GATTO NERO RANDAGIO

Post N° 1914


la poca arte che custodisco, a volte sembra proprio la solita parte.le grida soffocate di chi ama per una notte, i rimproveri stereofonici di chi ha provato ad amare per un susseguirsi di stagioni. è stata una commedia, una recita drammatica, un'opposizione, una cavalcata tra i cespugli di bacche?molte e molte cose sono state, lasciando solchi, bubboni o lacerazioni.è stato. il colorito rubizzo del passato, l'intingolo del presente, il dormire stretto all'angolo del letto. come un bordo ring di una notte vissuta assieme alle cicale.esasperante ricerca di vivere a mo' di formica, sei tu il mio male?ti penso come una ciliegia da strizzare il succo, asperrimo e dolcissimo, ti vedo che mi macchi scostando la fuliggine di me.vorrei spiraleggiare tra periodi complessi e duraturi, incicatrizzabili, vivide tracce nella memoria ormai sciupata di cassettoni che si svuotano. A due a due, cinque a cinque.vorrei semplicemente resistere alla deflagrazione, essere più divino di ogni singola eruzione. che la mia pelle sia vino e le palpebre radici di quercia, per te.ausculta il mio battere, afferra il mio levare e poi saltella ebbra, tra le foglie che ci fanno da tana. tendini alla mano, denti tesi e morsi umili di purezza.raccontare non mi importa, sono inciso o neppur sfiorato.ma quale fierezza? quale fierezza? solo ricerca dell'ennesima ricetta, purpurea, suoni con parole, companatico e lividi, pienezza se si può. se vuoi. vuoi?