Nella vita di corsa

sindrome della bandelletta tibiale


REGIONE ANATOMICALa benderella, o tratto, ileotibiale è il tendine comune di due muscoli:il grande gluteomuscolo tensore della fascia lata (TFL).Si inserisce sulla faccia esterna della tibia, subito al di sotto dell’articolazione femoro-tibiale. Nel suo decorso, essa passa superficialmente ad una protuberanza ossea detta epicondilo femorale laterale, da cui è separata, onde facilitarne lo scivolamento, da una borsa sierosa di scorrimento.La stragrande maggioranza degli autori ritiene che la funzione principale della bandelletta tibiale sia quella di rendere stabile la componente antero-laterale del ginocchio.È una sindrome che colpisce in particolar modo i podistiLe causeLa sindrome della bandelletta ileo-tibiale può essere considerata, sostanzialmente, una sindrome da sovraccarico le cui cause possono essere fatte risalire al concorso di fattori predisponenti e di condizioni di tipo sportivo. I fattori predisponenti sono generalmente di natura anatomica, tra questi ricordiamo il varismo del ginocchio, il varismo della tibia, la prominenza dell'epicondilo femorale laterale, la dismetria degli arti inferiori e il piede tendente alla pronazione; le principali condizioni di tipo sportivo che, unite ai sopracitati fattori, sono causa dei ripetuti microtraumi che alla fine scatenano il processo infiammatorio, sono la corsa su fondo inclinato o irregolare, un chilometraggio eccessivo, una brusca modifica in eccesso dei carichi allenanti o la scelta di lunghi circuiti che presentano un'eccessiva alternanza di salite e discese o, ancora, gli allenamenti per la forza esplosiva particolarmente intensi. Un altro fattore predisponente, spesso scarsamente considerato, è il sovrappeso atletico.SINTOMATOLOGIALa SBI si manifesta, in principio, con un dolore sulla parte laterale del ginocchio. Il dolore può durare anche molte ore rendendo difficoltosa altresì la semplice deambulazione, con difficoltà a poggiare correttamente il piede al terreno. In fase acuta possono insorgere ulteriori limitazioni di ordine motorioscendere le scale può essere molto doloroso.percorrere una strada in discesa può rivelarsi una impresaGLI ESAMI DIAGNOSTICILa diagnosi è esclusivamente clinica a mezzo di osservazione, test, e palpazione. A conferma di una sospetta incidenza, può essere utile un’ecografia.TERAPIAL'atleta è spesso portato a continuare gli allenamenti, magari riducendoli quantitativamente. Niente di più errato perché si predispone a un aggravamento della patologia. Il trattamento di questa sindrome, come tutte le patologie infiammatorie da sovraccarico, necessità, in fase acuta, della sospensione dell’attività fisica, e lavori pesanti, per alcune settimane, e dell’applicazione crioterapica (ghiaccio) a periodi alterni. Il periodo di stop consigliato è di 20 giorni. Se l'infortunio non si risolve, l'ortopedico interviene di solito con infiltrazioni di anestetico e farmaci steroidei, ionoforesi, ultrasuoni, tecarterapia, laserterapia ecc.  Poiché nei casi più gravi, lo stop è piuttosto lungo, è necessario riprendere dopo un periodo di potenziamento dei muscoli della zona addominale, del quadricipite e dei glutei.La prognosi della sindrome della bandelletta tibiale è buona nella stragrande maggioranza dei casi. In ogni caso si può riprendere solo a completa guarigione.RIABILITAZIONE Segue al programma terapeutico una corretta attività motoria, svolta nel rispetto un training bilanciato che miri ad una rieducazione fisiologica dell’articolazione, e della funzionalità muscolo-tendinea. L’allenamento dovrà constare di:Stretching globale (pelvi arti inferiori)Stretching specifico (m. grande gluteo m. TFL)Mobilizzazione articolarePropriocezione e rieducazione alla deambulazione