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PeaceReporter


è un quotidiano online, nato nel 2003, che tratta temi internazionali, è una agenzia di stampa e di servizi editoriali, nato da una idea dell’agenzia giornalistica Misna (Missionary Service News Agency dei Comboniani) e della organizzazione umanitaria Emergency.PeaceReporter è un progetto particolare, in cui ognuno dei collaboratori mette la propria professionalità a disposizione di una idea: quella della abolizione della guerra. Questo compito lo si svolge attraverso il racconto della vita, e purtroppo anche della morte, di chi subisce guerre e conflitti.Come metodologia PeaceReporter si propone un racconto che sia il più diretto possibile e senza pregiudizi ideologici. Un racconto che arrivi a far comprendere la realtà del mondo anche a chi di guerre e conflitti non si è mai occupato; che avvicini realtà e persone che l’informazione tende a presentare come molto distanti e diverse. Un racconto, in altri termini, da giornalisti. Solo attraverso il racconto, una notizia può essere compresa e diventare conoscenza e quindi cultura. PeaceReporter racconta storie e luoghi che sono spesso ignorati dal giornalismo tradizionale. Giornalisti, operatori di organizzazioni non governative, religiosi di ogni credo, cooperatori, personale diplomatico ed esponenti della società civile internazionale sono gli autori di PeaceReporter che hanno scelto di collaborare in modo gratuito e volontario sostenendo il progetto. Nel mese di luglio PeaceReporter passa dalla rete alla carta, esce dal mondo di Internet e si cimenta con la difficile sfida della carta stampata. Perché mai come oggi, dalla seconda guerra mondiale, dalla stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dalla creazione delle Nazioni Unite per mettere al bando la guerra, mai come oggi il mondo è travagliato da conflitti terribili e da altrettanto terribili violazioni dei diritti più elementari.Per questo è importante che la voce di chi non ha voce abbia il massimo della diffusione possibile. Per questo è urgente che il mondo venga raccontato con reportage e testimonianze dirette, con la voce e la penna di chi lo vive, e non più solo di chi ne parla o ne scrive. Per capirne le sue sofferenze, ma anche le tante cose belle e costruttive, le tante “buone notizie” che troppo spesso non si raccontano. Non ci si può arrendere all’ineluttabilità del corso della storia, perché essa è fatta dagli uomini e dalle loro scelte. E dunque PeaceReporter, invece di arrendersi, raddoppia gli sforzi perché si diffonda una cultura di pace.Il mensile cartaceo di PeaceReporter racconterà il mondo senza nessun preconcetto, senza nessuna ideologia, ma con l’esperienza di chi le situazioni di crisi e di conflitto le vive e le ha vissute avendo un’unica certezza: la scelta della guerra è sempre e comunque sbagliata.