Creato da GESTIONESOST il 06/03/2007

Critiche

Commenti a valutazioni di impatto per interventi sull'ambiente

 

 

DEPURARE CON LE PIANTE

Post n°37 pubblicato il 20 Ottobre 2011 da GESTIONESOST
 

Dal Corriere Valsesiano del 14-10-2011

VERSO UNA MIGLIORE ECOSOSTENIBILITÀ

 

Il GTA (Gruppo di Tutela Ambientale), da sempre particolarmente sensibile alle tematiche riguardanti la sostenibilità ambientale, ci ha inviato il seguente comunicato in merito alla possibilità di trattare i reflui servendosi di impianti di fitodepurazione (depuratori realizzati con le piante).


Nell’ambito della sostenibilità ambientale v’è da considerare il ciclo dei nutrienti (sostanze utilizzate per l’alimento dei nostri tessuti). Si parla di “ciclo” poiché sono sostanze che non vanno perse, ma che vengono riutilizzate dagli organismi viventi. I rifiuti vengono a tal fine trattati dai depuratori, ma esistono anche depuratori naturali in cui le piante sono le protagoniste principali.

I reflui, che sono scaricati magari non troppo regolarmente nelle acque superficiali od addirittura sul terreno, col pericolo d’infiltrazione nella falda acquifera sottostante e conseguente inquinamento, possono in realtà essere depurati ed anche riutilizzati come acqua d’irrigazione per il nostro prato od il nostro orto.

Ove non c’è un allacciamento al depuratore pubblico si possono trattare i reflui domestici prodotti, oppure migliorare gli effluenti di un depuratore privato in un centro artigianale od industriale filtrandoli in un fitodepuratore (depuratore realizzato con le piante).
Le piante hanno questa potenzialità perché assumono le sostanze presenti nei liquidi di scolo depurandoli.
I tipi di reflui trattabili sono scarichi urbani, reflui di allevamenti zootecnici, acque di ruscellamento delle strade, scarichi industriali: quali il percolato di discarica, le produzioni chimico-farmaceutiche, cartiere, tinture dalle industrie tessili, industria di trasformazione alimentare. Per i reflui domestici le possibilità d’impiego della fitodepurazione può interessare siti abitativi rurali, campeggi e agriturismi, edilizia abitativa.
E riguardo i cattivi odori che potrebbero emanare da questi fitodepuratori? Bene, esistono sistemi di trattamento in cui il flusso dei liquami è collocato sotto la superficie dell’acqua eliminando a priori lo sgradevole inconveniente.
L’aspetto di questo depuratore naturale è in genere un’area umida a canneto che inoltre non attira neanche le zanzare.
Siamo a disposizione (GTA e Fabbrica delle Idee) per fornire chiarimenti tecnici in merito alla realizzazione d’impianti di fitodepurazione mettendo a disposizione le opportune competenze.

Gli interessati possono scrivere una mail a: gruppogta@teletu.it oppure contattare lo 0163-450476 o il 320 8941491.

 

 
 
 

RISORGIVA ANTIPOLVERE

Post n°36 pubblicato il 02 Ottobre 2011 da GESTIONESOST

Risposta del GTA (Gruppo di Tutela Ambientale) a Massimo Zanolo pubblicata su Notizia Oggi del 12 settembre 2011. Il redattore l'intitola

LA PISTA DI MOTOCROSS SI BAGNA CON ACQUA RARA

Il motivo specifico per cui abbiamo criticato l’utilizzo dell’acqua per l’abbattimento delle polveri della pista da cross è che quell’acqua, sebbene qualcuno non lo creda, proviene da una falda. Invero è molto facile da verificarlo, non c’è bisogno di essere geologi o geografi basta fare una passeggiata per circa 250 metri a monte della pista da cross costeggiando il presunto “ramo laterale” del fiume per accorgersi che esiste la fonte della risorgiva. Cosicché quest’acqua ha caratteristiche chimico-fisiche diverse da quelle del fiume e conseguentemente ospita organismi viventi differenti. All’incontro del 22 novembre 2009 presso la sede del moto-club Neotec con l’intero direttivo avevamo avuto modo di sollevare il problema dei danni all’ambiente naturale procurati, tra gli altri anche quello derivante dall’utilizzo dell’acqua della risorgiva, per questo ambiente particolarmente vulnerabile e raro nella nostra zona. Avevamo allora riscontrato ed apprezzato la vostra condivisione nel tendere alla mitigazione degli impatti ambientali e nel promulgarne tra i soci il rispetto alla natura.
Ora riscontriamo soltanto la risposta del segretario Massimo Zanolo che ci accusa di blateramento ed offerte d’aria fritta. Da che pulpito viene la predica!

Pietro Demarchi

 
 
 

IL MOTOCLUB NEOTEC TORNA SULLA QUESTIONE DELLA PISTA

Post n°35 pubblicato il 02 Ottobre 2011 da GESTIONESOST

Notizia Oggi del 01 settembre 2011.

Massimo Zanolo, segretario del moto club Neotec che gestisce la pista di motocross di Serravalle, torna sulla questione dell’utilizzo dell’impianto idrico del campo in regione Mulino. Il sodalizio è stato accusato dal Gruppo per la tutela dell’ambiente di Serravalle di utilizzare acqua sorgiva per abbattere le poveri lungo la pista.

«A parte le considerazioni del solito gruppo ambientale in cerca di visibilità, vorrei far notare che è normale che gli impianti sportivi, dotati di manto erboso vengano giornalmente irrigati per molto tempo per mantenere il “verde” tanto prezioso e che gli impianti di innevamento artificiali “sprechino” milioni di litri di acqua. Comunque leggo che il problema a Serravalle sarebbe quello di dimostrare ai nostri figli che l’attività svolta dal moto club Neotec sia naturalisticamente educativa perché usiamo acqua non per irrigare ma per abbattere la polvere e perché il nostro impianto non si adeguerebbe all’ambiente circostante, dimenticando che, praticamente sopra alla pista, passano giornalmente migliaia di veicoli che hanno sicuramente un impatto più violento delle nostre moto. L’attività del moto club Neotec è di promulgare lo sport: siamo una società sportiva formata da appassionati che dedicano il tempo libero, qualcuno oramai con trentennale presenza, alla gestione di un’attività priva di lucro e siamo iscritti al registro del Coni al numero 16959. Non abbiamo necessità di dimostrare nulla ai giovani Serravallesi: è sufficiente constatare da quanti giovani è frequentato il “nostro mondo” del motocross e questo ci basta. Tirare calci ad una palla, pedalare sotto il sole o saltare con la moto, eccetera, ha un comune denominatore: uno sfogo sano ed educativo che è lo sport, maestro d’eccellenza. Almeno il moto club Neotec è attivo in questa direzione mentre qualcuno blatera a vuoto e offre aria fritta. A proposito del fatto che da un po’ di tempo non si svolgano manifestazioni al di fuori della pista, tengo a precisare che il motivo non è certo quello delle solite prese di posizioni del trio ambientalista ma i costi dell’organizzazione delle manifestazioni. Purtroppo la crisi generale ha colpito pesantemente le disponibilità finanziarie degli sponsor e di conseguenza la nostra società sportiva è in questo periodo priva delle risorse per l’organizzazione delle manifestazioni, anche di livello internazionale, che negli anni precedenti hanno dato lustro alla nostra associazione. Appena la situazione economica lo permetterà, sicuramente le proporremo».

Massimo Zanolo

 
 
 

IMPIANTO IDRICO PER MOTOCROSS

Post n°34 pubblicato il 07 Settembre 2011 da GESTIONESOST

Soprattutto in questo periodo dell’anno in cui il caldo si fa sentire e l’acqua diventa sempre più preziosa l’uso di questo bene è più che mai desiderato essere utilizzato con oculatezza. Così le industrie che per la loro produzione abbisognano di acqua, sia che la attingano da fiumi, sia che la prelevano da pozzi fanno regolare richiesta all’ente pubblico ed inoltre rinnovano tale richiesta ogni anno.
Sembra strano che un impianto idrico per una pista da cross possa attingere acqua da una risorgiva, corpo d’acqua superficiale tra l’altro pulita per essere stata filtrata dalle rocce oltre ad essere nel caso specifico di temperatura costante tutto l’anno il che permette la vita di una biocenosi particolare e con una biodiversità particolare, per l’abbattimento delle polveri. Quale ragione avrà mai avuto la provincia di Vercelli per acconsentire a tale attingimento?
Cosa potremmo mai dimostrare inoltre a quelle scolaresche che nel nostro Comune, ad esempio, hanno seguito i corsi per rispettare la natura, se dobbiamo poi assistere a tali scempi?
Ognuno ha i diritto di avere il proprio tempo libero per gli hobby che preferisce, ma ogni cosa va fatta nella giusta maniera e nel posto più adatto. Abbiamo più volte ricordato e da anni ormai che la pista da cross di Serravalle Sesia, anche se ora non vengono più effettuate gare al di fuori di essa dopo il nostro incontro con l’associazione dei motocrossisti, si trova su un suolo vulnerabile, la golena, e quindi soggetto più di altri al danno di tali impatti ambientali ed il danno dello spreco dell’acqua della risorgiva crea impatto ambientale anche per quest’altro ecosistema acquatico.
La pista da cross come indicano gli indirizzi per il nuovo piano regolatore non è regolamentare, l’impianto idrico è stato pagato con 4.000 euro di soldi pubblici e gli impatti ambientali costano sull’economia di tutti.
C’è chi preferisce fare motocross e chi preferisce una passeggiata nella natura, ma soprattutto l’acqua e la natura in essa è di tutti.

GTA - Serravalle Sesia, 29 luglio 2011.

 
 
 

TEMPISTICA DA INCOMPETENTI

Post n°33 pubblicato il 03 Settembre 2011 da GESTIONESOST
 

Il Progetto “Dalle terre d’acqua fino al Monte Rosa in bici” per un investimento complessivo di 619.660,80 euro (83.000 per Serravalle Sesia, delibera n 1 del 2011) inseriti nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2010 – 2012, ancorché interessato il dirigente del settore tutela ambientale della provincia dall’adozione degli atti esecutivi della delibera specifica questi inizia quanto meno con il piede sbagliato.

La sprovvedutezza riguarda i tempi dell’intervento di taglio degli alberi ed allargamento sentieri, oltre che la realizzazione di nuove vie in mezzo al bosco in una stagione in cui è ancora in pieno svolgimento la riproduzione della fauna. I giovani nati sono ancora accuditi dai genitori ed il cantiere della pista ciclabile asporta alberi e cespugli, livella il terreno, riduce ad un “ground zero” la loro “casa”. Se l’obiettivo del progetto era quello di valorizzare la natura della Valsesia realizzando una via per inoltrarsi nell’ambiente ed usufruire al meglio dei beni e servizi dell’ecosistema nostrano allora si può ben dire che l’incompetenza l’ha fatta da padrone. Si sono aperti tracciati nuovi nel bosco creando impatti inopportuni ed evitabili che creano già a priori un indebolimento dell’equilibrio ecologico del bosco ripariale. Eppure esistono già carraie e sentieri che attraversano in lungo ed in largo i boschi tra le aree urbane ed il fiume. Che lo Studio di professionisti redigendo il progetto non si sia accorto della necessità di professioni ad hoc per le finalità previste? Oppure l’alone di natura evocato nelle informazioni pubblicitarie volte al pubblico, oltre che nelle delibere provinciali sul miglioramento dei territori turistici, è da ascriversi a pubblicità ingannevole? Nel qual caso esiste un’Autorità Garante ormai da vent’anni nota come Antitrust.

GTA - Gruppo tutela ambiente

Serravalle Sesia, 23 luglio 2011.

 
 
 

ARGOMENTANDO SULLA CENTRALE A BIOMASSE

Post n°32 pubblicato il 02 Settembre 2011 da GESTIONESOST
 

In principio le parti erano formate dall’amministrazione comunale e Proprietà, che rappresentavano chi voleva la realizzazione della centrale a biomasse nel centro del paese, mentre le forze di minoranza, la Lega Ambiente, Pro Natura, noi del GTA ed in seguito non appena costituito tutti i quasi 500 cittadini firmatari del “Comitato civico per la valutazione del progetto di centrale a biomasse” hanno costituito la contro parte contraria alla realizzazione di tale progetto, sia per motivi economici, sia per rischi di aumento dell’incidenza d’inquinamento dell’aria.
Abbiamo organizzato incontri pubblici, noi della controparte, quella contraria, per informare l’opinione pubblica dei rischi per la salute prodotte da una centrale di questo tipo soprattutto se realizzata in un centro urbano ed in una località geograficamente chiusa come quella di questa valle, per informare degli interessi dei proponenti ed in definitiva di tutta la parte pro-centrale non propriamente indirizzata a favore dei cittadini di Serravalle ed inoltre della valle Sesia, poiché l’emissioni (fumi e particolato) vengono spostati dal vento verso gli altri centri abitati.
Il sindaco Basso aveva anche realizzato due anni fa una conferenza pubblica assieme alla Proprietà, ma senza contraddittorio, ahimè, per informare dell’adesione dell’amministrazione comunale al progetto della centrale a biomasse.
Così era in principio, ma negli ultimi giorni il parlamentare Buonanno dichiara sui giornali che il comune di Serravalle aveva già bloccato il progetto (Quando mai?) e da domenica 19 giugno campeggiano per il paese manifesti del sindaco Basso in cui si dichiara che egli sarebbe preoccupato delle criticità relative alle emissioni prodotte dalla centrale.
Chi aveva partecipato alla conferenza di due anni fa realizzata dall’amministrazione comunale sa quali erano le intenzioni del sindaco-vice presidente Basso e può farsi un’idea chiara di chi abbia potuto fermare il progetto della centrale, e proprio per una giusta suddivisione, come dice qualcuno, di onori ed oneri lasciamo opinione a chi ci legge.
Il valore delle persone si misura anche dalla capacità ammettere i propri errori.
E per chi cambia le carte in tavola? ...“Ahimè, non ho se non il mio tormento e il mio canto.” diceva D’Annunzio.

GTA, Serravalle Sesia, 21 giugno 2011.

 
 
 

INFORMAZIONI SUL PROGETTO DELLA CENTRALE A BIOMASSE

Post n°31 pubblicato il 25 Agosto 2011 da GESTIONESOST
 

All’att. del Sig. Sindaco Massimo Basso
Amministrazione Comunale
di Serravalle Sesia
Corso Matteotti 184
13037 - Serravalle Sesia (VC)
sindaco.serravalle.sesia@ruparpiemonte.it

All’Amministrazione Comunale
di Serravalle Sesia – Uff. Protocollo
Corso Matteotti 184
13037 - Serravalle Sesia (VC)
protocollo.serravalle.sesia@reteunitaria.piemonte.it
protocollo.serravalle.sesia@cert.ruparpiemonte.it
Per conoscenza:
Al Presidente della Provincia
Carlo Riva Vercellotti
Amm. Provinciale di Vercelli
Via San Cristoforo 7
130100 – Vercelli (Vc)
presidenza.provincia@cert.provincia.vercelli.it
cerrutim@provincia.vercelli.it

All'att. del Sig. Daniele Bovolenta
L'Ulivo per Serravalle
Corso Matteotti 184
13037 - Serravalle Sesia (VC)
daniele.bovolenta@ulivoperserravalle.org
All'att. del Sig. Alessandro Scavarelli
Serravalle corre veloce
Corso Matteotti 184
13037 - Serravalle Sesia (VC)
ale@scavarelli.eu

I sottoscritti:

Demarchi Pietro, Via Gramsci 8 - 13037 Serravalle Sesia;

Baccarin Oreste, Corso Matteotti 307 - 13037 Serravalle Sesia;

Agliotti Fausto, Via Ducale 28 - 13037 Serravalle Sesia;

chiedono informazioni.

 

E’ stato discusso per circa due anni dell’opportunità di realizzare una centrale a biomasse nell’area della Cartiera Italiana che occupa una zona centrale del centro abitato di Serravalle Sesia. Dopo aver dialogato anche con rappresentanti della provincia di Vercelli e della Regione Piemonte a fronte di conseguenze a rischio per la qualità dell’aria e conseguentemente per la salute pubblica ed oltre a ciò di una prescrizione potenzialmente inefficace ad assicurare il pieno rispetto del piano energetico provinciale, non è ancora stata data ai cittadini una risposta ufficiale sulle intenzioni riguardo alla centrale a biomasse.

La gente si chiede e ci chiede:

 

“SIAMO SICURI CHE LA CENTRALE A BIOMASSE

NON SI FARÀ?”.

 

Giriamo quindi la domanda all’Amministrazione Comunale che rappresenta ufficialmente la gente di Serravalle Sesia.

 

Serravalle Sesia, li 09/06/11

 

Agliotti Fausto

Baccarin Oreste

Demarchi Pietro

 

Il GTA (Gruppo di Tutela Ambientale) di Serravalle Sesia.

 

Blog: http://blog.libero.it/pietrodemarchi/

 

e-mail: gruppogta@teletu.it

 
 
 

AMIANTO NUOVI SITI

Post n°30 pubblicato il 31 Luglio 2011 da GESTIONESOST
 

All’att. del Sig. Sindaco Massimo Basso
Amministrazione Comunale
di Serravalle Sesia
Corso Matteotti 184
13037 - Serravalle Sesia (VC)
sindaco.serravalle.sesia@ruparpiemonte.it

All’Amministrazione Comunale
di Serravalle Sesia – Uff. Protocollo
Corso Matteotti 184
13037 - Serravalle Sesia (VC)protocollo.serravalle.sesia@reteunitaria.piemonte.it
protocollo.serravalle.sesia@cert.ruparpiemonte.it

Per conoscenza:

All’Att. dell’on. Roberto Cota
Presidente della Regione Piemonte
Piazza Castello 165
10121 – Torino (To)
presidenza@regione.piemonte.it

All'att. del Sig. Daniele
Bovolenta
L'Ulivo per Serravalle
Corso Matteotti 184
13037 - Serravalle Sesia (VC)
daniele.bovolenta@ulivoperserravalle.org

All'att. del Sig. Alessandro Scavarelli
Serravalle corre veloce
Corso Matteotti 184
13037 - Serravalle Sesia (VC)
ale@scavarelli.eu

I sottoscritti:

Pietro Demarchi, residente a Serravalle Sesia (VC) in Via Gramsci 8, telefono 0163-450476;
Fausto Agliotti, residente a Serravalle Sesia (VC) in Via Ducale 28, telefono 0163-450825;

segnalano:

AMIANTO - NUOVI SITI

 

Altri due cumuli di eternit abbandonati lungo le carraie che percorrono i boschi ripariali del lungo Sesia a Serravalle. Uno di questi già delimitato da un nastro bianco e rosso della polizia municipale mentre l’altro non è stato ancora individuato. Sono rifiuti cancerogeni che abbisognano di misure di sicurezza e bonifiche opportune per le conseguenze venefiche che procurano e se da una parte il danno è procurato da persone senza scrupoli, che possono anche provenire dall’esterno del territorio comunale e pesare in ogni caso sull’economia e sulla salute della comunità locale, dall’altra parte occorrerebbe creare una difesa precauzionale della collettività locale per quando riguarda la propria salute ed economia.
Da anni segnaliamo siti abusivi di amianto abbandonati nei nostri prati e boschi, alcuni delimitati da nastri ed altri ormai sgretolati e ridotti in polvere, ma neanche segnalati dalle suddette fettucce rosse e bianche, mentre le notizie dei telegiornali ci ricordano ancora in questi giorni altre decine di morti causati dall’eternit, che ogni anno sono migliaia.
Alleghiamo una mappa del territorio e foto, di cui la 1° riguarda un cumulo in mezzo alla carraia che dall’altezza di via Ripalta va dritta al fiume, l’altra (foto 2) al bordo della carraia che dal campo sportivo, a circa 300 mt dallo stesso, conduce a Bornate attraverso il bosco.
Il cumulo sempre più polverizzato e neppure delimitato da nessun nastro, segnalato più volte all’amministrazione locale dal 2004, si trova a 250 mt. a valle del vecchio ponte della ferrovia sulla sponda del fiume ed è illustrato dalla foto 3.

Serravalle Sesia, li 02/05/11.

Il GTA (Gruppo di Tutela Ambientale) di Serravalle Sesia.

 
 
 

PREIA CRUANA

Post n°29 pubblicato il 18 Giugno 2011 da GESTIONESOST
 

 VISTA DALLA PIETRA GRUANA

 

L’escursionista può sedere sulla pietra culminante: all’intorno cespugli, rovi, profumo di fiori d’acacia.

Lo sguardo si spinge lontano. Vede distinta la guglia di S. Gaudenzio; le ultime propaggini delle colline di Fara. Sta innanzi la bella Grignasco, come adagiata in un vaglio inondata di sole, la tortuosa Sesia. Verso nord la vista è alquanto impedita dalle colline sopra Serravalle e Bornate. Verso il biellese appaiono le zone montuose di Lozzolo e Brusnengo, coltivate a vigneti con la caratteristica collina su cui s’adagia la chiesetta di S. Maria. (pg. 30)

 

 

LA LEGGENDA DEL BADICH

 

La leggenda del “Badich”. Questa leggenda è legata al nome di una regione in quel di Piane, quasi in vetta alla “Preia Cruana”, ove esiste una grotta naturale, abitazione del cosidetto “Badich”. Questi sarebbe stato un eremita che, seguendo l’influsso dei tempi, si sarebbe ritirato in questa grotta a vita solitaria e penitente. Alcuni lo dicono un maniaco, un anormale, altri invece ne fanno un santo. Intorno alla sua vita, al suo vero nome, al suo parentado regna il più cupo mistero. È giunta fino a noi la notizia dell’esistenza, e questa circonfusa da un alone di poesia. La spelonca rimane là, meta di turisti, presso l’orrido della Pietra Cadente nel vallone sottostante. La grotta è denominata anche “Barcovei”. (pg. 564)

 

La leggenda del “Badich”. C’è a Piane, la regione “Pietra Croana” un luogo al quale è legata la leggendaria figura del personaggio detto Badich, perdutosi nella notte dei tempi.

Narrano i vecchi di un uomo ritiratosi a vita selvaggia perché ricercato dalla forza pubblica, in pena di qualche reato e rifugiatosi appunto nell’impervia regione pressoché inaccessibile. Infatti la grotta, scavata nella roccia viva, da lui eletta per dimora, è tuttora esistente, è inaccessibile dal basso; la si può raggiungere soltanto scalando l’erto picco della Croana, indi calandosi dall’alto per una anfrattuosità pericolosa. Ad una trentina di metri dalla cima, sotto una roccia strapiombante, vi è la grotta. Nell’interno, come intagliato nel sasso vi è una specie di giaciglio e, fuori, uno spiazzo terroso sul quale – dicesi - il solitario si assideva in contemplazione. Più sotto vi è la cosiddetta “squela dal Badich” ossia un incavo nella roccia a forma di scodella ove si raccoglie un rivo fresco e perenne al quale il ricercato di dissetava.

Narrasi poi che un giorno il solitario, che viveva grazie all’assistenza della moglie, che fedelmente gli recava il cibo, un dì di ottobre scese alla sua frazione, Quazzo. Il mosto ferveva nei tini e l’agro profumo lo tentò. Ne bevve e s’inebriò. Nel tornare al suo rifugio, per il mosto bevuto, le gambe lo tradirono proprio nel calarsi dal picco, e dall’alto rotolò fino in fondo sfracellandosi.

Questa in breve la storia che i nostri vecchi pianesi raccontano sulla leggendaria figura che in questi tempi è stata trasformata in una maschera carnevalesca locale. (Angelo Biglia, pg. 689)

 

 

Da “Storia del Comune di Serravalle Sesia” di Don Florindo Piolo

 
 
 

DALL'ARPA

Post n°28 pubblicato il 17 Marzo 2011 da GESTIONESOST
 

 

Relazione tecnica

 

A seguito della segnalazione del 25/01/2011 inviata al Comune di Serravalle Sesia e al Dipartimento Arpa di Vercelli, protocollo Arpa 6895 del 25/01/2011, circa la presenza di fanghi in una lama del Fiume Sesia posta circa a 300 metri a monte del campo sportivo di Serravalle Sesia, in data 28/01/2011 è stato effettuato un sopralluogo. Allo stesso era presente uno dei due esponenti e un rappresentante della Polizia Municipale di Serravalle Sesia.

 

Dalla verifica è emerso quanto segue:

  •  
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        • nella lama indicata era presente una colorazione opalescente dovuta a materiale biancastro in sospensione non ben identificato (foto 1, 2 e 3 documentazione fotografica del 28/01/2011);

        • per quanto è stato possibile accertare l’acqua della suddetta lama era alimentata solamente dall’immissione (foto 4) di acqua reflua proveniente dallo scarico delle acque industriali di raffreddamento dello stabilimento Valsoia Spa di Corso Matteotti 13.

        • La ditta Valsoia Spa è in possesso di autorizzazione allo scarico delle acque reflue derivanti da raffreddamento, rilasciata dalla Provincia di Vercelli in data 08/04/2010, prot 28189/000, valida sino all’8/4 2014;

        • nel tratto oggetto di verifica le acque del Fiume Sesia non raggiungevano la sponda destra e quindi non interessavano la suddetta lama.

 

In base a quanto accertato sono stati prelevati due campioni istantanei delle acque industriali di raffreddamento scaricate dallo stabilimento Valsoia: l’uno al punto di immissione di cui sopra (verbale 07/VC11) e l’altro in un pozzetto di ispezione della condotta di scarico, collocato a ridosso dello stabilimento (verbale 08/VC11). Sono, inoltre, stati ispezionati diversi pozzetti della linea fognaria di scarico ed è stata effettuata una verifica con tracciante senza individuare interferenze tra le linee fognarie dello stabilimento, suddivise per acque reflue industriali da lavaggi impianti e locali (scaricate nel collettore CORDAR), acque reflue di raffreddamento (scaricare in Fiume Sesia) e acque meteoriche (scaricate in Fiume Sesia).

 

E’ stato quindi chiesto alla ditta di svolgere tempestivamente una verifica delle citate linee fognarie per accertare eventuali interferenze e di relazionare in merito ai riscontri e alla presenza delle anomalie riscontrate a valle del punto di scarico delle acque industriali di raffreddamento.

 

In data 8 febbraio 2011 è stato svolto un secondo sopralluogo (VS 34/VC11) durante il quale il direttore dello stabilimento ha riferito delle ricerche svolte e del riscontro di una rottura del sistema di allontanamento di reflui industriali derivanti dai lavaggio degli ambienti e delle attrezzature.

 

Dal sopralluogo è emerso quanto segue:

  • nel punto indicato, all’interno del reparto di lavorazione della soia e del riso, era stata effettuata una manutenzione su di una canalina di raccolta dei reflui (foto 3 e 4 – documentazione fotografica dell’8/2/11);

  • nel pozzetto di raccolta delle acque meteoriche (foto 5 e 6) posto nel cortile a ridosso del reparto di cui sopra, era ancora presente un residuo di liquido opalescente;

  • nella lama del Fiume Sesia, a valle dello scarico delle acque di raffreddamento della Valsoia, l’acqua era trasparente ed era riscontrabile un leggero strado di materiale depositato (foto 1 e 2).

  •  

 

Come riportato nel verbale di sopralluogo nel corso dello stesso è stato concordato l’invio allo scrivente Dipartimento e alla Provincia di Vercelli – Settore Tutela Ambientale – di planimetrie aggiornate delle diverse linee fognarie (acque meteoriche, acque di raffreddamento e acque di lavaggio) con indicazione del pozzetto d’ispezione e campionamento, nonché l’invio di relazione sui rilievi e riscontri effettuati in merito a quanto rilevato durante il sopralluogo del 28 gennaio. E’ stato inoltre concordato che la ditta provvederà alla pulizia dei pozzetti della fognatura delle acque di raffreddamento e all’eliminazione delle anomalie riscontrate nei pressi del punto di scarico.

 

Con nota prot. 13068 del 10/02/2011 il laboratorio Arpa del Dipartimento di Torino, a cui erano stati inviati i campioni di acque reflue, ha trasmesso i rapporti di Prova n 2011/3600 e n 2011/36202 relativi rispettivamente ai verbali di prelievo AO 07/VC11 e AO 08/VC11.

 

Relativamente alle determinazioni chimiche ed ecotossicologiche effettuate, il campione di acque reflue prelevato prima dell’immissione nel Fiume Sesia risulta ampiamente nei limiti previsti per gli scarichi in acque superficiali dal D.Lgs 152/2006 parte III, allegato 5 tabella 3. I risultati analitici del campione di studio prelevato in un pozzetto lungo la linea di scarico sono analoghi ai valori rilevati nel punto di scarico.

 

Eventuali ulteriori valutazioni potranno essere espresse a seguito dell’invio della relazione della ditta.

 
 
 

SEGNALAZIONE DI FANGHI IN UNA LAMA DEL FIUME

Post n°27 pubblicato il 15 Marzo 2011 da GESTIONESOST
 

Segnalano l’emissione di fanghi in una lama (lanca) del fiume Sesia, nel comune di Serravalle Sesia, situata a circa 400 metri a monte della passerella sul fiume Sesia (circa 300 metri a monte del campo sportivo). La bocca di scolo si trova all’altezza della ditta Valsoia s.p.a. La caratteristica dei reflui è costituita dalla presenza di fanghi chiari che si depositano sul fondo ed un soluto di colore azzurro che permane nelle acque. La sostanza chiara è probabilmente di natura organica poiché abbiamo notato, quando i fanghi sono presenti in primavera, dopo alcune settimane dall’emissione vi è una crescita anomala di alghe. In tale caso si tratterrebbe eutrofizzazione, probabilmente non esente da detergenti. Il fatto si ripete varie volte alcune delle quali riportiamo nelle immagini con l’indicazione della data d’immissione nel fiume. Lo scorso anno erano presenti anche i vigili urbani che hanno potuto constatare la presenza dell’inquinante. Non abbiamo conseguentemente fatto denuncia ufficiale poiché la descrizione dell’immissione dei fanghi è stata spiegata loro da un altro osservatore presente in loco. Dopo un anno non sono stati presi ancora provvedimenti e vogliamo per questo mettervi a conoscenza del fatto che non risulta essere l’unico tipo d’inquinamento delle acque superficiali del fiume (altri sono stati in passato da noi denunciati all’amministrazione locale e ad altri enti pubblici (prefettura, arpa, ecc.). Distinti saluti.

Li 25 gen 2011.

 

 

 

 
 
 

PARTECIPAZIONI, INCONTRI INFORMATIVI, RISCHI

Post n°26 pubblicato il 22 Ottobre 2010 da GESTIONESOST

 

In merito alle affermazioni del consigliere regionale Tiramani riguardo la mancata opposizione a parte quella di alcuni gruppi locali c’è da precisare alcune cose.

Noi del GTA, il Comitato Civico, l’Ulivo per Serravalle e Serravalle Corre Veloce avverso la centrale e la partecipazione di cittadini serravallesi e di altri comuni della Valsesia agli incontri tenuti a Serravalle rappresentiamo l’opposizione effettiva. Gli eventi iniziano nel novembre 2008 quando l’Ulivo indice una conferenza tesa ad informare del progetto della centrale a biomasse e si costituisce un Comitato Civico contrario a tale realizzazione. All’incontro del 9 novembre 2009 riguardante le prescrizioni fissate per la centrale, organizzato da Pro Natura, Legambiente e dal GTA (visto che ne siamo soci), partecipano l’ass. De Ruggiero ed i consiglieri Bizjak e Barassi dalla regione, l’ass. provinciale Finocchi (che ha scritto le prescrizioni) ed i gruppi di minoranza del comune. Non partecipa nessun rappresentante della maggioranza locale. Gli esponenti politici della regione e della provincia in tale confronto si trovano d’accordo a chiedere una revisione dell’autorizzazione deliberata nell’agosto 2009 poiché c’è una discrepanza con le linee guida provinciali. Seguono i ricorsi al TAR delle forze di minoranza, che testimoniano quanto meno una mancata chiarezza di esposizione del progetto e della relativa autorizzazione della Provincia.

Abbiamo organizzato anche con la Lega Ambiente incontri informativi relazionati da esperti nel settore della filiera del legno carburante della centrale a biomasse, nella produzione di sostanze venefiche prodotte ed immesse in atmosfera, nella ricaduta degli impatti sull’ambiente naturale e sulla nostra salute. E al riguardo c’è da rilevare la recidiva assenza dell’amministrazione comunale che dimostra carenza di virtù nella ricerca dei rischi della salute pubblica e dell’opinione dei cittadini in merito.

Chi non ascolta le ragioni della gente, le loro richieste di approfondimento delle valutazioni tecnico-scientifiche, che hanno alla fine portato alla richiesta di revisione dell’autorizzazione; chi non partecipa agli incontri organizzati da comitati locali ed associazioni anche con la partecipazione di esponenti politici regionali e provinciali; non può fregiarsi di troppi meriti. In caso contrario si può dire che è in malafede.

Chi non riesce a pensare di contrapporre, al potenziale seguito di richieste di danni economici di fronte ad un “no” da parte della proprietà, il potenziale seguito di richieste di danno alla salute difficilmente ingiustificabile in relazione ad un “si” da parte dei rappresentanti della popolazione (soprattutto perché supportato da studi e valutazioni scientifiche di universitari internazionali) si può dire che è stolto. Ed anche costui non può rivendicare troppi meriti.

L’organizzazione di incontri informativi per la popolazione finalizzati a capire ed approfondire i rischi sulla salute di una centrale a biomasse di quella portata nel centro di un paese è stata effettuata dalla minoranza alla quale abbiamo dato tutto il nostro appoggio. Il che ha visto un riscontro ostruttivo da parte dell’amministrazione comunale, contrariamente al “... promuove la partecipazione dei singoli cittadini, delle associazioni e delle forze sociali...” sancito dal suo stesso statuto e chi dovesse mai ricercarne merito sarebbe stolto.

 
 
 

IL SILENZIO DELLE BIOMASSE

Post n°25 pubblicato il 18 Ottobre 2010 da GESTIONESOST
 

Pubblicato sul Corriere Valsesiano del 8 ottobre 2010

É calato un sinistro silenzio sulla centrale a biomasse di Serravalle Sesia.
Ascoltiamo concittadini che ci chiedono notizie sulla sorte delle firme raccolte in seguito al nostro impegno condiviso con il “Comitato civico per la valutazione del progetto di centrale a biomasse” e costatoci diffide, sia da parte della proprietà, sia incomprensibilmente da parte della stessa amministrazione comunale.
A seguito del lungo silenzio al riguardo abbiamo tentato di organizzare un incontro informativo che, come abbiamo avuto modo di comunicare tramite l’articolo “A PROPOSITO DI DEMOCRAZIA”, apparso sui giornali locali lo scorso giugno, non ha avuto buon esito in virtù del diniego, o meglio della concessione della sala due giorni prima della data chiesta per l’utilizzo della stessa.
Logica richiesta è ora quella di sapere dall’amministrazione e dal Comitato civico, organo sorto allo scopo, delucidazioni al riguardo, come ad esempio la fugace comparsa di un cartello di “Autorizzazione n. 596, rilasciata dalla giunta provinciale il 03/09/2009, dei lavori di costruzione ed esercizio centrale termoelettrica a biomasse, con data d’inizio lavori 02/08/2010”. Pochi giorni dopo il cartello è sparito aumentando i dubbi della gente.
Ora sembra coerente reclamare le delucidazioni del caso poiché 600 firme raccolte rappresentano 600 buoni motivi.

 

 
 
 

OSSERVAZIONI AGLI ELABORATI TECNICI DI PIANO REGOLATORE E VAS

Post n°24 pubblicato il 06 Agosto 2010 da GESTIONESOST
 

Pubblicato sul  Corriere Valsesiano del 9 luglio 2010.

 

Ecco le principali osservazioni agli elaborati relativi al nuovo Piano Regolatore Comunale ed alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica), che abbiamo presentato in Comune.

Per quanto riguarda il “Turismo ricettivo e lo sport” si prevede la regolamentazione della pista da moto-cross ed una sua migliore contestualizzazione. C’è da dire che per tale pista si sono spesi migliaia di euro pubblici per fornirla di un impianto d’irrigazione per l’abbattimento della polvere, con attingimento d’acqua alla lama (risorgiva) limitrofa. E’ davvero un intervento caro per una struttura che risulta essere fuori norma e da un punto di vista ecosistemico (cioè il sistema che lega organismi viventi e territorio su cui vivono) altera un fragile ambiente naturale che non riesce a contrastare eventi di tale invasività. Osserviamo quindi che l’intenzione d’intervenire per mantenere tale pista, insistente su un suolo altamente vulnerabile com’è l’area golenale, deve considerare l’opzione zero ovvero la scelta di non continuare tale attività in questo ambiente.

Si prevede di migliorare e moltiplicare le strade per rendere scorrevole il traffico e limitare l’inquinamento con la convinzione di contenere l’impatto ambientale. Tuttavia se la scorrevolezza del traffico diminuirà le emissioni, la moltiplicazione delle strade frammenteranno le aree naturali rimaste. L’IUCN, organismo internazionale per la conservazione della natura, ha elencato le cause della diminuzione della biodiversità ed al primo posto c’è proprio la frammentazione del territorio naturale, mentre l’inquinamento è al terzo posto dopo l’invasione delle specie aliene. Cosicché il risparmio ipotizzato sull’inquinamento prodotto dalle auto sarebbe sorpassato abbondantemente dall’impatto da frammentazione del territorio.

Si ipotizza l’estinzione dell’attività pastorale nel territorio comunale, ma sembra più un’ipotesi fatta a tavolino, e riproposta con l’ordinanza vietante il pascolo del 7 giugno scorso, invece di pensare ad una regolamentazione dell’intensità di pascolo. Riporta Don Florindo nella sua Storia di Serravalle Sesia: “...allo scopo d’impedire che le mandrie e gli armenti distruggessero i teneri germogli del bosco ceduo, questo non veniva tagliato rasente terra, ma all’altezza di un uomo o più, donde le caratteristiche ‘trompe’.”. Le trompe sono le capitozze, potatura comune per i gelsi.

Si vuole alternare “inerte e vivente” per il piacere della vista, in una “perequazione urbanistica” che si proietta nell’offerta di aree ed immobili “proposte da soggetti privati ma sostenuta dal comune, sensibile alla cultura d’impresa”. Qual’è l’obiettivo, i centomila abitanti, oppure la gente potrà tenere il proprio ambiente naturale ancora integro, ove presente, e non frammentato dalla moltiplicazione delle strade e del costruito?

Nell’obiettivo dello “spazio verde per il ristoro quotidiano” si dovrebbe considerare che il consueto arredo con piante ornamentali aumenta il rischio d’invasione delle specie esotiche che si rivelano a volte impestanti come il famoso Poligono del Giappone, dalle foglie ovali ed alto 3 metri, ora visibile su tutto il lungo Sesia. Le sue radici sono così tenaci da dissestare l’asfalto.

Si prevede di continuare ancora l’espansione residenziale in zona Le Piane, senza pensare che è area archeologica, abitata una volta dalle antiche popolazioni fondatrici del Borgofranco nel 1255, che fu in seguito Serravalle Sesia. Chi arriva da altri luoghi potrebbe pensare di sfruttare questa zona aumentando la densità abitativa ed i conseguenti insediamenti produttivi, ma in realtà questa ha una vocazione agreste fin dai tempi dell’antica Roma, di cui rimangono reperti.

Un altro pericolo sta nell’obiettivo di trasformare ambiente naturale in verde pubblico, con l’idea di migliorare la salubrità dell’aria e lasciare un percorso agli animali (i corridoi ecologici), con la presunzione che l’intervento umano riesca a migliorare anche la fisiologia dell’ambiente naturale. I beni ed i servizi prodotti dalla biodiversità non sono migliorabili, altrimenti riusciremmo a governare grandi sconvolgimenti come il cambiamento climatico planetario.

Tra le nostre proposte di riduzione e di compensazione degli impatti ci sono: il completamento della rete fognaria, sia civile, sia industriale eliminando così i reflui nei corsi d’acqua e nelle falde; sistemi di filtri biologici a valle dell’impianto di depurazione e per le realtà scollegate dalla rete fognaria; aree protette per le due “lame” di Naula; recupero ambientale, (come per il lungo fiume) con tecniche di ingegneria naturalistica ed ecologia applicata; tutela degli alberi monumentali come previsto dalla legge regionale 50/95; comprendere tra i beni storico-artistici anche i vecchi pozzi nelle contrade e cortili, le Cascine tra cui Ronco e Vaglio testimoni della nostra antica cultura contadina e tutti quegli angoli storici che fanno parte della nostra identità.

Il GTA (Gruppo di Tutela Ambientale)

Pietro Demarchi, Fausto Agliotti, Oreste Baccarin, Mario Mazzone.

 
 
 

A PROPOSITO DI DEMOCRAZIA

Post n°23 pubblicato il 27 Giugno 2010 da GESTIONESOST
 

Lettera uscita sui giornali locali: Corriere Valsesiano, Notizia Oggi, L'Appunto.

Siamo costretti ad annullare l'incontro di approfondimento, previsto per il 24 giugno sulla centrale a biomasse in progetto nel Comune di Serravalle Sesia, in conseguenza della mancata comunicazione dell'autorizzazione ad utilizzare la Sala Riunioni da parte dell'Amministrazione comunale.
Non è questa la prima volta che non ci viene concessa l'autorizzazione all'utilizzo della sala: una prima volta perché è stata persa la nostra lettera di richiesta; una seconda volta per non aver specificato dettagliatamente le tematiche in programma fu sospesa 4 ore prima dell'incontro, per
essere riconfermata dopo due ore; un'ultima volta siamo stati ospitati nella sede dell'oratorio.
Il 24 maggio scorso abbiamo richiesto la disponibilità della sala prima a voce, di seguito per iscritto il giorno 28 successivo con protocollo n° 4724.
Presentatici tre volte in Comune a sollecitare una risposta, a tutt'oggi non sappiamo nulla sulla disponibilità della sala e ci manca oltretutto il tempo per stampare, con la data dell'incontro, i volantini e distribuirli presso la popolazione.
Vogliamo sapere se:
1. in questo Comune sia o meno possibile discutere e manifestare le proprie opinioni nei confronti dell'operato dell'Amministrazione senza ricevere oltretutto diffide dalla stessa figura del Sindaco;
2. la Sala Riunioni è di proprietà esclusiva dell'Amministrazione oppure appartiene ai cittadini.
Certo che questi comportamenti lasciano sempre un'ombra di perplessità sulla libertà d'espressione.
Cogliamo l'occasione per ricordare che l'art. 2 dello Statuto comunale, al punto 3, cita:
"Il Comune, nel rispetto della sua autonomia di azione, ricerca la collaborazione e la cooperazione con altri enti pubblici e privati e promuove la partecipazione dei singoli cittadini, delle associazioni e delle forze sociali ed economiche all'attività amministrativa.".
Sicuramente non vogliamo lasciare ai posteri "l'ardua sentenza", soprattutto perché morirebbe nel mentre la democrazia ed avremmo ancora "il piede straniero sopra il cuore" di quasimodiana memoria.
Li 12/06/10.

Il GTA - Serravalle Sesia

 
 
 
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