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Un blog creato da tombeurdefemme2010 il 20/10/2010

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viaggiare con le parole

 
 

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Quelle piccole cose...

Post n°490 pubblicato il 16 Maggio 2022 da tombeurdefemme2010

 

Ho più memoria di te nelle piccole cose,

quelle che si vedono col microscopio dell'anima,

che soffiano sui risvegli da solo

e nelle pause caffè in ufficio.

L'ho capito che mi ami,

lo vedo quando mi guardi,

mentre dolcemente mi metti lo zucchero nel caffè,

quando mi passi la tua forchetta con quel boccone da dividere,

quando mi baci senza pretese,

solo per il gusto di farlo, inaspettato.

Quando mi prendi la mano,

mentre ti passo vicino e mi spingi contro di te

e cominciamo a ballare senza musica,

con la tua tempia sulla mia guancia

e quella carezza sul viso

che non manchi mai di darmi...

Quando mi copri meglio prima di andare,

quando arrivi con il mio fiore davanti al tuo viso,

lasciando scoperti solo gli occhi che sono bellissimi,

quando sono così…

maliziosi come quelli di una ragazzina.

Quando mi tieni tra le braccia,

mentre ti racconto di una giornata dura

e di come i nervi sono saltati,

e tu mi asciughi le lacrime e la tensione coi baci,

perché sai che mi consumerei,

se tu non lo facessi.





 

 
 
 

Dormi ti prego...

Post n°489 pubblicato il 09 Maggio 2022 da tombeurdefemme2010

 

Dormi, ti prego…

 

Sono le mie labbra quelle che senti,

 

che trepidanti ti baciano il collo e ti inumidiscono il petto,

 

fino a cercare e a sfiorarti la voglia che sento,

 

che scopro, che bramo...che aspetto.

 

Dormi, ti prego…

 

Lascia che i tuoi pensieri non prendano forma e non emergano ancora,

 

solo corpo e cuore, il resto non conta.

 

Dormi, ti prego…

 

Lascia che il tuo respiro diventi più intenso,

 

che la tua pelle si scaldi e che pulsi…

 

Lascia che il cielo s’immerga nel mare

 

e non ci rischiari stanotte la luna…

 

Che non sorprenda il mio viso arrossato,

 

che non riveli questo silenzio irreale…

 

Questo muoversi piano…

 

Che non scopra i tuoi fremiti lievi,

 

il tuo desiderio destato…

 


 
 
 

L'amore immaginato

Post n°488 pubblicato il 30 Aprile 2022 da tombeurdefemme2010

 

Alla fine eccoti qui, nel mio mondo immaginario,

dove ogni desiderio si consuma con l'ausilio della fantasia.

L'unico che ti piace veramente,

l'unico nel quale tu vuoi vivere perché non ti interessa altro.

L'unico dove puoi essere te stessa

senza timore di dover sostenere il mio sguardo puntato nel tuo.

Tu che ci sei sempre, ma che in realtà non ci sei mai stata,

nemmeno quando si trattava di raccontarmi

cosa ti sfiora il cuore nelle tue notti insonni.

Due sconosciuti che fingono di giocare all'amore,

mentre la nostra vita scorre fra braccia estranee

di cui neghiamo l'esistenza ed a cui cerchiamo di non pensare.

Ed è crudele più di ogni altra cosa questo nostro amare,

perché colpisce nel più profondo dell'anima,

dove sogni e speranze giacciono,

in attesa di un risveglio che non succederà mai.

Perché non mi hai mai chiesto in tutto questo tempo,

che cosa ne pensavo di noi e quali sono i sogni

che avrei potuto voler condividere con te?

Hai preferito le tue facili risposte autonome

date da una coscienza solo tua ed a me estranea.

Tu non sai nulla di me,

io l'ho nascosto alla tua vista,

nel profondo della mia anima.

Quella che tu non vedrai mai.

Quel tenebroso abisso il cui fondale nemmeno io conosco

e che per tutti è terra proibita.

E in questa sfortunata infelicità che ci accompagna

passano i giorni che si inseguono tutti uguali

fra stagioni diverse passate solo coi fantasmi

creati dalla mia e dalla tua fantasia.

Lascia che restino solo le nostre ombre in questa notte spenta,

a vivere le loro vite inventate.


 

Ho inventato le tue mani

quando ancora non c'eri,

quando ancora ti celavi

nei miei sogni… e già allora

mi parlavi di emozioni...

 

 

 
 
 

un gabbiano che si sente un pò solo

Post n°487 pubblicato il 20 Aprile 2022 da tombeurdefemme2010

 

Soltanto colui al quale posso rivelare completamente il mio cuore
comincia a essere mio intimo amico.

(Matteo Ricci) 

A volte, "parlando" con te, e questo è il dubbio,

mi sfiora la sensazione che tu non capisca fino in fondo

ciò che da sempre vorrei dire al mondo.

Quella volta che ti dissi, ad esempio, che ti volevo bene non baravo…

anche se so benissimo di cosa abbisogni "il voler bene":

di quella vicinanza che riempie la vita, nell'amicizia come nell'amore.

Eppure io ho voluto bene a quella giovane donna che si compativa,

e che un giorno decise di scrivere la prima lettera a un pazzo gabbiano,

a un povero venditore di sogni.

In realtà quel gabbiano non vuole affatto vendere i propri sogni:

lui, semplicemente, cerca di viverli!

È solo che talvolta i cieli sono troppo solitari…

e per questo è attento, ma sempre nel rispetto,

a riconoscere una voce, a riconoscere un grido

che assomigli un poco al suo, per condividere parte di se stesso.

Ma se alla fine nessuno vorrà volare, almeno per un po', al suo fianco,

a lui non resterà altro che continuare a librarsi in alto,

dove l'aria ancora è tersa e profuma di buono.


 

Guardando alla notte e ai suoi silenzi
chissà, mi chiedo, se da lei
imparerò davvero ad aspettare…

E mentre si consuma, il cuore,
tra i battiti di questa attesa
provo a fare spazio in me
dai tanti ieri, e da quei giorni
che occasione furono di un amore
che non colsi.

Così sarà, per me, una nuova aurora.

 

 

 
 
 

La notte

Post n°486 pubblicato il 02 Aprile 2022 da tombeurdefemme2010

 

Fuori fa freddo e tira un vento fortissimo

che mi porta via come queste foglie e cartacce di una strada in discesa.

C’è una donna seduta sul bordo del marciapiede

che si copre il viso con le mani,

ha con sé un ombrello a scacchi

come per ripararsi dalle insidie che in agguato affollano la mente.

La guardo, intanto chiude gli occhi e li tiene stretti,

il rossetto è sbiadito

e il trucco della matita lascia tanti rivoli neri.

Ed io che mi chiedo come mai?

Ed io che mi chiedo perché proprio lei?

Per quale strano motivo il destino ha voluto che la incontrassi?

E resto lì come uno scemo senza dire parole,

perché ho paura, perché non si sa mai cosa potrebbe succedere.

Perché non so chi sia lei, o forse sì, ma non voglio crederci.

Mi sento smarrito, non ricordo dove ho lasciato la macchina

ne come sono capitato in questo buco di mondo.

Intanto sta piovendo, ma io non ho riparo,

poi guardo quella donna e mi faccio tenerezza,

pensando che anch’io ho perso il treno per una notte,

ho perso le ali per tante volte

quando i giorni passano

e le ore si dividono in serate che t’illudono

e si moltiplicano in sogni

che restano dentro il letto,

portandosi appresso insoddisfazioni

e quel atavico senso d’incompiuto.

Mi rassicuro e mi convinco,

ma intanto la pioggia cade ancora più fitta

e sta bagnando un’altra notte,

e spegne decisa un desiderio,

di quest’ombra che non sa chi sia,

ne cosa vorrebbe essere.

 
 
 
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