Cose di Vita

La vita nelle parole, nelle emozioni..

 

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Post N° 485

Post n°485 pubblicato il 16 Giugno 2007 da pier_angelo1

Afghanistan, Emergency:
Hanefi è stato scarcerato

 
 
 

Post N° 484

Post n°484 pubblicato il 09 Giugno 2007 da pier_angelo1

Anche se in ritardo.. sull'iniziativa letteraria, elenco alcuni dei libri importanti nella mia vita. Premetto che è stato difficilissimo per il numero di libri letti.. io sono vecchissimo  eheheheheh.

I ragazzi della via Pal  Ferenc  Molnar - vera storia di amicizia -

La nausea  Jean-Paul Sartre - Appoggio la mia mano sulla panchina, ma la ritiro subito: essa esiste.

Metamorfosi Franz Kafka - sogno? Fantasia letteraria? Espressione di problemi o d'angoscia dell'autore?

Diario di una schizofrenica Marguerite Sechehaye - "Un delirio indefinibile cresce sui cocci della perduta identità del mond e del Sè" Gino Benedetti

Cristo si è fermato ad Eboli Carlo Levi - mondo chiuso e immoto, lontano dal tempo e dalla storia, un mondo di pena, di problemi antichi irrisolti

Un destino ridicolo De André Fabrizio, Gennari Alessandro - le vite allo sbaraglio di due simpatici balordi-

 
 
 

Post N° 483

Post n°483 pubblicato il 03 Giugno 2007 da pier_angelo1

C'é un amore nella sabbia
un amore che vorrei
un amore che non cerco
perché poi lo perderei
C'e un amore alla finestra
tra le stelle e il marciapiede
non é in cerca di promesse
e ti da quello che chiede
Cose che dimentico
cose che dimentico
sono cose che dimentico
C'e un amore che si incendia
quando appena lo conosci
un' identica fortuna
da gridare a due voci
C'e un termometro dei cuore
che non rispettiamo mai
un avviso di dolore
un sentiero in mezzo ai guai
Cose che dimentico
sono cose che dimentico
Qui nel reparto intoccabili
dove la vita ci sembra enorme
perché non cerca più e non chiede
perché non crede più e non dorme
Qui nel girone invisibili
per un capriccio del cielo
viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo
il gelo
e tutti ne sentiamo il gelo
C'e un amore che ci stringe
e quando stringe ci fa male
un amore avanti e indietro
da una bolgia di ospedale
Un amore che mi ha chiesto
un dolore uguale al mio
a un amore così intero
non vorrei mai dire addio
Cose che dimentico
sono cose che dimentico
Qui nel reparto intoccabili
dove la vita ci sembra enorme
perché non cerca più e non chiede
perché non crede più e non dorme
non dorme
Qui nel girone invisibili
per un capriccio dei cielo
viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo, il gelo
Viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo, il gelo
Sono cose che dimentico
sono cose che dimentico
cose che dimentico
sono cose che dimentico.
Fabrizio e Cristiano De Andrè

 
 
 

Post N° 482

Post n°482 pubblicato il 30 Maggio 2007 da pier_angelo1

La solitudine
io vengo da un altro mondo, da un altro quartiere, da un'altra solitudine.
Oggi come oggi, mi creo delle scorciatoie. Io non sono più dei vostri.
Aspetto dei mutanti; Biologicamente me la cavo con l'idea che
mi sono fatto della biologia: piscio; eiaculo; piango. Innanzi tutto
noi dobbiamo lavorare le nostre idee come se fosserodei manufatti.
Io sono pronto a procurarvi gli stampi. Ma...
la solitudine...
Innanzi tutto le lavanderie automatiche, agli angoli delle strade, sono imperturbabili così come il rosso
o il verde dei semafori. I poliziotti del detersivo vi indicheranno dove vi sarà possibile lavare ciò che voi credete sia la vostra coscienza
e che non è altro che una succursale di quel fascio di nervi che vi serve da cervello.
E pertanto...
La solitudine...
La disperazione è una forma superiore di critica. Per ora, noi la chiameremo "felicità", perché le parole che
voi adoperate non sono più "parole", ma una specie di condotto attraverso il quale gli analfabeti hanno la
coscienza a posto. Ma...
la solitudine...
Del Codice Civile ne parleremo più tardi. Per ora, io vorrei
codificare l'incodificale. Io vorrei misurare il pozzo di
San Patrizio delle vostre democrazie.
Vorrei immergermi nel vuoto assoluto e divenire il non detto, il non avvenuto, il non vergine per mancanza di lucidità.
La lucidità me la tengo
nelle mutande.
Leo Ferré
(http://www.club.it/autori/leo.ferre/indice-i.html)
 

 
 
 

Post N° 481

Post n°481 pubblicato il 23 Maggio 2007 da pier_angelo1

"Un uomo fa quello che è suo dovere fare,
quali che siano le conseguenze personali,quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni.
Questa è la base di tutta la moralità umana"
(Frase di J.F.Kennedy, che Giovanni Falcone amava ripetere)

· Antonio Montinaro, 30 anni

· Vito Schifani, 27 anni

· Rocco Di Cillo, 30 anni

· Francesca Morvillo, 47 anni

· Giovanni Falcone, 53 anni

Per non dimenticare

 
 
 

Post N° 480

Post n°480 pubblicato il 18 Maggio 2007 da pier_angelo1

immagine
http://www.augustoperlavita.it/foto/AgoAlbum01.html

Quelli che son stati adolescenti insieme a me,
e di anni ne hanno almeno trentratrè,
avevano tre miti nel settanta o giù di lì:
il sesso, il socialismo ed il GT.
Magari la ragazza c'era chi l'aveva già
ma sogni rosa e petting a metà.
Il sesso quello vero era tutt'altro era lontano,
Hugh Heffner o la storia di un mio amico.
Ma poi poco alla volta ce lo siamo conquistato,
i tabù infranti c'è chi si è sposato.
Lavoro, figli, alcuni divorzio infine libertà
ma ormai fuori dal mito e fuori età.
E ritorniamo indietro a quei vent'anni o giù di lì,
vediamo la faccenda del GT.
Io fortunato ci son stato sopra a quell'età
perchè ad un mio amico lo comprò papà.
E dopo tanti anni ce l'ho avuto pure io,
un GT vero proprio tutto mio.
Magari certo è usato ed anche arrugginito
e soprattutto ormai fuori dal mito.
E c'è chi tra di noi ha abbandonato l'avventura
per noia, opportunismo o per paura.
E chi non l'abbandona ma non capisce cosa sia
per troppa fede o per poca ironia.
E c'è chi come me, tra sessantotto e masochismo,
è ancora lì che aspetta il socialismo.
Arriverà stiam certi, sarà euro- o dal volto umano,
speriamo che non sia di seconda mano.

Nomadi
 

 
 
 

Post N° 479

Post n°479 pubblicato il 14 Maggio 2007 da pier_angelo1

immagine
immagine di Angelo Maria Ricci
Questa immagine è stata tratta dal libro stampato in occasione dell'evento "FABER, amico fragile..."
L'incasso del libro è stato devoluto alla Comunità San Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo.

La chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore, metteva l'amore,
la chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore sopra ogni cosa.
Appena scese alla stazione
nel paesino di San Vicario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.
C'è chi l'amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa né l'uno né l'altro
lei lo faceva per passione.
Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.
E fu così che da un giorno all'altro
bocca di rosa si tirò addosso
l'ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l'osso.
Ma le comari di un paesino
non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto
si limitavano all'invettiva.
Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.
Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie,
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto.
E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole argute:
"il furto d'amore sarà punito-
disse- dall'ordine costituito".
E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
"quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare".
E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.
Il cuore tenero non è una dote
di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l'accompagnarono malvolentieri.
Alla stazione c'erano tutti
dal commissario al sagrestano
alla stazione c'erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano,
a salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese,
a salutare chi per un poco
portò l'amore nel paese.
C'era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva "Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera".
Ma una notizia un po' originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall'arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.
E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi mandò un bacio, chi gettò un fiore
chi si prenota per due ore.
Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un'estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione.
E con la Vergine in prima fila
e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l'amore sacro e l'amor profano.
Fabrizio De André

 
 
 

Post N° 478

Post n°478 pubblicato il 13 Maggio 2007 da pier_angelo1

Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto e' come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire e' ormai quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e' un'abitudine.
L. Tenco

 
 
 

Post N° 477

Post n°477 pubblicato il 06 Maggio 2007 da pier_angelo1

immagine

Ancora fango
Comunicato stampa
Ancora fango sul Capitano Ultimo. Sta uscendo un film su Totò Riina, costato 15 milioni di euro. Un film basato su un libro di uno degli accusatori del capitano Ultimo, Attilio Bolzoni (ricordate? quello che non ricordava niente davanti al giudice? Lui! Evidentemente gli è tornata la memoria). Se davanti al giudice non parlava per tutelare le fonti, adesso parla tramite una fiction, che ri-insinua il dubbio su come andarono le cose. Ovviamente non hanno messo il dubbio ricorrendo in appello davanti a un tribunale (perchè si rischiava forse di riperdere la memoria). Il processo ora diventa mediatico (come da copione. Leggi I 4 processi del Capitano Ultimo
Il capitano ha fatto sapere le sue opinioni riguardo alle frasi che Claudio Fava ha rilasciato al Corriere della Sera, tramite un lancio d'agenzia. Non ci sembra però che sia apparsa la sua versione su qualsivoglia giornale (figuriamoci sul Corriere, filogovernativo da sempre, e quindi dalla parte della sinistra di Fava). Allora pubblichiamo noi le sue parole (che molti giornalisti si ostinano a censurare):
(ANSA) - ROMA, 3 MAG - La fiction su Toto' Riina che sara'
trasmessa da Canale 5 riapre le polemiche sulle modalita' dell'arresto del boss. E contro l'antimafia da salotto e di potere che insinua infondati dubbi sull'esistenza di una trattativa per far consegnare Riina si pronuncia ora il capitano Ultimo che critica Claudio Fava, il parlamentare europeo figlio di Poppo Fava, che e' tra le firme della sceneggiatura, chiedendogli di non "insultare" chi ha lottato contro gli "assassini di suo padre".
Ultimo si riferisce alle dichiarazioni di Fava riportate dal Corriere della Sera di oggi secondo le quali la fiction si propone anche di raccontare "i dubbi che esistono". E cioe', spiega Fava, se la cattura sia stata frutto di un' efficace azione di intelligence o se vi sia dietro Provenzano e un suo possibile patto di non belligeranza con lo stato".
"A pagina 49 del Corriere della Sera - dice Ultimo - si legge una dichiarazione dell'on. Claudio Fava in cui, aderendo ad una raffinata coerente di pensiero si continuano a insinuare infondati dubbi circa l'esistenza di trattative e patti tra stato e mafiosi alla base della cattura di Salvatore Riina nonostante la lunga vicenda giudiziaria conclusasi con una sentenza chiarificatrice e di assoluzione con formula piena".
"E' davvero giunto il tempo - aggiunge Ultimo - di ribellarsi alla dittatura di una certa antimafia di salotto e di potere che, invece di attaccare i criminali, offende e sovraespone quelli che hanno rischiato e rischiano la propria vita per combattere la mafia sulla strada, lontano dai soldi e dai privilegi. Al dottor Fava, con amarezza, si chiede che provi se non a rispettare, almeno a non insultare quelle persone che esponendosi personalmente hanno lottato con purezza contro gli assassini di suo padre". (ANSA).03-MAG-07 16:24 NNNN
Che non ci sono stati accordi tra Stato e Mafia, è un fatto che è stato ampiamente trattato durante il processo, che ha scagionato l'ex capitano. Insinuare il dubbio sull'operato di Ultimo a prescindere dall'assoluzione ad un processo che neanche doveva esserci, è un fatto estremamente grave, perchè funziona da deterrente verso tutti coloro che, nelle forze dell'ordine, fanno il proprio lavoro e vedono che comunque non serve a niente dare la vita per lo Stato, perchè tanto se ti va bene sei processato, ti scagionano e ti infangano, se ti va male, fai la fine di quelli che a Capaci o in via D'Amelio, hanno perso la vita.
Per approfondimenti leggi Tecniche di disinformazione: come sgretolare il falso

 
 
 

Post N° 476

Post n°476 pubblicato il 05 Maggio 2007 da pier_angelo1

immagineQuando hanno aperto la cella
era già tardi perché
con una corda al collo
freddo pendeva Miché
tutte le volte che un gallo
sento cantar penserò
a quella notte in prigione
quando Miché s'impiccò
stanotte Miché
s'è impiccato a un chiodo perché
non voleva restare vent'anni in prigione
lontano da te
nel buio Miché se n'è andato sapendo che a te
non poteva mai dire che aveva ammazzato
soltanto per te
io so che Miché
ha voluto morire perché
ti restasse il ricordo del bene profondo
che aveva per te
vent'anni gli avevano dato
la corte decise così
perché un giorno aveva ammazzato
chi voleva rubargli Marì
l'avevan perciò condannato
vent'anni in prigione a marcir
però adesso che lui s'è impiccato
la porta gli devono aprir
se pure Miché
non ti ha scritto spiegando perché
se n'è andato dal mondo tu sai che l'ha fatto
soltanto per te
domani alle tre
nella fossa comune sarà
senza il prete e la messa perché d'un suicida
non hanno pietà
domani Miché
nella terra bagnata sarà
e qualcuno una croce col nome la data
su lui pianterà
e qualcuno una croce col nome e la data
su lui pianterà
Fabrizio De Andrè