..Maretta..

..respingere le proprie esperienze equivale ad arrestare il proprio sviluppo


..ma a me non sembra che sia accaduto, non voglio dire ieri, bensì oggi. La sofferenza è un momento assai lungo. Non possiamo dividerla in stagioni. Possiamo solo elencarne gli aspetti e segnare il loro ritorno. Per noi anche il tempo non va avanti. Gira su se stesso. Pare che muova intorno a un centro di dolore. La paralizzante immobilità di una vita, di cui ogni circostanza è regolata secondo un immutabile disegno, così che noi mangiamo e beviamo, secondo le leggi inflessibili di una formula ferrea: questa immobilità, che rende ogni spaventevole giorno simile al fratello fino ai più minuti particolari, pare che si comunichi a quelle forze esterne di cui l'essenza del vero essere è il mutamento incessante. Per noi c'è appena una stagione, la stagione del dolore. Anche il sole e la luna pare che ci abbiano tolto. Fuori, il giorno può essere azzurro e dorato, ma la luce che penetra attraverso il grosso vetro opaco della piccola finestra con le sbarre di ferro sotto la quale ci sediamo, è grigia ed avara. C'è sempre penombra nella cella come c'è sempre penombra nel cuore. E nella sfera del pensiero, non meno che nella sfera del tempo, il movimento non esiste più..