La Mensa dell'Anima

Post N° 722


Sono tornata alle mie letture in treno.Qualche giorno fa ero in un sorprendente anticipo in stazione e mi son messa a guardare tra le bancarelle della libreria fuori la stazione terminale. Era un pò di tempo che non lo facevo. Perdermi in quei fiumi di inchiostro,pagine che raccontano storie di uomini che non ci sono più e parole impresse per sempre da uomini che continuano a farlo. Mi ero ripromessa di leggere ancora qualcosa di Pirandello e così ho preso Uno,nessuno e centomila. Poi mi sono fermata di colpo davanti ad una copertina bellissima,una finestra vecchia di quei palazzi che forse non si vedono più che da su dei pini simile a quello  che si vede nelle vecchie foto del golfo di Napoli.
Lo prendo tra le mani e già so che sarà una lettura famelica.Mi son bastati meno di due giorni.In pratica 4 ore di treno.”Non ora, non qui” è un viaggio nel passato, il tentativo di ridurre le distanze con ciò che è stato, con le persone avute attorno. Dicono che probabilmente è proprio questo il libro più bello tra quelli di Erri De Luca. Il primo, pubblicato nell’1989 da La Feltrinelli. Un immersione, a partire da una foto, in un mondo lontano: l’infanzia. Con i suoi fantasmi ed i suoi eroi, con le sue violente e gioiose passioni e le sue inquietudini profonde senza-fondo. “Si cresce tacendo, chiudendo gli occhi ogni tanto, si cresce sentendo d'improvviso molta distanza da tutte le persone”. "Non ora, non qui". Avevi ragione, molte delle cose che mi sono accadute furono errori di tempo e di luogo, cose da dire: non ora non qui. Però a questo vetro d'autobus, mi accorgo di essere in un'ora e in un posto a me riservato da tempo.Intorno ferve il movimento. Le porte si sono aperte, la gente sale e scende da tutte le parti urtandosi. Mi tengo vicino al vetro, c'è un trambusto, ma tu e io stiamo fermi. Vengono il tempo e l'occasione, vengono quando due persone si fermano: allora si incontrano.Se uno si muove sempre, impone un verso, una direzione al tempo. Ma se uno si ferma, si impunta come un asino in mezzo al sentiero, lasciandosi prendere da una distrazione, allora anche il tempo si ferma e non è più la soma che sagoma la schiena. Se non lo trasporti si versa, si spande intorno come una macchia d'inchiostro che il mio pennino faceva da solo, dritto in equilibrio sulla carta assorbente, per poi cadere vuoto.Chi si ferma si incontra, anche una mamma giovane e un figlio anziano. Il tempo fa come le nuvole e i fondi di caffè: cambia le pose. mescola le forme...."