fragorosi silenzi

Matinée "temeraria"


(Dovrò "tradurre", oltre che spiegare, ai miei adorati selvaggi/tabula rasa in tutto... Ma tanto è noto che io sia temeraria sempre...) Velletri, Teatro Tognazzi: incontro tra Pirandello e De Filippo con “Il Berretto a Sonagli”
Eduardo  e Pirandello si incontrarono in un camerino del Sannazzaro, nel 1933, durante la prima fulminante stagione del Teatro Umoristico.  Aveva 33 anni, allora, il fenomeno della stagione napoletana. L’altro 66, esattamente il doppio, ed era il più famoso drammaturgo del suo tempo, già prossimo al premio Nobel, ma circondato ancora dal sulfureo odore dello scandalo intellettuale.In quel famoso incontro Eduardo ha l’ardire di chiedere al grande Pirandello il permesso di tradurre alcune sue opere in napoletano e addirittura getta le basi per una collaborazione che sfocerà nella commedia scritta a quattro mani “L’abito nuovo”.  Fu lo stesso Pirandello, in uno degli incontri che i due ebbero successivamente, che suggerì ad Eduardo di mettere in scena “Il berretto a sonagli” in napoletano, Nel 1936 la commedia trionfò, al Fiorentini di Napoli, con ventidue “esauriti”. “Ciampa era un personaggio che aspettava da vent’anni il suo vero interprete” ebbe a dire Pirandello assistendo alle prove dello spettacolo.La vicenda è nota: lo scrivano Ciampa, per salvare il suo onore macchiato dalla tresca tra la moglie ed il principale, non trova di meglio che far passare per pazza colei che lo ha denunciato a tutto il paese. Ciampa è una figura esemplare nell’opera di Pirandello un concentrato di umanità dolente, di umorismo caustico, di beffarda critica alla falsità dell’ordine borghese.