GATTO NERO RANDAGIO

Post N° 2379


Morte. Morte in morte. Morta morte.[Inno alla Vita]Morte. Sarà il fascino della bora che distrugge. Del campo in cui bisogna indovinare l'esatta posizione delle mine, del sangue che zampilla e in fin dei conti titilla.Il mistero di Morte, buffa? Eroica? Pasticciata? Stanca? Inevitabile? Transumante?
Fascino di Morte, traguardo delle illusioni, pace delle delusioni, il nulla. Il terribile nulla di Morte che avvinghia e non si sa dove porta, abbassa le palpebre. Si ritorna feto, causa-effetto e causa. Rtorna l'assenza dei secoli prima. Chi eravamo baby? Tu già c'eri?Inimmaginabile Morte, senza logiche divine, senza logiche umane. Tranne il treno che dilania il corpo di fanciulla immobile, distesa, sui binari.La tua filosofia perde con Morte, Morte non ride, che riderebbe a fare? Morte sta laggiù, ferma, monumento che conclude il viale, chiude ogni via di accesso. E gli alberi, i sassi, i fossili, gli aerei, le coltivazioni, i crociati, i papi, i mori, i repubblicani, gli indio, i pirati. E loro fanno la cornice, serrano lo sfondo. Che importa?Vita è un guaio inevitabile, Morte è la madre di vita e la figlia, talvolta anche la sorella. Morte è la coscienza di Vita, il suo metro di giudizio, la strada entro cui vivere. Così schifata Morte, così temuta. Ma se c'è strazio è proprio in Vita.