(LA)« Firmana Civitas, antiquitate, nobilitate ac literarum armorum rerumque gestarum gloria, celebris atque insignis, a qua et universam Piceni regionem, Marchiam Firmanam denominatam fuisse legitur » (IT)« La Città di Fermo, celebre ed insigne per antichità, per nobiltà, per gloria delle lettere, delle armi, dei fatti, delle gesta, dalla quale anche l'intera Regione Picena si scelse che fosse denominata Marca Fermana... »(Formula del diploma di laurea rilasciato dall'Università di Fermo dal 1585 al 1826).Fermo (latino Firmum Picenum, greco Φίρμον Πικενόν) è una città di 37.859 abitanti dell'Italia centrale, capoluogo della provincia omonima, nelle Marche centro-meridionali. È sede arcivescovile.Comune fra i più estesi del Piceno, dista circa 6 km dal mare Adriatico, in una zona ad alta concentrazione demografica che include anche i centri litoranei di Porto San Giorgio e Porto Sant'Elpidio e la cosiddetta area calzaturiera (Montegranaro, Monte Urano, Sant'Elpidio a Mare).Fermo sorge alle pendici del colle Sabulo (319 m s.l.m.), dominato dalla mole della Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta; dista 6 km da Porto San Giorgio e 40 km da Macerata. È praticamente equidistante da Ascoli Piceno (67 km) e da Ancona (68 km). Altre distanze: da Pescara 90 km, da Perugia 160 km, da Roma 250 km, da Bologna 270 km, da Firenze 300 km e da Milano 480 km. « ...situata in un colle di aere saluberrimo, di amenità singolare nel cuor del Piceno, presso al seno Adriatico, non lungi dai monti Appennini. »(Bolla di papa Sisto V del 24 maggio 1584 per l'elevazione della Cattedrale a Sede Metropolitana)La città oggi si presenta divisa in due parti: la parte storica, cresciuta attorno e sulla sommità del colle Sabulo, rimasta quasi intatta nei secoli con il suo splendido aspetto medioevale, ed una parte nuova. « Io amo molto Fermo, ... la sorella carnale di Urbino, più bionda, più pingue e di carattere più aperto e dolce ... »(Paolo Volponi)Il territorio di Fermo, esteso per 124 km quadrati, interclude interamente sul versante orientale il territorio di Porto San Giorgio. È delimitato a sud dal fosso San Biagio e dal crinale che attraversa la località Madonna Bruna, ed a nord dal fiume Tenna, con diverse aree oltre il fiume (es. Campiglione, Villa San Claudio).Fermo ha 5 km di litorale a sud di Porto San Giorgio (località Marina Palmense) e 4 km di litorale a nord (località Lido di Fermo, Casabianca e Lido San Tommaso).Alcune aree comunali sono exclave: Boara (confinante a nord con Montegiorgio, a sud con Belmonte Piceno e Grottazzolina, e ad est con Magliano di Tenna) e Gabbiano (confinante a nord con Mogliano e Francavilla d'Ete, a sud con Massa Fermana e ad est con Montegiorgio; sul lato di Mogliano, questa isola geografica confina con la provincia di Macerata).Il territorio è punteggiato di abitazioni, secondo l'uso dell'economia agraria mezzadrile, che prevedeva la presenza di una famiglia colonica su ogni appezzamento di terreno anche se formato da pochi ettari.Scavi archeologici condotti a Fermo, in tre distinte aree, hanno restituito materiale funerario risalente sino ai secoli IX-VIII avanti Cristo, appartenente alla tipologia proto-etrusca, tanto che gli studiosi hanno definito l'area di Fermo una isola culturale villanoviana[7]. Colonia romana nel 264 a. C., Fermo partecipa a varie campagne di guerra, ed i suoi abitanti ottengono la cittadinanza romana nel 90 a.C. Annessa al regno longobardo, e poi Libero comune nel 1199, conobbe successivamente l'avvicendamento di diverse signorie. Divenne il centro ed il capoluogo della "Marca fermana", un'ampia area che si estendeva dal Musone ad oltre Vasto (Chieti) e dagli Appennini al mare. « ...come un tempo veniva chiamato Fermo Piceno, così in altri tempi la Marca fu detta Fermana, essendo Fermo la prima Città che in questa provincia esistesse »(Bolla di Sisto V del 24 maggio 1584 per l'elevazione della Cattedrale a Sede Metropolitana)
Nel periodo napoleonico, fu capoluogo del Dipartimento del Tronto, uno dei tre Dipartimenti in cui erano divise le Marche - gli altri Dipartimenti erano quelli del Metauro con capoluogo Ancona e del Musone con capoluogo Macerata - a cui erano soggette Ascoli ed inizialmente anche Camerino.Nel 2004 è stata istituita la Provincia di Fermo.Il suo nome sembra derivante dall'aggettivo latino firmus, con il senso di "fedele" oppure "dai certi confini". Altre ipotesi indicano una provenienza dal sabino Perwom ovvero dall'etrusco Permu, con il significato di storto, da porre in relazione con la pianta iniziale della città.Lo stemma di Fermo è uno scudo, diviso in quattro parti: due di esse contengono un'aquila, due una croce.Il motto della città è "Firmum firma fides" seguito da Romanorum Colonia (in latino, la città di Fermo dalla ferma fede); onore guadagnato dalla città grazie alla fedeltà prestata ai Romani nella prima e nella seconda guerra punica. Dal 1336, la città di Fermo era talmente potente che correva il detto: Quando Fermo vuol fermare, tutta la Marca fa tremare.La ricorrenza più in rilievo per Fermo è la Festività di Maria Assunta, il 15 agosto. In tale periodo si svolgeva la Fiera, ed il Palio.A partire dal 1982 si corre ogni 15 agosto la Cavalcata dell'Assunta in edizione moderna.L'edificio religioso, dedicato a Maria Assunta in cielo, si eleva nella parte più alta della città, presentantosi con il suo prospetto asimmetrico di stile romanico-gotico sul piazzale del Girfalco (punto panoramico). Accanto alla cattedrale ha sede il Museo diocesano.Un'area verde è collocata presso il Girfalco o Girone, nel punto più alto del colle sabulo, ove sono presenti il Duomo e la Villa Vinci (dal Cinquecento al 1820 convento dei Cappuccini), con diversi punti panoramici.Altro parco pubblico all'interno di Villa Vitali, struttura di proprietà comunale in viale Trento.Di più recente istituzione un'ampia area attrezzata, denominata Parco della Mentuccia.Le Cisterne romane sono un'opera edilizia ipogea di epoca augustea (40 d.C.), della superficie di circa 2.000 metri quadrati divisi in 30 camere in 3 file parallele, realizzate allo scopo di accumulare acqua. Ancora ottimo è lo stato di conservazione. Sono tutt'ora visitabili.La piazza del Popolo è il salotto della città, tra due ampie file di logge.Sulla piazza si affaccia il Palazzo dei Priori, sede di rappresentanza del Comune che ospita anche la pinacoteca comunale. All'interno vi è la Sala del mappamondo.Il Teatro dell'Aquila, con una capienza di circa 1000 posti, 124 palchi in 5 ordini e circa 350 metri quadrati di palcoscenico, si colloca tra i più imponenti teatri del Settecento nelle Marche e nell'Italia centraleIl centro storico di Fermo è delimitato da una cinta muraria quattrocentesca, di epoca sforzesca, in parte ancora visibile, munita di torri rompitratta e porte di accesso.Il castello di Fermo è invece stato definitivamente smantellato nel Quattrocento.La statua più significativa è quella in onore di Sisto V, vescovo di Fermo, sulla loggia centrale del palazzo dei Priori.Altre statue sono dedicate ad Annibal Caro (nel cortile del teatro dell'Aquilia) ed a Giacomo Leopardi (via omonima).Dal Girfalco o Girone, dal punto più in alto della collina, si apre una ampia vista: di 180° verso il litorale, a nord verso Macerata e a sud verso Monterubbiano. Straordinario il panorama goduto da Torre di Palme, frazione di Fermo a sud della città a picco sul mare.Nel sottosuolo di Fermo è presente una vasta rete di cunicoli, alcuni dei quali di epoca romana e medieovale, con funzione di opera di protezione del suolo mediante drenaggio/captazione delle acque.Nella periferia di Fermo sono state individuate e parzialmente scavate tre grandi necropoli: in contrada Mossa verso est, in contrada Misericordia e Solfonara verso ovest. L'epoca di riferimento più significativa di queste necropoli è quella proto-villanoviana (dal IX al VII sec. a. C.). Le aree sono state ricoperte, ed i reperti sono in gran parte parte esposti al Museo archeologico nazionale di Ancona ed in parte nella sezione archeologica "Dai Villanoviani ai Piceni", in deposito presso il Palazzo dei Priori.