Creato da gonzalo74 il 23/04/2006
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« Socialismo: abuso di un termineSPLEEN »

I DITTATORI

Post n°5 pubblicato il 27 Aprile 2006 da gonzalo74

E' rimasto un odore tra i canneti:
un misto di sangue e carne, un penetrante
petalo nauseabondo.
Tra le palme da cocco le tombe sono piene
di ossa demolite, di ammutoliti rantoli.
Il delicato satrapo conversa
tra coppe, colletti e cordoni d'oro.
Il piccolo palazzo luccica come un orologio
e le felpate e rapide risate
attraversano a volte i corridoi
e si riuniscono alle voci di morte
e alle bocche azzurre sotterrate di fresco.
Il dolore č celato, simile ad una pianta
il cui seme cade senza tregua al suolo
e fa crescere al buio le grandi foglie cieche.
L'odio si č formato squama su squama,
colpo su colpo, nell'acqua terribile della palude,
con un muso pieno di melma e di silenzio.

Pablo Neruda.

Mi permetto un commento:

I Dittatori sotterrano, insabbiano e godenti dell'impunitą sorridono tra i corridoi dei loro palazzi luccicanti.

Gli oppressi parlanti tacciono ormai sotterrati, esalando dalle loro tombe un lezzo nauseabondo per ricordare ai viventi il loro sacrificio. I viventi taciturni ignorano quel lezzo intorpiditi dalla loro vigliaccheria, schiacciano in fondo al petto la loro rabbia che, squama su squama, cresce.

Oggi i dittatori non deportano, non giustiziano pubblicamente, non rastrellano gli oppositori ma ugualmente modificano le leggi, restano impuniti, si arricchiscono facendo impoverire e gettando nella disperazione il popolo, ridono nelle loro ville e nei loro palazzi "tra coppe, colletti e cordoni d'oro".

Gonzalo.

 
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Commenti al Post:
alex_83_i
alex_83_i il 27/04/06 alle 20:12 via WEB
Ma sei sicuro che i viventi sappiano? Secondo me la maggior parte dei viventi non są, perchč il dittatore manipola l'informazione, č quella la sua forza!
(Rispondi)
 
 
gonzalo74
gonzalo74 il 28/04/06 alle 12:55 via WEB
Credo che l'uomo come struttura naturale tenda istintivamente alla corservazione della specie, come sovrastruttura culturale tenda all'autoconservazione nel senso egoistico del termine, ogni cosa sembra che non ci appartenga fino a quando non ci coinvolge in prima persona. Il sistema capitalistico-borghese costringe alla competizione sociale come mezzo per la sopravvivenza, le relazioni sociali sono percepite come un "mors tua vita mea", a parte quelle limitate relazioni profonde che ognuno instaura nella sua vita. Questa logica ha nullificato la coscienza di classe come processo culturale che impediva ai padroni di innescare le tipiche "guerre tra poveri" che gli permettono il controllo sociale.
(Rispondi)
 
toorresa
toorresa il 25/03/09 alle 09:14 via WEB
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