A tutte quelle persone che manifestano contro il risultato delle ultime elezioni presidenziali in Iran va un grande applauso e tutta la mia stima. Chi pacificamente combatte per la libertà e il riconoscimento dei propri diritti in un paese dove non è possibile esprimere la propria opinione, merita ammirazione e rispetto, soprattutto se si tiene conto del fatto che manifestando contro Ahmadinejad e l'ayatollah Khamenei si mette in gioco, oltre alla propria libertà personale (diverse centinaia gli arresti tra i manifestanti), anche la vita; com'è già successo a Neda Soltani, la ragazza di 16 anni uccisa dalla polizia iraniana sabato scorso, durante un corteo di protesta. Il video della sua morte, presente su YouTube e su altri siti affini, oltre ad essere la crudele testimonianza della spietatezza del regime iraniano, è diventato il simbolo della protesta contro i presunti brogli elettorali perpretati ai danni del candidato dell'opposizione, Mir Hossein Mousavi. Il "Corriere della sera", addirittura, scrive: "Teheran cerca di diffondere la notizia che si tratta di un falso". Incredibile. L'agonia di Neda catturata in quei tragici fotogrammi, però, ha già fatto il giro del mondo. Quelle immagini mi hanno colpito nel profondo del cuore. Ho visto una giovane e nobile donna perdere la vita solo perchè ha scelto di urlare il suo no contro l'ingiustizia e la sopraffazione. Scrivo queste parole gonfio di tristezza e di indignazione ma con la consapevolezza che l'esempio di questa grande e coraggiosa ragazza non abbandonerà mai la memoria di chi ama la vita, la libertà e la verità. Neda, io non ti dimentico.