..Spesso, vedendo le minuscole pulsazioni e oscillazioni che mi compongono, mi sono fatto una domanda, Johor: dove sono, allora, i nostri pensieri? Dove sono i nostri sentimenti? Non è possibile che essi non siano fatti di materia, proprio come noi. In un universo tutto fatto di gradazioni della materia, che va da grossolana a sottile a impalpabile, tanto che si finisce per vedere tutto ciò di cui siamo fatti come un reticolo, una griglia, una maglia, una foschia in cui particelle o movimenti tanto minuscoli da non riuscire a vederli sono trattenuti da una rete stretta e ordinata, che è tuttavia invisibile agli occhi che usiamo comunemente per vivere. In questo sistema di cose sempre più piccole, allora, dove si colloca la sostanza del pensiero? Mi vedo Johor, mi sento dentro questa massa di liquidi, tessuti ossa e aria, che è una massa pesante, tanto pesante, ma che nonostante questo non è niente, esiste appena. Quando mi arrabbio, la mia rabbia filtra forse dagli interstizi della maglia, della rete che so di essere? Oppure quando provo dolore, amore.. oppure pronuncio queste parole e tutti capiscono cosa intendo quando dico rabbia, desiderio, perdita e tutto il resto. Da dove arrivano i sentimenti Johor? La sostanza della nostra carne, la materia che ci costituisce si dissolve in spazi immensi, definiti dai movimenti di una danza. Ma noi non siamo ancora riusciti a mettere la paura o la solitudine sotto una lente..
Post n°179
..Spesso, vedendo le minuscole pulsazioni e oscillazioni che mi compongono, mi sono fatto una domanda, Johor: dove sono, allora, i nostri pensieri? Dove sono i nostri sentimenti? Non è possibile che essi non siano fatti di materia, proprio come noi. In un universo tutto fatto di gradazioni della materia, che va da grossolana a sottile a impalpabile, tanto che si finisce per vedere tutto ciò di cui siamo fatti come un reticolo, una griglia, una maglia, una foschia in cui particelle o movimenti tanto minuscoli da non riuscire a vederli sono trattenuti da una rete stretta e ordinata, che è tuttavia invisibile agli occhi che usiamo comunemente per vivere. In questo sistema di cose sempre più piccole, allora, dove si colloca la sostanza del pensiero? Mi vedo Johor, mi sento dentro questa massa di liquidi, tessuti ossa e aria, che è una massa pesante, tanto pesante, ma che nonostante questo non è niente, esiste appena. Quando mi arrabbio, la mia rabbia filtra forse dagli interstizi della maglia, della rete che so di essere? Oppure quando provo dolore, amore.. oppure pronuncio queste parole e tutti capiscono cosa intendo quando dico rabbia, desiderio, perdita e tutto il resto. Da dove arrivano i sentimenti Johor? La sostanza della nostra carne, la materia che ci costituisce si dissolve in spazi immensi, definiti dai movimenti di una danza. Ma noi non siamo ancora riusciti a mettere la paura o la solitudine sotto una lente..