MARCO PICCOLO

SAN VALENTINO, 2015, AMORE, FEMMINICIDIO, UCCIDERE PER PIACERE SESSUALE, I LABIRINTI DEL MALE, SMANIA BRUTALE DI POSSESSO


Nella cultura maschilista la sessualità si coniuga con l'aggressività e con il dominio. Ogni otto minuti viene assassinata una donna. In Italia ne viene uccisa una ogni due giorni. Sono prede facili, indifese, e il loro numero aumenta in maniera allarmante, a riprova che il femminicidio non è solo un atto empio e feroce ma anche il frutto di una cultura del disprezzo nei confronti della femminilità, di una modalità distorta di vivere i rapporti umani, di una visione dell'amore come smania brutale di possesso.  INNAMORATO PAZZOSAN VALENTINO: STORIE DI AMORE E DI MORTE
Anche nell'uomo ordinario il rifiuto sessuale scatena risentimento e talora rabbia e violenza. Solo pochi decenni fa era impossibile per una donna sottrarsi a una ri­chiesta di prestazioni sessuali del marito, come si fosse trattato di una insubordinazione grave, il non riconosci­mento del suo dominio. Il pene, insomma, è un simbolo di potenza prima ancora di un organo per il piacere sessuale. Importante è averlo, esibirlo. Così si arriva all’uccisione del partner: si tratta di un comportamento frequente fondato su un sentimento tra i più forti del­l’uomo contemporaneo. Il tutto comincia con le frustra­zioni e con la capacità di tollerarle. La frustrazione è un malessere dovuto al sentirsi considerato in modo diffor­me da quanto ci si attende e si ritiene di meritare. Un abbandono, un “tradimento”, una separazione… . La perce­zione della frustrazione varia da soggetto a soggetto tan­to da caratterizzare le personalità. Nel  femminicidio il gesto sessuale  si apparenta con il dominio dell'uomo sul  partner, di grado tale da  giungere al “bisogno di uccidere” . Del resto, secondo Freud, quando un bambino assiste alla scena primaria, cioè alla relazione tra i geni­tori, ne porta l'impressione di una lotta. La sessualità ha una componente aggressiva e le caratteristiche di una relazione di dominanza-sottomissione: “Dunque la violenza corrisponde alla componente aggressiva dell'istinto sessuale che è divenuta indipendente e in maniera esa­gerata ha, per spostamento; usurpato la sua posizione dominante”. Il piacere sta nella dimostrazione del pro­prio potere, vero elemento stimolante ed erotizzante. E' indubbio che la violenza nell'uomo si lega al pote­re e il potere al sesso.