C'è un mondo di elite che si moltiplicano: un abbondante movimento di eccezioni trainanti
di Franco BolelliL'obiezione la conosco bene, è sempre la stessa: quando mi ritrovo a parlare entusiasticamente delle opportunità e delle possibilità di scelta che l'evoluzione sta generando, degli esseri umani capaci di proiettarsi al di là delle vecchi confini e di esprimere -se non di mettere al mondo- nuovi paradigmi, modelli mentali e comportamentali e cognitivi più vasti e più avanzati, c'è immancabilmente qualcuno che salta su a dire che tutto questo è comunque sempre elitario. Ci sta, è vero, ha ragione, non è di un mondo generalista che sto parlando. Solo che la nostra idea di elite non può più essere la stessa di qualche calendario fa. Prima l'elite coincideva con una piccola avanguardia o con una nicchia separata e privilegiata per censo o per cultura, mentre ora il mutamento si espande a macchia d'olio in una molteplicità di tipologie, e ci sono così decine di elite diverse in decine di mondi diversi, di pluralissimi campi dell'esperienza e della conoscenza. Per secoli abbiamo pensato che a determinare i grandi mutamenti fossero o le avanguardie o le masse o pochi individui geniali: bene, adesso nessuna di queste unità di misura funziona più. Adesso a spostare in avanti l'evoluzione è questo molteplice, abbondante, tutt'altro che uniforme movimento di eccezioni. La percentuale di innovatori, di produttori di contenuti e in generale di esseri umani che si muovono nel mutamento come pesci nell'acqua non supererà probabilmente il dieci per cento, ma mai come in questo caso i dati statistici vanno pesati, non calcolati. Perchè se lo proietti su un orizzonte globale, allora questo dieci per cento presenta due segni caratteristici assolutamente decisivi: primo, si traduce in diverse decine -se non centinaia- di milioni di umani; secondo, è in ampia, veloce, irresistibile proliferazione, e ci metterà ben poco a diventare undici, dodici, quindici (non soltanto in America e nei paesi occidentali, ma ormai anche in India, Cina, e in un sacco di altri posti). Noi oggi ci troviamo proprio qui, dentro un flusso impetuoso di elite connesse molteplici espansive, di milioni di eccezioni contagiose, che -in forme non piattamente persuasive ma magneticamente pervasive- allargano il proprio raggio e generano cerchi come un sasso lanciato nell'acqua. Sì, gran parte del pianeta continua a essere tagliata fuori -per mancanza di risorse economiche, per divieti ideologici e culturali, per cattive abitudini mentali- da tutto questo, e anche tanti che si tuffano nelle scintillanti lusinghe tecnocomunicative non sono poi capaci di servirsene per arricchire davvero la propria esistenza. Ma da che mondo è mondo l'evoluzione si compie a velocità diverse, secondo diversi ritmi, e non si misura mai guardando verso il basso e nemmeno attestandosi sulla media (in medio, come dicevano i latini, stat virtus: ma appunto, ci sta soltanto la virtù, non tutta quanta la pienezza vitale). E' davvero un mondo affascinante, quello in cui l'elite trainante è fatta di milioni di esseri umani ognuno diverso dall'altro. 16 settembre 2010