BUONGIORNO MONDO! DA CHE PARTE GIRI OGGI?Il fruscìo dei pensieri, il rombo della risacca dei pensieri. Ti sei mai chiesto quante idee convivono in te allo stesso tempo? Un farfuglìo a differenti livelli di tuono, in-mixabili, inappellabili. E non si spengono. Da qualche parte però, al centro della schiena, dietro tra le scapole, dev'esserci un interruttore. Io non mi intendo di biologia tantomeno di fisica. La mia cultura è sommaria, qualcuno direbbe generica. Ma io so che quell'interruttore c'è. Sapendo raggiungerlo, conquistarlo, manovrarlo con sapienza, si può di certo raggiungere una qualche forma di pace. La domanda è però un'altra. Vorrei questa pace manovrata? Oppure amo la somma tormentata di tormentati pensieri che sono? Che si tramutano in un acquazzone -gelido- di confusi desideri? Aspirazioni mancate? Volontà latenti?Non credo potrei rinunciare alla mia ansia, al mio inquieto vivere. Non credo. Ed è questo il mio pregio e il mio limite. La molla che fa scattare l'attrazione, di me, e allo stesso tempo respinge. Chiedo perdono. Perdono per le colpe commesse dai miei pensieri. Colpe atroci, mai cattive o subdole o volute, ma atroci torture comminate quasi a mia insaputa. Chiedo perdono di me ma non a me, io mi sono già perdonato, tanto tempo fa, quando (tenero come una bistecca al sangue) ho confessato di piacermi così.
Post N° 1822
BUONGIORNO MONDO! DA CHE PARTE GIRI OGGI?Il fruscìo dei pensieri, il rombo della risacca dei pensieri. Ti sei mai chiesto quante idee convivono in te allo stesso tempo? Un farfuglìo a differenti livelli di tuono, in-mixabili, inappellabili. E non si spengono. Da qualche parte però, al centro della schiena, dietro tra le scapole, dev'esserci un interruttore. Io non mi intendo di biologia tantomeno di fisica. La mia cultura è sommaria, qualcuno direbbe generica. Ma io so che quell'interruttore c'è. Sapendo raggiungerlo, conquistarlo, manovrarlo con sapienza, si può di certo raggiungere una qualche forma di pace. La domanda è però un'altra. Vorrei questa pace manovrata? Oppure amo la somma tormentata di tormentati pensieri che sono? Che si tramutano in un acquazzone -gelido- di confusi desideri? Aspirazioni mancate? Volontà latenti?Non credo potrei rinunciare alla mia ansia, al mio inquieto vivere. Non credo. Ed è questo il mio pregio e il mio limite. La molla che fa scattare l'attrazione, di me, e allo stesso tempo respinge. Chiedo perdono. Perdono per le colpe commesse dai miei pensieri. Colpe atroci, mai cattive o subdole o volute, ma atroci torture comminate quasi a mia insaputa. Chiedo perdono di me ma non a me, io mi sono già perdonato, tanto tempo fa, quando (tenero come una bistecca al sangue) ho confessato di piacermi così.