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Post N° 177

Post n°177 pubblicato il 31 Agosto 2008 da troppo_principessa
 

Leggo su ELLE di settembre alla sezione “BlogNotes” l’esperienza di una lettrice alle prese con la selezione di un gruppo di ragazze per uno stage:

 

Al primo incontro si sono presentate tutte in versione Maria Goretti, con un’aria “molto pulita”. Al secondo, erano già un po’ più baldanzose, ma sempre con un certo bon ton. Poi ho fatto la mia scelta e lo stage è iniziato. Si sono presentate versione “velina” esibendo tatuaggi tipo carcerati e pantalone a vita bassa ma talmente tanto bassa che si può definire “a fianchi bassi”. Terminato lo stage ho dovuto cospargermi il capo di cenere con i miei superiori. Ma come si fa a prevedere tutto ciò?

 

E mi chiedo: è possibile che la maggior parte dei ragazzi non sappia distinguere il luogo di un futuro possibile lavoro da una discoteca?  Che non si rendano conto che non è solo la prima impressione che conta, ma anche la seconda, la terza, la quarta, la quinta,… finché non si ha in mano un contratto di lavoro sicuro?

 

E penso: forse sarà un problema delle grandi città, dove è più facile crescere “con mille grilli per la testa”, come direbbe la mia mamma (oddio, parlo come lei… sono proprio invecchiata! )

Poi mi ricordo dell’esperienza vissuta in primavera dal Cavaliere senza Macchia e senza Paura, sia nello studio tecnico dove lavora che nel negozio di sua sorella, e mi ricredo subito: purtroppo la situazione è simile anche in provincia!

 

E dal momento che l’argomento è ampio e sto raccogliendo parecchio materiale a riguardo ho deciso di aprire un nuovo tag: “quelli che… lo stage”!

 
 
 

"LET ME IN"

Post n°176 pubblicato il 29 Agosto 2008 da troppo_principessa
 

ATTENZIONE: trovato utilizzo per i famosi "nani da giardino"!

 
 
 

Post N° 175

Post n°175 pubblicato il 15 Agosto 2008 da troppo_principessa
 

Ieri sera guardavo alla televisione una puntata di Superquark, una trasmissione cui sono particolarmente affezionata perché mi ricorda quando la guardavo da piccina con la mia mamma , e come al solito mi sono ritrovata a riflettere su cose a cui generalmente non penso mai.

 

In particolare, mi ha colpito un servizio sui giocattoli e sui vestiti creati per i bambini, sulla quantità di piccole cose da osservare per accertarsi che siano sicuri per loro, sulle mille attenzioni da prestare per non correre alcun tipo di rischio…  e mi sono ritrovata a pensare: caspita, certo che noi (e per noi intendo quelli della mia generazione e di quelle precedenti) siamo stati proprio fortunati, dal momento che non c’era tutta questa attenzione ai particolari! Però siamo sopravvissuti ugualmente… ma come avremo fatto???

Il ché mi ha riportato alla mente una mail che circola da anni ormai… una che porta per oggetto qualcosa del tipo “noi degli anni 80” o forse “quelli degli anni 80” … dove in modo ironico si osserva come tutti i bambini che ora non lo sono più siano “sopravvissuti” a ruzzoloni, cadute dalla bicicletta, giochi non-a-norma e senza alcun certificato di idoneità…

 

E da tutto ciò mi scaturisce una domanda:  ma non si starà un tantino esagerando con tutta questa “tutela” verso i bambini? Io non sono genitore, però capisco perfettamente che si voglia il meglio per il proprio bambino, è naturale… come capisco che sia naturale cercare di impedire che possa provare un qualsiasi tipo di dolore (che sia fisico o mentale)…

Però mi chiedo anche se si faccia del bene al bambino stesso facendolo crescere sotto un piccola campana di vetro, dove niente e nessuno può scalfirlo. Ma non è meglio “educarlo” a reagire ai colpi che la vita gli dà, che siano essi una caduta dallo scivolo, un brutto voto a scuola o il primo no di un/a fidanzatino/a?

 

L’esempio portato dal servizio nello specifico faceva vedere le prove di resistenza a cui sono sottoposti i peluche, così accurate che non c’è neanche il rischio che si stacchi un bottone (invece, se si stacca dal pantaloncino del bambino è legale??? ) perché così si evita che il bambino lo ingoi… Beh, sicuramente così si evita un problema, ma non basta come si faceva una volta, l’attenzione dell’adulto che sta con il bambino (genitore, nonni, tate che siano) a spiegare al pupo cosa si può fare e cosa non si può fare? So che i bambini piccoli faticano a capire il concetto di giusto o sbagliato, delle conseguenze che scaturiscono da determinate azioni, ma se non si inizia mai a spiegare loro qualcosa, non impareranno mai… se non sbagliano, non impareranno mai…

A volte l’unico modo per imparare qualcosa è proprio pagarne le conseguenze, magari farsi male, battere una bella botta cadendo dallo scivolo, come ha fatto la sottoscritta a 5 anni, quando per fare la furba ha deciso di scendere non da seduta ma da sdraiata e di faccia   ed ero stata avvertita, ma l’ho fatto lo stesso… ed è bastato lo sguardo furioso (e non di compatimento!) di mia madre per farmi ricacciare indietro i lacrimoni e non ripetere l’azione… 

 

Chissà, magari un giorno, se mai sarò genitore (cosa assai difficile vista la mia scarsa propensione alla maternità e all’adattabilità che essa comporta… ma mai dire mai!), cambierò anche io opinione, come vedo fare pian piano in chi passa dalla condizione di “adulto” a quella di “genitore” (per rifarmi alle classificazioni di G.C. Giacobbe nel libro “Alla ricerca delle Coccole Perdute”)… ma spero, in quei rari momenti di lucidità portati da quelle rare nottate in cui si dorme serenamente e senza interruzioni , di ricordarmi ancora di come la pensavo prima in modo da non cadere nella trappola del genitore iper-apprensivo e iper-protettivo…

In fondo un genitore sereno e consapevole rende un bambino altrettanto sereno e consapevole e questo credo sia la cosa più importante!

 
 
 

STORIE DI UN REGNO LONTANO... MA NON TROPPO!

Post n°174 pubblicato il 08 Agosto 2008 da troppo_principessa
 

Tutte a meeeeeeeeeeeeeeee!

Tutte a meeeeeeeeeeeeeeee!

Tutte a meeeeeeeeeeeeeeee!

 

L’altro giorno parto con la mia fedele Pipsilon alla volta della mia Reale Dimora Estiva per concedermi qualche giorno di meritato relax in riva al mare (visto che in questo periodo sto lavorando moltissssssssssssimo! )… e, ovviamente, con tutti i giorni a disposizione e le ore disponibili scelgo l’unico momento in cui si sta preparando un temporale epocale!

 

E già con questo inizio avrei dovuto capire che la giornata era “NO BUONA”… ma io imperterrita, sfidando le intemperie e la cattiva sorte, mi faccio coraggio, inforco il mio più bel sorriso da vacanza e salto sul mio potente mezzo alla volta del luogo di villeggiatura!

 

Sorvolo sulla quantità di Babbioni (o Babbani, che dir si voglia) che ho incontrato sul mio cammino: con la calma e la pazienza che nasce spontaneamente in chi sta andando in vacanza, supero anche questi piccoli imprevisti… perché niente avrebbe dovuto turbare il mio stato d’animo sereno: non un’imprecazione, non una parolaccia, non un gestaccio!

 

Poi arrivo in quel del casello e il mio principesco sguardo si posa lentamente sulla coda che mi aspetta: strano, non mi sembrava ci fosse tutto questo traffico in autostrada!  Ad ogni modo, inforco nuovamente il mio sorriso di circostanza, scelgo la coda che “sembra” più veloce, ben consapevole dell’errore che sto commettendo (perché si sa, la fila che sembra più veloce si rivela sempre la più lenta!  ) e inizio a preparare i soldi, monete comprese, che servono per pagare il pedaggio, dal momento che il casello è di quelli automatici (privo cioè dell’omino che ti chiede il biglietto e ti da il resto!)

 

La coda procede lentamente, come al solito, ma non ne sono turbata, perché con la mente sono già in spiaggia, sdraiata sul mio bel lettino a godermi il sole e la brezza (che nei miei sogni non manca mai, ma in realtà ad agosto è un’utopia!) con una bibita fresca in una mano e un libro nell’altra … quando un strano “bip” interrompe bruscamente il mio sogno!  Non mi rendo bene conto di quello che sta succedendo se non quando è troppo tardi: il “bip” segnala un problema del casello (che tipo di problema lo scoprirò solo in seguito!) e la soluzione automatica del casello è far scendere una barra che blocchi l’ingresso alle vetture… peccato che le 4 vetture già incolonnatesi (tra queste la mia!) rimangano bloccate tra le 2 barre del casello ! Guardo con aria disperata la barra che si è appena chiusa alle mie spalle e il ghigno bastardo che si disegna sulle labbra della passeggera della macchina dietro la mia… e i miei buoni propositi di calma e tranquillità vanno beatamente a farsi benedire!  Ridi, ridi, sgallettata, ma fa attenzione, che con una di quelle famose maledizioni della mia Maga di Fiducia siete partiti in 2 ma tornerete in 3! ASSO!

 

Ad ogni modo, dopo un po’, giunge un tecnico del casello e scopriamo che la macchinetta in cui inserire il biglietto si è semplicemente inceppata, così il tecnico supplisce al problema obliterando i biglietti nella parte di macchina che usano generalmente autobus e camion.  Finalmente arriva il mio turno, ultima della fila, e quel genio del tecnico pensa bene di riprovare il mio biglietto nella parte di macchina che si era inceppata con l’unico risultato di bloccare nuovamente il sistema!  ASSO! Ma allora sei un deficiente! Per sbloccare il sistema il tecnico deve tornare, ovviamente, negli uffici appositi, così mi abbandona lì dicendomi: “appena il sistema si sblocca scenda e utilizzi la parte in alto della macchina”… nel frattempo nell’aria aleggia inquietante la voce elettronica del computer: “attendere prego, senza scendere dal veicolo”!  La sottoscritta trattiene a stento un’imprecazione!

 

Ora immaginate il mio stato di confusione quando il sistema finalmente si sblocca e capirete quanto segue. Scendo dalla Pipsilon e rimango incastrata nell’auricolare del telefonino, mi cade il biglietto, mi divincolo dall’auricolare… per cercare il biglietto, che non trovo più, mi cadono anche i soldi… raccolgo i soldi, torno a cercare il biglietto ed inizio a disperarmi… sto per chiamare l’addetto perché lui ha visto che avevo il biglietto e per dimostrare di non arrivare dall’inizio dell’autostrada… quando finalmente trovo il biglietto che è sotto il sedile… tiro un sospiro di sollievo e faccio per infilare il biglietto nell’apposito ingresso dedicato ad autobus e camion e … ORROREEEEEEEEE!  Non ci arrivo! E va bene che sono alta un metro e uno sputo… però…  mi metto sulle punte e raggiungo il lettore del biglietto, inserisco la banconota e praticamente lancio le monete nello sportellino apposito… aspetto il resto e arrancando tento di recuperarlo, pensando che al massimo lascerò i 10 centesimi di resto come mancia a quel deficiente del tecnico che non mi ha aiutata… recupero il mio resto, salto sulla mia macchina e, tra un’imprecazione e l’altra, a voce alta, inizio a scongiurare la barra di non abbassarsi proprio ora che sto per ripartire… e quando finalmente riparto vedo un altro addetto, tra l’altro un figo da paura, piegato in 2 dalle risate!

 

Ripeto:

Tutte a meeeeeeeeeeeeeeee!

Tutte a meeeeeeeeeeeeeeee!

Tutte a meeeeeeeeeeeeeeee!

 

 
 
 

Post N° 173

Post n°173 pubblicato il 06 Agosto 2008 da troppo_principessa
 

La musica è il piacere che la mente umana prova quando conta senza essere conscia di contare.

 

Gottfried Leibniz

 
 
 

Post N° 172

Post n°172 pubblicato il 04 Agosto 2008 da troppo_principessa
 
Foto di troppo_principessa

AVVISO IMPORTANTE

 

Ieri, in montagna, attraverso la più classica catena di amicizie (amici di amici di amici di mio fratello) ho conosciuto Il Principe Azzurro.

 

E’ bellissimo: capelli biondi e ricci, occhi azzurri come il cielo sereno in primavera e bocca a cuore.

 

Si è rivelato un perfetto Cavaliere: durante la passeggiata che abbiamo fatto intorno al Lago mi ha riempita di fiori che raccoglieva man mano e nelle parti di cammino più difficoltose mi prendeva per mano!

 

È anche un buon oratore: mi ha parlato dei suoi hobbies e delle sue passioni e mi ha raccontato dei suoi progetti per il futuro e della nuova attività che comincerà a settembre.

 

Lui, poi, sembrava particolarmente coinvolto: quando ci siamo lasciati mi ha fatto promettere che ci saremmo rivisti presto… come dire di no a 2 occhi così?

 

Eh sì, devo dire che mi ha proprio conquistata!

C’è solo un piccolissimo problema: HA 3 ANNI!

 
 
 

STORIE DI UN REGNO LONTANO... MA NON TROPPO!

Post n°171 pubblicato il 30 Luglio 2008 da troppo_principessa
 

Le ultime due settimane sono passate in men che non si dica, tra una fatica e l’altra.

 

Vi ricordate il “problemino” che ho avuto lo scorso inverno? Quando la vecchietta del piano di sopra ha semi-allagato casa sua?

Bene, le conseguenze per il mio appartamento non sono state gravissime, se si esclude il fatto che una volta asciugati dall’acqua i miei soffitti (tutti! Non se n’è salvato uno!) sono ingialliti completamente!

 

Ovvio, quindi, prevedere per quest’estate l’intervento dell’imbianchino per rimediare all’inconveniente! Così lo scorso lunedì torno dalla mia mini-vacanza al mare per scegliere i colori da dare nelle varie stanze e fissare la data di inizio lavori.

 

Ecco, uno si aspetterebbe quindi di avere qualche giorno per organizzarsi: spostare alcuni mobili, inscatolare libri e oggettistica varia, … insomma, il tempo per fare le normali attività “pre-imbianchino”!

Invece no, il mio imbianchino era libero subito e si sarebbe presentato il giorno dopo!

Non vi dico il “c..o a quadretti” che mi sono fatta quel pomeriggio e quella sera per liberare la camera e il bagno, il caos che regnava nel mio soggiorno (dove ho spostato tutto quello che potevo, non avendo il tempo di portare a casa dei miei qualcosa)…

E il “c..o a quadretti” che mi sono fatta il giorno dopo per rispostare tutto quanto nella camera da letto per liberare il soggiorno…

 

Insomma, la conclusione è stata che per una settimana mi sono trasferita a casa dei miei (essendo la mia inagibile), i miei vicini avranno pensato che sono una “barbona”  (visto che sono riuscita ad “abbandonare” dei mobili persino sul balcone!) e la mia casa sembrava reduce da un cataclisma, tra scatoloni, materassi addossati alle pareti, giornali e materiale vario dell’imbianchino sparsi ovunque!

 

L’unica che si è divertita come una pazza è stata la Mitica Gatta con gli Occhiali che per un paio di giorni ha avuto a sua completa disposizione un parco giochi nuovo dove giocare a nascondino!

 
 
 

"TV DINNER"

Post n°170 pubblicato il 29 Luglio 2008 da troppo_principessa
 

come non riconoscersi!!!

 
 
 

Post N° 169

Post n°169 pubblicato il 28 Luglio 2008 da troppo_principessa
 

Oggi sono distrutta: ho passato un’altra nottata in bianco...

Credo di essere un tantino in ansia per il mio futuro scolastico.

 

Ieri ad una cena ho conosciuto la fidanzata di un amico, anche lei insegnante, e tra una chiacchiera l’altra lei mi ha informato di una notizia che mi era sfuggita: pare che quest’anno le scuole di specializzazione interateneo per l’insegnamento non partiranno!

Ora, ammetto di non seguire i telegiornali: non ce la faccio proprio, l’elenco di stragi, morti, calamità naturali e non, cattive notizie in genere mi deprime troppo  … quindi cerco di carpire le notizie diversamente.

E per quel che riguarda l’ambito scolastico che mi tocca da vicino cerco veramente di seguire quello che sta succedendo: tutti i giorni (anche più di una volta al giorno) visito il sito ufficiale del provveditorato agli studi della mia provincia, quello ufficiale delle scuole di specializzazione interateneo per l’insegnamento della mia regione e un altro sito che dovrebbe riportare le notizie principali della Scuola Italiana.

Non una parola a riguardo! ASSO!

Ma come cavolo si fa a capire un accidenti in questo mondo????

Cmq ad ogni modo, ieri sera al mio rientro mi riattacco ad internet e rivisito tutti i siti sopra citati: niente! Poi casualmente, un messaggio sul blog di “Errori & Perle” rimanda ad un articolo su questa notizia e i miei timori vengono confermati: pare che la partenza di questa scuola di specializzazione per quest’anno sia bloccata!

 

E lì, invece, parte l’ansia da parte mia!

Non tanto per la scuola in questione, nei confronti della quale non nutro particolare interesse, quanto per il fatto che io non sono abilitata, che le graduatorie sono chiuse,… ma gli sfigati come me che sono entrati in questo mondo solo ora, COSA C***O faranno???

 

E ovviamente stanotte sono partite tutte le fisime mentali: ma chi me l’ha fatto fare, io avevo un lavoro sicuro (che mi piaceva poco, ma mi garantiva uno stipendio tutti i mesi!), ma come si fa a 30 anni a mollare tutto per inseguire un sogno??? Forse avevano ragione tutti quelli che mi dicevano che ero matta…

 

L’unica cosa che mi resta da fare ora è confidare nell’istituzione, prima o poi, di un bel concorso… o di qualsiasi altra cosa mi permetta di prendere questa benedetta abilitazione!!!
oh, ma un santo per gli insegnanti da abilitare non l’hanno ancora inventato???

 
 
 

ally mc beal - dance in the bathroom

Post n°168 pubblicato il 11 Luglio 2008 da troppo_principessa
 

non ho resistito: DOVEVO pubblicarlo!

 
 
 

STORIE DI UN REGNO LONTANO... MA NON TROPPO!

Post n°167 pubblicato il 10 Luglio 2008 da troppo_principessa
 

Nell’ultimo periodo la mia Dama di Compagnia Preferita ha avuto qualche piccolo problema di salute: niente di particolarmente grave, però le è stato raccomandato un periodo di riposo.

Naturale, quindi, che la sottoscritta abbia fatto preparare la propria Carrozza Reale (trainata da 4 bianchi destrieri) e si sia precipitata a portarle generi di prima necessità: cibo vario (si sa che è sempre la medicina migliore ), dvd e, presto, libri e riviste varie.

 

Nonostante ciò la mia Dama di Compagnia Preferita è vittima della noia e, soprattutto, della follia allo stato puro e la sua ultima richiesta è stata: perché non mi insegni a fare punto croce”?

 

Ora, è noto che questa sia l’attività preferita di ogni vecchietta e zitella di qualsivoglia Regno (compreso il mio) e, rientrando io in entrambe le categorie, posso vantare una vasta esperienza nel campo  ; quindi qualche giorno fa mi sono presentata a casa della mia Dama di Compagnia Preferita con tutto il materiale utile a tale attività: stoffa per la brutta, stoffa per la bella, ago, matassine di filo colorato e giornali da cui scegliere il soggetto della nostra opera.

 

La parte più semplice è stata proprio quest’ultima, scegliere il soggetto: conoscendo i gusti della Dama di Compagnia Preferita mi ero procurata giornali il cui tema predominante fossero gli animali e la scelta è caduta su un delicatissimo orsetto e su un originale gattino (non l’avreste mai detto vero? ).

 

Poi siamo passate alla parte più difficile. Infilare il filo nell’ago, penserete voi!  ERRORE! Quello è il passo successivo, prima bisogna sbrogliare le matassine e ridurre i fili nella lunghezza desiderata! E lì ho assistito ad una scena epica : la Dama di Compagnia Preferita aggredita ferocemente dalle matassine di filo e avvolta in un groviglio indistricabile ! E il suo pensiero in quel momento quale è stato??? Cercare aiuto per uscire dalla situazione? Ovviamente no! È stato: chissà come si divertirebbe la tua Mitica Gatta con gli Occhiali se fosse qui con noi  ! Beh sicuramente l’avrebbe aiutata a fare più casino di quello che è riuscita a fare da sola (ps: capito perché non l’ho portata???) Carine loro  (la Dama di Compagnia Preferita e la Mitica Gatta con gli Occhiali)!

 

Ad ogni modo, dopo essere riuscite a domare le matassine di filo impazzite  il resto della “lezione di punto croce” è proseguita senza particolari intoppi: abbiamo fatto tutte le nostre prove con un paio di colori sulla stoffa di brutta e abbiamo iniziato l’orsetto sulla stoffa di bella! Devo dire che la mia “alunna” è stata diligentissima: non si è mai lamentata (nonostante l’aggressione subita) e ha imparato le nozioni base ! Come compito prima della prossima lezione le è stato assegnato di portare avanti il lavoro dell’orsetto e lei dopo solo 2 giorni è arrivata quasi a metà! BRAVISSIMA! Sono fiera di te!

 

Vi aspetto tutti per il resoconto della seconda lezione di punto croce!

 

 
 
 

Post N° 166

Post n°166 pubblicato il 07 Luglio 2008 da troppo_principessa
 

Devo dire che quest’anno (scolastico) è passato più velocemente di quanto pensassi.

Certo ci sono stati dei momenti veramente duri, in cui mi sono ripetuta “non ce la posso fare” oppure “ma chi me l’ha fatto fare”, ma in fin dei conti è stata anche un’esperienza positiva.

 

Inutile dire che, per quanto gli alunni ci facciano arrabbiare o disperare, il tempo passato con loro crea un legame “affettivo” non indifferente e gli ultimi giorni di scuola sono velati da un pochino di tristezza, specie per chi come me non è di ruolo e sa che facilmente l’anno successivo insegnerà in una scuola differente e non avrà modo di seguire i ragazzi che con fatica ha imparato a conoscere.

 

In una delle due scuole dove ho insegnato quest’anno sono sicura di non tornare: l’insegnante che mi ha preceduto è tornata dalla maternità e quindi l’anno prossimo, nonostante il part time, ritornerà proprio sulle mie classi; l’unico modo per lavorare di nuovo con le stesse classi sarà prendere un gruppetto di ore di “integrazione”, se e quando saranno disponibili... insomma, a settembre vedremo cosa succederà!

 

Ad ogni modo gli ultimi giorni di scuola, la notizia era di dominio pubblico e, con una punta di orgoglio, posso affermare che una delle mie classi era alquanto dispiaciuta.

Sono sicura che il loro dispiacere deriva soprattutto dal fatto che conoscono già l’insegnante che arriverà, sanno quanto sia severa (molto più di me, l’ho conosciuta anche io ed effettivamente nei confronti degli alunni sa essere tutto fuorché umana!) e che cosa aspettarsi, ma mi illudo anche di essere riuscita a lasciare un piccolo segno nelle loro testoline.

In fondo, in quella scuola, è la classe da cui ho ottenuto il rendimento maggiore e con cui mi sono trovata meglio, normale quindi che mi abbia fatto piacere la loro richiesta di avermi di nuovo come insegnante…

e ammetto che mi abbia anche fatto piacere ascoltare le loro spiegazioni sul perché preferissero avere di nuovo la sottoscritta piuttosto che l’altra insegnante: so che potrò sembrare superba, ma le critiche mosse alla collega purtroppo sono abbastanza corrette (questi ragazzi sono meno superficiali di quanto diano a vedere! ), almeno da quel che ho potuto capire io in relazione alla frequentazione scolastica che ho avuto con la collega in questione!

Onestamente, a me si potranno criticare tante cose, prima fra tutte l’inesperienza, ma so di aver sempre messo l’interesse dei miei alunni prima di tutto e di aver sempre cercato, in un modo o nell’altro, di metterli nella condizione migliore possibile per affrontare le prove che gli si presentavano. Non so se si possa dire altrettanto di altri insegnanti (e chi ha orecchie per intendere… )!

Ovviamente nella discussione con i ragazzi ho cercato di essere il più corretta possibile nei confronti della collega, anche se so per certo che lei non avrebbe fatto lo stesso nei miei confronti : però non ce l’ho proprio fatta a fomentare la loro antipatia verso di lei, perché so che non è nei loro interessi: partire con il piede sbagliato con un insegnante può condizionare tutto l’anno scolastico e questa classe il prossimo anno avrà l’esame, non si può permettere di essere in guerra proprio con lei!

Insomma, mi sono comportata nel modo che credevo più giusto, ho salutato i ragazzi con un bel sorriso e ho augurato loro buone vacanze, nella speranza che in qualche modo il prossimo anno si possa ancora lavorare insieme!

 

E nella speranza che non solo i ragazzi si siano resi conto di quanto tenga al lavoro che faccio!

 

 
 
 

STORIE DI UN REGNO LONTANO... MA NON TROPPO!

Post n°165 pubblicato il 03 Luglio 2008 da troppo_principessa
 

Vi ricordate il “mantra” di giugno che avevo lanciato nella speranza che i tecnici aggiustassero il mio portatile??? Bene, ha funzionato perfettamente! Il mio pc è finalmente tornato a casetta sua dalla sua padroncina che iniziava a disperarsi per la sua luuuuuuuuunga assenza!

 

Purtroppo quello che non riesco a recuperare è il tempo di aggiornare con un po’ di costanza il blog… pensare che di cose da scrivere ne avrei, ma manca il tempo e forse un po’ anche la voglia! L’ultimo periodo non è stato dei migliori, né per me né per un po’ di persone che mi circondano, e quindi l’umore è in fase calante!

 

Per quel che mi riguarda, sono stata di nuovo “vittima” del solito sfogo cutaneo che mi colpisce da un paio di anni in primavera. In realtà quest’anno speravo di averla scampata, visto che la primavera praticamente non c’è stata… ma questa specie di dermatite ha pensato bene di presentarsi a tradimento al primo caldo!

Ad ogni modo questa volta sono riuscita a contattare medico di base e specialista nella stessa settimana! IncrediBBBile!

 

La dermatologa è stata gentilissima e addirittura mi ha anche visitata (l’ultimo specialista da cui ero stata mi aveva guardato da lontano e aveva sentenziato: “punture da insetto, usi questa pomata”! )

Sarà che stavolta sono andata a pagamento e non in ospedale… oppure ho trovato un medico un tantino più serio…

Fatto sta che dopo una serie di domande, la visita e la consultazione di una serie di esami allergologici che avevo fatto in precedenza, la dermatologa esclama: “ma lei è un’allergica seria! E poi vive con un allergene in casa (NdA: la Mitica Gatta con gli Occhiali!). Il minimo che le può succedere è uno sfogo cutaneo… ringrazi che non è asmatica!”

GRAZIE! GRAZIE MILLE! Come direbbe il vicecapo Brenda Lee Johnson!

 

Dopo l’attimo di tempo dedicato ai ringraziamenti al cielo, ai santi del paradiso, alla sfiga della situazione , inizio ad esporle i miei dubbi: “Scusi l’ignoranza, ma io ho fatto il test cutaneo e risulto allergica, ma poi ho fatto gli esami del sangue e non risulto allergica…”

Risposta: “ma lei ha uno sfogo cutaneo, quindi i risultati che dobbiamo guardare sono quelli del test cutaneo!”

In effetti non fa una piega…  ma LA CURA????? E soprattutto come evito che mi si ripresenti tutti gli anni???

 

NON SI PUO’ FARE NULLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!

Per tutto ciò che ha vagamente a che fare con le allergie non c’è niente da fare: o mi trasferisco (e non è detto che basti, chissà quali altri fattori oltre a quelli individuati possono scatenare questo tipo di reazioni!) o mi tengo il mio sfogo cutaneo primaverile…

 

DISPERAZIONE MASSIMA!

Capite quindi perché ho poca voglia di scrivere?

 

Cmq, la conclusione è che:

-          da una settimana prendo un antistaminico e sono rimbambita come mai prima  (in genere mi da’ sonnolenza un analgesico lieve, figuriamoci che effetto può farmi un medicinale più serio!)… beh certo, così ho risolto i miei problemi di insonnia, però… meno male che non devo lavorare!

-          tutte le sere prima di andare a dormire uso una pomata per alleviare il prurito dovuto a questo sfogo… (pomata ovviamente che non esiste in commercio e che ho dovuto far preparare direttamente al farmacista)… non vi dico le scene davanti allo specchio per terminare quest’operazione … perché finché si tratta di braccia o gambe siamo tutti bravi, ma quando bisogna arrivare alla schiena sono cavoli amari!

-          tutte le sere quando vado a dormire ringrazio di andarci da sola , perché la fantastica pomatina è di quelle che ti lasciano quel meraviglioso strato di bianco sulla pelle… di quelle che se non sei single, dopo averla messa, lo diventi! Il tuo uomo fa le valigie immediatamente e torna da sua mamma!

-          tutte le mattine quando mi alzo devo togliere la fantastica pomatina con l’olio delicato acquistato sempre in farmacia (questo, per fortuna, non ha dovuto prepararmelo appositamente il farmacista!)

-          tutte le volte che faccio la doccia devo usare la crema super-delicata comprata sempre in farmacia

-          IL MIO FARMACISTA, ORA, E’ UN UOMO FELICE : tutte le volte che mi vede mi fa il suo più caldo sorriso e nelle sue pupille non compaiono cuoricini ma i simboli dell’euro (come a Paperon de’ Paperoni, quando sta per tuffarsi nelle sue monetine! )

 

Insomma, tutto ciò per dirvi che il mio farmacista è felice ed io sono tristissima!!!

 

E poi dicono che io vivo nella BAMBAGIA!!!

 
 
 

Post N° 164

Post n°164 pubblicato il 24 Giugno 2008 da troppo_principessa
 

Durante gli ultimi anni di liceo avevo solo 2 certezze (della serie: poche ma buone!  d’altronde a 18-19 anni non si può pretendere molto di più…):

-          voglio insegnare

-          mi piace la matematica

La scelta della facoltà universitaria quindi è venuta da sé: Matematica, Indirizzo Didattico.

Facoltà sconsigliatami da tutti: è troppo dura e non dà sufficienti sbocchi lavorativi.

Ma quando si ha quell’età, alcune certezze e la testa dura come la mia non si ascolta nessun tipo di consiglio… D’altronde lo studio non mi ha mai spaventato e degli sbocchi lavorativi mi fregava molto poco: io volevo insegnare e di insegnanti di matematica ce ne sono sempre stati pochi!

Così tra gioie e dolori, con fatica e testardaggine, lavorando dall’inizio alla fine dell’università (prima saltuariamente e poi in modo continuativo!) sono arrivata all’agognata laurea! Penso che tutti quelli che hanno raggiunto il mio stesso obiettivo capiscano perfettamente quale soddisfazione sia sentire finalmente il docente dichiararti “dottore in”, non tanto per il titolo in sé del quale personalmente mi frega abbastanza poco, quanto per la consapevolezza di avercela fatta.

 

Anche il piano di studio che ho scelto è stato improntato assolutamente al mio futuro di insegnante: non so se si era capito ma io sono una che “viaggia” sempre con le mani davanti, che cerca di correre meno rischi possibili, l’essere previdente e il cercare di evitare ogni più piccolo inconveniente caratterizza la mia personalità da sempre.

Così

-          il mio indirizzo prevedeva 4 esami di tipo didattico e io ne ho messi 5 (non si sa mai, magari prima o poi cambiano idea… ma non mi fregano!)

-          ho inserito un esame di informatica non obbligatorio (non si sa mai, magari prima o poi decidono che se insegni matematica devi anche insegnare informatica…ma io l’esame l’ho dato, quindi non mi fregano!)

-          ho inserito un esame di laboratorio di fisica non obbligatorio (in fondo nei licei l’insegnante delle 2 materie è lo stesso ed io non mi precludo la possibilità di insegnare anche in queste scuole… non mi fregano!)

 

Invece mi hanno fregato lo stesso : poco dopo che mi sono iscritta all’università sono nate le scuole di specializzazione interateneo per l’insegnamento e la sottoscritta, nonostante il piano di battaglia inattaccabile , si è trovata con un pugno di mosche in mano! Se vuoi insegnare, cara Principessa, ti tocca studiare altri 2 anni!

 

E qui, l’orgoglio ferito ha avuto la meglio: non sia mai, con tutti gli esami che ho dato non mi rimetterò mai a studiare, per ridare tra l’altro almeno un paio di esami che ho già dato con gli stessi docenti… e poi si sa come vanno queste cose: nascono da un giorno all’altro e da un giorno all’altro spariscono… prima o poi non sarà più necessario frequentare queste scuole per avere l’abilitazione!

E così è iniziato il mio percorso informatico in un’azienda, dove si stava relativamente bene ma dove non ho trovato quel “quid” che mi facesse rinunciare definitivamente all’insegnamento.

 

E ora mi trovo qui, ad ingoiare il mio orgoglio, a fare buon viso a cattivo gioco, a pensare che forse dovrò proprio farla quella scuola , perché senza quell’abilitazione rimarrò precaria a vita e rischierò di finire sotto un ponte! Cara Principessa, mi sa che stavolta ti tocca proprio abbassare la testa…

 

 
 
 

Post N° 163

Post n°163 pubblicato il 22 Giugno 2008 da troppo_principessa
 

Lo scienziato non studia la Natura perché è utile farlo; la studia perché ne trae diletto, e ne trae diletto perché la Natura è bella. Se non fosse bella, non varrebbe la pena di conoscerla, e se non valesse la pena di conoscere la Natura, la vita non sarebbe degna di essere vissuta.

 

Henri Poincaré

 
 
 

Post N° 162

Post n°162 pubblicato il 13 Giugno 2008 da troppo_principessa
 

Eccomi di nuovo qui, dopo l’ennesima lunga assenza, ma questa volta sono totalmente giustificata!

Purtroppo la scorsa settimana il mio portatile ha deciso di abbandonarmi  e, ovviamente, ha scelto il periodo in cui ne avevo maggiormente bisogno, cioè gli ultimi giorni di scuola, tempo di verifiche, ultime valutazioni e scrutini. Non ho bene idea di cosa gli sia successo, credo che si sia “svampata” la scheda video… ovviamente i tecnici che devono ripararmelo non si sono sbilanciati né sul problema né sulle tempistiche di risoluzione del problema stesso… ma sono riusciti ugualmente a sbilanciarsi sul preventivo che mi hanno presentato!  Vabbè, stendiamo un velo pietoso! Purtroppo il pc mi serve e farò, come al solito, buon viso a cattivo gioco!

 

Ad ogni modo negli ultimi tempi ho dovuto fronteggiare questa immane tragedia del dover gestire il mio lavoro e la mia vita senza il portatile a disposizione . E sempre più mi rendo conto di essere totalmente dipendente dal pc e dalla connessione internet! Tant’è che l’unica soluzione che mi è sembrata accettabile, dopo aver tentato inutilmente di trasferirmi a tempo indeterminato prima nella sala insegnanti di una delle scuole dove insegno e poi nella biblioteca della mia città (che fornisce gratuitamente servizio internet) , è stata di chiedere in prestito il portatile del Cavaliere Senza Macchia e Senza Paura, che per fortuna riesce a farne a meno durante le ore di ufficio! Meno male che c’è lui, altrimenti non so proprio come avrei fatto negli ultimi giorni!

 

Vi faccio un esempio: per gli scrutini di alcune classi ho dovuto preparare non solo le classiche medie dei voti, ma anche un vero e proprio giudizio riassuntivo sulle conoscenze acquisite e il comportamento tenuto in classe degli alunni. Il referente della classe, pensando di farmi un favore o più probabilmente abituato ad avere a che fare con colleghi poco pratici di pc, mi ha anche detto di preparare tali giudizi a mano e che ci avrebbe pensato lui a copiarli su un file word… ma io sono inorridita!  A MANOOOOOOOOOOOOO! SCRIVERE A MANOOOOOOO! Ma siamo impazziti! Io non sono più capace a scrivere a mano! E poi vuoi mettere la comodità del poter modificare gli errori senza dover riscrivere tutto in bella, il controllo ortografico automatico, la ricerca dei sinonimi, il “COPIA/INCOLLA” (adesso non inorridite voi: se 2 alunni hanno lo stesso voto, non possono mica avere 2 giudizi differenti, o no? )??? No, no, no! Non se ne parla proprio di scrivere tutto a mano!

 

E soprattutto non se ne parla proprio di fare a meno del pc! Chiamatemi dipendente, chiamatemi sfaticata, ma io senza pc non sopravvivo! Quindi, datemi una mano anche voi , pensiamo tutti insieme intensamente ai tecnici del mio pc  :

 

VOI DOVETE…

AGGIUSTARE IL PC DELLA PRINCIPESSA!

SUBITO!

 

Speriamo che capiscano… altrimenti si passa alla minaccia di punizioni corporali !

 
 
 

STORIE DI UN REGNO LONTANO... MA NON TROPPO!

Post n°161 pubblicato il 18 Maggio 2008 da troppo_principessa
 

Primavera: tempo di matrimoni… e come tanti, anche la sottoscritta si ritrova a partecipare a questi eventi…

Devo ammettere che non mi disturba particolarmente essere invitata ai matrimoni: certo è una spesa (tra regalo agli sposi e il mettersi “in ghingheri” per l’evento!) ma è l’occasione per fare festa insieme e vivere dei momenti particolari… 

 

Quindi quando è arrivato l’invito per l’ultimo matrimonio non mi sono scomposta per nulla.

Tra l’altro è stato un evento altamente informale, con gli sposi che convivevano già da parecchi anni e in dolce attesa del primo figlio, cerimonia in comune solo con i familiari più stretti, mentre con gli amici un bel pranzo in agriturismo qualche giorno dopo.

Pertanto, nessuna paranoia legata all’abbigliamento, solo qualche dubbio sul tipo di regalo da fare.

Eh sì, perché ovviamente gli sposi non hanno fatto alcuna lista nozze (come la maggior parte delle persone che già vive insieme), nessuna viaggio di nozze a cui partecipare con una quota (vista l’imminente arrivo del bebè) e nessuna indicazione da parte loro sul cosa comprare.

E così dopo lunghe discussioni nel gruppo di amici siamo arrivati alla conclusione più ovvia : la busta con i soldi, o meglio ancora, il buono da utilizzare in uno di quei centri dove vendono di tutto, dal televisore agli utensili per la cucina, dall’asse da stiro agli asciugamani per il bagno!

Lo so, è poco elegante, ma sinceramente a me è sembrata la soluzione migliore: d’altronde con un bambino in arrivo penso che di spese ne avranno veramente tante, quindi meglio che si gestiscano loro come meglio credono, piuttosto che regalare il classico oggetto che non useranno mai!

 

Il problema è stato vincere le resistenze di alcuni amici, primo fra tutti l’Imperatore d’Austria… Non credo che gli scocciasse particolarmente l’idea del buono, quanto il fatto che dal buono si risale immediatamente alla cifra che ogni partecipante ha stanziato e soprattutto al numero dei partecipanti! Eh sì, perché la Concubina è stata ovviamente invitata alla festa, ma a causa di  impegni di lavoro non ha partecipato né al pranzo né al regalo. Niente di male, a mio parere, in fondo ognuno fa come gli pare, ma evidentemente l’Imperatore d’Austria non ha vissuto in modo sereno questo fatto e si è fatto prendere da mille paranoie.

 

Paranoie che invece non si è fatto assolutamente un altro amico, il Ciclista Alieno (perché vive in un universo parallelo dove esistono solo lui, le bici e le corse di ciclismo!), che ha ribadito per settimane che avrebbe partecipato al pranzo da solo e poi si è presentato il giorno stesso con la compagna, commentando: “ho portato anche lei… beh, mangerà a scrocco!”

Eh, lui sì che vive sereno!

 

 
 
 

Post N° 160

Post n°160 pubblicato il 13 Maggio 2008 da troppo_principessa
 

Ci sono giorni in cui tutto, ma proprio tutto, va storto. Giorni che definire “di cacca” è un eufemismo.

 

Giorni in cui esci di casa 3 minuti più tardi del solito, solo 3 minuti più tardi, e rimani imbottigliato nel traffico…

Giorni in cui non solo hai 6 ore di lezione con classi svogliate, ma l’orario è così mal organizzato che non hai più di un’ora e mezza di lezione consecutiva...

Giorni in cui arrivi di corsa a fotocopiare le dispense per gli alunni e c’è il toner da cambiare; ritorni l’ora successiva ed è finita la carta e quando arriva la carta scopri che la fotocopiatrice si inceppa ogni 2 copie… (poi la prof è uno str**a perché detta agli alunni gli appunti che non ha potuto fotocopiare!)

Giorni in cui i “pre-umani”, come li definisce una collega, danno il peggio di loro e per tenerli e riuscire a fare uno straccio di lezione non basta neanche sbatterne fuori 2, scrivere la classica “nota sul diario” a 6 di loro e fissargli un compito in classe punitivo per la lezione successiva…

Giorni in cui per arrivare alla fine della giornata ti consoli pensando che andrai in piscina, ma poi sei così distrutto che ti addormenti sul divano…

 

Ecco, questa è stata la mia giornata di ieri!

E come se non bastasse tutto ciò, quando sono tornata a casa ho scoperto che la Mitica Gatta con gli Occhiali ne aveva combinata un’altra delle sue: sul pavimento ridotto in mille pezzi giaceva il “cucchiaio appoggia mestoli” che mi aveva regalato la Giovane Pulzella in Fiore!

Nooooooooooooooooo...

Che depressione!

 
 
 

Post N° 159

Post n°159 pubblicato il 30 Aprile 2008 da troppo_principessa
 

Sapevo che anche per gli insegnanti esistono i corsi di aggiornamento, ma essendo in una situazione di precariato credevo che non mi sarebbe toccato frequentarne nessuno…

Invece, qualche settimana fa, mi arriva addirittura una raccomandata a casa in cui mi si informa che sono stata convocata ad uno di questi corsi di aggiornamento e che la mia presenza al corso è da considerarsi obbligatoria.

Ammetto che la cosa mi ha un po’ infastidita, non tanto per il corso in sé (nell’azienda dove lavoravo prima di corsi se ne facevano parecchi e la cosa non mi dispiaceva affatto ) quanto per il tono perentorio della raccomandata e, soprattutto, per la consapevolezza che avrei “regalato” 3-4 ore del mio preziosissimo tempo per un corso di cui mi interessava molto poco.  E uso il termine “regalato” non a caso, ma proprio perché le ore di corso non mi sarebbero state regolarmente retribuite, visto il tipo di contratto “sfiga” con cui sono legata alle scuole dove insegno.

 

Ad ogni modo, il giorno prestabilito mi presento al corso con tutto l’armamentario caratteristico di chi è abituato a frequentare corsi di aggiornamento: bottiglietta d’acqua, blocco per gli appunti, 2 penne e una matita, crema per le mani, rivista in formato tascabile e soprattutto i miei immancabili SUDOKU (ebbene sì, sono diventata una maniaca!). Ovviamente, cerco un banco nelle ultime file (neanche fossi uno dei miei studenti il primo giorno di scuola! ) e in zona defilata.

Inizia il corso e, come sempre, cerco di avere la classica faccia convinta per la prima mezz’ora, durante la quale, è risaputo, bisogna dare l’impressione di essere attenti per distogliere l’attenzione da sé e dirottarla verso l’altro lato dell’aula!

Poi, inizio a tirare fuori dalla mia borsa tutto ciò che sembra attinente al corso: acqua, penne e soprattutto l’agenda all’interno della quale sono stati accuratamente nascosti i miei SUDOKU. Prendo un bel respiro, raccolgo la mia concentrazione, un ultimo sguardo intorno per avere la certezza di avercela fatta… e cosa vedo?  La Direttrice che fa il suo ingresso, prende una sedia e si viene a sedere proprio di fianco a me!!!

 

MA QUANTO SONO SFIGATA????

 
 
 

Post N° 158

Post n°158 pubblicato il 26 Aprile 2008 da troppo_principessa
 

Ieri, approfittando del week end un po’ più lungo e della bella giornata di sole, ho colto l’occasione per andare a trovare la mia amichetta preferita. Non abitiamo particolarmente lontano, una mezz’oretta di macchina appena, ma quel tanto che basta per passare da una provincia all’altra. Normale, quindi che lungo il percorso effettuato si incontrino i 2 cartelli blu che segnalano la fine di una provincia e l’inizio di un’altra. E tutte le volte che li vedo ho sempre la stessa sensazione: all’andata farfallio allo stomaco vedendo il nome della mia provincia barrato, e al ritorno la parola “casa” che si affianca alle lettere “benvenuto nella provincia di…”. Un po’ la stessa sensazione che provo quando torno dal mare e vedo “liguria” barrato e il cartello “piemonte” che si avvicina…

 

CASA…

 

Così ieri, per strada, riflettevo su quanto io sia legata alla mia città se basta così poco per accendere queste sensazioni… pensare che di difetti ne ha tanti, che sono una delle prime che se qualcosa non va se ne lamenta… ma non ho mai pensato di trasferirmi, almeno non seriamente… ho sempre preferito “pendolare”, anche quando lo studio, il lavoro o gli affetti mi hanno portato in altre città… sapere di poter tornare nella mia cittadina, più piccola, più intima, più a misura di persona, mi ha sempre dato la forza di sopportare tutti i disagi che il viaggiare in treno comporta…

 

E continuo a chiedermi come facciano gli altri, ad accettare di spostarsi in un altro posto… pensare che di amiche che per “amore” si sono trasferite ne ho tante! La maggior parte di loro si è solo spostata di qualche km, nella città successiva, ma io non credo che ce la farei, per quanto le altre cittadine siano altrettanto carine e vivibili…

Perchè qui c’è CASA MIA, i miei affetti, i miei ricordi…

 

Ecco, credo che il punto sia proprio questo: i miei ricordi sono qui, quindi le mie radici sono qui…

Persino il Cavaliere Senza Macchia e Senza Paura continua a ripetermelo: “Tu sei troppo legata al passato e quindi non vivi il presente!”

So che ha ragione, ma alcuni modi di essere proprio non si cambiano: io sono fondamentalmente una persona insicura e quindi ho bisogno di sapere di avere un rifugio, un posto dove so che sto bene, che mi aspetta…

 

Ho patito anche solo andare a vivere da sola, nonostante io abbia cambiato solo casa e non città…

Ed ero ben convinta della scelta che ho fatto e ne ero altrettanto felice, però abituarmi ai nuovi suoni, ai nuovi odori, … non è stato facile! Niente alberi di fronte alla finestra, niente cinguettio dei passeri la mattina presto, niente canti della vicina mentre cucina, niente passi conosciuti nel porticato sotto la mia stanza nel silenzio della notte…

Solo ora, a distanza di 2 anni, mi sono veramente abituata alla nuova abitazione: al posto del cinguettio dei passeri il tubare dei colombi, al posto del cantare della vicina le chiacchiere della padrona di casa, l’abbaiare del cane dei vicini, la porta di ingresso del palazzo che sbatte, i passi nel cortile anziché nel porticato…

E solo ora, a distanza di 2 anni, inizio a considerare veramente casa mia anche questa dove vivo e non solo la casa dei miei genitori (che badate bene continua ad essere “casa mia”!).

 

Insomma, sono lenta nell’adattarmi: lo faccio, a volte anche volentieri, ma ciò non toglie che per me questo sia estremamente faticoso… e quindi se posso evitare lo faccio!

 

Ecco: questi sono i pensieri che hanno accompagnato il mio viaggio in macchina di ieri!

La conclusione? Che forse quando viaggio è meglio se tengo la radio accesa!

 

 

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: troppo_principessa
Data di creazione: 27/07/2006
 

NOTRE DAME DE PARIS - BELLA

 

ALLY MC BEAL - DANCE IN THE BATHROOM