GATTO NERO RANDAGIO

Post N° 2381


Infondimi coraggio, dammi (nuove) spine nel fianco.
Che vita scegliersi o non scegliere, aspettare? Turbative di acqua cheta avvelenata, poco profonda-inadeguata per immergersi, scoprire.Sarebbe il momento di scegliere che vivere scegliersi, forse l'unico. E rinunciare ancora al giardino fiorito, tanto faticosamente fertilizzato? Questa lingua tagliata che mi impone il silenzio stimola il pensiero. Pensiero maggiorato, tetro, pensiero spaventato di salto nel vuoto, pieno di paure, conduttore d'incertezze a migliaia di volte(e). Mia madre.Mia madre mi guarda negli occhi e io non ho più forza di parlare del futuro, del progetto che mi aspetta. Il suo mammamore mi vorrebbe guidare alla tranquillità dei semplici, senza rischi, senza salti e senza vuoti. Che importa se mancheranno le soddisfazioni? -Mamma...--Figlio mio. Che importano le soddisfazioni?--Mi fanno vivere, mamma.--Accontentati, figlio mio.--Non ci riesco più, mamma.--Continua ad accontentarti come hai sempre fatto, figlio mio.--Non ci riesco più mamma, sto svanendo nel nulla.--Accontentati, figlio mio. Accontentati.--Non ci riesco più, madre delle mie paure. Non ci riesco più.--Accontentati!--Non ci riesco!--Acco!--Non ci!--A!--Non!-