desiderio di sposarci....Un pomeriggio di dicembre rientro a casa...si fa trovare a letto con una....Sì perchè secondo me l'ha fatto a posta. Si sentiva soffocare probabilmente...io non volevo forzarlo a sposarmi. Stavo bene anche così. Gliel'ho più volte detto. Lui che mi diceva che "sono io che voglio sposarti."Mi sentivo così sicura con lui. Quel giorno non ho nemmeno avuto la forza di scappare. Mi è crollato il mondo addosso. Mi sono seduta sull'angolo di quello che era il nostro letto e sono rimasta immobile,gelida,impietrita,scossa da fremiti di pianto e nervoso. Lui che è rimasto lì a guardarmi. Io che non sentivo nulla...la testa vuota...lei che si rivestiva in silenzio.Lui non si aspettava quella mia reazione. Pensava che,conoscendomi, mi sarei messa a urlare e me ne sarei andata via sbattendo la porta intimandogli di non farsi trovare al mio ritorno.E' stato con me tutta notte. Abbiamo pasato la notte a parlare. Ma all'alba, dopo una triste colazine al bar sotto casa, ci siamo lasciati.