GATTO NERO RANDAGIO

Post N° 1870


Il vocabolario ha scelto a caso una parola per me: "minutenza", insieme di piccoli cavi vegetali destinati a usi marinareschi che si vendono al minuto in matasse o gomitoli.Ho da poco sfiorato le mie Colonne d'Ercole. Ci sono andato vicinissimo, così vicino al dirupo finale che già l'asse della nave si era pericolosamente inclinato. Ebbene? Fuggi fuggi di topi dalla stiva stracolma, barili di spezie rovesciati in acqua, principi d'incendio qua e là, polveri umide e quindi inservibili.Eolo, cristo, mandami un refolo! Poseidone, ultimo dei miei amati, allunga la mano e lasciami scampo, prometto che dopo verrò a te! Nessuna risposta. Gli elementi, i potenti, tacevano in quelle acque così poco amniotiche. Tutto sembrava perduto?Quando tutto sembra perdutodice mamma, mica la nonna,quando tutto sembra già persofingiti storione! Nuota contromano,scatena l'ira sul pericolo villano!Effettivamente fu semplice. Da vero capitano abbandonai la nave appena prima del dirupo finale. A dorso, senza sforzo, mi cullai controccorente verso un grumo di isolette lontante.Bastava scegliere la direzione, o meglio, era sufficiente opporsi all'unica direzione che sembrava naturale. Sembrava. Ma era un gorgo travestito, un lupo abbigliato da sirena che mi aveva soggiogato. Fu semplice, bastò opporsi e nuotare verso opposte sponde.Di sicuro, non giungerò mai all'amato Tamigi per questa via, ma il gusto della Senna sarà nuovo e dolce, sospeso senza sintomi di tortura.E anche se a questo punto poco c'entra, nel mio bagaglio è accovacciato un groppo di minutenza, unico superstite della nave. A che mi serve? Ad appendermi al ponte della prossima nave o al ponte della prossima città.