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Poesie Per Resistere

opere di resistenza musicale e poetica non umana

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Gli eroi dimenticati di Thiaroye ...Dj Pohnzi

Post n°407 pubblicato il 27 Ottobre 2020 da DJ_Ponhzi

"Gli eroi dimenticati  di Thiaroye - la pagina mancante "



I) 

Nascemmo appena in tempo per veder morire il secolo
Quando le nazioni d'Europa strapparono al sole il suo fuoco
Da secoli non facciamo che camminare su una corda tesa
Su un oceano infinito d'onde in fiamme di  schiavitù e libertà


Nascemmo all'ombra della storia d'un tempo dannato
Nella città di Thiaroye nel Senegal che ci ha cullato
Tutti qui ha un volto antico sfuggito al girare delle ore
E gli anziani conoscono il processo divino della creazione
Sanno la musica si crea unendosi ai suoni intorno
Sanno la poesia si crea seguendo i colori del giorno
Per affrontare i sacrifici o dar voce ai sentimenti
Guardiamo sempre la bellezza della  terra e dei 4 elementi

Il nostro paese  non é che una madre dai passi felini
Ci nutre ci spiega il mondo è una via d' infiniti cammini
Ogni giorno ci scrive una lettera per ribadirci il suo amore
e se non trova le parole le strappa ai canti della notte
Madre amante moglie allo stesso tempo nell'accendere i pensieri
il suo ombelico contiene l'essenza di mille anni di desideri

Quando  troppo debole per farsi reggere dagli sguardi
il sole va dormire nella sua tana si porta via i nostri tagli
Poco ci basta per vivere la vita ci lascia addosso le zanne
Ci nutriamo di pioggia feconda e un sorso di sole arrogante

Nude di notte le nostre donne in una danza di ombre
Li ove la savana si sposa con la giungla
Nell'eclisse dal mondo inizia una danza di onde
Dopo un giorno di stenti  senza colmare la sete
Sappiamo che proprio il crepuscolo ci porta il miele
Nel buio sul mare sotto gli astri una corsa di gazzelle
Non lo sapete ma anche un paese povero trabocca di gemme



II) 

Come la fiamma consuma la cera anche l'innocenza sfuma
Ci fu portata via una notte in cui il cielo perse la luna
Vennero a strapparci come erbacce dalla terra madre
Il colonialista francese aveva per noi progetti sulle barche
Ci ritrovammo in Europa su un campo di battaglia
Fragili  nei venti delle bombe fummo volo di  farfalla 

Contro i nazisti tra proiettili sorretti dalle grida
Peggio della guerra solo con l'amore la morte strappa la vita
Rivedere un domani  le nostre donne e la nostra terra
Fu una finestra accesa di notte d'una casa in mezzo al mare 
una notte da burrasca un vascello spinto da tifoni di guerra

Finita la guerra partimmo senza salutare chiuse le porte
con il colpo di vento che spazza via le foglie morte
Partimmo senza la gloria antica che aspetta agli eroi
Forse non sapranno mai l'Europa é libera  anche grazie a noi



III) la rivolta



Tornati a casa  pensavamo  i nostri morti fossero la redenzione
Che le cicatrici di guerra fossero parole per un nuovo capitolo
Pensavamo il nostro sacrificio  avrebbe Spezzato le catene
Le nostre speranze ingenue poste nelle mani di Cristo
Candide come i fiocchi di neve che nessuno qui ha mai visto

Ma il colonialista aveva ancora per noi un altro piano
Ridistribuì le carte come solo il diavolo sa essere ingrato
Fummo pagati metà del soldo promesso e chiusi in un campo
I nostri lamenti  divennero zeffiri poi  tempesta ed infine rivolta


Ci mandarono contro i carri armati 
Ma teniamo la testa alta mentre cadiamo
La terra trema ma sempre in piedi restiamo
Fummo promesse pronunciate controvento d'un mondo sordo
Rondini partite  al seguito dell'ultimo tramonto

Gli alberi perdono foglie al mutare delle stagioni
il mondo perde i suoi figli al mutare del volere degli uomini
Nascemmo ove la rabbia grida ma il tempo chiede pazienza
Ove il colore della pelle urla subito la sentenza
Questo è un  racconto perso tra le pagine della storia
I nostri saggi sanno anche i morti si temprano con la memoria


 
 
 

Ho trovato qualcosa... Dj

Post n°406 pubblicato il 19 Ottobre 2020 da DJ_Ponhzi

"Ho trovato qualcosa"

Dj Pohnzi

I)

Si lo so che le crepe sono immense
Balliamo su un disco rotto che non fa neanche più finta di girare
Non raccontiamoci storie preghiere per foglie morte
Strano l'amore ci si aggrappa tanto più forte é il dolore

Natura crudele confondi le apparenze durante il ballo della vita
Ci perdevamo nei colori delle stagioni pensando di appartenervi
Ci siamo estinti all'incrocio dei venti caldi bruciando nell'autunno di Vivaldi
Ci siamo persi cercando chimere durante l'ultima cena
Ma solo una luce riempie il vuoto di una galleria
E di luci ve n'erano poche e camminando  la distanza rimaneva silenzio e mai grido
No un bacio non colma mai lo spazio dell'infinito
"Dandoti il braccio ho sceso almeno un milione di scale"
Si ma la passione prima acceca poi storpia le strade
l'amore non era che due carboni accesi che san solo crepitare
Ho trovato qualcosa tra le crepe della nostra storia e degli sbagli miei 
Lo lascio li per te  dove di notte  riposano gli dei

II)

Si lo so pensavamo tutto fosse un grande fuoco
Un cerino acceso su un braciere dei nostri  eccessi 
Al suo apice l'amore non ci rende più forte ma più fragili
Dove sono finiti quei momenti in cui il corpo da senso alle anime?
Ora giacciono sotto il colle di rose delle notti passate
Mi sei davanti in carne ed ossa e eppure sembri un miraggio
La notte é nella sua tana l'impossibile é strappare ancora al sole l'ultimo raggio

Fa freddo quando lasci  sfumare l'anima mentre i perché bussano
Forse il tuo profilo rimarrà quando verrà Morfeo tra le nuvole e le cupole
Ci si schianta prima o poi proprio volando   la farfalla vive per poco ma muore sognando
Ed io  cerco di aggrapparmi a qualcosa ad un aliseo che scateni una tempesta
Frugando in fondo alle tasche dell'anima scevra di remore ho trovato un "ti amo"
lo butto tra di noi come un pezzo di ghiaccio in mezzo ad un braciere
Mi illudo che ci scaldi che porti un lampo alle sere
Ho trovato un qualcosa forse l'ultima illusione
nulla di peggio dei tuoi baci di vero non resta nell'anima che un abrasione

Dj Pohnzi

 
 
 

Il guardiano di prigione ... Dj

Post n°405 pubblicato il 02 Agosto 2020 da DJ_Ponhzi

"il guardiano di prigione"

Dj Pohnzi

I)

Sono il guardiano d' una città sommersa
Sempre è ora tarda ogni idea s' appanna
Dove un raggio di sole  è spiga di grano
Di un campo intero che regge su una mano

A stento si alza la testa per annusare il mare
E solo su un prato di pietre ci si può affacciare
Ogni lacrima del viso lascia un ‘ abrasione
Sulla pelle del guardiano di una prigione

Non mi rassegno fuori piove e sono nel dubbio
Non vedo sole da mesi e forse siamo gia a luglio
Mesi interi sepolti e lo sono più di loro
Lancette infame  non sanno più che ore sono


Sul filo delle storie ingoio la pietanza amara
Scrosciano i secondi e già mi sento nella bara
Scritte sui muri il tempo cancella le loro  poesie
E con l'aiuto del vento cancellerà anche le mie

Il Grande Pittore dipinge con gocce di pianto
Corro sotto il cielo  ma sempre qui rimango
In quale tratto vivo nel suo pazzo disegno ?
Se la luce il mondo s'alza ma io mai mi sveglio


II)

Il buio danna i ricordi e più non rammento
se sia mai stato felice in questo lamento
Quante volte vorrei riaccendere i sentimenti
Correre su spine a far vedere stelle cadenti

Notti passate a sognar d’aprire le porte
La brezza portar via cuori e polvere
Fuori dalla gabbia dove il sole mai albeggia
In volo fin dove l’onda con la costa amoreggia

Alcune notti nei corridoi una donna brilla
S'eleva oltre i muri e sul viso sussurra
Di trovarsi lungo tutti i cammini
Si è murati solo d’ inesistenti confini 
"Signora libertà" dopo la marea la fioritura
Esisti ovunque nel vuoto d'uno spicchio di luna
Ci racconti del domani mentre accarezzi visi
Le loro lacrime  dei miei sbagli sono intrise
Han perso tutto dunque nulla li possiede
Li invidio la loro libertà dilata le mie crepe
Bagniasti le loro ferite e di te avro' sempre sete


Qui mi ritrovo ad abdicare del mio regno
Ad Affogare rimpianti e rimorsi  basta un sogno
ti conoscero' quando verrà la mia ultima  sera
Tra le stigmate  la mia pietanza per l'ultima cena 

 
 
 

L'alba di Ulisse ... Dj

Post n°404 pubblicato il 02 Agosto 2020 da DJ_Ponhzi



L'alba di Ulisse - il segreto dell'umanesimo


I)

In principio v'è sempre un alba col sole distratto
e una vita che sanguina come una mano stringe il corallo 
Spuma scogli onde grida si mischiano in  rugoso suono
Arricchiscono i venti e forgian la tempra d'un uomo 

In principio v'è sempre Ulisse e la sua barca
corpo di cicatrici metafora d'una vita grama
il senso nelle onde sdentate che traccian strade
Il perché  nell'aria  che trafigge di mille spade

Salpa ed ogni giorno è il riproporsi d'un ricordo
cioè un mare salmastro specchio d'un cielo torvo
E sotto i suoi piedi un Dio  dai pensieri pieni
Umile nel non darci risposte  ad annegar  pensieri

profumo di zagara filo d'Arianna per la tua casa
Tutto é sempre scritto nell'acqua che ti brama
Racconta le sue storie ad ogni marinaio nel suo porto
la vita non è che un volare sugli abissi di fondo
Dio che da tempi immemori depositi sogni in mare
Ulisse non fa che   liberarli con un semplice vagare
Ulisse il Pescatore  si nutre di pesce e di disegnare 
Sull'orizzonte  nuovi volti d' uomini da abbracciare


Ombre di gabbiano in volo tracciano la rotta
e scogliere ultimo abbraccio d'una terra spoglia
Il grecale  ti fa perdere i sensi dilania ore 
che il giorno muore lo decidono le mani che tiran corde




II) 

In principio v'è sempre un’ alba ma oggi era diversa
Gelido il suo abbraccio oggi scrive più d'una penna
Salpò su un mare che divenne deserto d'azzurro
povero d'idee dell'uomo che fan la primavera autunno


liberi da guinzagli i venti  oggi fendon l'onda
Cielo spoglio d'uccelli pieno di  nuvole annuncia pioggia
i pensieri più capricciosi del tempo e ci si invortica
e un domani assente curvo  sull'orizzonte d'una vita ostica

Eppure il mare nostrum ne vide tante il suo sapere  vasto
Guerre pace miseria ricchezza raccolse le lacrime d'Argo
Giusto nell'ingoiare vecchi e bimbi bianchi e neri poveri e ricchi
Stretto tra estremi  nato da una guerra d'idee Scilla e Cariddi

Sa che non molto  trasforma zeffiri in uragani
Che niente più dell'uomo cela  profondità abissali
Arde gelido trasforma l'acqua calda in corrente fredda
perché  non si impara da un mare calmo ma in tempesta

Ogni giorno un'alba ti sveglia e   viene prendere
squotere nelle tue certezze ogni giorno si puo' rinascere
Le prime luci son  parole che annuncian il seguito
che narran le gesta d'un eroe o codardo con un brivido



III) 


In principio v'é sempre un alba ed oggi  arriva al dunque
Ad un pescatore si chiede d'afferrare la storia che fugge
vide perle depositate dal cielo che sta piangendo
uomini in mare dispersi ma sempre meno d'un mondo perso

Non esita buttò il cuore in mezzo alle correnti della storia
quando un mondo sgretolato si fa crepuscolo senza gloria
portati dai venti  d'un umanità che non fa che guardare
Eccoli regali portati dal mare come solo lui sa fare

Afferrò mani e braccia  e li tirò sulla barca
vestiti di vergogna cucito loro addosso come una giacca 
Il cielo riversava pioggia inarrestabile come quando crea mondi
sperando di levargli di dosso l'inchiostro d'infamità sui corpi

Ritornò a riva pieno di libri musiche e sapere in codici
con ciò che per mancanza di lessico ora chiaman "profughi"
il paese si riversava concetti addosso per credersi diverso
"occidente" "oriente"" nord ""sud" parole vuote di senso 
come una cattedrale senza Dio preghiere ed incenso
raccolse  vite da un blu  che portava doni
colse l'essenza di scintille che diventan soli
Conoscenze ancestrali ne creano altre in battesimo 
quando nell'eclisse della ragione nasce l'umanesimo

 
 
 

"La leggenda delle dita di Dio"

Post n°402 pubblicato il 05 Febbraio 2020 da DJ_Ponhzi
Foto di DJ_Ponhzi

"La leggenda delle dita di Dio"

Dj Pohnzi

I)


Marco aveva 15 anni seguiva i flussi di dentro
Con un pianoforte strappava lacrime all'eterno
Nelle pianure di Vercelli s'alzavano melodie
S'univano ai paesaggi che videro i canti delle mondine

Era" diverso" da tutti gli fu ripetuto allo stremo
Chiudeva gli occhi sulle primavere che sanno d'inverno
Nella prigione dell "Asperger" fu scritto il suo fato
Risuonavano ancora nell'anima gli echi del " sei malato''

Furia sui tasti ogni ferita una nota e mai basta
Una tempesta si placa solo ascoltando la sua rabbia
Albe uguali in giorni che non portano buone nuove
Se il cielo non ha varchi un tasto disegna il sole

Suona e parlaci delle parole che non hai mai saputo dire
delle albe di speranze dei fiori a cui dedicavi poesie
quando un semplice "buongiorno" diventa un segreto
quando dire un "ti amo" é il sogno chiuso nel cassetto
Parlaci di tua madre dei suoi baci a reggerti per non cadere
un'accordo per gli amici che avresti voluto avere
Il Padreterno ha i suoi disegni ti tolse il sorriso getto' in un fosso
Ma ti diede la musica per coprire di bastonate il mondo
Suona nelle notti in cui le note fanno il sangue caldo
Ed il pentagramma il muro tra te e la vita che é solo un' intervallo

Al crepuscolo fiumi diventa ruscelli scintille soli
Non é vero che senza persone attorno si é soli
Le parole mai dette si srotolano e vanno crescendo
Leopardi lo sapeva la notte non é notte se la passi dormendo

Incomunicabile a questa vita chiedevi "perché" di nascosto
mille volte hai chiesto e 1001 non ti ha mai risposto
Suona e dai del tu all'infinito
le 7 note insieme sono il tuo grido
Suona e non ti interrompere per la grandine
perché non v'é che il silenzio tra due note a far male
Di tutto il resto non ne resta che un brusio
Sullo sfondo della leggenda delle dita di Dio

II)

Venne il giorno in cui ci si trova capitani su una nave
In cui il destino invece di tacere decide di gridare
Nulla t' aspettava se non le note  che preparano al viaggio
come i venti che della tempesta sono il  presagio

La notte più importante s'illumina se al centro ci sei te
Al Giuseppe Verdi di Torino Rachmaninov concerto tre
Portasti le ferite e briciole per l'ultima cena
s’alzò il sipario  non su un pianista ma su una vita intera


Sfiorasti il  tasto il dolore si sublima in suono acuto
Prendi la notte in cui morì tua madre trasformala in urlo
Si può suonare per dare senso ad un tramonto colorare la vita
o per noia o per scrollarsi di dosso la corona  spine
Furia sui tasti si rinasce o nel silenzio o nelle grida
i lividi sulla pelle son solo musica che non è mai uscita
Cicatrici riempiono il giardino sopra un cielo stellata
i fiori non crescono dalla terra ma da un cielo annebbiato
Suona e suona ancora gli uomini non possono che restar muti
Suona e suona sempre si può vorticare in aria restando seduti 
E quando la musica smetterà non potrà che seguire silenzio
A raccontare a tutti la leggenda delle dita di Dio

Dj Pohnzi
 
 
 

La casa fantasma... Dj

Post n°401 pubblicato il 17 Ottobre 2019 da DJ_Ponhzi
Foto di DJ_Ponhzi

"La casa fantasma" (la cattedrale dei rimorsi e rimpianti)

Dj Pohnzi

I)

Nella mia mente una casa con le mura
I pensieri riflessi dalla luna la ragione nella bruma
Eretta sul precipizio un minuto prima di mezzanotte
Quando questa vita nelle sue risposte appare folle

Scrivo versi ovunque lascio lo specchio per gli errori
Riflessi all'infinito qui non ci son cattivi né buoni
il pavimento mi ricorda quanto dura é cadere
Il soffitto che l'immenso si cela dietro il vedere

il disagio cola come olio dalle pareti
si nutre di quello che senti di quello che credi
Ogni stanza nel suo vuoto cela l'abisso
Perché nulla mai riparo ma solo ridipingo

Cos'é questo se non il tetto de miei rimorsi?
Il monumento che mai contai se non per i miei demoni?
Non c'é sostegno che regga il peso dell'anima
se il più grade amore affoga con la prima lacrima

E mi ripeto una vita non basta non basta per imparare
Una brezza non basta ma basta a dubitare
una luce non basta ma basta ad accecare
un ricordo non basta ma basta a farsi male

II)

Grazie Sonia grazie per la rabbia che mi hai dato
la stanza per te sia il più bel dono del creato
Ci metto i tuoi baci le tue promesse il tempo dannato
Due corpi uniti s'illudono del futuro ma non cambiano il fato
Due anime se si scindono diventan grido
Nelle pieghe del cielo anche schegge d' infinito
Ma a dipingere il fuoco col pennello di gelo
sapevi che un' amore diviso in due fa zero
Sapevi già tutto l'inizio la fine che veniva il freddo
Che per costruire questa casa di tutto avrei fatto cemento
Mattone dopo mattone col dolore che regge le braccia
Rimasi in piedi contro un vento che tagliava la faccia

III)

Ora dalle finestre vedo anime avvolte nel buio
La melodia spezzata da un lontano suono ruvido
Se ti perdi in domande rivolte al buio 
Credimi il "perso e mai avuto" sa esser rifugio

Questa qui comunque é la mia casa e ne sono fiero
Ha il mio volto il cuore il sangue tutto l'amore perso
Una scheggia col tempo si fece corpo oggi armatura
Come venti avversi che il marinaio na fa fortuna
Mille sbarre alle finestra fu il prezzo per salvarmi
Dietro loro rinchiudo me stesso ed i miei fantasmi
Ora capisco  e un foglio non basta per raccontare
Una vita non basta non basta per imparare
Una brezza non basta ma basta a dubitare
Una luce non basta ma basta ad accecare
Un ricordo non basta ma basta a farsi male

Dj Pohnzi

 
 
 

Dove sognano gli aquiloni .. Dj

Post n°400 pubblicato il 22 Maggio 2019 da DJ_Ponhzi

Dove sognano gli aquiloni - L'alfabeto della libertà

I)

Nel cielo senza fiato son soffio d'ispirazione
Leggero più di voi capite la mia espressione
Il mio osare lo vedi ma non lo puoi comprare
A me una ventata d’ idee basta già a volare

Inchiodati al suolo punti vuoti sul selciato
Impigliati nel ricordo d'un passato ormai odiato
Stupenda esistenza d’un pezzo di legno inerte
Più bella e viva di vuoto essere cosciente

Sopra il passato prima che il vento spiri
Vivo come voi ma non vivo come i vivi
Non emetto suoni ma più di voi so ascoltare
Tremo per il mondo questo è il mio parlare

il sole sfuma la luce per colorare il giorno
muore e risorgerà ed io fletto ma non crollo
Svetto in alto compio il mio destino
Accendo fuoco negli occhi d' un bambino

II)

Non ebbi mai niente ma forse pure troppo
I colori d'un mare blu sotto un sole rosso
Rimorsi d'un cuor leggero nel mondo crudo
aver dato troppo amore a chi poi se l'é tenuto

La sabbia m' avvolge mio mantello di seta
Muto realizzo il sogno lotto con furia cieca
Aggiungo nuova linfa a sprazzi di vita
A chi in basso s 'esprime con le grida

Ed il rumore della gente poi scemerà
Ne resterà il nulla non so chi lo vorrà
Io legato ad un sogno altri ad una catena
Per volervi felice la sorte me fece poema

Mondo indifferente tocco i raggi del sole
Li sostengo con la tela il giorno mai muore
Dipingo sull'orizzonte la mia eredità
Sul foglio d'aria l'alfabeto della libertà

III)

Son aquilone figlio delle voglie dei venti
o forse degli uomini aspirati dai tormenti
Perché la vita dà poche possibilità di riscatto
Divenni ponte tra voi e l'infinito li in alto
Mi vedi croce nel cielo espiare i peccati
Di chi mi fece redenzione con le sue mani
Guardami un semplice aquilone eppure esisto
Sulla curva del cielo dove nessuno é un vinto

Dj Pohnzi

 
 
 

I miei 4 angeli .. Dj

Post n°399 pubblicato il 22 Maggio 2019 da DJ_Ponhzi

"I miei 4 angeli "

Dj Pohnzi

I)

Il mio primo angelo è un fulmine di metallo 
è la mia sentinella il mio orologio un secondo dura un anno
Mi rubò la mia voce é più antico del colore  porpora
Ora  ogni sera mi danno a cancellare  croci sul Golgota 
ogni parola é un tatuaggio sul foglio del tempo
scroscio d'un onda sullo scoglio d'un mondo di silenzio

M'insegna a dialogare con quattro mura di niente
Perché anche da solo imparo più da loro che dalla gente
mi fece eremita ad aspettare i primi raggi del sole
Non é da fuori ma da dentro che giunge un tenue tepore
mi ricorda un’alba infanta sempre una sera
mi ricorda fummo luce prima della prigione della  materia 
dal paradiso all'inferno nel giorno il buio viene presto
arduo tra i venti riuscire a restare aggrappati a se stesso
Praterie di sogni infranti su cui riposa l'unica gemma
ma lo vedo e lo cerco Il mio primo angelo è la mia penna

II)

Il mio secondo angelo mi porta su un sentiero nascosto 
Ove i suoi più grandi nemici sono chi pensa conoscerlo
Mi insegna a liberarsi d'una foresta per trovare una rosa 
Ci si guadagna ogni giorno a lasciar andare qualcosa 
Ad abbracciare le risposte d'una vita che non fa che mentire
Perché più lo si abbraccia e più non si fa che soffrire
Mi spiega siam tutti creazioni verso l'eternità 
Ma senza di lui sarai sempre un ponte costruito a metà 

Sotto la pioggia a ballare sul nostro vissuto
Perché tutto non é che un trasformarsi che va riconosciuto
Non é ancora immenso ma lo senti oltre il vedere
Mi accompagna nell'errore il mio secondo angelo é il sapere

III)

Il mio terzo angelo lo vedi nelle pupille 
Non ha colore non porta ricchezza ma apre vie infinite
mi porta ove le albe son visibili solo agli invisibili
Le primavere per gli ultimi e gli amori impossibili 

è la mia terra sotto i  piedi le sere d'estate
Senza corone e tesori scrigno di cose mai amate 
Troppo in alto da raggiungere ma troppo in basso da raccogliere
Dove una mano prende e salva una mano lo si può scorgere
Mi tolse la faccia e il nome tutto ciò che l'uomo teme 
Perché la poesia esce solo quando non l'ostacola più niente

Non lo si legge nei libri al massimo tra le scartoffie
di parole che non si rassegnano a morire 
Anche vivendo non lo toccherai mai ma lo sentirai  fluire 
lo trovi in chi anche con le ali cammina in ginocchio
Non nella solitudine delle folle ma nella dignità dell'uomo solo
M’insegnò che d'un mare spoglio in profondità si cela la ricchezza
Che un vero re non con la sua ricchezza ma con la povertà regna
Se la vita non è che un campo di battaglia che grida pietà
Mi tolse l'ambizione e mi vestì per sempre il mio terzo angelo è l'umiltà

IV)

Il mio quarto angelo è il più potente in assoluto
Squarcia veli nell'oscurità d'un mondo crudo
Punto di luce in sospensione sul buio scongiura la morte
Annichilisce le faste previsioni della più avversa sorte
Incrollabile mi riconforta nella coscienza dei miei simili
Non è religioso non porta croce non fu creato dagli uomini 
In piena guerra  vi fece il dono di mille spade
Ora  il vostro modo di vivere è il dono che gli fate 

Mi spinge credere che tanto si scioglie la grandine
Che sotto il gelo eterno divampano campi di fiamme
Mi fece pilastro al centro d' un mondo che cede
E' la mia munizione il mio quarto angelo è la fede

Dj Pohnzi

 
 
 

VIDEOPOESIA .. Dj

Post n°398 pubblicato il 07 Febbraio 2019 da DJ_Ponhzi

 
 
 

Il naufragio .. Dj

Post n°397 pubblicato il 27 Gennaio 2019 da DJ_Ponhzi



 

Il naufragio ( poesia orale) 


I)


Mi confido alla mia penna ora che affondo

Cade il velo sul resto del poco mondo intorno

Scrivo due parole sulla luna per noi nelle celle

Luna ornata dal nero e da un mazzo di stelle


Astro ridente nella tua silenziosa solitudine 

Muta nelle notti senza risposte per abitudine

Stanotte invece schizzano parole dalla tue vene

Non dai mai risposte ma ora le dai tutte insieme


Nelle ossa del vascello tremo e vado a fondo 

Mi dai mille anni di sentenze in un secondo

La follia è saggezza non vederla come una pena

Spinge ad esser pazzi quando ne vale la pena


In questa sera triste sfumano idee che credevo forti

Forse è giorno forse no vedo fari spenti cercare porti

Dove mi trovo in fine se non sul prato di miei torti ?

Se questo mare fosse foresta sarebbe d’alberi morti


II)


Un boato mi ricorda la fine viene senza preavviso

Collassano le colonne d'Ercole i sorrisi del tuo viso

Rimorsi e rancori affilati tagliano come grandine

Per intero il mio mondo a fondo come Atlantide


Escono affilate parole che non seppi mai dire

Gridano per abbagliare in silenzio il mio sentire

Tranciano i fili quando il niente ci aspetta

Di chi si attorciglia ai fili della marionetta


Le vele si gonfiano come fu la mia ambizione

La povertà della ricchezza fu la mia dannazione

Scrivo lettere al nulla il mare piange sulla chiglia

La mia fine confesso di questo vento ne sarà la figlia


Terra ignara che hai pianto tutte le lacrime

Riempiendo l’oceano per dissetare le anime

Cara amica mi bagni e mi fido solo di te

Quando piango sento l'eco del tuo pianto per me


A un Dio che disse porgi sempre l’altra guancia

Anche a chi sanguina con la lancia spezzata in pancia

Offro con due mani quest’acqua al creatore

Una goccia per ogni giorno in cui fui santo e peccatore


Dj Pohnzi


 
 
 

Dove sogniano gli aquiloni

Post n°396 pubblicato il 27 Gennaio 2019 da DJ_Ponhzi



Dove sognano gli aquiloni - L'alfabeto della libertà

I)

Nel cielo senza fiato son soffio d'ispirazione
Leggero più di voi capite la mia espressione
Il mio osare lo vedi ma non lo puoi comprare
A me una ventata d’ idee basta già a volare

Inchiodati al suolo punti vuoti sul selciato
Impigliati nel ricordo d'un passato ormai odiato
Stupenda esistenza d’un pezzo di legno inerte
Più bella e viva di vuoto essere cosciente

Sopra il passato prima che il vento spiri
Vivo come voi ma non vivo come i vivi 
Non emetto suoni ma più di voi so ascoltare
Tremo per il mondo questo è il mio parlare

il sole sfuma la luce per colorare il giorno
muore e risorgerà ed io fletto ma non crollo
Svetto in alto compio il mio destino
Accendo fuoco negli occhi d' un bambino

II)

Non ebbi mai niente ma forse pure troppo
I colori d'un mare blu sotto un sole rosso
Rimorsi d'un cuor leggero nel mondo crudo
aver dato troppo amore a chi poi se l'é tenuto

La sabbia m' avvolge mio mantello di seta
Muto realizzo il sogno lotto con furia cieca
Aggiungo nuova linfa a sprazzi di vita
A chi in basso s 'esprime con le grida

Ed il rumore della gente poi scemerà
Ne resterà il nulla non so chi lo vorrà
Io legato ad un sogno altri ad una catena
Per volervi felice la sorte me fece poema

Mondo indifferente tocco i raggi del sole
Li sostengo con la tela il giorno mai muore
Dipingo sull'orizzonte la mia eredità
Sul foglio d'aria l'alfabeto della libertà

III)

Son aquilone figlio delle voglie dei venti
o forse degli uomini aspirati dai tormenti
Perché la vita dà poche possibilità di riscatto
Divenni ponte tra voi e l'infinito li in alto
Vi porto su un pezzo d'eternità mai visto
Dove la vita e' vostra e si grida "io esisto"
Mi vedi croce nel cielo espiare i peccati
Di chi mi fece redenzione con le sue mani
Guardami un ' aquilone ma meglio di voi esisto
Sulla curva del cielo dove nessuno é un vinto

Dj Pohnzi


 
 
 

Domande all'invisibile

Post n°395 pubblicato il 20 Dicembre 2018 da DJ_Ponhzi


Domande all'invisibile 


Dj Pohnzi 


Testo montaggio ed interpretazione Dj Pohnzi


I)


Dimmi se anche tu porgi domande di notte all’invisibile

Se ti si scava la pelle gridando contro l’impossibile

Difficile discernere il richiamo invincibile dell’assoluto

Distinguere chi smette di vivere da chi non ha mai vissuto 



Dimmi perché la luna sorride ma non da ma risposte

Le parole più belle da dire son quelle sempre nascoste

La verità striscia silente nascondendo sibillina il volto

La vita si mostra solo alla fine quando già tutto ha tolto


Dimmi se anche tu cerchi una nota d’armonia

Prima che la notte si chiuda sul kaos della pazzia

Se la vita è nostra giocoso momento d’emozione

A cui la scienza non basta ed ancor meno la religione

Invisibili le risposte come lo sguardo d'un Dio distratto

Non ride non piange indefinibile il suo ritratto

Nell'indifferenza siamo a sua immagine e somiglianza

Se nello spazio col vuoto ci colmiamo la distanza

Forse ci parla nel vento che smuove le fronde quando altro non s'ode?

Forse é poeta e ci parla sul mare con le onde?


Rispondimi se mi senti o la promessa d’una voce

Che se ne dimentica dopo un semplice segno di croce

Se la violenza ti stringe ed imprechi per non cedere 

Se sei chi troppo diede e non è più capace di ricevere

Non capisco nulla la ragione esce fuori di senno

Nel tempo d'un lampo soli diventan buio pesto

la speranza é come combustibile e brucia presto

un nuovo giorno é come un soffio futile ed incerto

Gioie centellinate disperse  fra i  detriti 

Al suono dei rimpianti la vita crea vincitori o  falliti




II)


Mai chiesi molto solo di non tornare mai indietro

Un punto d’appoggio su cui non scivolare come vetro

Ho chiesto all'eterno un schiena d’acciaio per resistere

Un pianto ed una sconfitta per poi tornare a vincere 


Figli ambedue del dolore sul letto abbracciati

La verità ci ha toccato ma i sogni non ci hanno mai lasciati

Nel tempo delle lancette che s' inseguono nell’attimo uguale

Noi ad aspettare un secondo che ci renda speciale



Forse che il segreto sia riempire il giorno di passione

Tingerlo col sangue misto di creazione e distruzione

Sul letto a tratti mezzo pieno o mezzo vuoto di felicità

Vince chi strappa alla morte ancora un secondo d'eternità


Dj Pohnzi 



 
 
 

Sara e Cinzia ... Dj

Post n°394 pubblicato il 16 Dicembre 2018 da DJ_Ponhzi
Foto di DJ_Ponhzi

Sara e Cinzia ( nuovo testo)
Dj Pohnzi

I)

Unite sotto il bacio d'un raggio di luna
Giunte dalle scintille che scacciano la bruma
L'esplosione di corpi uniti vaporizza tristezze
Forza devastante figlia di due debolezze ...

Sara la sua vita fu una fila d’ istinti proibiti
Inutili sogni falliti su futuri mai serviti
Vedeva un domani sulla labbra del suo ridere
Esistere come conseguenza del male di vivere

La speranza all’opposto dei sentieri tracciati
Percorsi brumosi arti legati ed occhi bendati
Piangeva lacrime per la tristezza degli altri
Viveva la pazzia delle promesse dei matti

Sanguinavi da "non morta" avanzando a stento
Rose eteree senza corone strette dal grembo
T’incatenavano a dei lacci e ne facevan trofei
Di notte fuga ancorata ai capricci degli alisei

II)

Con Cinzia intrecciavi le correnti dei destini
Il soffio caldo che spazzava via i confini
Sentirsi viva per il solo piacere d' ardere
Sapersi diversa perché il cuore iniziava a battere

Con Cinzia la carne faceva da cornice allo spirito 
Cielo e terra rinchiudon il mistero di chi é vivo
La passione spoglia come la fiamma consuma la cera
Senza lei senza vento barca lasciata sola con la vela

Con lei un minuto d'amore riscatta mille anni d'odio
Con lei una lacrima d'amore riempie l'oceano di vuoto 
I momenti col tuo amore lasciati dalla risacca
Schegge del suo corpo sfumavano tra le braccia

Quel mattino già più a niente il futuro si tenne
Suo il vigliacco calcio ai sogni sulla tua pelle
Pensavi al suo viso nello specchio quella sera
Unico lampo d'una vita al buio sempre più nera
Ragione sotto sentimento il miracolo fu dato
Mise il niente da parte ed il tutto in un bacio

Di corsa sulle strade ogni vento passerà
A cuore nudo senza domani ogni amore se ne andrà
Il sentimento non si stringe e prima o poi ti lascerà
La passione arde per poco é benzina e brucierà

III)

Via dalle anime raddrizzate da lune storte
Dall’arroganza di mettere idee su gambe corte
Fuggire lontano dai suoi per non morire
Dalla sua pena e dal mondo che la fa soffrire

In un’alba nel tempo che riverbera l'eco d' un ricordo
il Po si fece crudele verbo per l'uomo nato sordo
Restituì il tuo corpo a chi mai stette a sentire
Avvolta dai peccati di cui non ti potevi più pentire

Nessuna risposta data sotto cieli grigi
Incredulità e sgomento stampati sui visi
La verità sulla pelle della ragione che muore:
Rea d'aver inseguito il sole quando fuori piove

Dj Pohnzi

 
 
 

Amico di Parigi .. Dj

Post n°393 pubblicato il 06 Dicembre 2018 da DJ_Ponhzi

Amico di Parigi JMM ( la genesi)
DJ Pohnzi

I)

Amico di Parigi s’ interruppe la strada ardita ecco settembre ed un sussurro di voce contrita
Falsa vita che ci gratti e riduci ad un segno 
Sulla tela del gran pittore nel suo strano disegno 

Fermi da tempo remoto tra i confini dell’ignoto d’un mondo morto tracciato da cerchio vuoto 
Amico di Parigi davanti all’eterno imbrunire 
Facesti dell’immobile un costante divenire 

Quante sere di canti infranti contro il muro in piedi sul lungosenna sotto il cielo scuro
Col sogno di colorare il sangue nelle vene
Un sogno non basta ma basta a fare bene 

II)

Amico caro conoscevi il prezzo dell’arroganza della violenza cara come quello dell' ignoranza
Stendemmo poesie sul foglio della vita martoriata 
E le parole sanno quando la vita non è mancata 

Ora bevo Rum con gli ubriachi giù al porto disegna idee sul fumo dicevi dacci un volto
Penna al cianuro scava il foglio immacolato materia contro anima cemento contro cielo stellato
Credici oltre loro e tutti oltre chi innalza scettri
Meridiani e paralleli al buio qua ballano solo spettri

III)

Dicevi "La pressione fa i diamant e tu la porti" 
essi nascon schiacciati da mali folli mischia fango e oro cosi nacque “Dj Pohnzi”
La poesia non é il cuor leggero mentre t'addormenti
E' violenza, nasce dal collasso dell'orizzonte degli eventi
Male accompagnato da te stesso sarai veliero che cerca un porto
Controvento navigherai grazie a tutto cio' che andrà storto
Foglie morte al vento autodipingono il sublime
Cogli intemperie nel sangue saranno tue rime


E fra gli ultimi seppellitemi senza rose
Le eliche dei mie pensieri asciutti quando fuori piove 
Vi faro' un ultimo regalo se mi si rompe la penna
qualcosa per cui piangere che ne valga la pena

A te caro amico é notte e scrivo quest'ode
Che smerigli cieli s'unisca al vento e smuova fronde 
Vita raggio di luce in una feritoia otturata un secondo un niente e dal buio abbagliata 
Scoglio senza nome che al mare non si arrese 
Figlio della primavera che l’autunno si riprese

Dj Pohnzi " amico di Parigi"

 
 
 

svegliarsi tra mille anni .. Dj

Post n°392 pubblicato il 06 Dicembre 2018 da DJ_Ponhzi
Foto di DJ_Ponhzi

"Svegliarsi tra mille anni"

Dj Pohnzi

I)

Mi sveglierò lontano in un secolo d’anno domini
Lontano dalla storia spazzato dai venti cosmici
Ricorderò la terra tremare sotto uomini immobili
Ma non erano eroici i 300 delle Termopili

L’ultima immagine che avrò, oceani immersi nei pianti
Vascelli in fiamme vite di carbone solcate da falsi santi
Ricorderò rive a baciare tramonti morti ghiacciati
Fuochi tenui danzare senza sole dal buio lacerati


E quanti inganni tracciarono le rotte del mio vivere
Abbagli tra gli sprazzi lasciati vuoti del mio ridere
La speranza, un silenzio che rimbalza sul muro d' urla
L’amore , una freccia scagliata a mano contro il nulla



Tutto si vendeva tutto si comprava ignoranza al cubo
La verità valore del passato il nulla l’oro del futuro 
Bambino che non sa piangere gabbiano che non sa volare
Un “pianista sull oceano” che non sa più come suonare


II)

Perso nel mondo al collasso d’un Cristo mai risorto 
Perso come un pezzo di futuro ancorato ad un ricordo
Perso a fissare un pezzo di materia in mezzo al vuoto 
Gli occhi blu d’una sirena persi in mezzo al mare moto 

Realtà sfocata e confusione tra coraggio e viltà 
Felicità in penombra a chiedere al sole pietà
Uomini a rincorrersi baciati dal buio della cecità 
Per loro bastava pure un’emozione fatta a metà 


Città vuote necropoli piene verità sempre taciute
Ora niente perdite di tempo su strade mai volute
Riparerò amori che non s’affliggono mai di soffrire
Accetterò solo sogni che il mio cuore vuol custodire


Mi siederò davanti al mare ascoltando le sue storie
Di marinai partiti e mai tornati di sconfitte e di vittorie
Finalmente qualcosa d’utile suggerito dagli astri 
Costruire un idea per dar vita a quella degli altri 


Chiediamo sempre troppo o forse in fondo troppo poco 
Nel rogo ricevemmo gocce d’odio per spegnere il fuoco 
“Natura matrigna” ingrata senza risposte e mille mali
Dio diede una piuma ad un uomo che solo chiese ali

III)

Ora devo andare i ricordi dan forma all'acqua chiara
Il mare ci aiuta il presente il passato tutta lava 
Delle notti che amai restan solo le tue grida
Cio' che odi ti uccide ma cio' che ami ti suicida
Devo dormire sulle tue promesse d'un prato di gemme
con una manciata di buio lo sai non si compran le stelle
Sdraiarmi m'é dolce sul mondo di corone di rovi
All'incrocio dei venti mi fermo e chiudo gli occhi.... buonanotte

Dj Pohnzi

 
 
 

L'assenza assoluta

Post n°391 pubblicato il 06 Dicembre 2018 da DJ_Ponhzi
Foto di DJ_Ponhzi

L'assenza e la presenza assoluta 

Dj Pohnzi

I)

Forse resterà un battito sotto il dolore immenso
Dove sfumò il tuo viso per riallacciarsi al tempo
L’assenza colò dal palmo si fece lacrima densa
S’elevò e raccolse luce persa divenendo perla

L’Ironia del camminare senza colmare la distanza 
Per chi carica le persone andate di somma speranza
Esistere quando il vento sempre dice di partire
Quando angeli discreti curvano ali per non morire

Lasciasti su visi inespressi l'impronta di felicità
Oltre la percezione racconto etereo d'aldilà 
La stagione d' incontro tra l'idea di tutti i giorni
Fosti il vuoto assoluto di chimere e falsi sogni 

Polvere abissale della storia caduca riempie orme
La percezione del passato sfuma in strane forme
Tu fidanzata d’un suono che porta il tuo nome
Il cuore s’ agita e scrive sull’anima che dorme

II)

Posa ancora la mano l’ultima volta sulla mia fronte
Sulla mia pelle che si leghi al viaggio di Caronte
In silenzio nelle meraviglie che regala il mondo
Cosa sono se non chi colma divario tra cielo e suolo?
Ci arriveremo tutti li, chi con una nota un pensiero un grido
La morte é un inguaggio , la via più corta per l'infinito

Schiocca la lancetta gira a segnalare l’assenza
Tu vento che divampa col fuoco ma spegne favella
E ripensare ancora il tuo viso diradare nubi 
Soffiare sulle vele portar uomini a porti sicuri
Sentire il mare che si cruccia di non farsi amare 
Rivedere nel lontano le rive estenuarsi a chiamare
Manchi come l' abbraccio tra vincitori e vinti
Sei la mancanza di bacio d’una madre ai suoi figli 

La tua presenza ricordi? Si contava in secondi
Ora l' assenza picchia nei vuoti tra due ricordi
Eppure se la vita atterra é per poi  ridarci ali 
L'assenza di te é d'una distanza che ci separi
Siam più vicini ora nella musica dei moti astrali 
Uniti come silenzio e preghiera nelle cattedrali

Dj Pohnzi

 
 
 

Dilemma riflesso .. Dj

Post n°390 pubblicato il 16 Novembre 2018 da DJ_Ponhzi
Foto di DJ_Ponhzi


" Dilemma riflesso" 

Dj Pohnzi
 Dilemma riflesso" 

Dj Pohnzi

ATTO I)

Ricordi era notte gridavo al mare di novembre
L’amore finisce solo il dubbio resta per sempre
Di te di noi del tutto che non c’è e ferisce
A noi in fondo si sopravvive solo se si impazzisce

Sdraiati sul pavimento nel corpo d’una trincea
Siam baci mai dati profumi infranti orchidea
Viviam alla mercé d’ una mano tesa a mendicare
Un piatto di ferite che solo unghie san graffiare

E per terra sogni e futuro stanno appassendo
Non abbiam preso forma siamo rimasti tassello
I tuoi capelli onde sulle schiena del tormento 
Abbracciati intorno al vuoto che si sta chiudendo

ATTO II)

Fummo quadro bianco sul nulla da interpretare
ma quel che vedi son quanti gli stati d'animo del mare
Cubo di Rubik incompleto che gira in eterno senza senso
Incompiuti del disegno misterioso del Padreterno 
Ricordi? inseparabili invincibili io fulmine tu tuono
Il tempo si fa cuscino di te un lontano suono
Arduo seguire una strada se ancora bisogna inventarla
Facile seguire i tuoi fianchi sinuosi mentre l'alba balla


Mille strade s'incrociano come incrociammo i corpi
A guardarsi troppo lo capimmo poi s'offuscan i volti
Due anime rimaste nell’eclisse d’un battito di farfalla
Gridano nel silenzio più pesante del vacuo che passa 

I tuoi occhi impressi mentre cola rimmel
Partirò la casa vuota il temporale insiste
Corremmo sul prato dei rimorsi senza più fiato
Non a rincorrer futuro ma a scappare dal passato 
Sento ancora il violoncello ero solo al ballo
Non sai la mia pelle quanto lacrime ha asciugato

ATTO III)

La crudeltà del dilemma é conservare briciole di te
che col tempo si fanno sassi affondano i perché 
Mi tiene in billico spietato fra errore e verità
Pietà grido mentre esplode luminosa la libertà 
Partirò una notte sotto un manto di speme
Oscillando tra una foglia e un fiocco di neve
Invisibile nel dilemma e le sue promesse scaltre
Tra la scelta d’una vita e l’ignoto delle altre 

Il dubbio di te di quello che fosti dei tuoi baci
fosti virgola balbuziente fra le mie frasi
punto interrogativo sull'intreccio dei corpi
ma fu esso, ci credi?, nel senza lume dei giorni
l'unica parte di luce delle nostre notti insonni

Dj Pohnzi " Dilemma riflesso"


 
 
 

sigaretta sullla luna

Post n°389 pubblicato il 29 Ottobre 2018 da DJ_Ponhzi
Foto di DJ_Ponhzi

una sigaretta sulla luna - Dj Pohnzi

ATTO I

Fin da piccolo sognai di fumare una sigaretta sulla luna
la strada per le stelle il tutto è altro dall' altura 
Un bacio d'addio al sole la calma la da solo lei
Forse se  non l'hai mai saputo solo lei ti dice chi sei

Porterò le sigarette  senza accendino prenderò i ricordi
Arrotolati dimenticati  in un angolo impolverati dai sogni
Mi infuocarono d'emozione in un tempo ora sfocato
Li riuso la memoria sia ora l'otre del  tempo dannato


ATTO II

Ci tuffavamo con parole in oceani d'immensi  silenzi 
Grida che interrompevano il flusso impetuosi dei sensi
"Lei" ci illuminava "Lei" la promessa d'una vita nuova
Gelide le anime attorcigliate  mentre su noi soffiava bora


Accendo una sigaretta che il fumo serva da via ai ricordi
al ripetersi del "perché" che pettinava notti insonni
l'autunno dello scontento ballavamo ebbri tra le folle
Sulla nostra scia battevamo il tempo per le morte foglie


Perché nulla più dell'amore sa essere spietato
Nulla fa ricopiare gli errori sopra un foglio acetato
i giorni riflessi da due specchi all’infinito si guardano
crepe e sbagli moltiplicati non uccidono ma tagliano



Fummo quadro bianco da interpretare tagliato da vetri
Un ballo che si improvvisa senza musica in punta di piedi
Cercammo  colori che riempissero il vuoto tra ogni linea 
per contorni disegnati intorno ad una figura grigia

Mi ostinai  a vedere il tuo sorriso nella luna crescente 
Chiedendole oltre alle onde di smuovere anche le stelle
disegnando l'impossibile sulla spuma i tuoi tratti a matita
ma il mare è più furbo di noi e sa quando la marea è finita 

ATTO III

Accanirsi su un lume trasforma secondi in ore poi decenni
luce sui nostri problemi ma abbagliati dai suoi riflessi
ed il sole che mi fu distante qui è a portata di mano
sfuma la tua fiamma in fin dei conti tu sempre  lontano

Tra passato e futuro  ogni tuo bacio era un dardo in volo
mille bugie calici amari tumuli sul cuore d'un uomo
Sulla luna cambia tutto l'inquietudine qui é pacata 
Tutto da costruire e disegnare silenzio come unica strada 
Trasparente cosi diverso dal nostro il suo orizzonte
L'infinito qui lo guardi negli occhi e ti bacia sulla fronte
"Batto in Helvetica"sul tuo corpo celeste  memorie iraconde 
Ti lasci questo foglio per te aspetta lo porteranno le onde 

Dj Pohnzi

 
 
 

Linda sapra sempre ballare .. Dj

Post n°388 pubblicato il 20 Ottobre 2018 da DJ_Ponhzi
Foto di DJ_Ponhzi

Linda saprà sempre  ballare ( poesia orale/rectata/slam)

ATTO I) 

Linda la penombra serviva da tela per disegnare
gli attimi che che facevan da parentesi all' amare
Gli angeli fan meraviglie anche restando muti
ma tu disegnavi traiettorie per vestire corpi nudi

Vieni stenditi qui una camera si faceva palco
un pubblico inesistente per inaugurare un uovo anno
Il tempo di sognare sentivamo il suono d'un ocarina
a cui rispondevi osando il passo di una ballerina
Ore passate a dare grazie alla memoria che rimane
Se la vita t'imprigiona rispondi disegnando strade


E mi dicevi che ballare non è muovere la gambe e mani
é restare immobile e farsi muovere di flussi astrali
Un piede teso all'infinito  mentre la gamba fa male
come una foglia portata verso il mare dal maestrale
E le magnolie sul davanzale raccontavan mille storie
delle stagioni che passan per vestire e spogliare foglie
Noi nessun compromesso vestiti o spogliati d'altrettante voglie
Danzavi tra le spire della passione che ,si, o acceca o dorme


Quando attimi si fanno eternità incorniciano giorni trascorsi
ed un stanza foresta in cui correre e perdersi tra i pioppi
era tutto uno scendere un baciare un unirsi sorridendo
che scindeva il secondo nutrito d'un amaro silenzio
Ed ascoltavamo il tempo il suo mutare sole in lampi
Trovare nel suo  cambiare i battiti passati ad amarsi 
ed i passi presero il volo un pesce che impara volare
sapevi se la vita da è per prima o poi riprendere e immolare 
Inebriata nella nebbia in cui scorgevi un luccicare 
riflessi negli occhi stormi d'idee che nessuno seppe fermare

ATTO II) 

Venne il giorno in cui la bellezza s'inizio' a scioglere
senz'occhi solo col cuore forse si riesce a cogliere
Oceani laghi fiumi fiori di lino divennero coltre di polvere 
Un lampo su un mare pece fu l'ultima cosa da scorgere
Più scendevano le tenebre sui tuoi occhi a vedere meno
Più cresceva la tua voglia come il grano seminato a gennaio
voglia Di saltare di dire al buio che vedevi colori
Che un quadro senza pennelli  lo si dipinge coi sogni

Vorticasti contro un domani che ti era cucito
Perché nessun destino è scritto ma solo suggerito
Non più schiava dell'universo ti staccasti dal suolo
Se i giorni non cambiano sta a noi crearne uno nuovo
Riuscisti nell'impossibile a riportare d'inverno la primavera ed i suoi figli
riusciti a diventare più leggera dei tuoi respiri
Ti trasformasti in altro per unirti al tutto di madre "Gaia"
Nessun angelo resta ancorato a terra ma si trasforma in aria
E la pioggia che si fa mansueta lo ricorda prima di gridare
sul vetro che Linda è sempre bella e saprà sempre ballare

Dj Pohnzi

http://blog.libero.it/poesieresitenza

 
 
 

Il mare lo sa .. Dj

Post n°387 pubblicato il 15 Ottobre 2018 da DJ_Ponhzi
Foto di DJ_Ponhzi

Il mare lo sa ( poesia orale/slam/recitata)

Atto I)

Ricordo sfocato d' un bambino seduto sulle scogliere
sognando di farsi portar via il mare scorre nelle vene
Dolcemente il richiamo dell'alba gli sorrideva
Attorcigliato sui non detti su quello che credeva

Il mare parla sempre la sua scienza immensa
Trasparente ed imprevedibile come una lacrima persa 
Lo sentivo urlare negli antri di vecchi velieri
Il cielo a lui spesso s'unisce come il domani con lo ieri
Invitava a gettarmi ad abbandonare fede e credo 
A buttarmi nel turbinio perchè la calma si fa veleno
solo nella tempesta non si ha più paura del tempo
Issa le vele solo chi non ha paura di guardarsi indietro

Il mare lo sa la vita è uno scontro d'idee violente 
Ne scrivo col sangue sopra pezzi della mia pelle 
sa tutto delle  nostre vittorie sconfitte anche dei torti
Del perché ci stendemmo inermi davanti notti insonni 
Sa che paura e amore non son poi tanti diversi
Ambedue portan campi di naufraghi di cuori dispersi
Sa che la paura che abbiamo di lui di notte
ci ruba i sogni che facemmo di giorno tracciando rotte

Il mare lo sa quando ci guarda sbattendo le ciglia
Impetuoso ironico attorciglia lingue tra la brina
Il richiamo del largo rende taglienti cocci prati
Forza d'osare son le onde che cullaron gli argonauti

Atto II)

Ed io so i baci disegnavan domani  sopra il vuoto
Mentre sfumi nel ricordo come bugia ti fai ignoto
So la felicità é il riflesso d'un volo di farfalla
Abbaglio sul dorso ma sparisce solo al toccarla
Vive dentro me la strada tracciata con l'incenso
Voglia d'urlare rimbalzo nella gabbia del silenzio
Rimasto a metà  tra pensieri ombrosi e libertà
Ora vendo il "tutto che mai ebbi"   alla vostra cecità

Vortice d'idee nel mondo del "per sempre"  incerto
Tra foglio bianco e penna cerco di trovare il nesso
Inseguo  un idea  un filo teso sull'orizzonte
Ora lo so si naviga con ciò che non corrode
Futuro e presente tetri dalla ragione si son scissi
Fauci spalancate mi chiaman cieli chiamati abissi 

Atto III)

Sposo il mare e tutto quello che mi portò
Dalla notte in cui il "mai" entrò  ed il "sempre" se ne andò
Ora canto col vento di sogni malinconie e ricordi
Dietro porte chiuse s’apron le braccia di nuovi porti
Luce d'un sole libero mi filtra tra i rami
Lo stesso  sulle nocche degli schiavi nelle navi

La strada è dura infiniti mali bussano ed entrano
I giorni son travagiati lo so ma le notti mi vendicano
Amo l'odore di rugiada che si sposa all'aria
Solca le ferite cicatrizza i picchi ne fa rada
In lui mi tuffo per perdermi lontano da bandiere dei e falsi santi
cercami se puoi tra spuma conchiglie e vascelli di sogni infranti
Sono solo un altra goccia nell'immensità che è 
Sparisco nel blu il mare lo sa che  mi fece re

Dj Pohnzi " il mare lo sa" 

http://blog.libero.it/poesieresitenza

 
 
 
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