10 ed 11 novembre
Oltre 9000 metri quadrati di superficie e 460 spazi espositivi concessi dal Comune: sono i numeri di partenza della Fiera di San Martino 2009, la tradizionale manifestazione mercatale organizzata dall'assessorato alle Attività produttive, in programma da domani, martedì 10, a mercoledì 11 novembre.Un evento che si perde nella memoria storica di questi luoghi e, forse, proprio per questo motivo, oltre a costituire una delle iniziative più attese del calendario annuale cittadino, è un punto di riferimento anche per gli scadenzari delle città limitrofe.Conta migliaia di visitatori ogni anno e un numero sempre molto alto di ambulanti provenienti da tutta Italia, che prenotano uno spazio, per la vendita o la semplice esposizione, e di operatori no profit, che promuovono idee e progetti di qualsiasi natura. Al proposito, va ricordata la presenza di 22 associazioni di volontariato in Piazza San Pio V, mentre, in piazza Fazzini, del Chiosco della Pace della Consulta per la fratellanza tra i popoli del comune di Grottammare, dove i bambini delle scuole porteranno i lavori del progetto "Tela della pace".CENNI STORICI Questa fiera, che si tiene tuttora l'11 novembre, giorno dedicato a San Martino, era in origine una fiera popolare, legata all'economia della seconda metà del XVIII secolo e basata principalmente sullo scambio di materie prime e prodotti agricoli con manufatti semilavorati o prodotti finiti
La sua particolarità consisteva nell'essere una fiera "franca", a cui potevano partecipare tutti, senza particolari controlli sulla provenienza delle merci.Oggi la fiera ha perso il suo carattere prettamente rurale ed è soprattutto un momento di festa a cui partecipa un numero ragguardevole di espositori e migliaia di visitatori, molti dei quali provenienti anche dai paesi limitrofi.Nelle bancarelle si può trovare di tutto, comprese invitanti specialità alimentari locali, innumerevoli tipi di dolci, ma a San Martino si festeggia soprattutto l'arrivo del vino nuovo, che si può degustare con le immancabili caldarroste.Un curioso evento collegato alla festa di San Martino è la cosiddetta "corsa dei cornuti", della cui nascita non si hanno precise notizie: qualcuno ritiene che derivi dall'usanza dei Longobardi di festeggiare il santo con grandi parate militari in cui venivano indossati elmi ornati di vistose corna; altri sostengono che derivi dal fatto che i contadini che partecipavano alla fiera "facevano cornuti" i padroni, portando anche i prodotti che erano destinati a loro. Comunque la tradizione è rimasta e, per evitare ogni equivoco, durante il banchetto di San Martino il piatto più atteso è un'insalata di sedano ("lu sonnere alla cazzimberie") che, essendo condito con molto pepe, viene ritenuto afrodisiaco e perciò offerto, in particolare, agli uomini, in modo che alle loro mogli non venga la vaghezza di tradirli.Oggi, la fiera ha perso il suo carattere prettamente rurale e, pur mantenendo quello commerciale, si qualifica soprattutto come momento di festa. Nelle bancarelle che occupano quasi interamente il centro cittadino si può trovare di tutto, comprese invitanti specialità gastronomiche e alimentari, locali e non, ma a San Martino si festeggia soprattutto l'arrivo del vino nuovo: 11 aziende vinicole del territorio provinciale hanno aderito alla manifestazione e saranno presenti, con il novello 2009 e le altre etichette della casata, nel Giardino comunale per degustazioni e consigli utili per gli abbinamenti a tavola.Assicurato anche l'intrattenimento. Per la serata di martedì 10, l'associazione AUREUM (che riunisce una trentina di operatori economici del centro cittadino) ha organizzato uno spettacolo di musica folkloristica, il tipico saltarello marchigiano presentato dal gruppo "I ruspanti della Valdaso", con l'anteprima anni '70/'80 dei Secondavera Duo (a partire dalle ore 19). Le bancarelle resteranno aperte fino a tarda sera e gli operatori del commercio fisso sono stati invitati ad aderire alla festa con promozioni o offerte particolari.CURIOSITA'Un curioso aneddoto collegato alla Fiera è la cosiddetta "corsa dei cornuti". Anche in questo caso, non si hanno precise notizie: qualcuno ritiene che derivi dall'usanza dei Longobardi di festeggiare il santo con grandi parate militari in cui venivano indossati elmi ornati di vistose corna; altri sostengono che derivi dal fatto che i contadini che partecipavano alla fiera "facevano cornuti" i padroni, portando al mercato anche i prodotti che erano destinati a questi ultimi.