pulse effect

Isola magnifica di mirti e aquiloni


Sono tornata. e sono felice. Gran bell'incipit, chissà se riesco a tenere il ritmo fino alla fine...Si sono appena concluse le vacanze migliori che mi siano capitate da anni. l'isola della maddalena è il posto che rivela la mia essenza vera e migliore. così era stato dieci anni fa, quando ero pulzella indecisa e rigorosa, così è stato ora, sempre io, ma forte dove ero debole, libera dove ero prigioniera.che sensazione preziosa, la libertà di fare, non fare, pensare, parlare, di non temere, di lasciarsi andare, di farsi viziare, di viziare, di godere la bellezza accecante del mare, del cielo, del vento...è accaduto tutto ciò che può rendemi felice: amici spensierati e chiacchierate interminabili al riparo di una tettoia, sotto le stellate più nitide che ricordassi, una casa battuta dal vento, unico rumore, cani lontaniun vecchio amore riabilitato, perfettamente trionfante con la sua nuova compagna, pronti tutti finalmente a riconciliare le nostre anime straziate di un tempola scoperta della maschera e boccaglio indossate con le lenti a contatto, abissi di sole e prati di poseidonia, pesci metallici, stelle rosso sangue, silenzio follie tenere e indiscrete, da ricordare nell'inverno cuporabbrividire quando lo senti dire "beh, io dormo qui", esultare nel cuore per il coraggio, abbandonare ogni remora e pudore, raccontare ogni cosa come non si fa neppure con gli amici, straziarsi di verità e sincerità e onestà mentale, sapendo che non c'è futuro ma un fortunato straordinario presente, chiudere tutti fuori per due giorni perfetti in cui frugare di me e di lui ogni angolo accessibilepassare il resto della vacanza a chiedersi se non sarebbe meglio abbandonare tutto e vivere per sempre in un capanno sulla spiaggiapensare che i cinghiali in fondo non sono 'sta cosaavere voglia di fumare, al terzo mirto divino e cantare qualunque cosa spudoratamente, ballare qualsiasi ritmo, spudoratamentegiocare con tutto ciò che capita, biglie, aquiloni, racchettoni, palloni, sassi, mozziconi di sigaretteguardare l'acquazzone di fine vacanze in sedici noni, dal capanno nelle dune, con la malinconia di diana krall che cantapensare che difficilmente ci saranno istanti ancora così veri e volere un figlio, da crescere perchè possa vivere sempre come io vorrei viveredormire sul pavimento di un traghetto, cullata dal mare, come fosse la mia seconda natura navigare acque agitatepensare che voglio essere così e che quindi lo sarò.