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Agricoltura e Novecento


Dal momento che ci hanno chiesto di occuparci di un progetto di fattibilità per un Museo dell'Agricoltura sabato mattina, molto presto, ero nella sala lauree della facoltà di agraria a seguire i lavori di un convegno sull'agricoltura durante il secolo appena trascorso.mi si è aperto un mondo:per prima cosa confesso con vergogna che soltanto sabato (nonostante un decennio e un lustro di mulini bianchi e piccoli mugnai) mi sono resa conto che "grano" e "frumento" sono ESATTAMENTE lo stesso cereale. non c'è nemmeno da commentare...uno dei relatori ci ha intrattenuti sull'evoluzione della trattoristica, dal motore a scoppio all'adozione del diesel, dalla trazione a due ruote a quella a quattro ruote motrici, dalle ruote piene a quelle a pneumatici (con piccola marchetta allo sponsor della giornata...). doveroso -pare- l'excursus sul motore Landini 500 Testa Calda.ma la cosa più spassosa è stato un compendio sui metodi antiparassitari. pare che ora, per evitare la tacchiolatura della mele, uno dei metodi sia quello dei dispenser.il dispenser immette nella'ambiente una quantità di ferormoni femminili tanto che il maschio del baco si imbizzarrisce e non trova più la femmina e quindi non possono riprodursi. questo metodo è detto "della confusione sessuale".e poi ho capito perchè i tipi di riso itliani hanno nomi fascisti (Roma, Balilla ecc.): semplicemente perchè glieli hanno dati in epoca fascista.adoro uscire dal seminato. e si potrebbe chiosare chela specializzazione impoverisce il patrimonio genetico.