Creato da volpepolare il 29/08/2008

Quattro Cantoni

Fare amicizia ed incontrarsi a L'Aquila

 

 

Figli

Post n°19 pubblicato il 30 Settembre 2009 da volpepolare
Foto di volpepolare

Il fatto di avere quasi 35 anni mi porta spesso ad interrogarmi sul mio istinto che mi porta a desiderare un figlio. Queste le motivazioni che molto razionalmente ho trovato:
- avere qualcuno a cui dare amore senza paura di sbagliare
- avere qualcuno a cui lasciare quanto abbiamo guadagnato duramente
- avere in un certo modo una seconda chance per cercare di vivere meglio mettendo in pratica quanto imparato in una vita di fallimenti
- avere qualcuno che ci ami davvero
- avere qualcuno che badi a noi quando siamo vecchi

Ma il piu' importante credo sia:
- dare un senso alla nostra breve esistenza

A questo punto allora avere un figlio e' un atto di altruismo o un atto di egoismo?
E' un atto di coraggio o un atto di paura?

Allo stesso modo puo' essere considerato un atto di egoismo o di paura anche la scelta di non mettere al mondo figli per scongiurare a priori il rischio che noi possiamo soffrire per loro o che loro possano soffrire per noi. In questo modo dobbiamo occuparci solo di noi stessi e cio' dovrebbe risultare piu' facile.

Riassumendo: se fai figli vai incontro a qualche sacrificio e preoccupazione in piu' ma hai dato un senso alla tua esistenza, hai vissuto piu' pienamente la tua vita e forse qualcuno versera' una lacrima quando non ci sarai piu'.
Se non fai figli ti rispami molti pensieri ma vivi e muori solo come un cane.
Cosa fare?

Ci risiamo. Cerco risposte ma non faccio altro che pormi altre domande.
Forse e' gia' qualcosa...

 
 
 

Morti sul lavoro

Post n°18 pubblicato il 21 Settembre 2009 da volpepolare
Foto di volpepolare

E' una settimana che ormai quasi a reti unificate non si fa altro che parlare dei nostri militari connazionali morti in un attentato a Kabul.
Mi dispiace molto per questi ragazzi che sono morti cosi giovani e mi dispiace ancora di più per le loro famiglie. A parte il chiasso di questi giorni, i figli ormai orfani capiranno solo man mano che cresceranno quanto sia difficile non avere un padre vicino, certo le mamme faranno il loro massimo .... ed anche loro hanno davanti molto tempo per mettere a fuoco la tragicigità di quanto accaduto.
Magari rifarsi una vita appena possibile, chissà... magari per i loro figli e per non rimuginare troppo o magari perchè troveranno un'altra persona speciale con la esse maiuscola.

Non capisco però non si dia la stessa attenzione mediatica alle vittime un po' meno diciamo "spettacolari". Li dove non ci sono plotoni in alta uniforme o bandiere italiane o quanto altro sembra possa rendere una morte più o meno dignitosa di un'altra.
Mi riferisco ai poveri operai che muoiono nei cantieri, anche loro lasciano mogli e figli piccoli. Forse quesi sono meno eroi degli altri? Eppure è esattamente la stessa cosa: sia soldati che operai sono morti SUL LAVORO.
Un lavoro che essi stessi si sono scelti e del quale conoscevano i rischi.

Tutto Qui

 

 
 
 

Ma perche?

Post n°17 pubblicato il 12 Settembre 2009 da volpepolare
Foto di volpepolare

Voglio aprirmi ancora una volta e cercare di mettere un po' d'ordine in questa torbida marea di sentimenti e di emozioni che mi porto dentro.
Ancora ed ancora mi tocca fare i conti con la mia esagerata sensibilità. Ma l'essere molto sensibili è una cosa buona oppure cattiva? Non lo so davvero. Relazionandomi al vissuto quotidiano devo dire che crea non pochi problemi ed una buona dose di sofferenza. E' come una spirale senza fine: la sofferenza accentua la sensibilità e la sensibilità predispone alla sofferenza. Una spirale che lentamente ti consuma, ti toglie le energie vitali, il sorriso ed il buonumore. Ma soprattutto ti toglie la speranza nel domani e la gioia di vivere. Ma qual'è la via d'uscita? La superficialità e l'indifferenza? Preferisco piuttosto soffrire.
Ovunque, in qualsiasi momento non faccio altro che avvertire la sofferenza del prossimo, degli animali, della natura. Faccio davvero fatica a capire il senso di tutto cio'. Veniamo al mondo e muoriamo soffrendo. Tutta la vita poi la viviamo cercando di trovare un po' di felicità: alcuni ci riescono ed altri, molti altri, no.
Eppure il nostro istinto di sopravvivenza ci induce a non mollare mai, a salvaguardare fin quando possiamo la nostra esistenza. Ci spinge ad accoppiarci ed a riprodurci per prolugare l'esistenza di questa "straordinaria" razza umana. Nient'altro che il prolungarsi di un'agonia. A quale scopo? Chi ci ha programmati ad agire in questo modo? E soprattutto perchè? Qual'è il fine ultimo di questa logica? Da dove veniamo? Dove siamo diretti?
Il mio buon intuito mi dice che c'è un'Entità Superiore che ha creato tutto questo ed avrà avuto anche ottimi motivi.

 
 
 

Ciao

Post n°16 pubblicato il 11 Settembre 2009 da volpepolare
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Torno a scrivere, molte lune sono passate dall’ultima volta.

Torno a scrivere dopo una forte esperienza che mi ha segnato nel profondo.

La democrazia non poi cosi tanto democratica di un sisma che ha colpito tutti, senza distinzione, ha dimostrato che come sempre a soccombere sono i piu’ vulnerabili: quelli che non si sono potuti permettere abitazioni solide.

Tralascio volutamente i casi di edifici rimasti solidi soltanto sulla carta ma poi inesorabilmente sgretolati sotto i colpi dell’ingordigia e della stupidita’ umana.

Vorrei trovare il coraggio per scrivere qualche parola di saluto per una persona a me molto cara ma forse lei avrebbe preferito cosi: un semplice “ciao”, senza troppi formalismi. E allora ciao Prof.

Noi che restiamo ancora qualche anno, o qualche mese, o qualche istante (qual’e’ in fondo la differenza in confronto all’eternita’? Davvero nulla: un battito di ciglia...) cerchiamo di raccogliere le idee e le energie per risalire la china con dignita’. Per vivere il tempo che ci resta a testa alta e senza paura.

L’eco del rumore dei sogni in frantumi di quella notte torna quotidianamente ad avvolgerci. Ci ammonisce e ci ricorda che tutto puo’ finire da un momento all’altro. Ecco cosa fare: vivere oggi e non domani.

 
 
 

Buon 2009 a tutti!

Post n°15 pubblicato il 08 Gennaio 2009 da volpepolare
Foto di volpepolare

E' un po' che sono latitante e non scrivo molto sul mio blog. E' un periodo di stasi e sto recuperando un po di energie e di ottimismo.
Le ferie sono andate abbastanza bene. All'inizio non vedevo l'ora che finissero perche' mi annoiavo al di fuori dell'ambiente lavorativo ma poi ho cominciato a godermela sul serio. Con questo non voglio dire che ho fatto qualcosa di speciale ma semplicemente che facevo cio' che mi andava di fare quando mi andava di farlo senza pormi limitazioni di sorta. Mi ero riabituato cosi bene alla liberta' che e' stato duro poi tornare al lavoro. Certamente pero' mi ha fatto molto piacere ritrovare i colleghi del lavoro.
Ho riflettuto sul fatto che siamo come degli uccelli che a forza di stare in gabbia ci si abituano cosi tanto da non poterne piu' fare a meno.
Noi umani che siamo un po' piu' intelligenti degli animali (o per lo meno ci piace crederlo... a perer mio quello che noi chiamiamo intelligenza e' soltanto una forma di istinto piu' evoluta, ma sempre di istinto si tratta... ma questa e' un'altra storia...) non dobbiamo mai perdere di vista il nostro status di uomini liberi. Nasciamo liberi e liberi dobbiamo vivere. La liberta', in tutte le sue forme, e' il tesoro piu' grande che abbiamo (...uhmm e di questi tempi anche l'unico...)

 
 
 
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