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L’“occhiale” di Galileo


 (Federico Tulli)
EVENTI. Da oggi e fino al 10 gennaio la città veneta ospita il cannocchiale con cui il genio toscano ha compiuto le sue prime, rivoluzionarie osservazioni della volta celeste. In esposizione anche una roccia lunare prelevata da Apollo 17 «Abbiamo osservato l’essenza, o materia, della Via Lattea, che, mediante il cannocchiale, possiamo a tal punto scrutare con il senso, da risolvere, con la certezza offerta dagli occhi, tutte le discussioni che per tanti secoli hanno inquietato i filosofi, così che noi ci siamo liberati da dispute fatte di sole parole». Tra le ultime settimane del 1609 e le prime del 1610 una nuova visione del cosmo si delinea di fronte agli occhi di Galileo Galilei che ha da poco iniziato a scandagliare l’universo con il “suo” telescopio. Lo scopo dello scienziato toscano è semplice: l’indagine “celeste” non è finalizzata a confutar teorie, ma ad andare a vedere tutto ciò che gli rende accessibile il suo nuovo «strumento». E quindi la grande scoperta astronomica che rivela come la Luna sia un corpo sostanzialmente simile alla Terra, cioè «disuguale, aspra, disseminata di cavità e di sporgenze» (Sidereus nuncius, 1610). E poi le fasi lunari, che Galileo illustra con dei fantastici acquerelli sempre nel Sidereus nuncius. Come pure le osservazioni degli altri pianeti del sistema solare: «Al di là di ogni dubbio possibile - annota - c’erano in cielo delle stelle vaganti intorno a Giove, così come i pianeti Venere e Mercurio erano vaganti intorno al Sole». Volente o nolente, il genio pisano ha appena posto una definitiva pietra tombale sull’eliocentrismo.   A quattrocento anni esatti da quegli storici e rivoluzionari momenti, in occasione della cerimonia di chiusura dell’Anno internazionale dell’astronomia (YA2009 Unesco), che si svolge a Padova da oggi e fino al 10 gennaio, è in programma un evento straordinario dal titolo emblematico:  “Galileo torna a Padova”. In particolare, per ricordare quelle straordinarie osservazioni la città veneta si appresta a riaccogliere il cannocchiale originale di Galileo, che viene presentato al pubblico in un apposito allestimento scenografico. Inoltre una serie di eventi e installazioni urbane a tema astronomico invaderà la città: un convegno internazionale, osservazioni guidate del cielo, spettacoli teatrali e al Planetario, un annullo filatelico dedicato, proiezioni sugli edifici storici del centro.   A sottolineare l’importanza dell’evento, accanto al cannocchiale galileiano, viene esposta anche una roccia lunare raccolta l’11 dicembre 1972 durante la missione di Apollo 17, e prestata dalla Nasa agli organizzatori dell’evento. è la prima volta che un frammento lunare è mostrato accanto allo strumento che per primo osservò il satellite terrestre. Una scelta suggestiva, così spiegata dagli stessi organizzatori sul sito www.galileo2010.it (da cui si può scaricare il programma della manifestazione): «Il Mare della Serenità è uno dei più vasti crateri della Luna. è circondato  completamente da alte catene montuose che si sono prodotte dall’enorme impatto di un asteroide, avvenuto più di 3,9 miliardi di anni fa. La catena di sud-ovest dove hanno soggiornato gli astronauti della Apollo 17 è ben visibile al primo quarto di Luna e potrebbe essere che Galileo l’abbia vista nel 1609. La roccia è una ilmenite basaltica vescicolare ad alto contenuto di titanio, vecchia di 3,7 miliardi di anni. è stata raccolta a 45 km di distanza dall’astronave e si ritiene sia rimasta esposta sulla superficie lunare per circa 100 milioni di anni». Solo questo potrebbe valere il biglietto.(www.terranews.it)