Un connubio fra storia, tradizione, gastronomia e vivere sano. È la "Festa del vi' de Visciola", in programma da venerdì 19 a domenica 21 ottobre a San Paolo di
Jesi.Una manifestazione per promuovere un prodotto unico in Italia, il vino di visciola, ma anche per tenere fede al testamento di un parroco che nel 1702 aveva pensato a come garantire un futuro alle giovani senza mezzi. Sì, perché l'iniziativa, organizzata dalla Pro Loco San Paolo di
Jesi, con il patrocinio del Comune, della Provincia di
Ancona e dell'assessorato al Turismo della Regione Marche, diventa per la prima volta un passaggio fondamentale della "Cavata delle zitelle", l'evento dell'8 dicembre nato per onorare il testamento del reverendo del paese, don Antonio Agabiti, che destinava i frutti di un possedimento alla costituzione di una dote da assegnare ogni anno a due giovani "di sani principi morali". La terza edizione della festa, che a ottobre richiama nel suggestivo centro collinare migliaia di persone, si abbina, quindi, ad un'altra manifestazione unica e assolutamente originale di San Paolo di
Jesi. Oltre che della sfilata in costume d'epoca e della gara di pigiatura, le "zitelle" saranno infatti protagoniste (domenica 21 ottobre) del rituale dell'imbossolamento, cioè dell'inserimento in un'urna dei nomi delle giovani dai 18 ai 28 anni del paese, per la successiva estrazione a sorte nel giorno della "Cavata delle zitelle" vera e propria. Intanto, dal 19 al 21 ottobre il matrimonio si celebra con il vino di visciola, l'altra eccellenza del territorio della Vallesina oltre al Verdicchio dei Castelli di
Jesi. La visciola è un vino di nicchia, che ha ottenuto di recente il riconoscimento di "prodotto tradizionale" delle Marche, con un suo specifico disciplinare che attinge alla storia produttiva locale. È un nettare capace di trasmette sensazioni di notevole morbidezza pur conservando una discreta acidità, che si utilizza prevalentemente come vino per dolci, abbinato anche al cioccolato oppure come bevanda da meditazione. Da diversi secoli è una produzione artigianale delle campagne della Vallesina. Ci sono ricette risalenti alla metà dell'Ottocento mentre la prima etichetta "Vino di visciola" risale al 1925.(www.corriereproposte.it)