Creato da DJ_Ponhzi il 29/06/2013

Poesie Per Resistere

opere di resistenza musicale e poetica non umana

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l'inhiostro sul cielo ... Dj

Post n°418 pubblicato il 07 Aprile 2021 da DJ_Ponhzi

"l'inchiostro sul cielo - lezioni di poesia n7" ( marzo  2021)

Dj Pohnzi 

Mi dicesti "fuggo e seguimi" poi te lo dissi io
ero questo il destino scritto nele nostre braccia
un rasoio sul velluto ,  un orgasmo in una preghiera
un prato di sentenze scritte dove un crepuscolo cerca la sua sera
Dove le tue mani erano rondini che cercavano primavera

Noi fuggitivi,  traiettorie d' onde impazzite sul mare 
ci perdemmo nei labirinti che solo il cuore sa creare e che solo l'amore sa cancellare
ci trovammo e ci perdemmo nella fioca luce d'un tramonto
La passione dei corpi si spense con la luce sul nostro volto

Le mie poesie per te, due virgole tra le notti d'un giorno che passa
noi spruzzi d'un amore che tinse di rosso i fogli  di carta
naufraghi delle nostre scelte, schizzati dalla vita a dipingere il cielo 
come solo il vento sa fare alle gocce d'inchiostro 

Vele rimaste senza vento in una vita d'uragani
Note perse nella musica dell'ultimo tango d'un Dio che non ha più piani
le nostre emozioni non caddero non volarono ma restarono sospese
come sogni inespressi rimasti impigliati nelle ragnatele 

Ora i troppi "ti amo" detti con poco amore 
sono otre d'inchiostro  d'un tempo ancora da venire
Un ultimo sospiro per lasciare qualcosa alle nuvole 
restano i nostri passati impefetti a coniugarsi senza scrivere nulla 

Dj Pohnzi

 
 
 

il prato dei vascelli infranti ... Dj

Post n°417 pubblicato il 10 Febbraio 2021 da DJ_Ponhzi

"il  prato dei vascelli infranti - lezioni di poesia 5" (febbraio 2021)

Dj Pohnzi

I)


Vi é un giardino dove mancano i fiori
ma si piantano i momenti vissuti sapendo che non potranno più germogliare
Qui si conosce il più grande errore dell'uomo
aggrapparsi all'amore perdendo la propria anima nei suoi girotondi


Vi é un posto dove il silenzio respinge il rumore del mondo 
la cui bellezza sta nella calma tra due raggi due sole 
e il terreno si nutre di rimpianti e della pioggia dei ricordi
bello come il minuto passato senza dolore, sereno come l'ultima lacrima del naufrago
Le storie  sventolano su bandiere che neanche il vento vuole più muovere
Secoli di poesia ornano i muri ma nessuno ha più occhi per leggerle
dicono che  sottoterra  l'amore congiungendosi all'eterno diventi infinito
Abbiamo lasciato un segno tra i viali e i cipressi di questo posto
le nostre lettere sulle lapidi sono la sintassi di chi ebbe il cuore rotto 



II)


Qui le dita del tempo muovono le lancette a ritroso e non scrivono il futuro
il senso stava nei  baci a disegnare  nel cielo anelli di fumo
I nostri momenti sono scolpiti nelle foglie morte spazzate intorno
tremula è la mia voce della luce nell'alba d'ogni nuovo giorno

Eravamo due corpi in fiamme per l'estasi strappata all'ultimo respiro  
Cara, la vita fa sempre pagare la leggerezza del cammino 
Mi accasciai il giorno in cui un servo s'eleva a  re
morii in ginocchio davanti ad una croce fatta di pezzi di te

Affondiamo nell'acqua dei rimorsi e dei rimpianti, Dio come  ci brucia la gola
turbiniamo nel silenzio dei corpi , siamo vascelli infranti sulle onde che non odono parola
sprofondiamo tra i perché che si confondono tra il blu dell'oceano e quello dei tuoi occhi
I sentieri ci portarono qui, l'abisso esiste perché  sei tu che lo porti

Nelle notti senti su questo mare il canto di chi si amò per poco
le cui note sono modulate dai sospiri dai silenzi e  dalle  grida
ci stringemmo per poco ma tanto quanto basta a toccare l'eterno
che ad altri non basta una vita di paradiso che cela l'inferno  

 
 
 

Il racconto di una disgrazia... Dj

Post n°416 pubblicato il 13 Gennaio 2021 da DJ_Ponhzi

" il racconto di una disgrazia- lezioni di poesia n4" (gennaio 2021)

Dj Pohnzi


Per portar via l'amaro in bocca lasciato dai tuoi baci
non basta la brezza del mare, il rigirarsi e tornare sui suoi passi
la mia solitudine la vedi e la senti, vola via come un sogno inespresso
riga e spezza in due il cielo indifferente sempre uguale a se stesso
Che ne sai  di non riuscire più ad arricchire i suoi giorni di semplici cose
di vedere solo spine in un prato che con te fu di rose?
Ritrovo in altre le poesie scritte sulla tua pelle quando le accarezzo con la mano
Ora conosci la disgrazia , anche se per una volta, d'averti toccato

Ti vedo in tutti gli angoli bui, nelle sagome che chiedono calore
sei dove un abbraccio  si crea e la vita rugosa diventa cotone
Futuro impossibile d'afferrare con te ,  esso non é che attesa della nebbia 
é proprio quando lo tocchi  che svanisce perché tutto con te poteva solo essere immaginato
Ho paura di guardare altri volti perché con il tuo vedo solo la differenza dell'abisso
Ora conosci la disgrazia, anche se per un lampo,  d'averti visto

Il vento smuove le fronde ma neanche loro lasciano passare gli  ultimi raggi di sole
come la mia bocca che non seppe far uscire le  parole quando dovevo
Ora non bastano altre braccia, altre notti, altri corpi, altri bocche
Perché un cielo fecondo non può più nutrire foglie morte
Non vi é nulla di nuovo che non nasca già in cocci 
come possono celarsi nuove albe oltre i tuoi occhi?
Strano come un suono possa da gioia diventar fardello , poi croce appesa al collo
Ora conosci la disgrazia d'aver sentito per poco la tua voce


Che ne sai tu che solo al pensarti mi sento  consumare come una candela
nella cera  va via quel poco che mi desti, più perché distratta che per voglia
Ed dei rapidi momenti vissuti con te restano fotogrammi sfocati 
che si ripetono come i riflessi infiniti tra due specchi rotti di fronte 
i vascelli in avaria al largo  in preda delle bufere
Sanno meglio di me dove andare senza te per stare a galla 
sanno che vi sarà il  sole dopo le sere
sanno che vi sarà un arcobaleno ed un tesoro dopo le tempeste

Potrei continuare ancora a lungo , trovare mille altri versi per il tuo canto 
ma sono svuotato delle parole come un nuvola priva d' acqua dopo il suo pianto
Fosti la voce della felicità gridata con occhi tristi prima d'esser dannato
da chi ,anche se solo per una notte, ha avuto la disgrazia d'averti amato

" Il racconto di una disgrazia"


 
 
 

Insegnarsi l'infinito ... Dj

Post n°415 pubblicato il 09 Gennaio 2021 da DJ_Ponhzi

"Insegnarsi l'infinito - lezioni di poesia n2" (nuova gennaio 2021)

Dj Pohnzi

T’insegnerò che tutto cambia in fretta dal sole alla luna , dalla felicità al malore
dal sorriso alle lacrime ,da una primavera che nasce ad una morta stagione
cara, si può correre in direzioni opposte pur tenendosi per mano
una parte di noi fuggirà sempre da ciò che ama é questo esser umano

M' insegnerai a cercarti in fondo alla notte , in una tempesta in mezzo al mare
dura la vita per chi ha la disgrazia d'amare
é nel piccolo che ci perdiamo e ci ritroviamo, in un raggio di sole da una finestra
in un un attimo inatteso che vale una vita intera

T’insegnerò ad essere la bocca di chi non parla l'occhio che vede nella bruma
ad essere il più bel quadro a colori sorto dalla fecondità del nulla
Capirai che i sogni son fatti per restare silenti se vogliono avere ali
e muoiono se pronunciati come i desideri rivelati

M'insegnerai che senza te sarei un violoncello senza note
sarei stato solo uno smemorato sconosciuto alla ricerca del suo nome
Una vallata che i venti attraversano senza lasciare niente
sarei rimasto solo un idea dimenticata che balena ma sfugge alla mente

Ci insegneremo l'eternità sta nei nostri baci che fermano il tempo
come gli istanti d'un pittore che tiene il fiato del mondo sospeso al suo pennello
Siamo poveri senza passato né futuro perché ricchi del nostro presente
Abbienti di risa, di mattine insieme, di momenti di pelle contro pelle insomma di lampi che altri chiamano "niente"

Senza punti né virgole due righe senza fiato ossia stanche
Perché gli unici denari che abbiamo sono le nostre notti bianche
E nelle albe che proprio perché sono senza domani sembrano infinite
l'incommensurabile é nel dare sfogo alle bocche ed alle loro voglie proibite

"Insegnarsi l'infinito

 
 
 

Gli occhi di Emanuela...Dj

Post n°413 pubblicato il 09 Gennaio 2021 da DJ_Ponhzi

"Gli occhi di Emanuela - lezioni di poesia n1 " ( nuova gennaio 2021)

Dj Pohnzi

Occhi fragili come i nostri momenti vissuti che vanno in frantumi
Un vaso di vetro a terra con le schegge dei nostri possibili futuri
Emanuela la primavera infanta rondini come il dolore i sogni
Come restare se stessi se i secondi fuori dai minuti sembrano folli?
Il mare infanta onde come i tuoi sguardi creano turbamenti
e le tue spalle nude deserti su cui la natura disegna ruscelli

I militari sanno far parlare i fucili ma il tuo corpo sa far parlare le voglie
ed a me mancano le parole come ad un' albero nudo mancano le foglie
Come alla notte mancano corpi nudi insonni che si cercano e poi si perdono
Cosa ne sai tu di due anime che si sfiorano ma non si prendono?
Occhi stancanti per cui il cielo chiude persino i suoi e smorza le lancette
E' "la notte" l'istante in cui le immagini diventano ombre rimpiazzate da suoni

II)

Occhi imprevedibili mia cara, come il silenzio interrotto dalle risa
Sconvolgenti come una notizia inattesa che cambia i piani d'una vita
Occhi che portò in dono un' alba come solo lei sa fare carica di promesse
Nascoste sempre sotto un mantello di parole in cui le delusioni sono certe

I tuoi occhi mi ricordano come la mia libertà fu una perla rara
Fragile come un filo di seta teso dagli angeli in mezzo alla tempesta
Ogni momento fra noi fu un eroico secondo strappato ad un tempo strano
Fu un "perché?" che trova risposta , una rosa colta alle pendici di un vulcano

Forse i tuoi occhi erano solo il riflesso della mia solitudine
una tela vergine su cui le speranze sogni illusioni e chimere erano in fusione
Occhi vuoti perché fui io a disegnarci quello in cui speravo
a dare note alla musica e alle colline alle pianure i colori che mancavano
a vederci una scintilla che scalda l'inverno, una brezza che inverte i venti
Amore immaginato o dipinti incompiuti rimasti sospesi al colore dei tuoi occhi verdi
Furono loro anche se per poco a salvarmi, la vita ti fa solo vedere quello che senti

Dj Pohnzi

 
 
 

La spensieratezza ... Dj

Post n°412 pubblicato il 25 Dicembre 2020 da DJ_Ponhzi

"La spensieratezza"( completa dicembre)
Dj Pohnzi
I)
La spensieratezza é il miele che cola dal rumore dei giorni
spontanea ed opposta al "domani" che solo turba sonni
Indomabile come un bambino che si aggrappa i suoi "perché?"
E' il vuoto che si riempie da sé il treno che si guida da sé
Spensieratezza sai ogni faccia ha la sua lacrima ogni amore ha il suo nodo
Sei noncurante delle parole della gente che girano nel vuoto
esse sono spettatrici ad ascoltar se stesse a produrre rumore
come il gracchiare di pale eoliche dimenticate dal vento in un posto remoto
Sei insensibile alle rondini che passano inseguendo primavera
forse che le stagioni ora si cercano invece di capitare?
Si, la cercai pure io nelle bufere d'autunno inseguendo una sirena
sempre in ritardo su tutto giunsi in tempo per l'ultima cena
Impassibile alla vita che passa tra le ferite le sue dita di sale
e si tuffa negli gli attimi vissuti come se stesse scavando il mare
II)
Oggi spensierato perché ieri lasciai i miei pensieri sul davanzale
erano per te germogliati come fiori all'ombra di speranze lontane
Il mare riprende navi distratte come la vita riprende ciò di cui non ci curiamo
e riprese i tuoi occhi grandi che già mi mancavano mentre li guardavo
L'amore ha i suoi passi la sua musica il suo ritmo ma é un ballo senza senso
e lo si stecca proprio quando si pensa d'andare a tempo
ad inseguirsi ad unirsi a costruire insieme si tracciano traiettorie in aria
ma si resta in realtà due rette parallele disegnate sulla sabbia
Oggi spensierato come solo sa essere il volo d'una farfalla
nel suo non calcolare é tutto vero quando ti si posa sulla spalla
vive sognando aggrappata al secondo prima che il minuto passi
riparte quando vuole colma i suoi disagi con un battito d'ali
Prendere la vita come lei quando tutto sembra perso
e vivere per poco li dove una goccia immagina di diventare oceano

 
 
 

Figlio ascolta la pioggia...Dj

Post n°410 pubblicato il 10 Dicembre 2020 da DJ_Ponhzi


"Figlio ascolta la pioggia"

Dj Pohnzi 

Figlio ascolta la pioggia scrosciare contro le strade, 
la terra, i campi, le chiese, gli uomini , 
 le guerre, suonare sui tetti una folle musica nella speranza di poter pulire tutto

Figlio Ascolta la pioggia gemere, 
ascolta le sue grida quando sveglia anime,
 tintinna sullafaccia d’un naufrago e porta l’ultimo brivido prima dell’addio,
 quando si fa lampo nel quadro buio  d’ un cieco ,
l’unica ad aiutare con un pianto


Ascolta la pioggia quando altro non s’ode, 
seguila a lenire i dolori,
sotto le fronde sulla pelle ricorderà  anche solo una semplice goccia   ricarica un fiore secco
i cuori  a pezzi , le grida dei bambini,  i colori d’ una terra in un mondo arido

Ascolta la pioggia quando il cielo si sfinisce e ti parla
 sveglia persone  sole con sillabe a singhiozzo
 non s’arrende mai come un poeta che muore di fame ma mai di parole


Figlio ascoltala se puoi ed ascolterai la vita
 la vita che si dimena, che non si dà per vinta
che canta, che impreca, che culla, che sogna, che danza
e l’amerai e capirai che anche  nel suo non parlare, nella sua lingua misteriosa 
non sta mai muta .

Dj Pohnzi

 
 
 

Le lacrime di Pierrot...Dj

Post n°409 pubblicato il 10 Dicembre 2020 da DJ_Ponhzi

"Le lacrime di Pierrot"

Dj Pohnzi

I)

Lancio gli occhi contro la luce d' un nuovo giorno
L'astro sorge  per ringiovanire il mondo intorno
E lo sento sul mio viso i suoi raggi son le sue parole
il sole asciuga le mie lacrime e poi risorge  altrove


Nel buio dell'anima che soffre torturata dal ballo d'una candela
E' tardi per sfiorare  le tue mani che mi accarezzavano
E' tardi per sperare di rincontrarti dipinta sulla sera
Legare le nostre bocche come i colori sparsi su una tela

Mi siedo di notte sui cornicioni di cieli spogli
Sono Pierrot le lacrime disegnano la  trama della mia esistenza
Il mio corpo ora é diverso ma la mia anima é la stessa
Mi chiedo sempre cosa si celi oltre il cielo oltre loro  oltre il mare
se anche li gli uomini si definiscono in base alla paura d'amare


Le memorie son acqua che trabocca nei momenti inaspettati
L'universo trova sempre modo di dare aria ai sogni che porti
Ora ricordo quel giorno al mare onda per onda
Noi i baci i turbamenti che sfioravano le labbra 
Due corpi uniti ma l'amore che storpia i passi
Persi entrambi nell'inverno fra le nuvole ed i sassi
E' tutta una musica un ballo sul silenzio che si cela
i miei ricordi scivolano finché la stanchezza non li frena



II)

La vita sa spegnere la luce prima che i progetti si possano illuminare
di cosa son fatti i sogni se non di rimpianti che devono ancora bussare?
Cosi rimasi al buio ,solo, il silenzio per unica strada
Dimenticato come un chiodo appeso in una stanza abbandonata

Rimorsi  infranti sul muro della mia  cella, tu chiamalo esser vivo
Niente  punto d'arrivo né di partenza solo un punto  interrogativo
Ora schegge del mio passato sono i vetri rotti che tagliano ogni nuovo tramonto
Perché  sono Pierrot per voi lascio lacrime a colmare le crepe del mondo

Una vita passata a cercare di capire cos’è la vita 
ma solo un battito d’ali per capire quando è finita
L’ultimo addio te lo grida chi meno ti aspetti
Chi filtra tra i rami s'infuria e scivola sui tetti
Non la voce dell’amore della rabbia  o del silenzio
L’ultimo addio me lo gridò con dolcezza il vento


Lascio una lacrima che possa scrivere la mia storia sui muri
cavalcare i vostri perché nella fuliggine del mattino
colare dalla luna a scrivere un punto sulla nostra storia
quando nessuno di noi ebbe il coraggio e su noi soffiava bora

Lascio una lacrima per il domani di chi ho amato
Che sia per loro il faro nella bufera del tempo dannato
Una ultima lacrima  anche per chi guidava il trattore 
che mi spense la luce mi tolse la vita mi strappò l’amore

 
 
 

Gli eroi dimenticati di Thiaroye ...Dj Pohnzi

Post n°407 pubblicato il 27 Ottobre 2020 da DJ_Ponhzi

"Gli eroi dimenticati  di Thiaroye - la pagina mancante "



I) 

Nascemmo appena in tempo per veder morire il secolo
Quando le nazioni d'Europa strapparono al sole il suo fuoco
Da secoli non facciamo che camminare su una corda tesa
Su un oceano infinito d'onde in fiamme di  schiavitù e libertà


Nascemmo all'ombra della storia d'un tempo dannato
Nella città di Thiaroye nel Senegal che ci ha cullato
Tutti qui ha un volto antico sfuggito al girare delle ore
E gli anziani conoscono il processo divino della creazione
Sanno la musica si crea unendosi ai suoni intorno
Sanno la poesia si crea seguendo i colori del giorno
Per affrontare i sacrifici o dar voce ai sentimenti
Guardiamo sempre la bellezza della  terra e dei 4 elementi

Il nostro paese  non é che una madre dai passi felini
Ci nutre ci spiega il mondo è una via d' infiniti cammini
Ogni giorno ci scrive una lettera per ribadirci il suo amore
e se non trova le parole le strappa ai canti della notte
Madre amante moglie allo stesso tempo nell'accendere i pensieri
il suo ombelico contiene l'essenza di mille anni di desideri

Quando  troppo debole per farsi reggere dagli sguardi
il sole va dormire nella sua tana si porta via i nostri tagli
Poco ci basta per vivere la vita ci lascia addosso le zanne
Ci nutriamo di pioggia feconda e un sorso di sole arrogante

Nude di notte le nostre donne in una danza di ombre
Li ove la savana si sposa con la giungla
Nell'eclisse dal mondo inizia una danza di onde
Dopo un giorno di stenti  senza colmare la sete
Sappiamo che proprio il crepuscolo ci porta il miele
Nel buio sul mare sotto gli astri una corsa di gazzelle
Non lo sapete ma anche un paese povero trabocca di gemme



II) 

Come la fiamma consuma la cera anche l'innocenza sfuma
Ci fu portata via una notte in cui il cielo perse la luna
Vennero a strapparci come erbacce dalla terra madre
Il colonialista francese aveva per noi progetti sulle barche
Ci ritrovammo in Europa su un campo di battaglia
Fragili  nei venti delle bombe fummo volo di  farfalla 

Contro i nazisti tra proiettili sorretti dalle grida
Peggio della guerra solo con l'amore la morte strappa la vita
Rivedere un domani  le nostre donne e la nostra terra
Fu una finestra accesa di notte d'una casa in mezzo al mare 
una notte da burrasca un vascello spinto da tifoni di guerra

Finita la guerra partimmo senza salutare chiuse le porte
con il colpo di vento che spazza via le foglie morte
Partimmo senza la gloria antica che aspetta agli eroi
Forse non sapranno mai l'Europa é libera  anche grazie a noi



III) la rivolta



Tornati a casa  pensavamo  i nostri morti fossero la redenzione
Che le cicatrici di guerra fossero parole per un nuovo capitolo
Pensavamo il nostro sacrificio  avrebbe Spezzato le catene
Le nostre speranze ingenue poste nelle mani di Cristo
Candide come i fiocchi di neve che nessuno qui ha mai visto

Ma il colonialista aveva ancora per noi un altro piano
Ridistribuì le carte come solo il diavolo sa essere ingrato
Fummo pagati metà del soldo promesso e chiusi in un campo
I nostri lamenti  divennero zeffiri poi  tempesta ed infine rivolta


Ci mandarono contro i carri armati 
Ma teniamo la testa alta mentre cadiamo
La terra trema ma sempre in piedi restiamo
Fummo promesse pronunciate controvento d'un mondo sordo
Rondini partite  al seguito dell'ultimo tramonto

Gli alberi perdono foglie al mutare delle stagioni
il mondo perde i suoi figli al mutare del volere degli uomini
Nascemmo ove la rabbia grida ma il tempo chiede pazienza
Ove il colore della pelle urla subito la sentenza
Questo è un  racconto perso tra le pagine della storia
I nostri saggi sanno anche i morti si temprano con la memoria


 
 
 

Ho trovato qualcosa... Dj

Post n°406 pubblicato il 19 Ottobre 2020 da DJ_Ponhzi

"Ho trovato qualcosa"

Dj Pohnzi

I)

Si lo so che le crepe sono immense
Balliamo su un disco rotto che non fa neanche più finta di girare
Non raccontiamoci storie preghiere per foglie morte
Strano l'amore ci si aggrappa tanto più forte é il dolore

Natura crudele confondi le apparenze durante il ballo della vita
Ci perdevamo nei colori delle stagioni pensando di appartenervi
Ci siamo estinti all'incrocio dei venti caldi bruciando nell'autunno di Vivaldi
Ci siamo persi cercando chimere durante l'ultima cena
Ma solo una luce riempie il vuoto di una galleria
E di luci ve n'erano poche e camminando  la distanza rimaneva silenzio e mai grido
No un bacio non colma mai lo spazio dell'infinito
"Dandoti il braccio ho sceso almeno un milione di scale"
Si ma la passione prima acceca poi storpia le strade
l'amore non era che due carboni accesi che san solo crepitare
Ho trovato qualcosa tra le crepe della nostra storia e degli sbagli miei 
Lo lascio li per te  dove di notte  riposano gli dei

II)

Si lo so pensavamo tutto fosse un grande fuoco
Un cerino acceso su un braciere dei nostri  eccessi 
Al suo apice l'amore non ci rende più forte ma più fragili
Dove sono finiti quei momenti in cui il corpo da senso alle anime?
Ora giacciono sotto il colle di rose delle notti passate
Mi sei davanti in carne ed ossa e eppure sembri un miraggio
La notte é nella sua tana l'impossibile é strappare ancora al sole l'ultimo raggio

Fa freddo quando lasci  sfumare l'anima mentre i perché bussano
Forse il tuo profilo rimarrà quando verrà Morfeo tra le nuvole e le cupole
Ci si schianta prima o poi proprio volando   la farfalla vive per poco ma muore sognando
Ed io  cerco di aggrapparmi a qualcosa ad un aliseo che scateni una tempesta
Frugando in fondo alle tasche dell'anima scevra di remore ho trovato un "ti amo"
lo butto tra di noi come un pezzo di ghiaccio in mezzo ad un braciere
Mi illudo che ci scaldi che porti un lampo alle sere
Ho trovato un qualcosa forse l'ultima illusione
nulla di peggio dei tuoi baci di vero non resta nell'anima che un abrasione

Dj Pohnzi

 
 
 

Il guardiano di prigione ... Dj

Post n°405 pubblicato il 02 Agosto 2020 da DJ_Ponhzi

"il guardiano di prigione"

Dj Pohnzi

I)

Sono il guardiano d' una città sommersa
Sempre è ora tarda ogni idea s' appanna
Dove un raggio di sole  è spiga di grano
Di un campo intero che regge su una mano

A stento si alza la testa per annusare il mare
E solo su un prato di pietre ci si può affacciare
Ogni lacrima del viso lascia un ‘ abrasione
Sulla pelle del guardiano di una prigione

Non mi rassegno fuori piove e sono nel dubbio
Non vedo sole da mesi e forse siamo gia a luglio
Mesi interi sepolti e lo sono più di loro
Lancette infame  non sanno più che ore sono


Sul filo delle storie ingoio la pietanza amara
Scrosciano i secondi e già mi sento nella bara
Scritte sui muri il tempo cancella le loro  poesie
E con l'aiuto del vento cancellerà anche le mie

Il Grande Pittore dipinge con gocce di pianto
Corro sotto il cielo  ma sempre qui rimango
In quale tratto vivo nel suo pazzo disegno ?
Se la luce il mondo s'alza ma io mai mi sveglio


II)

Il buio danna i ricordi e più non rammento
se sia mai stato felice in questo lamento
Quante volte vorrei riaccendere i sentimenti
Correre su spine a far vedere stelle cadenti

Notti passate a sognar d’aprire le porte
La brezza portar via cuori e polvere
Fuori dalla gabbia dove il sole mai albeggia
In volo fin dove l’onda con la costa amoreggia

Alcune notti nei corridoi una donna brilla
S'eleva oltre i muri e sul viso sussurra
Di trovarsi lungo tutti i cammini
Si è murati solo d’ inesistenti confini 
"Signora libertà" dopo la marea la fioritura
Esisti ovunque nel vuoto d'uno spicchio di luna
Ci racconti del domani mentre accarezzi visi
Le loro lacrime  dei miei sbagli sono intrise
Han perso tutto dunque nulla li possiede
Li invidio la loro libertà dilata le mie crepe
Bagniasti le loro ferite e di te avro' sempre sete


Qui mi ritrovo ad abdicare del mio regno
Ad Affogare rimpianti e rimorsi  basta un sogno
ti conoscero' quando verrà la mia ultima  sera
Tra le stigmate  la mia pietanza per l'ultima cena 

 
 
 

L'alba di Ulisse ... Dj

Post n°404 pubblicato il 02 Agosto 2020 da DJ_Ponhzi



L'alba di Ulisse - il segreto dell'umanesimo


I)

In principio v'è sempre un alba col sole distratto
e una vita che sanguina come una mano stringe il corallo 
Spuma scogli onde grida si mischiano in  rugoso suono
Arricchiscono i venti e forgian la tempra d'un uomo 

In principio v'è sempre Ulisse e la sua barca
corpo di cicatrici metafora d'una vita grama
il senso nelle onde sdentate che traccian strade
Il perché  nell'aria  che trafigge di mille spade

Salpa ed ogni giorno è il riproporsi d'un ricordo
cioè un mare salmastro specchio d'un cielo torvo
E sotto i suoi piedi un Dio  dai pensieri pieni
Umile nel non darci risposte  ad annegar  pensieri

profumo di zagara filo d'Arianna per la tua casa
Tutto é sempre scritto nell'acqua che ti brama
Racconta le sue storie ad ogni marinaio nel suo porto
la vita non è che un volare sugli abissi di fondo
Dio che da tempi immemori depositi sogni in mare
Ulisse non fa che   liberarli con un semplice vagare
Ulisse il Pescatore  si nutre di pesce e di disegnare 
Sull'orizzonte  nuovi volti d' uomini da abbracciare


Ombre di gabbiano in volo tracciano la rotta
e scogliere ultimo abbraccio d'una terra spoglia
Il grecale  ti fa perdere i sensi dilania ore 
che il giorno muore lo decidono le mani che tiran corde




II) 

In principio v'è sempre un’ alba ma oggi era diversa
Gelido il suo abbraccio oggi scrive più d'una penna
Salpò su un mare che divenne deserto d'azzurro
povero d'idee dell'uomo che fan la primavera autunno


liberi da guinzagli i venti  oggi fendon l'onda
Cielo spoglio d'uccelli pieno di  nuvole annuncia pioggia
i pensieri più capricciosi del tempo e ci si invortica
e un domani assente curvo  sull'orizzonte d'una vita ostica

Eppure il mare nostrum ne vide tante il suo sapere  vasto
Guerre pace miseria ricchezza raccolse le lacrime d'Argo
Giusto nell'ingoiare vecchi e bimbi bianchi e neri poveri e ricchi
Stretto tra estremi  nato da una guerra d'idee Scilla e Cariddi

Sa che non molto  trasforma zeffiri in uragani
Che niente più dell'uomo cela  profondità abissali
Arde gelido trasforma l'acqua calda in corrente fredda
perché  non si impara da un mare calmo ma in tempesta

Ogni giorno un'alba ti sveglia e   viene prendere
squotere nelle tue certezze ogni giorno si puo' rinascere
Le prime luci son  parole che annuncian il seguito
che narran le gesta d'un eroe o codardo con un brivido



III) 


In principio v'é sempre un alba ed oggi  arriva al dunque
Ad un pescatore si chiede d'afferrare la storia che fugge
vide perle depositate dal cielo che sta piangendo
uomini in mare dispersi ma sempre meno d'un mondo perso

Non esita buttò il cuore in mezzo alle correnti della storia
quando un mondo sgretolato si fa crepuscolo senza gloria
portati dai venti  d'un umanità che non fa che guardare
Eccoli regali portati dal mare come solo lui sa fare

Afferrò mani e braccia  e li tirò sulla barca
vestiti di vergogna cucito loro addosso come una giacca 
Il cielo riversava pioggia inarrestabile come quando crea mondi
sperando di levargli di dosso l'inchiostro d'infamità sui corpi

Ritornò a riva pieno di libri musiche e sapere in codici
con ciò che per mancanza di lessico ora chiaman "profughi"
il paese si riversava concetti addosso per credersi diverso
"occidente" "oriente"" nord ""sud" parole vuote di senso 
come una cattedrale senza Dio preghiere ed incenso
raccolse  vite da un blu  che portava doni
colse l'essenza di scintille che diventan soli
Conoscenze ancestrali ne creano altre in battesimo 
quando nell'eclisse della ragione nasce l'umanesimo

 
 
 

"La leggenda delle dita di Dio"

Post n°402 pubblicato il 05 Febbraio 2020 da DJ_Ponhzi
Foto di DJ_Ponhzi

"La leggenda delle dita di Dio"

Dj Pohnzi

I)


Marco aveva 15 anni seguiva i flussi di dentro
Con un pianoforte strappava lacrime all'eterno
Nelle pianure di Vercelli s'alzavano melodie
S'univano ai paesaggi che videro i canti delle mondine

Era" diverso" da tutti gli fu ripetuto allo stremo
Chiudeva gli occhi sulle primavere che sanno d'inverno
Nella prigione dell "Asperger" fu scritto il suo fato
Risuonavano ancora nell'anima gli echi del " sei malato''

Furia sui tasti ogni ferita una nota e mai basta
Una tempesta si placa solo ascoltando la sua rabbia
Albe uguali in giorni che non portano buone nuove
Se il cielo non ha varchi un tasto disegna il sole

Suona e parlaci delle parole che non hai mai saputo dire
delle albe di speranze dei fiori a cui dedicavi poesie
quando un semplice "buongiorno" diventa un segreto
quando dire un "ti amo" é il sogno chiuso nel cassetto
Parlaci di tua madre dei suoi baci a reggerti per non cadere
un'accordo per gli amici che avresti voluto avere
Il Padreterno ha i suoi disegni ti tolse il sorriso getto' in un fosso
Ma ti diede la musica per coprire di bastonate il mondo
Suona nelle notti in cui le note fanno il sangue caldo
Ed il pentagramma il muro tra te e la vita che é solo un' intervallo

Al crepuscolo fiumi diventa ruscelli scintille soli
Non é vero che senza persone attorno si é soli
Le parole mai dette si srotolano e vanno crescendo
Leopardi lo sapeva la notte non é notte se la passi dormendo

Incomunicabile a questa vita chiedevi "perché" di nascosto
mille volte hai chiesto e 1001 non ti ha mai risposto
Suona e dai del tu all'infinito
le 7 note insieme sono il tuo grido
Suona e non ti interrompere per la grandine
perché non v'é che il silenzio tra due note a far male
Di tutto il resto non ne resta che un brusio
Sullo sfondo della leggenda delle dita di Dio

II)

Venne il giorno in cui ci si trova capitani su una nave
In cui il destino invece di tacere decide di gridare
Nulla t' aspettava se non le note  che preparano al viaggio
come i venti che della tempesta sono il  presagio

La notte più importante s'illumina se al centro ci sei te
Al Giuseppe Verdi di Torino Rachmaninov concerto tre
Portasti le ferite e briciole per l'ultima cena
s’alzò il sipario  non su un pianista ma su una vita intera


Sfiorasti il  tasto il dolore si sublima in suono acuto
Prendi la notte in cui morì tua madre trasformala in urlo
Si può suonare per dare senso ad un tramonto colorare la vita
o per noia o per scrollarsi di dosso la corona  spine
Furia sui tasti si rinasce o nel silenzio o nelle grida
i lividi sulla pelle son solo musica che non è mai uscita
Cicatrici riempiono il giardino sopra un cielo stellata
i fiori non crescono dalla terra ma da un cielo annebbiato
Suona e suona ancora gli uomini non possono che restar muti
Suona e suona sempre si può vorticare in aria restando seduti 
E quando la musica smetterà non potrà che seguire silenzio
A raccontare a tutti la leggenda delle dita di Dio

Dj Pohnzi
 
 
 

La casa fantasma... Dj

Post n°401 pubblicato il 17 Ottobre 2019 da DJ_Ponhzi
Foto di DJ_Ponhzi

"La casa fantasma" (la cattedrale dei rimorsi e rimpianti)

Dj Pohnzi

I)

Nella mia mente una casa con le mura
I pensieri riflessi dalla luna la ragione nella bruma
Eretta sul precipizio un minuto prima di mezzanotte
Quando questa vita nelle sue risposte appare folle

Scrivo versi ovunque lascio lo specchio per gli errori
Riflessi all'infinito qui non ci son cattivi né buoni
il pavimento mi ricorda quanto dura é cadere
Il soffitto che l'immenso si cela dietro il vedere

il disagio cola come olio dalle pareti
si nutre di quello che senti di quello che credi
Ogni stanza nel suo vuoto cela l'abisso
Perché nulla mai riparo ma solo ridipingo

Cos'é questo se non il tetto de miei rimorsi?
Il monumento che mai contai se non per i miei demoni?
Non c'é sostegno che regga il peso dell'anima
se il più grade amore affoga con la prima lacrima

E mi ripeto una vita non basta non basta per imparare
Una brezza non basta ma basta a dubitare
una luce non basta ma basta ad accecare
un ricordo non basta ma basta a farsi male

II)

Grazie Sonia grazie per la rabbia che mi hai dato
la stanza per te sia il più bel dono del creato
Ci metto i tuoi baci le tue promesse il tempo dannato
Due corpi uniti s'illudono del futuro ma non cambiano il fato
Due anime se si scindono diventan grido
Nelle pieghe del cielo anche schegge d' infinito
Ma a dipingere il fuoco col pennello di gelo
sapevi che un' amore diviso in due fa zero
Sapevi già tutto l'inizio la fine che veniva il freddo
Che per costruire questa casa di tutto avrei fatto cemento
Mattone dopo mattone col dolore che regge le braccia
Rimasi in piedi contro un vento che tagliava la faccia

III)

Ora dalle finestre vedo anime avvolte nel buio
La melodia spezzata da un lontano suono ruvido
Se ti perdi in domande rivolte al buio 
Credimi il "perso e mai avuto" sa esser rifugio

Questa qui comunque é la mia casa e ne sono fiero
Ha il mio volto il cuore il sangue tutto l'amore perso
Una scheggia col tempo si fece corpo oggi armatura
Come venti avversi che il marinaio na fa fortuna
Mille sbarre alle finestra fu il prezzo per salvarmi
Dietro loro rinchiudo me stesso ed i miei fantasmi
Ora capisco  e un foglio non basta per raccontare
Una vita non basta non basta per imparare
Una brezza non basta ma basta a dubitare
Una luce non basta ma basta ad accecare
Un ricordo non basta ma basta a farsi male

Dj Pohnzi

 
 
 

Dove sognano gli aquiloni .. Dj

Post n°400 pubblicato il 22 Maggio 2019 da DJ_Ponhzi

Dove sognano gli aquiloni - L'alfabeto della libertà

I)

Nel cielo senza fiato son soffio d'ispirazione
Leggero più di voi capite la mia espressione
Il mio osare lo vedi ma non lo puoi comprare
A me una ventata d’ idee basta già a volare

Inchiodati al suolo punti vuoti sul selciato
Impigliati nel ricordo d'un passato ormai odiato
Stupenda esistenza d’un pezzo di legno inerte
Più bella e viva di vuoto essere cosciente

Sopra il passato prima che il vento spiri
Vivo come voi ma non vivo come i vivi
Non emetto suoni ma più di voi so ascoltare
Tremo per il mondo questo è il mio parlare

il sole sfuma la luce per colorare il giorno
muore e risorgerà ed io fletto ma non crollo
Svetto in alto compio il mio destino
Accendo fuoco negli occhi d' un bambino

II)

Non ebbi mai niente ma forse pure troppo
I colori d'un mare blu sotto un sole rosso
Rimorsi d'un cuor leggero nel mondo crudo
aver dato troppo amore a chi poi se l'é tenuto

La sabbia m' avvolge mio mantello di seta
Muto realizzo il sogno lotto con furia cieca
Aggiungo nuova linfa a sprazzi di vita
A chi in basso s 'esprime con le grida

Ed il rumore della gente poi scemerà
Ne resterà il nulla non so chi lo vorrà
Io legato ad un sogno altri ad una catena
Per volervi felice la sorte me fece poema

Mondo indifferente tocco i raggi del sole
Li sostengo con la tela il giorno mai muore
Dipingo sull'orizzonte la mia eredità
Sul foglio d'aria l'alfabeto della libertà

III)

Son aquilone figlio delle voglie dei venti
o forse degli uomini aspirati dai tormenti
Perché la vita dà poche possibilità di riscatto
Divenni ponte tra voi e l'infinito li in alto
Mi vedi croce nel cielo espiare i peccati
Di chi mi fece redenzione con le sue mani
Guardami un semplice aquilone eppure esisto
Sulla curva del cielo dove nessuno é un vinto

Dj Pohnzi

 
 
 

I miei 4 angeli .. Dj

Post n°399 pubblicato il 22 Maggio 2019 da DJ_Ponhzi

"I miei 4 angeli "

Dj Pohnzi

I)

Il mio primo angelo è un fulmine di metallo 
è la mia sentinella il mio orologio un secondo dura un anno
Mi rubò la mia voce é più antico del colore  porpora
Ora  ogni sera mi danno a cancellare  croci sul Golgota 
ogni parola é un tatuaggio sul foglio del tempo
scroscio d'un onda sullo scoglio d'un mondo di silenzio

M'insegna a dialogare con quattro mura di niente
Perché anche da solo imparo più da loro che dalla gente
mi fece eremita ad aspettare i primi raggi del sole
Non é da fuori ma da dentro che giunge un tenue tepore
mi ricorda un’alba infanta sempre una sera
mi ricorda fummo luce prima della prigione della  materia 
dal paradiso all'inferno nel giorno il buio viene presto
arduo tra i venti riuscire a restare aggrappati a se stesso
Praterie di sogni infranti su cui riposa l'unica gemma
ma lo vedo e lo cerco Il mio primo angelo è la mia penna

II)

Il mio secondo angelo mi porta su un sentiero nascosto 
Ove i suoi più grandi nemici sono chi pensa conoscerlo
Mi insegna a liberarsi d'una foresta per trovare una rosa 
Ci si guadagna ogni giorno a lasciar andare qualcosa 
Ad abbracciare le risposte d'una vita che non fa che mentire
Perché più lo si abbraccia e più non si fa che soffrire
Mi spiega siam tutti creazioni verso l'eternità 
Ma senza di lui sarai sempre un ponte costruito a metà 

Sotto la pioggia a ballare sul nostro vissuto
Perché tutto non é che un trasformarsi che va riconosciuto
Non é ancora immenso ma lo senti oltre il vedere
Mi accompagna nell'errore il mio secondo angelo é il sapere

III)

Il mio terzo angelo lo vedi nelle pupille 
Non ha colore non porta ricchezza ma apre vie infinite
mi porta ove le albe son visibili solo agli invisibili
Le primavere per gli ultimi e gli amori impossibili 

è la mia terra sotto i  piedi le sere d'estate
Senza corone e tesori scrigno di cose mai amate 
Troppo in alto da raggiungere ma troppo in basso da raccogliere
Dove una mano prende e salva una mano lo si può scorgere
Mi tolse la faccia e il nome tutto ciò che l'uomo teme 
Perché la poesia esce solo quando non l'ostacola più niente

Non lo si legge nei libri al massimo tra le scartoffie
di parole che non si rassegnano a morire 
Anche vivendo non lo toccherai mai ma lo sentirai  fluire 
lo trovi in chi anche con le ali cammina in ginocchio
Non nella solitudine delle folle ma nella dignità dell'uomo solo
M’insegnò che d'un mare spoglio in profondità si cela la ricchezza
Che un vero re non con la sua ricchezza ma con la povertà regna
Se la vita non è che un campo di battaglia che grida pietà
Mi tolse l'ambizione e mi vestì per sempre il mio terzo angelo è l'umiltà

IV)

Il mio quarto angelo è il più potente in assoluto
Squarcia veli nell'oscurità d'un mondo crudo
Punto di luce in sospensione sul buio scongiura la morte
Annichilisce le faste previsioni della più avversa sorte
Incrollabile mi riconforta nella coscienza dei miei simili
Non è religioso non porta croce non fu creato dagli uomini 
In piena guerra  vi fece il dono di mille spade
Ora  il vostro modo di vivere è il dono che gli fate 

Mi spinge credere che tanto si scioglie la grandine
Che sotto il gelo eterno divampano campi di fiamme
Mi fece pilastro al centro d' un mondo che cede
E' la mia munizione il mio quarto angelo è la fede

Dj Pohnzi

 
 
 

VIDEOPOESIA .. Dj

Post n°398 pubblicato il 07 Febbraio 2019 da DJ_Ponhzi

 
 
 

Il naufragio .. Dj

Post n°397 pubblicato il 27 Gennaio 2019 da DJ_Ponhzi



 

Il naufragio ( poesia orale) 


I)


Mi confido alla mia penna ora che affondo

Cade il velo sul resto del poco mondo intorno

Scrivo due parole sulla luna per noi nelle celle

Luna ornata dal nero e da un mazzo di stelle


Astro ridente nella tua silenziosa solitudine 

Muta nelle notti senza risposte per abitudine

Stanotte invece schizzano parole dalla tue vene

Non dai mai risposte ma ora le dai tutte insieme


Nelle ossa del vascello tremo e vado a fondo 

Mi dai mille anni di sentenze in un secondo

La follia è saggezza non vederla come una pena

Spinge ad esser pazzi quando ne vale la pena


In questa sera triste sfumano idee che credevo forti

Forse è giorno forse no vedo fari spenti cercare porti

Dove mi trovo in fine se non sul prato di miei torti ?

Se questo mare fosse foresta sarebbe d’alberi morti


II)


Un boato mi ricorda la fine viene senza preavviso

Collassano le colonne d'Ercole i sorrisi del tuo viso

Rimorsi e rancori affilati tagliano come grandine

Per intero il mio mondo a fondo come Atlantide


Escono affilate parole che non seppi mai dire

Gridano per abbagliare in silenzio il mio sentire

Tranciano i fili quando il niente ci aspetta

Di chi si attorciglia ai fili della marionetta


Le vele si gonfiano come fu la mia ambizione

La povertà della ricchezza fu la mia dannazione

Scrivo lettere al nulla il mare piange sulla chiglia

La mia fine confesso di questo vento ne sarà la figlia


Terra ignara che hai pianto tutte le lacrime

Riempiendo l’oceano per dissetare le anime

Cara amica mi bagni e mi fido solo di te

Quando piango sento l'eco del tuo pianto per me


A un Dio che disse porgi sempre l’altra guancia

Anche a chi sanguina con la lancia spezzata in pancia

Offro con due mani quest’acqua al creatore

Una goccia per ogni giorno in cui fui santo e peccatore


Dj Pohnzi


 
 
 

Dove sogniano gli aquiloni

Post n°396 pubblicato il 27 Gennaio 2019 da DJ_Ponhzi



Dove sognano gli aquiloni - L'alfabeto della libertà

I)

Nel cielo senza fiato son soffio d'ispirazione
Leggero più di voi capite la mia espressione
Il mio osare lo vedi ma non lo puoi comprare
A me una ventata d’ idee basta già a volare

Inchiodati al suolo punti vuoti sul selciato
Impigliati nel ricordo d'un passato ormai odiato
Stupenda esistenza d’un pezzo di legno inerte
Più bella e viva di vuoto essere cosciente

Sopra il passato prima che il vento spiri
Vivo come voi ma non vivo come i vivi 
Non emetto suoni ma più di voi so ascoltare
Tremo per il mondo questo è il mio parlare

il sole sfuma la luce per colorare il giorno
muore e risorgerà ed io fletto ma non crollo
Svetto in alto compio il mio destino
Accendo fuoco negli occhi d' un bambino

II)

Non ebbi mai niente ma forse pure troppo
I colori d'un mare blu sotto un sole rosso
Rimorsi d'un cuor leggero nel mondo crudo
aver dato troppo amore a chi poi se l'é tenuto

La sabbia m' avvolge mio mantello di seta
Muto realizzo il sogno lotto con furia cieca
Aggiungo nuova linfa a sprazzi di vita
A chi in basso s 'esprime con le grida

Ed il rumore della gente poi scemerà
Ne resterà il nulla non so chi lo vorrà
Io legato ad un sogno altri ad una catena
Per volervi felice la sorte me fece poema

Mondo indifferente tocco i raggi del sole
Li sostengo con la tela il giorno mai muore
Dipingo sull'orizzonte la mia eredità
Sul foglio d'aria l'alfabeto della libertà

III)

Son aquilone figlio delle voglie dei venti
o forse degli uomini aspirati dai tormenti
Perché la vita dà poche possibilità di riscatto
Divenni ponte tra voi e l'infinito li in alto
Vi porto su un pezzo d'eternità mai visto
Dove la vita e' vostra e si grida "io esisto"
Mi vedi croce nel cielo espiare i peccati
Di chi mi fece redenzione con le sue mani
Guardami un ' aquilone ma meglio di voi esisto
Sulla curva del cielo dove nessuno é un vinto

Dj Pohnzi


 
 
 

Domande all'invisibile

Post n°395 pubblicato il 20 Dicembre 2018 da DJ_Ponhzi


Domande all'invisibile 


Dj Pohnzi 


Testo montaggio ed interpretazione Dj Pohnzi


I)


Dimmi se anche tu porgi domande di notte all’invisibile

Se ti si scava la pelle gridando contro l’impossibile

Difficile discernere il richiamo invincibile dell’assoluto

Distinguere chi smette di vivere da chi non ha mai vissuto 



Dimmi perché la luna sorride ma non da ma risposte

Le parole più belle da dire son quelle sempre nascoste

La verità striscia silente nascondendo sibillina il volto

La vita si mostra solo alla fine quando già tutto ha tolto


Dimmi se anche tu cerchi una nota d’armonia

Prima che la notte si chiuda sul kaos della pazzia

Se la vita è nostra giocoso momento d’emozione

A cui la scienza non basta ed ancor meno la religione

Invisibili le risposte come lo sguardo d'un Dio distratto

Non ride non piange indefinibile il suo ritratto

Nell'indifferenza siamo a sua immagine e somiglianza

Se nello spazio col vuoto ci colmiamo la distanza

Forse ci parla nel vento che smuove le fronde quando altro non s'ode?

Forse é poeta e ci parla sul mare con le onde?


Rispondimi se mi senti o la promessa d’una voce

Che se ne dimentica dopo un semplice segno di croce

Se la violenza ti stringe ed imprechi per non cedere 

Se sei chi troppo diede e non è più capace di ricevere

Non capisco nulla la ragione esce fuori di senno

Nel tempo d'un lampo soli diventan buio pesto

la speranza é come combustibile e brucia presto

un nuovo giorno é come un soffio futile ed incerto

Gioie centellinate disperse  fra i  detriti 

Al suono dei rimpianti la vita crea vincitori o  falliti




II)


Mai chiesi molto solo di non tornare mai indietro

Un punto d’appoggio su cui non scivolare come vetro

Ho chiesto all'eterno un schiena d’acciaio per resistere

Un pianto ed una sconfitta per poi tornare a vincere 


Figli ambedue del dolore sul letto abbracciati

La verità ci ha toccato ma i sogni non ci hanno mai lasciati

Nel tempo delle lancette che s' inseguono nell’attimo uguale

Noi ad aspettare un secondo che ci renda speciale



Forse che il segreto sia riempire il giorno di passione

Tingerlo col sangue misto di creazione e distruzione

Sul letto a tratti mezzo pieno o mezzo vuoto di felicità

Vince chi strappa alla morte ancora un secondo d'eternità


Dj Pohnzi 



 
 
 
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