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Quale Religione?

Post n°116 pubblicato il 12 Maggio 2009 da Piero_Calzona
 

Quale Religione?

Prima parte

 

Perché professare questa o un’altra religione?

Come afferma Marcello Massenzio, professore di Storia delle religioni all'Università di Roma, a Tor Vergata, il sacro, il rito, il mito, il simbolismo sono dei prodotti culturali, quindi niente di ereditario, niente di biologico, la cultura si acquisisce nell’ambiente in cui si vive, più l’ambiente è sano, culturalmente, più si ha possibilità di acquisire nuove ed importanti nozioni, viceversa se un individuo nasce in un ambiente dove non ci sono scuole o strutture culturali, come ad esempio nelle terre poverissime dell’Africa o di altri Paesi poveri, non si avrà quella possibilità di un’evoluzione culturale come invece si ha in Occidente. Oggi, come d'altronde anche nei tempi passati, ogni popolo ha la propria cultura, la propria tradizione, la propria etica, la propria religione. Ciò ci dimostra che l’ambiente ha una notevole capacità nel plasmare le nostre menti. Ciò dimostra anche come siamo fortemente influenzati nella scelta della religione, in effetti non si tratta di una vera e propria scelta ma di un adattamento all’ambiente in cui viviamo.

Questo fenomeno ci viene confermato anche da un noto etologo, Konrad Lorenz, che attraverso i suoi studi sul comportamento degli animali e poi confrontati con quelli dell’uomo, ci ha fornito dei dati inconfutabili sull’imprinting. Ma cos’è l’imprinting? L’imprinting è la forma di apprendimento di base, che si verifica in un periodo della vita detto periodo critico quando si è predisposti biologicamente a quel tipo di apprendimento, ad esempio quando un bambino di pochi anni incomincia ad acquisire le prime nozioni di base, queste nozioni hanno un’importanza fondamentale nella crescita. Da ciò possiamo dedurre che la religione viene acquisita sin da piccoli, attraverso il fenomeno dell’imprinting e attraverso i condizionamenti ambientali, ad esempio: se un bambino nasce in India la sua religione sarà probabilmente induista, se nasce nel Medio Oriente sarà islamica, se nasce in Italia sarà cattolica,  e così via. Questo fenomeno ci suggerisce che il proprio credo è condizionato fortemente dall’ambiente in cui si vive e non ha niente a che fare con la libera scelta, questo naturalmente riferito ai bambini. Quando si diventa adulti, attraverso l’evoluzione culturale, la libertà di scelta (libero arbitrio) potrà cambiare le cose, ma intanto nella mente di un bambino si crea un altro fenomeno altrettanto importante, la creazione degli archetipi, (le forme primitive alla base delle espressioni mitico-religiose dell'uomo). Questi archetipi, in effetti, sono dei modelli culturali che interagiscono sulle nostre scelte e ci possono condizionare anche da adulti. Se un bambino sin da piccolo ha avuto una educazione cristiana, il suo archetipo sarà la figura di Gesù, se ha avuto un’educazione buddista avrà altri archetipi, e così via.

Dopo questa breve illustrazione dei fenomeni di condizionamento, possiamo affermare che la scelta di una o di un’altra religione è semplicemente una circostanza casuale e non ha niente a che fare con una specifica Fede. In poche parole, una religione vale l’altra, anche perché in tutto ciò che abbiamo detto, sorge una domanda legittima: visto che ogni religione ha una verità assoluta, visto che ogni religione riconosce il suo credo come unico e assoluto, e visto che nel mondo, le religioni riconosciute, si sono oggi ulteriormente ramificate fino ad arrivare ad un numero di oltre 4200. Quale sarà quella giusta? Ma è poi vero che le religioni hanno delle verità assolute? Perché se ciò fosse vero dovremmo avere un numero altissimo di verità assolute!!! O è tutto derivato dai processi ritualistici degli uomini primitivi? Insomma, una sorta di necessità culturale-biologica di cui ancora non si conoscono i veri motivi, c’è qualcuno che addirittura ha avanzato l’ipotesi che ci sia un’area nel nostro cervello che soddisfa questa necessità. Si potrebbe avanzare l’idea che non sia solo una necessità culturale ma anche biologica, visto che siamo figli dell’evoluzione per selezione naturale.

 
Rispondi al commento:
Piero_Calzona
Piero_Calzona il 30/08/09 alle 20:12 via WEB
Sono contento di risponderti Troskina, anche perché l’argomento è talmente vasto che si potrebbe discutere per ore, ma cercherò di essere sintetico in questa mia risposta. Quando ho scritto questo post ero consapevole che si potesse estendere il dialogo in campi molto complessi, difatti il mio interrogativo principale è: come mai oggi ci troviamo con oltre 4200 religioni diverse? In questo interrogativo mi chiedo anche se questo fenomeno è puramente culturale oppure c’è una componente biologica. Secondo alcuni importanti evoluzionisti come Richard Dawkins e Stephen Jay Gould ci sono prove paleoantropologiche e biologiche che l’uomo sia il prodotto di una lunga evoluzione, in questo caso la cultura non trascende la biologia, come la biologia non trascende la cultura, l’Uomo è un animale culturale con tutte le caratteristiche biologiche degli altri animali, come afferma Danilo Mainardi (etologo), ciò vuol dire che biologia e cultura operano nell’uomo di pari passo, difatti l’uomo ha ancora manifestazioni innate come tutti gli animali sulla Terra. Ultimamente la scienza esattamente la sociobiologia e la microbiologia hanno dimostrato che l’aggressività non è altro che una manifestazione genetica che interagisce sull’organismo umano creando delle degenerazioni psichiche. Oggi la medicina attraverso la microbiologia è in grado di isolare geni responsabili di malattie degenerative, cosa che cento anni fa era impossibile prevedere. Basta pensare che cinquecento anni fa si pensava che la terra fosse piatta, oggi ci possiamo rendere conto come la scienza con le sue ricerche sta lavorando in modo esponenziale e non ci dobbiamo meravigliare se tra dieci o venti anni, per non parlare di lunghi termini, si potranno debellare malattie degenerative come l’alzheimer o il morbo di parkinson e tantissime altre malattie. Tutto questo preambolo per rispondere alla tua domanda: “...forse solo perchè la scienza spiega come è successo ma non perchè...”. la scienza, secondo il modello galileano, non solo spiega il fenomeno ma lo dimostra con la riproducibilità, ciò ci dimostra se una determinata teoria è vera oppure falsa. Ma forse ti riferivi ad un’altra cosa, ad esempio il perché dell’Universo, il perché della vita, il perché della nostra esistenza. Se ti riferisci a questo la scienza per adesso non può niente. La scienza opera nella sfera dell’immanente, per adesso non può dimostrare con un teorema l’esistenza di Dio. L’Immanente e il Trascendente sono due campi completamente diversi. L’uomo oltre la sua logica non può andare altrimenti non esisterebbe il trascendente. Ma visto che viviamo nel mondo dell’immanente dovremmo cercare di risolvere i problemi terreni con la nostra razionalità e non aspettando facili fatalismi religiosi che creano più danni che benefici, (vedi guerre teocratiche in Medio Oriente), fino adesso non c’è stata nessuna entità divina che si è preoccupata dei mali del Mondo.
 
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