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Un blog creato da tombeurdefemme2010 il 20/10/2010

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viaggiare con le parole

 
 

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Ali per guaradre occhi per...

Post n°471 pubblicato il 27 Agosto 2021 da tombeurdefemme2010

 

Ieri sera c'era la luna

e gli occhi suoi rischiaravano il mio viso. 

Non mi ha fatto promesse, 

non mi ha detto ti amo, 

come se avesse intuito che non era quella l’essenza, 

la strada più adatta per inoltrarsi decisa, 

nel passaggio segreto che portava al mio cuore. 

Montava la voglia d’abbandonarmi all’istinto, 

di incollarmi alle sue morbide labbra. 

L'ho baciata dolcemente, appassionatamente

scoprendo quell’umido che è più di un assenso, 

dove ogni donna non sente ragioni, 

non pensa alla fede e non torna mai indietro

se mai lo volesse.

La mia bocca si immergeva nella sua,

come conchiglia che si nutre di mare...

A rapirmi è bastato un alito…

Un fiato a portarmi su in alto come

una piuma che danza nel vento...

Per un attimo l'ho guardata...

Due occhi stretti azzurri d’amore

che si serravano in fretta ai baci di fuoco... 

 

 

 

 
 
 

la panchina dei sogni

Post n°470 pubblicato il 23 Agosto 2021 da tombeurdefemme2010

 

Seduta sull’ultima panchina di questo lungomare pieno di luce e salsedine,

la vedo che sfoglia il suo libro prezioso, ogni tanto si ferma ed alza la testa,

fissa nel vuoto la linea all’orizzonte che separa il mare dal cielo,

come se quello che legge lo riuscisse a vedere, solo in quelle pause quando

le si velano gli occhi di lacrime. Al primo soffio di vento che la trova distratta

i suoi capelli ribelli, ricci di grano e di miele, si lasciano andare e gli coprono

il viso e lei pronta con la mano s’aggiusta. Come vorrei leggere quello che

legge, ascoltare i suoi sogni che scorrono a scene, perché tanto lo so che

sta pensando a quel bacio, all’ultimo quadro di un idillio d’amore, e mentre

la musica sale una lacrima scende sul volto mentre lui la bacia. Non posso

farne a meno di venire a quest’ora, e dietro al pino silvestre rubarle

in segreto, questi attimi intimi come un ladro che spia, la mattina mi alzo con

questo pensiero, ed all’una e tre quarti esco di fretta, perché mai vorrei

perdermi questi momenti, di lei stretta nel suo cappottino di lana, avvitato

ai fianchi con una una pelliccia di volpe sul collo, di lei che tiene le gambe

incrociate, che sono lunghe e belle e fasciate dai collant color fumo di Londra.

Non conosco il suo nome ne se è sposata, se la sera qualcuno l’accompagna

a casa, perché io la vedo solo a quest’ora, quando esce dal negozio dove

lavora. Se solo sapesse i sogni che faccio, se solo sapesse dove mi porta la

mente, ogni giorno con lei mano per mano, sopra la ghiaia e poi seduta

composta, mentre sfoglia le pagine e sogna l’amore, mentre muto la seguo

e sogno con lei. Avolte la penso così intensamente, da sentire il profumo di

vaniglia nell’aria, di fragola e panna sulla sua pelle delicata e leggera, sulla

sua bocca a forma di cuore, che morbida e rossa è vicina alla mia. Perché

in questi momenti lei mi bacia, mi sfiora, e nonostante la distanza e la ghiaia,

s’avvinghia più stretta assetata d’amore, ed io che ricambio passione

e sospiri, parole mai dette che escono sole, e poi mani e carezze e respiri

affannosi, baci di voglie come spruzzi di mare, che arrivano oltre dove è lecito

andare. Seduta sull’ultima panchina di questo lungomare, la vedo che

indugia da dietro il pino, ma è tardi davvero ed il sogno svanisce, guarda

l’orologio e chiude il libro, delicata lo ripone in borsa come fosse prezioso,

un cofanetto di sogni da chiudere in fretta, per la prossima volta sopra

questa panchina,che spero domani che spero per sempre. Un tocco ai

capelli e un’occhiata veloce, ruotando lo specchio dagli occhi alla bocca,

stringe le labbra per fissare il rossetto, e un riflesso più giallo l’illumina

a spicchi. Eccola che si alza e si avvia lungo il viale di ghiaia, ignara

cammina verso la strada, senza sapere che ha fatto l’amore...

 
 
 

Quella rugiada che...

Post n°469 pubblicato il 06 Luglio 2021 da tombeurdefemme2010

 

Cara amica c'è chi va e c'è chi resta,

quando le acque iniziano ad agitarsi.

E io sono uno che resta.

A volte però è così difficile esserci,

così difficile essere vicino a una persona in difficoltà,

a una persona che si allontana da te...

Ma altra via non c'è, se vogliamo continuare a parlare di amicizia.

L'amico, come dice Matteo Ricci,

non è forse "colui che non cambia nelle mie cose che cambiano"?

(Che immagine stupenda!)

Quante volte mi è capitato di urlare al vento il mio bisogno:

tutto ciò che mi rende come sono,

i miei desideri, i miei sentimenti,

i miei sogni; e in tutto questo può

anche capitare che nessuno ascolti!

E allora? Dovremmo forse scoraggiarci per questo?

No di certo!,

Perché se questo nostro sentire ci rende felici…allora

non importa se talora i nostri sorrisi si bagnano

con qualche lacrima.

Vorrei anche dirti di guardare per prima cosa dentro di te,

e attorno a te: perché il sogno spesso ci sfiora continuamente,

nascosto ad arte nelle piccole cose di ogni giorno,

nelle persone che ci passano distrattamente accanto,

all'interno delle nostre famiglie che, talora,

ci sembrano così "ordinarie".

Ci vuole pazienza con se stessi… e tanto, tanto amore!

Mi prometti che così farai anche tu?

Non ti chiedo di ridimensionare i tuoi sogni… no, questo no!

ma solo di guardare in te, e attorno a te,

per vedere se per caso, ammirando orizzonti troppo lontani,

tu ti sia dimenticata della rugiada che ti bagna i piedi.

 
 
 

a volte succede...

Post n°468 pubblicato il 10 Giugno 2021 da tombeurdefemme2010

 

Da lontano la guardo...

Tra l’ombra serale che cala

e le luci violente dei fari

che rischiarano a giorno.

Il viso, la gonna, la panchina di legno

mentre intorno il silenzio m’avvolge

rotto solo dal rumore di un auto che passa.

La guardo, la osservo, la scruto

è insolita e molto molto bella

mentre le luci colorate di una insegna che gira

in sequenza sincrona la colpiscono in pieno

il rosso gli colora le gote, il giallo gli fa più

turgido il seno e il viola gli accarezza le gambe…

Gli guardo le mani per indovinare i suoi anni

mi accorgo che alle dita non porta la fede

poi guardo la pelle del collo per capire

se ha passato i cinquanta,

le unghie curate, quei tacchi importanti

scomodi per camminare.

Non mi sfugge nulla di quello che m’offre

un filo di pelle tra l’orlo della gonna

e le raffinate calze autoreggenti,

un maglioncino di lana d’angora rosa

studio ogni piccolo dettaglio per

capire se accetterebbe un avance.

Perché basta un niente, un piccolo indizio

per costruire un castello di demoni e draghi

o di cristallo e conchiglie…

Ora si alza, si accende una sigaretta

passeggia nervosa, si volta di scatto

e guarda un auto che ha rallentato.

Se di donne capisco son troppo rosse le labbra,

le unghie fatte da poco e il trucco è perfetto.

Se di donne m’intendo non aspetta un parente.

Quella riga alla calza sa di fuga d’amore

è un dono, un regalo per una notte di passione

lontana dagli occhi, lontana dal cuore

forse di un marito che ora la crede altrove…

Ora si calma e ritorna a sedere

accavalla le gambe e lo spacco si apre

in una infinita sequenza di trame più scure.

Cosa darei per indovinare il colore,

una tinta capricciosa per una femmina vera,

una nuance perfetta ne chiara ne scura

che in sincronia col nero si adatti al contrasto.

Mi alzo e poi mi risiedo per fermare i pensieri

perché sarebbe troppo pensare di avere tutta

questa fortuna qui accanto proprio stasera.

Ma a volte succede…

Succede che la donna sorride

si accorge di un uomo

e gli prende la mano e se la mette sul cuore

 e gli sussurra se può raccontargli una storia

 magari la stessa di prima ma con un finale diverso.

 Ma a volte succede…

Succede che di notte si può ancora sognare...

 



 

 

 

 

 
 
 

a dangerous place

Post n°467 pubblicato il 01 Giugno 2021 da tombeurdefemme2010

 

Ah, quante volte ho pensato di abbandonare questo posto pericoloso,

dove i desideri e i rancori si riproducono senza sosta.

Chissà se avrò la capacità di resistere ancora.

Nonostante tutto resto con il cuore pieno,

voltandomi indietro,

tutto  è cambiato,

nella mia vecchia prigione ora brilla una fiamma divina,

l’ho trasformata in un luogo sacro.

Donare un po di felicità a chiunque voglia riceverla.

Resto senza parole dall’emozione.

Che spazio immenso c’è dentro noi,

se riusciamo a comprendere l’incanto di cui

si sono nutrite le nostre immaginazioni.

Questo posto è sempre fatato.

Ma che bella luce!

Che luogo magnifico!

Desideri che sono come stelle negli occhi che sanno guardare.

La nostra felicità è bendata al buio,

ma porta legami da stringere se non si teme il rimpianto.

La sua costruzione ha richiesto impegni profondi,

facendomi credere, talvolta, di aver perso tutto

finché non ho ritrovato fiducia nel nulla.

 
 
 
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